Telahun Bekele batte Muktar Edris al Giro al Sas di Trento

Non solo Mondiali di Doha. L’atletica ha vissuto un intenso fine settimana con il tradizionale Giro al Sas di Trento e gli ultimi scampoli dell’atletica in pista con la disputa dei Campionati italiani under 16 di Forlì.

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Rivincite iridate alla settantatreesima edizione del Giro al Sas di Trento dove il ventenne etiope Telahun Haile Bekele (quarto classificato ai Mondiali di Doha sui 5000 metri) si è imposto in un buon 28’09” sul percorso di 10 km nel centro storico di Trento davanti al campione del mondo dei 5000 metri di Londra 2017 e Doha 2019 Muktar Edris. Bekele ha iscritto il suo nome nel prestigioso albo d’oro della famosa gara trentina organizzata dai fratelli Gianni e Ferruccio Demadonna. 

La gara si è svolta in una serata perfetta con una temperatura gradevole e senza vento. Soltanto una settimana fa Edris ha conquistato il suo secondo titolo mondiale sui 5000 metri al Khalifa Stadium di Doha, mentre Telahun Bekele era andato vicino al podio classificandosi al quarto posto. Bekele ha tagliato il traguardo in Piazza del Duomo a Trento in 28’09” con un vantaggio di 23 secondi nei confronti di Edris, che lo precedette nell’edizione 2017 del Giro al Sas. Edris ha vinto tre edizioni del Giro al Sas nel 2014, 2015 e 2017. Bekele ha tenuto una media di 2’50” al chilometro su un percorso difficile pieno di curve e sampietrini realizzando il secondo miglior tempo di sempre di questa manifestazione. Con il successo conquistato nella gara trentina Bekele ha coronato una grande stagione nella quale ha vinto i 5000 metri al Golden Gala Pietro Mennea di Roma stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 12’52”98. 

Telahun Bekele:

E’ sempre fantastico venire a Trento. Due anni fa fui secondo. Volevo fare bene e ci sono riuscito. Sono molto deluso da Doha. La mia stagione finisce a Trento. Per il 2020 mi concentrerò sulle gare indoor e sui cross prima di affrontare la preparazione per le Olimpiadi di Tokyo 2020

Edris è passato in testa al passaggio intermedio aggiudicandosi il Trofeo Giacomelli al quinto giro. Bekele ha staccato Edris intorno il quinto giro prima di piazzare l’allungo decisivo a tre giri dalla fine. Il diciassette Worku Bekele ha completato il podio tutto etiope classificandosi al terzo posto in 28’38”. Nekagenet Crippa è stato il migliore degli italiani in sesta posizione in 29’59” e ha conquistato il Trofeo dedicato alla memoria di Cosimo Caliandro, campione europeo indoor sui 3000 metri a Birmingham 2007 morto in un tragico incidente stradale. 

Il Giro al Sas è stato il momento clou di un ricco fine settimana dedicato alla corsa su strada nel capoluogo trentino, che ha celebrato il tradizionale Trentino Running Festival, grande contenitore di eventi comprendente il Giro al Sas Kids, la Happy Family Run, le gare amatoriali, la Trento Half Marathon di Domenica con migliaia di persone al via. 

La keniana Purity Rionoripo ha vinto la mezza maratona femminile in un ottimo 1h08’34” demolendo il record del percorso detenuto dalla connazionale Joyce Chepkemoi con 1h09’21”. Nella sua carriera Rionoripo vinse la Maratona di Parigi in un eccellente 2h20’55 nel 2017 prima di prendersi un anno di pausa per maternità. Irene Kimais si è classficata al secondo posto in 1h09’51” precedendo l’altra keniana Caroline Nyaga (1h10’00”). 

La quarantasettenne valdostana Caterine Bertone ha stabilito la migliore prestazione italiana alla Trento Half Marathon con 1h13’27” facendo meglio rispetto all’1h15’10” realizzato da Agnes Tschurtchenthaler nel 2017. La seconda italiana al traguardo è stata Sarah Giomi, che ha tagliato il traguardo in 1h17’18. 

