Calcio e politica: Turchia celebra la vittoria con il saluto militare

Chiaro riferimento a quanto sta accadendo a livello geopolitico al termine della partita vinta sull'Albania.

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Già nelle ore precedenti, alcuni club e giocatori (tra cui Cengiz Under della Roma e Merih Demiral della Juventus) si erano esposti in modo chiaro nei confronti di una vicenda che con il calcio ha ben poco a che fare, mischiando così lo sport con la politica e generando non poche polemiche al riguardo tra gli addetti ai lavori.

I riferimenti all'invasione della Turchia ai curdi siriani decisa dal presidente Erdogan sono ormai continui da parte dei calciatori turchi e la conferma ulteriore è arrivata al termine della partita di qualificazione ai prossimi Europei 2020 disputata ieri al Fenerbahce Ulker Stadium.

Turchia, saluto militare dopo la vittoria

In un tripudio di bandiere turche che hanno ricoperto praticamente tutto l'impianto, quando al 90' Tosun ha regalato al pubblico la rete del successo sull'Albania di Edy Reja, i giocatori sono andati a festeggiare tutti insieme (tra loro anche lo stesso Demiral e Calhanoglu del Milan) imitando il saluto militare.

Una nuova presa di posizione, insomma, da parte della Turchia, che ha utilizzato la sua nazionale di calcio per veicolare un messaggio che con lo sport non dovrebbe avere niente a che vedere. Ma questo, a quanto pare, è un discorso che vale solo in teoria.

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