Calciomercato, il nuovo Re Mida Luis Campos racconta i suoi segreti

Il ds portoghese del Lille, cercato in estate dal Milan, ha realizzato cessioni per più di 500 milioni di euro e in un'intervista esclusiva concessa a Sky Sports si confessa tra passato, presente e futuro.

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E se venisse fuori che il problema non risiedeva nella guida tecnica? Nelle ore in cui il Milan si prepara a chiudere con brutale anticipo sui tempi l'esperienza con l'allenatore Marco Giampaolo, è naturale per chiunque tifi rossonero sperare che la soluzione scelta dalla società si rivelerà vincente, rigenerando una squadra troppo brutta per essere vera. Se così non fosse, però, a fine stagione servirà una riflessione decisamente più approfondita, che dovrà necessariamente partire dal calciomercato estivo e da chi lo ha condotto, cioè il trio formato da Paolo Maldini, Zvonimir Boban e Frederic Massara.

La sensazione è che i tre non abbiano saputo muoversi bene, pur con le ridotte possibilità a disposizione, consegnando a Giampaolo una squadra costruita male e non adatta al suo stile di gioco. Sono mancati acquisti di rilievo, sono mancate soprattutto le cessioni che li avrebbero permessi, ed è naturale in questo momento riavvolgere il nastro all'estate appena passata, a quando nelle alte sfere del Milan fu più volte proposto, come nuovo responsabile di calciomercato, il portoghese Luis Campos. Un discorso poi mai neanche abbozzato, ma che forse avrebbe potuto cambiare la storia recente del Diavolo.

Proprio così, perché pur avendo trovato le luci della ribalta soltanto recentemente, l'attuale direttore sportivo del Lille già da anni trasforma in oro tutto quello che tocca, novello Re Mida del mercato che prima dei mastini - secondi nell'ultima Ligue 1 - ha fatto le fortune del Monaco costruendo la squadra capace di vincere il titolo francese nel 2016/2017 (senza di lui) e che poi sarebbe stata venduta a peso d'oro. Bravo a comprare, valorizzare e vendere, capace di coniugare bilanci e risultati sul campo, il portoghese si è trasformato da ex allenatore di medio-basso livello nel vero e proprio Re del calciomercato.

Luis Campos in tribuna a Lille con l'amico José Mourinho
Luis Campos in compagnia dell'amico e mentore José Mourinho in tribuna durante una gara del Lille.

Calciomercato, la parola al nuovo Re, Luis Campos

Una trasformazione che è avvenuta grazie all'incontro con José Mourinho, che colpito dalle sue idee lo ha ingaggiato nel suo staff per occuparsi delle analisi tattiche. Un rapporto che ha funzionato, un maestro, lo Special One, da cui Campos ha imparato moltissimo. Per prima cosa il fatto che forse avrebbe potuto ancora sfondare nel mondo del calcio, magari però non in panchina. Entrato al Monaco come consulente, è presto diventato l'anima di un club capace di operare sul mercato come pochissimi: basti pensare a Anthony Martial, pagato 5 milioni di euro e rivenduto a 65 al Manchester United due stagioni più tardi, oppure a James Rodriguez, costato 40 e rivenduto a 60 al Real Madrid.

Martial aveva giocato appena 8 minuti nel Lione e loro avevano bisogno di soldi, così dissi al presidente che avevo bisogno di questo ragazzo. Disse: "Sei sicuro che possa essere l'attaccante giusto per noi?" E io risposi che avremmo dovuto lavorarci sopra ma sarebbe diventato il miglior attaccante in Francia.

Quello sull'attaccante francese attualmente in forza al Manchester United è soltanto uno dei numerosi aneddoti svelati da Luis Campos nell'esclusiva intervista concessa a Sky Sports. Il ds portoghese si è orgogliosamente soffermato su molte delle sue operazioni più riuscite, come ad esempio quelle legate a Bernardo Silva e Benjamin Mendy, pagati in totale 25 milioni di euro e rivenduti in coppia al Manchester City al quadruplo della cifra investita.

Ricordo molto bene i primi giorni di Bernardo a Montecarlo, era piccolo e la gente si domandava chi fosse, dato che al massimo aveva giocato nelle riserve del Benfica, nella seconda serie portoghese. Sorprese tutti e giocò una stagione straordinaria, e oggi è uno dei migliori calciatori in circolazione in Inghilterra e nel mondo.

Formazione del Monaco ai tempi di Luis Campos
Bernardo Silva, Kylian Mbappé e Benjamin Mendy sono soltanto tre dei gioielli valorizzati e rivenduti a peso d'oro da Luis Campos nel periodo trascorso al Monaco.

Sono molte altre le operazioni di successo concluse da Campos a Montecarlo: Tiemoué Bakayoko, Thomas Lemar, Fabinho, soprattutto quel Kylian Mbappé esploso fragorosamente nel giro di un'estate ma che il Monaco aveva già provveduto a valutare adeguatamente - 180 milioni di euro - al momento di definirne la cessione al PSG.

