Messi e Cristiano Ronaldo: insidie e pericoli della Brexit

A fine mese la Gran Bretagna sarà fuori dall'UE e chi vi avrà subito condanne non sarà ammesso nel paese. Problemi vista Champions per Leo e CR7, condannati per reati fiscali?

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Di Brexit e calcio e delle conseguenze che l'uscita della Gran Bretagna dall'UE potrebbe avere nel mondo del pallone si è discettato a lungo. La Premier League potrebbe esserne la prima vittima: la più che probabile svalutazione della sterlina, la difficoltà a ottenere permessi di lavoro - anche per stelle come Messi o Cristiano Ronaldo - oltre alle tasse, potrebbero essere tutti fattori atti a provocare una perdita di appeal dalle conseguenze difficilmente immaginabili per il campionato inglese.

Senza contare poi i giocatori britannici ora all'estero. Prendiamo per esempio uno come Gareth Bale: già in rapporti complicati col suo club, l'improvvisa qualifica di giocatore extracomunitario non gioverebbe sicuramente a una sua permanenza al Real Madrid - che probabilmente preferirebbe spendere diversamente il "jolly" extraUE - e d'altra parte non lo aiuterebbe a trovare un'altra sistemazione fuori dalla Gran Betagna.

E non stiamo parlando di un futuro lontano, stiamo parlando di una questione di poche settimane. Sì, perché l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, la cosiddetta Brexit, decisa dall'esito del voto del referendum del 23 giugno 2016, dovrebbe avere formalmente e concretamente luogo, dopo molti rinvii e polemiche dentro e fuori dal Regno Unito, il 31 ottobre prossimo.

Messi
Due le trasferte inglesi per Messi nella scorsa stagione, sempre in Champions League: prima sul campo del Tottenham poi su quello del Manchester United

Messi, Cristiano Ronaldo e i pericoli della Brexit

L'uso del condizionale però sembra, a ogni giorno che passa, sempre più superfluo. La macchina è davvero avviata e a nulla paiono portare tentativi e appelli alla ragione di chi vede la Brexit - che sta dividendo, vera e propria frattura, la stessa opinione pubblica britannica - come una sciagura. E una sciagura potrebbe rivelarsi, per diversi aspetti, anche per i cittadini che dall'Europa devono recarsi oltre Manica, per periodi più o meno lunghi, per cause di lavoro. 

E non è difficile prevedere tempi difficili per gli stessi calciatori e non solo per quelli che, provenienti dall'Unione Europea, giocano o ambiscono giocare in Premier League, ma anche per alcuni di coloro che nel Regno Unito devono solo recarsi per una trasferta, poniamo, di Champions League o di Europa League. Fino a oggi, infatti, la legge inglese permette l'accesso sul proprio suolo a chi proviene dall'Unione Europea e ha subito una condanna penale nel suo paese, purché questa non sia considerata una minaccia per la sicurezza nazionale. Ma la Brexit cancellerà queste agevolazioni e quando sarà in vigore, impedirà l'ingresso a chi abbia subito qualunque tipo di condanna

Cristiano Ronaldo
Quella della scorsa edizione della Champions League sul campo del Manchester United potrebbe essere l'ultima trasferta inglese per Cristiano Ronaldo

Non che il mondo dello sport, e del calcio in particolare, sia abitato da incalliti criminali, ma le condanne quanto meno per reati fiscali non mancano. Da Lionel Messi a Cristiano Ronaldo, da José Mourinho a Neymar, a Di Maria, fino a Maradona, Marcelo e Valentino Rossi i nomi di famosissimi uomini di sport che potrebbero vedersi respinti a Dover sono tanti. E se Vale non potrebbe schierare la sua moto 46 al via di Silverstone, ancora maggiori e immediati potrebbero essere i problemi cui andrebbero incontro per esempio Barcellona, Juventus o PSG.

Ceferin Uefa
Il presidente dell'Uefa Ceferin vuole parità di trattamento

Attualmente, nella fase a gironi, nessuna delle tre ha in programma trasferte oltre Manica, ma a partire dagli ottavi le probabilità sarebbero decisamente maggiori ed essere magari costretti a giocarsi una semifinale ad Anfield senza le proprie stelle sarebbe una disdetta per i club interessati, per l'Uefa e in seconda battuta pure per il calcio inglese. Sì, perché quando il problema fu ventilato, tempo fa, il presidente Ceferin fu molto chiaro:

Se questo provvedimento della Gran Bretagna riguarderà anche i calciatori in quanto coinvolti in un certo tipo d'inchiesta, allora dovremmo cominciare a riflettere se sia conveniente giocare lì delle partite di competizioni europee. È importante per noi che i giocatori inglesi possano viaggiare andando ovunque, ma lo stesso deve accadere a parti invertite. È molto meglio con la libertà di circolazione garantita dagli stati europei.

Sono parole pronunciate quasi tre anni fa, ma una soluzione non è ancora stata trovata.

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