Bayern Monaco, va in scena la rivoluzione: Hoeness lascia la presidenza

Il suo posto sarà preso da Herbert Hainer. Sempre attenti agli ex giocatori carismatici, i bavaresi riabbracciano Oliver Kahn: entro un paio d'anni sostituirà Rummenigge.

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Difficile capire dall'estero che cosa rappresenti il Bayern Monaco per la Baviera, e pure viceversa. Il nome, innanzitutto, riporta in sé la regione stessa, ma non è tutto qui. Il club, parlando di quello calcistico - perché trattasi di una polisportiva che va dal basket alla pallamano, dal bowling agli scacchi - è gestito dalla casa madre polisportiva che ne detiene il 75%, con il rimanente equamente suddiviso fra Audi, Adidas e Allianz, tutti colossi mondiali, rigorosamente però del territorio, cui rimangono profondamente legati. Idem, o quasi, per i main sponsor che, a parte Coca-Cola, vanno da Paulaner a Deutsche Telekom, da Siemens a Lufthansa.

Una situazione difficilmente paragonabile con la nostra realtà: sarebbe come se il maggiore club italiano si chiamasse, poniamo, Lombardia Milano, avesse fra i soci grandi aziende come Esselunga, Pirelli e Luxottica e fosse sponsorizzato da Tim, Edison, Coop e magari Alitalia (pardon...). Non proprio la stessa cosa, insomma.

E l'orgoglio bavarese sta anche negli uomini, con la dirigenza che si forma e si rinnova periodicamente, inserendo sempre una ben misurata percentuale di ex campioni o comunque di ex giocatori, considerati carismatici e rappresentativi, certo, ma soprattutto capaci. A livelli diversi, dell'attuale organigramma societario fanno parte per esempio Hoeness, Rummenigge, Beckenbauer, Salihamidzic, Lizarazu e Giovane Elber fra gli altri. Gente che qui ha fatto la storia e ora porta avanti la tradizione.

Beckenbauer, Rummenigge e Hoeness
Beckenbauer, Rummenigge e Hoeness: il Bayern Monaco si affida ai grandi ex

Bayern Monaco: Hoeness lascia la presidenza

Prendiamo Uli Hoeness, Herr Präsident: classe 1952, Ullrich è stato prima centravanti dei bavaresi - 3 Coppe Campioni, 1 Coppa Intercontinentale e 3 Bundesliga nel palmares - poi, ritiratosi anzitempo per un grave infortunio al ginocchio e dopo essere incredibilmente sopravvissuto a un incidente aereo, entra a 27 anni a far parte dello staff societario, niente meno che come direttore generale. È il 1979 e anche grazie a lui il Bayern Monaco si consolida come potenza europea, vince decine di trofei e costruisce l'Allianz Arena. Così, quando nel 2009 c'è da eleggere il nuovo presidente al posto di Franz Beckenbauer, Uli è lì, pronto.

Hoeness
Hoeness, qui con la maglia della Germania Ovest, è l'attuale presidente del club

Capace e preparato, Hoeness non è amato da tutti, così quando nel 2014 è costretto a dimettersi dopo aver ammesso di avere evaso ben 28 milioni di euro al fisco del suo paese, non manca chi esulta. Ma, scontata la pena, Hoeness si ripresenta e viene nuovamente eletto presidente del club nel novembre 2016. Ora, a 67 anni, Uli ha deciso di farsi da parte - anche se non del tutto, come vedremo - e non si candiderà più alla presidenza nelle elezioni del prossimo novembre:

Resterò nel consiglio di amministrazione per i prossimi 3-4 anni e se qualcuno avrà bisogno di un consiglio glielo darò volentieri, altrimenti resterò sullo sfondo.

Tutto molto bello, ma non sembra facile credere a un Uli che rimane sullo sfondo. Abituato a maneggiare la stanza dei bottoni, ultimamente è arrivato più volte a mettere becco persino nelle vicende della Nazionale - dallo scontro frontale con lo staff di Löw nella vicenda Neuer-ter Stegen all'intervento più dietro le quinte contro Sané e a favore di Thomas Müller, altro bavarese doc, prima degli ultimi Mondiali - e le esibizioni del suo innegabile potere creano sempre più malumori. Inoltre, visto che candidato unico alla prossima presidenza del Bayern è Herbert Hainer, ex pezzo grosso dell'Adidas, da anni nel consiglio del club e da anni grande amico di Herr Hoeness, da più parti si paventa che il suo passo indietro sia quasi prevalentemente un atto formale.

Hainer
Herbert Hainer, alla sinistra di Hoeness di cui è grande amico, è il candidato unico alla presidenza del Bayern Monaco

Il ritorno di Kahn

Ma il club bavarese, in un modo o nell'altro sta preparando il suo futuro e lo fa anche inserendo nel proprio organigramma un altro grandissimo ex: Oliver Kahn. Portiere fra i migliori al mondo, Oliver difese i pali del Bayern fra il 1994 e il 2008, vincendo oltre 20 trofei fra cui 1 Coppa dei Campioni, 1 Intercontinentale e 8 Bundesliga. Laureato in management, specializzato in economia, Kahn si occuperà inizialmente della comunicazione del club ma è già considerato l'uomo adatto a succedere, presumibilmente dopo un paio d'anni di "apprendistato", a Karl-Heinz Rummenigge nel ruolo di amministratore delegato. Al di là di invidie e controversie, insomma, il Bayern Monaco guarda avanti.

Kahn
Oliver Kahn, 50 anni, curerà la comunicazione del club ed entro un paio d'anni dovrebbe sostituire Rummenigge

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