Quando arrivai al Monaco Kylian non era per niente contento del club, incontrai i suoi familiari che mi dissero che non capivano perché non giocava, e che se la situazione fosse continuata così se ne sarebbe andato. Lo vidi giocare per 10 minuti e capii subito che era un giocatore incredibile e che doveva restare per forza. Così lo misi nella squadra riserve, e in appena due mesi fece talmente tanto la differenza da essere chiamato a forza in prima squadra. Sono dell'opinione che sia destinato a diventare il prossimo miglior calciatore al mondo.

Le fortune di Luis Campos però non sono cessate con l'esperienza al Monaco. Trasferitosi armi e bagagli al Lille, ha realizzato una nuova clamorosa plusvalenza con Nicolas Pépé, prelevato dall'Angers per 10 milioni nell'estate del 2017 e rivenduto due anni più tardi all'Arsenal per 80. Parlando dell'ivoriano, il portoghese svela un segreto semplice ma che a molti può sfuggire: un talento lo si vede anche dal modo in cui ama il gioco a cui gioca, il calcio.

Lavorando con giocatori come Cristiano Ronaldo e Mbappé ho capito che amavano il calcio, sapevano tutto, Kylian conosceva tutti i risultati della Ligue 2. Pépé è così, ama il gioco nella sua essenza e dopo ogni partita si riguarda almeno due volte per capire dove migliorare e come perfezionarsi.

Nicolas Pépé
Nicolas Pépé, talentuoso attaccante ivoriano: costato 10 milioni, due anni più tardi è stato rivenduto a 80 in Premier League.

L'ultimo capolavoro è il nigeriano Victor Osimhen, attaccante ventenne già autore di 7 gol in 10 gare con il Lille in questo inizio di stagione.

Andai a Lagos a vedere i Mondiali Under 17 e lo volevo da subito, chiamai il presidente e lo scongiurai di farmelo prendere anche se costava già molto. Gli dissi che era incredibile, e che nel giro di due anni sarebbe diventato uno dei più forti in Europa. Alla fine lo prese il Wolfsburg, e a volte andavo fino in Germania soltanto per vederlo giocare. A volte scendeva in campo per cinque minuti, altre volte per due, era una cosa che mi faceva impazzire! Poi si ammalò, restò fuori cinque o sei mesi e finì in Belgio al Charleroi. Fu allora che lo presi, ed è una bella storia perché anche se l'ho perso inizialmente alla fine sono riuscito ad averlo. Se tutto va come deve andare a fine stagione ci sarà un'offerta importante per lui, perché è come un gatto. Sapete come sono i gatti quando li buttate una pallina, no? In attacco lui si getta su tutti i palloni, come un gatto. È incredibile.

Se è vero che i talenti che sbocciano prima o poi devono mettere in conto un salto di qualità, un trasferimento in un top club, lo stesso deve valere per Luis Campos. Per molti il Lille ormai è una dimensione troppo piccola per lui, non a caso finito nel taccuino di Roma e Milan in estate. Il diretto interessato non si nasconde, ma sottolinea anche che si dovrà trattare di qualcosa di davvero importante.

Un giorno vorrei lavorare con un grande club, naturalmente, ma amo il Lille e il progetto che abbiamo creato qui. Quando sono arrivato era in difficoltà, due anni più tardi abbiamo giocato la Champions League, abbiamo fatto tanti soldi e abbiamo una squadra ricca di giovani talenti. Sono felice qui, credo in questo progetto e soltanto un'occasione davvero speciale mi farà cambiare.

Victor Osimhen
Victor Osimhen, dopo un'esperienza negativa al Wolfsburg, si è rilanciato al Lille scatenando paragoni illustri addirittura con Didier Drogba.

Costantemente in viaggio, cliente preferito delle linee aree di tutto il mondo, Campos può sedere in uno stadio di Premier League oppure soffermarsi all'angolo di una strada di una qualunque capitale africana, osservando i ragazzini che giocano con una palla fatta di stracci alla ricerca della sua nuova gallina dalle uova d'oro. È la sua missione, il suo compito, quello per cui sente di essere nato. Uno scout vecchio stampo ma consapevole di quello che è il mondo di oggi e con lo sguardo rivolto al futuro.

Sto sviluppando software in questo periodo, è molto importante perché a volte prendi un ragazzo fortissimo tecnicamente o atleticamente ma che non è una bella persona. Io e le persone con cui lavoro crediamo che sia possibile utilizzare i social media per fotografare la mentalità di un giocatore. Quando avremo finito questa app sorprenderà tutti: per esempio se nel momento in cui un calciatore ha un problema scrive molto rapidamente un tweet aggressivo questo significa che non riesce a mantenere la calma sotto stress. Che è molto emotivo. E se è sempre su una barca o alle feste? Così prenderemo in esame ogni post sui social e molto altro. Ad esempio, e questo ha sorpreso anche me, il segno zodiacale. Per adesso sto sviluppando questo software per me, ma presto sarà a disposizione di tutti, così come il mio database.

Così parlò il nuovo Re Mida del calciomercato, l'uomo che potrebbe fare le fortune dei top club di domani a patto però di avere fiducia e tempo. Niente sboccia all'improvviso, e la storia insegna che prima di vedere i frutti del lavoro di Campos Monaco e Lille hanno dovuto aspettare, credere nella strada intrapresa insieme. Anche questa è una lezione che molte squadre, prese dai ritmi frenetici del calcio moderno, dovrebbero mandare a memoria.

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