NBA: i problemi con la Cina e Nets-Lakers in un clima surreale

La partita tra Lakers e Nets si è giocata in un clima surreale, misto tra tifo e freddezza dopo il caso del tweet di Daryl Morey.

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Quando si pensa alla NBA, uno dei primi concetti che si associa è il global game, probabilmente nessun’altra lega professionistica è così radicata in tutto il mondo e soprattutto ha mostrato grande interesse e dispiegamento di forze per affermare il proprio brand portando il proprio spettacolo al di fuori dei confini americani. Si sa anche che il mercato cinese è sempre molto ricettivo a ogni tipo d’intrattenimento che li appassioni e le gare di preseason che la lega ha organizzato all’ombra della muraglia sono puro business. Non tutto però è andato per il verso giusto.

Daryl Morey, con un tweet in cui ha professato il suo schieramento al fianco della lotta da parte di Hong Kong nell’emancipazione dal regime cinese su alcuni argomenti politici e sociali, ha scatenato un vero e proprio incidente diplomatico che ha travolto l’NBA e rischia di metterla in una posizione molto difficile con il mercato del sol levante. Il tweet di Morey è stato cancellato poco dopo, ma il contenuto è rimasto in molti screenshot e ovviamente i cinesi sono insorti pesantemente arrivando ad atti di ritorsione verso tutta l’organizzazione.

Questo tifone ha colpito proprio mentre la tournée era in pieno svolgimento e i cinesi non hanno impiegato troppo tempo a rimuovere i cartelloni pubblicitari della NBA dalle città coinvolte, a togliere gli sponsor all’interno della partita tra Lakers e Nets, derubricando così i Rockets da squadra più amata dell’est a vero e proprio nemico pubblico numero uno. Il proprietario Fertitta si è dissociato dalle dichiarazioni di Morey dicendo che non sono la voce della franchigia, ma spiegando anche che i Rockets non sono un partito politico o una classe sociale dando il proverbiale colpo al cerchio e alla botte.

China game Lakers-Nets
James in China

NBA: Lakers-Nets in un clima particolare

Dopo gli avvenimenti c’era comunque una partita da giocare e un nuovo scontro tra Kyrie Irving e LeBron James che, seppure in preseason, poteva regalare perlomeno un po' di aspettativa in più rispetto al solito. Irving ha però giocato solo un minuto trovandosi una volta faccia a faccia con l’ex compagno, per poi sedersi in panchina per il riacutizzarsi di un problema fisico pregresso. Se la partita è anche stata interessante, bisogna soffermarsi sul clima un po' surreale che ha fatto da contorno al match. Da una parte c’è lo schieramento dell’istituzione cinese che ha reso fredda e asettica l’arena in evidente segno di protesta, dall’altra comunque l’aspettativa e la voglia di godersi lo spettacolo dei tifosi.

Quando si sono aperti i cancelli, comunque, tantissimi tifosi hanno preso letteralmente d’assalto i propri posti vestendo le maglie di Lakers (tante) e Nets (meno). Quando i gialloviola sono entrati in campo ogni ideologia politica è svanita e c’è stata una standing ovation, diventata poi esaltazione con l’inizio della sessione di tiro. Nonostante gli sponsor mancanti, un clima da guerra fredda, è romanticamente sempre lo sport all’interno del campo a unire e in questo caso i tifosi si sono goduti la partita, lo spettacolo e sono rimasti coinvolti emotivamente in un match a cui solo loro potevano dare un tocco di colore.

La posizione NBA e cosa succederà

Adam Silver, a seguito del tweet di Morey, ha professato la libertà di parola all’interno della sua lega, dando uno spunto che è in linea con l’esortazione che ha sempre dato ai propri dipendenti di far sentire la propria voce anche su temi importanti (vedi razzismo e politica), ma non prendendo ancora una posizione tranciante. In questi casi una posizione intermedia rischia di scontentare tutti, ma il terreno è spinato e in ballo ci sono una coerenza di opere e parole, con dall’altra un mercato florido, in ascesa e di grande profitto. L’NBA è un business prima di tutto e il lato economico deve per forza farla da padrone, però una posizione decisa a favore della libertà di espressione in ogni sua forma civile, nel mondo americano che ancora non ha chiuso il caso Kaepernick, potrebbe essere uno statement piuttosto pesante per il futuro.

Silver al momento si trova tra due fuochi, con la certezza che in qualsiasi posizione netta si esprima saprà di sbagliare qualcosa. Tsai, nuovo owner dei Brooklyn Nets, ha spiegato in modo chiaro cosa significhi per i cinesi (sebbene lui taiwanese) il senso di appartenenza e l’unione totale nella legittimazione del proprio paese verso l’esterno. Morey ha tolto il tweet e probabilmente non era neanche perfettamente conscio del vaso di Pandora che avrebbe scoperchiato, ma ora la situazione è complicata e di certo, sebbene già parzialmente sopita dal gioco, ancora lontana dall’essere risolta. Nel frattempo dallo store cinese della Nike è sparito il merchandising dei Rockets…

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