Golf, 76° Open d'Italia: Fitzpatrick resta in testa, Pavan 10°

All’Olgiata Golf Club l’inglese precede l’americano Kurt Kitayama. Cede Justin Rose con +7.

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L’inglese Matthew Fitzpatrick è rimasto al comando con 200 (67 65 68, -13) colpi a un giro dal termine del 76° Open d’Italia, quinta tappa delle Rolex Series dell’European Tour, che si sta svolgendo sul difficile percorso dell’Olgiata Golf Club (par 71) a Roma. Ha perso due posizioni, ma può dire ancora la sua nella corsa al titolo, Andrea Pavan, decimo con 206 (69 67 70, -7), mentre ha effettuato un bel recupero Francesco Laporta, da 28° a 13° con 207 (69 70 68, -6), affiancato dall’inglese Danny Willett. Sono oltre metà classifica Edoardo Molinari, 44° con 212 (-1), Renato Paratore, Nino Bertasio e Guido Migliozzi, 51.i con 213 (par). La stessa posizione è occupata dall’inglese Justin Rose, numero cinque mondiale e campione olimpico, sicuramente la delusione della giornata, precipitato dal terzo posto dopo un pesante 78 (+7).

Matthew Fitzpatrick, 25enne di Sheffield, con cinque titoli sul circuito che ha ottenuto entro l’età di 24 anni, primato per un britannico, ha recuperato la leadership con un bel finale in cui ha messo a segno quattro birdie sulle ultime sei buche (dopo un birdie e due bogey) per il 68 (-3), che gli ha permesso di superare lo statunitense Kurt Kitayama (201, -12), 26enne di Chico (California), con due successi sul tour. Saranno in competizione per il titolo anche lo scozzese Robert MacIntyre (202, -11), l’inglese Matt Wallace e l’austriaco Bernd Wiesberger (203, -10), il danese Soren Kjeldsen (204, -9), così come il coreano Jeunghun Wang e gli inglesi Aaron Rai e Andrew Johnston, settimi con 205 (-8).

Ha perso terreno il sudafricano Rory Sabbatini, che di recente ha preso la nazionalità slovacca,  28° con 210 (-3). Nel secondo giro non ha superato il taglio Francesco Molinari e insieme a lui hanno lasciato il campo dopo 36 buche anche l’irlandese Shane Lowry e gli inglesi Ian Poulter e Paul Casey.

Golf, 76° Open d'Italia: terzo giro

È andato a fasi alterne Andrea Pavan che, dopo una partenza decisamente in salita (due birdie, tre bogey, un doppio bogey in otto buche) ha poi recuperato con cinque birdie contro un bogey per il 70 (-1). “Una giornata particolare - ha detto - con alcune buche in cui la pallina non è andata nella direzione giusta e altre giocate benissimo. Quando ho sbagliato sono stato sempre punito, ma non è una novità su questo campo, e ho pagato parecchio in avvio. Fortunatamente a metà percorso è tutto cambiato. Il gioco mi ha comunque sostenuto, ma capitano giornate in cui il punteggio non corrisponde a quello che esprimi. Domani? Le possibilità di vittoria sono lontane, ma di sicuro darò il massimo  poi vedremo cosa accade”.

Francesco Laporta, soddisfatto dell’esito del turno, non cambierà strategia. “Ho giocato bene. Peccato per il doppio bogey, ma mi sono divertito e domani spero di continuare con questo ritmo. Debbo in primo luogo ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto e seguito non solo oggi, ma anche nei giorni scorsi, creandomi attorno una bella atmosfera. Domani mi comporterò come ho fatto fino ad ora: attaccherò e non cambierò nulla nella mia routine”. Nel suo 68 (-3) cinque birdie e un doppio bogey.

Deluso invece Guido Migliozzi, che non si attendeva di perdere tante posizioni. “Francamente non so che cosa mi sia successo. Una giornata no. Non ho trovato il ritmo di ieri sin da quando sono sceso in campo. Ho subito sbagliato, poi ho avuto alcune occasioni per recuperare e rientrare in partita, ma non sono andate a buon fine. Si, è vero, c’è ancora un giro, ma i miei obiettivi erano diversi”.

Quanto mai felice invece Kitayama le cui ambizioni vanno oltre il successo. “Non posso che essere soddisfatto dopo un giro così, con uno score basso, senza bogey e soprattutto con un gioco solido. Domani darò tutto per arrivare a un titolo a cui tengo molto. Amo Roma, adoro la cucina italiana e vincere proprio in questa città sarebbe il top. Mi piacerebbe essere qui anche nel 2022 nel team americano che disputerà la Ryder Cup, ma il cammino è ancora lungo. Di sicuro sarebbe un sogno realizzato”.

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