Sono molto soddisfatta di questa Trento Half Marathon. Il percorso non è semplicissimo e ho corso tutta la gara da sola. E’ una bella prestazione che mi fa capire che la strada intrapresa è quella giusta

Ha affermato Bertone al traguardo. L’etiope Tefera Mosisa ha vinto la Trento Half Marathon in 1h01’12” migliorando il primato del percorso detenuto dal keniano Justus Kangogo con 1h01’48” dall’edizione del 2017. Mosisa e il connazionale Yasin Haji hanno dato vita ad un testa a testa intorno al 15 km prima dell’allungo decisivo di Mosisa all’ingresso nel centro storico di Trento. Haji (campione del mondo under 20 di corsa campestre nel 2015) si è classificato al secondo posto a sette secondi dal vincitore in 1h01”19 (a sua volta prestazione migliore rispetto al precedente record della manifestazione di Kangogo). Geoffrey Kirui si è classificato al terzo posto in 1h03’40” precedendo di 18 secondi l’azzurro Ahmed El Mazoury, che ha fatto registrare il miglior tempo per un corridore italiano alla Trento Half Marathon con 1h03’58” facendo meglio rispetto all’1hh05’12 fatto registrare nel 2011 da Said Boudalia. 

Da due anni non correvo così forte. Stavo bene. Ho provato a stare con i primi finché ho potuto. Le gambe giravano e comunque sono arrivato bene

Ha dichiarato El Mazoury. Grande soddisfazione trapela dalle parole del Presidente del Comitato organizzatore Ferruccio Demadonna (fratello di Gianni Demadonna, manager di tanti campioni keniani ed etiopi). “La soddisfazione di oggi è totale. Abbiamo lavorato per battere i record del percorso e ci siamo riusciti grazie ad atleti straordinari che hanno scelto a correre qui da noi. Siamo soddisfatti per come è andata tutta l’organizzazione, per tutte le migliaia di atleti che sono venuti per vivere un intenso fine settimana al Trento Running Festival. Grandi prestazioni cronometriche di assoluto livello internazionale su un percorso non facilissimo, con qualche salita di troppo e tante curve”. 

Langat vince la mezza maratona di Cardiff

Il keniano Leonard Langat ha vinto la mezza maratona di Cardiff in 59’30” migliorando il record del percorso di 1 minuto e 13 secondi. Langat ha preceduto il connazionale Shadrack Kimining di due secondi. Arrivo in volata nella gara femminile dove Lucy Cheruiyot ha preceduto l’etiope Azmera Abreha con lo stesso tempo di 1h08’20”. La keniana Paskalia Chepkoech si è classificata al terzo posto in 1h08’25”.

Sichala conquista il successo alla Maratona di Kosice

L’etiope Kumeshi Sichala ha battuto il record del percorso in 2h26’01” nella Maratona slovacca di Kosice, la più antica maratona d’Europa dopo un passaggio intermedio alla mezza maratona in 1h12’34.” Sichala ha battuto di sette minuti Chemutai Rionotukei (2h33’27”). Il keniano Hillary Kipsambu Kipsang si è aggiudicato la gara maschile in 2h09’03” davanti all’etiope Shumet Mengistu (2h10’51”).  

Campionati Italiani cadetti di Forlì: trionfo lombardo 

La rappresentativa lombarda ha vinto la classifica combinata dei Campionati Italiani cadetti (rassegna tricolore riservata ai migliori under 16 italiani) di Forlì. La Lombardia ha totalizzato 579 punti precedendo di appena quattro punti il Veneto e di cinque punti il Lazio e si è imposta nella graduatoria femminile con 297 punti davanti al Veneto (292 punti) e al Lazio (279 punti). Il Lazio ha primeggiato nella classifica maschile con 295 punti superando la sorprendente rappresentativa della Puglia di otto punti. 

A livello individuale spicca la migliore prestazione italiana all-time under 16 dei 100 ostacoli maschili stabilita due volte da Lorenzo Dentato, prima con 12”88 in batteria e successivamente con 12”77 in finale. Il non ancora quindicenne laziale aveva già stabilito il miglior crono nazionale di categoria con 12”92 a Lanuvio lo scorso 13 Aprile all’esordio stagionale. 

