Il pulcino e il campione del motociclismo

Filippo ha quattordici anni ed una futura e promettente carriera da professionista che lo attende, Michele è il più forte e titolato pilota del Campionato Italiano Velocità: l'abbraccio tra due generazioni di corridori.

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Iniziare da fanciulli, allenarsi e prepararsi ed affrontare sacrifici. Se si vuole diventare professionisti - e professionali - questo è l'iter da intraprendere, altre vie non ci sono. Lo dice la musica, lo conferma l'arte, lo racconta il motociclismo. Il talento è una dote innata, ma l'esercizio è fondamentale, per tutti. Ore e ore a strimpellare con la chitarra, notti intere con in mano un pennello dinanzi una tela da sporcare , sessioni e test in pista, districandosi tra gomme consumate e meccanici più adulti.

Il paddock del Campionato Italiano Velocità offre la situazione appena descritta: sono tanti i ragazzini impegnati nelle classi propedeutiche tricolori, seguiti da uomini competenti ed esperti. Tra i tanti "pulcini", ecco Filippo Farioli, appartenente ad una stirpe di fuoristradisti. Il nonno Arnaldo è stato più volte campione nella Regolarità nostrana, lo zio Fabio vinse il mondiale Enduro, il padre Paolo fu protagonista nel cross.

Farioli vuole diventare grande, ovvero, pilota di vertice iridato. Il suo sorriso contagia e gli occhi si illuminano quando incontra il pluricampione, Michele Pirro. Tra il quattordicenne bergamasco ed il trentatreenne pugliese vige un gap di quasi vent'anni, tuttavia, i due centauri sembrano somigliarsi. Il ragazzino desidera crescere in fretta, il pluri titolato Superbike fermerebbe il tempo. Ma non il crono: la sua Ducati Panigale V4 R numero 51 sbriciola record e colleziona trofei; proprio ciò che sogna fare Filippo, velocissimo sulla RMU nella classe Pre Moto3, quella che produce gli azzurri piloti in erba.

Michele Pirro, pluricampione del CIV SuperbikeFederazione Motociclistica Italiana
Michele Pirro festeggia vittoria e titolo tricolore

Il Re Nazionale Pirro incontra il piccolo Filippo a Vallelunga

Tuta di pelle per entrambi, stivalata dura con passo da cowboy allegato, sguardo alto e sicuro. Filippo è più basso di Michele che, tra i due, presenta - ovviamente - qualche pelo di barba in più. Anzi, Farioli di peli proprio non ne ha, il suo viso da bambino trasmette un candore che conquista gli addetti ai lavori ed i giornalisti. Pirro sa come muoversi, tante le sue dichiarazioni stampa nel campionato italiano e nelle competizioni mondiali.

È bellissimo vederli insieme, perché evidente è lo spirito d'ammirazione reciproca, da una parte per un motivo, dall'altra per altrettanto valide ragioni. Se il giovane desidera la stessa pesante bacheca di trofei del campione, il professionista invidia la freschezza del "pilotino", che già ragiona come un adulto. Infatti, le domande di Filippo a Michele sono sensate, mirate, volte a trarre tutto ciò di utile dalle risposte che arrivano.

Non sottovalutiamo il palmares del pugliese. Vincere nell'ELF CIV è impresa ardua e lui ci è riuscito ben sette volte. Mettersi dietro avversari nella Superbike Mondiale è per lui una abitudine, quando è chiamato a farlo. E poi, la Ducati Desmosedici, senza segreti, che egli sfrutta al meglio nelle wild card in cui è stato protagonista. Sentendo la parola "MotoGP", a Farioli si illuminano gli occhi, mentre le parole di Pirro incoraggiano il giovane collega:

Provo invidia di cotanta giovinezza! Mi fa piacere vedere nel paddock ragazzi come lui.speriamo che i giovani crescano bene, so che la Federazione lavora sodo per riuscirci. Filippo proviene dal cross, pure io mi alleno nel fuoristrada, capisco quanto sia difficile. Sono contento Farioli voglia correre nella velocità, anche l’asfalto regala emozioni. Dovrà concentrarsi sull’obiettivo, perché è facile perdersi. Arrivati ad un certo livello, si rischia di plafonarsi, ma Filippo ha un papà che lo terrà coi piedi per terra. Questo è un vantaggio: non è semplice trovare genitori che aiutino il figlio in uno sport così particolare, ne ho visti di giovani perdersi per strada

Gli occhi di Farioli si illuminano: "Anche io voglio correre in MotoGP come fa Michele"

Minuto ma muscoloso. L'allenamento del cross forgia il corpo ed affina i riflessi, infatti, "Fariolino" è già preparato alle sofisticate e precise moto da corsa. Se messo sulla bilancia, Filippo non arriva a 50 chili, abbigliamento tecnico incluso. Forse, solo indossando il casco, il numero 77 oltrepassa la mezza quintalata, ma non di troppo. Seduto di fronte a Pirro, il giovanissimo bergamasco ascolta le parole del pugliese e, spesso e volentieri, la sua attenzione mette nell'obiettivo la scritta Ducati, cucita sulla tuta del campione.

Farioli festeggia il successo nell'ELF CIV Pre Moto3Federazione Motociclistica Italiana
Farioli esulta: Filippo ha vinto la classe Pre Moto3 del round di Imola

Farioli è stato molto bravo durante l'arco della stagione. Al debutto nella competitiva e difficile classe Pre Moto3, il pilota del Team Pasini Racing ha vinto in ben due occasioni - Imola e Misano - salendo sul podio altre cinque volte, con quattro secondi posti ed un terzo. Niente male, anzi, molto bene. Il suo stile di guida è aggressivo e pulito, il ragazzo sa farsi largo senza commettere scorrettezze. Gli insegnamenti della famiglia e degli istruttori federali sono stati proficui ed utili per lui, che li mette in pratica quando sale in sella.

Per arrivare al livello di Michele Pirro, la strada è lunga, ma ben spianata. Filippo ha già le idee chiare, ecco perché chiede consigli e memorizza ogni informazione. Allenamento, mentalità, metodo e serietà. Il pulcino trova nel campione tutto ciò che serve per andare forte. Oltre al talento. Il sogno di tutti è lei, la Regina, la MotoGP. Ogni pilota vorrebbe provarla almeno una volta, magari se tinta di rosso:

Wow, un pilota Ducati, che bomba! Michele è molto forte e completo, i titoli vinti sono assolutamente meritati ed è una grande emozione trovarmi al suo cospetto. Mi piacerebbe arrivare, in futuro, al suo livello. Superbike? Sì, mi attira. Però, il mio sogno sarebbe correre in MotoGP. Vorrei guidare una KTM e poi, chissà, la Ducati Desmosedici, rossa e potente. So che non mi devo montare la testa, infatti ringrazio la mia famiglia per il supporto economico e quello morale, conserverò anche i preziosi consigli di Pirro

Avete letto? La metodologia e la spontaneità, la consapevolezza e l'istinto, la concretezza ed il sogno. Il nostro motociclismo vanta corridori affermati e ragazzi da coltivare, come se fossero prodotti della terra. Proprio dallo sterrato proviene Filippo Farioli, deciso a farsi largo pure sul duro e nero asfalto, esattamente come ha fatto e fa Michele Pirro. Lo abbiamo visto tante volte nel calcio: i pulcini imparano dai campioni e, spesso, riescono pure ad emularli. Lo speriamo tutti.

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