Il veneto originario del Burkina Faso Yassin Bandaogo ha trionfato sugli 80 metri in 8”91 mancando di un centesimo di secondo il primato personale realizzato al Memorial Pratizzoli di Fidenza. Bandaogo ha iniziato ad allenarsi seriamente solo da quest’anno sotto la guida del tecnico veneto Umberto Pegoraro. 

La quattordicenne varesina di Gallarate Ludovica Galuppi ha vinto il primo titolo italiano al debutto in questa categoria sugli 80 metri in 9”96 arrivando a 11 centesimi di secondo dal personale stabilito lo scorso Giugno. Caterina Camossi (figlia dell’ex campione del mondo indoor del salto triplo Paolo Camossi e dell’ex sprinter Giada Gallina) si è classificata al secondo posto in 10”06. 

La torinese Great Nnachi ha bissato il titolo under 16 dell’anno scorso nel salto con l’asta con 3.70m al secondo tentativo prima di tentare tre prove senza successo alla misura della migliore prestazione italiana di categoria alla quota di 3.85m. La quindicenne torinese nata da genitori di origini nigeriani, allenata dal tecnico Luciano Gemello, ha portato il primato italiano under 16 alla quota di 3.80m ad Aosta. 

Il quattordicenne romano Mattia Furlani ha vinto il salto in alto con 1.99m seguendo le orme della sorella maggiore Erika Furlani, vice campionessa mondiale under 18 nel salto in alto a Donetsk 2013. I fratelli Furlani sono cresciuti in una famiglia di atleti: il papà Marcello era un saltatore in alto da 2.27m, mentre la madre Kathy Seck di origini senegalesi era una buona velocista. 

Matilde Carboncini ha vinto il pentathlon femminile con 4245 punti. Anche Matilde è figlia di un campione di un altro sport Lorenzo Carboncini, vincitore di undici medaglie mondiali e oro olimpico con il quattro senza di canottaggio. 

La pugliese Anna Musci (sorella minore dell’argento olimpico giovanile di Buenos Aires 2018 Carmelo Musci) si è aggiudicata il titolo under 16 del getto del peso con 13.98m. 

Matteo Zordan ha vinto il lancio del disco con 40.14m precedendo Daniele Fabbri (fratello dell’azzurro del getto del peso Leonardo Fabbri, primo degli esclusi dalla finale ai Mondiali di Doha). Curiosamente la mamma di Matteo Zordan è cugina di Paolo Dal Soglio, allenatore di Leonardo Fabbri. 

Daniele Cighetti ha vinto il lancio del giavellotto migliorando il record personale di quattro metri con 61.41m salendo all’ottavo posto nelle liste italiane under 16 di sempre. 

Il Piemonte ha fatto tripletta vincendo i 300 ostacoli sia in campo femminile con Ludovica Cavo (44”08) e Moreno Ibidi (39”60) e l’esathlon maschile con Stefano Demo (4662 punti). 

Successi del Veneto in campo maschile per Loris Tonella nei 300 metri (35”59) e di Giovanni Lazzaro sui 1000 metri con 2’35”09. 

Federico Bonanni ha superato il record personale con 4.30m entrando nella top ten del salto con l’asta maschile. 

Il lombardo nato da madre nigeriana Kelvy Bruno Okumbor ha battuto di un centimetro Gabriele Sollai nel salto triplo con la misura di 13.98m. Il salto in lungo ha visto i successi della lombarda Marta Amani (5.80m) e del siciliano di origini tunisine Ben Chabene (6.88m). Amani suona pianoforte classico e ha praticato nuoto a livello agonistico. 

La rassegna tricolore giovanile si è aperta con una bella cerimonia inaugurale alla quale hanno preso parte Vittoria Fontana e Lorenzo Paissan, che hanno vinto i titoli under 20 sui 100 metri lo scorso Luglio a Boras in Svezia. I due sprinter azzurri hanno acceso il tripode in Piazza Saffi a Forlì. Paissan vinse il primo titolo italiano da cadetto sugli 80 metri nel 2015. 

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