Mondiali di atletica a Doha: strepitoso 7.30m di Malaika Mihambo nel salto in lungo

Risultati strepitosi anche nell’ultima giornata dei Mondiali di Doha.

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Risultati strepitosi anche nell’ultima giornata dei Mondiali di Doha. Su tutti spiccano le vittorie di Malaika Mihambo nel salto in lungo, di Joshua Cheptegei sui 10000 metri, di Timothy Cheruiyot nei 1500 metri, di Anderson Peters nel lancio del giavellotto e i trionfi statunitensi delle staffette 4x400. Yeman Crippa batte il record italiano dei 10000 metri di Salvatore Antibo 

Salto in lungo femminile: Seconda miglior misura tedesca di sempre di Malaika Mihambo

La venticinquenne Malaika Mihambo ha realizzato la straordinaria misura di 7.30m al terzo tentativo diventando la seconda saltatrice in lungo tedesca a vincere la medaglia d’oro ai Mondiali dopo Heike Drechsler, che conquistò due successi a Helsinki 1983 e a Stoccarda 1993. La venticinquenne di Heidelberg, nata da padre originario di Zanzibar e madre tedesca, ha realizzato altri due salti oltre i 7 metri (7.09m e 7.16m). Per la settima volta in questa stagione ha superato questa barriera (comprese le tre vittorie in Diamond League a Roma con 7.07m, a Londra con 7.02m e a Bruxelles con 7.03m). Aveva un personale di 7.16m realizzato ad inizio Agosto ai Campionati tedeschi di Berlino. Già in qualificazione aveva ottenuto 6.98m. Nella storia dei Mondiali soltanto la statunitense Jackie Joyner Kersee ha saltato più lontano di Mihambo con 7.36m a Roma 1987 e con 7.32m a Tokyo 1991. 

L’ucraina Maryna Beck Romanchuk ha vinto l’argento con 6.92m superando di un centimetro la nigeriana Eze Brue, atleta in grado di superare i 7 metri in questa stagione con 7.05m. La campionessa mondiale dei 100 metri di Londra 2017 Tori Bowie si è classificata al quarto posto con 6.81m. 

Malaika Mihambo: 

E’ un grande onore diventare la seconda lunghista tedesca in grado di vincere la medaglia d’oro ai Mondiali dopo Heike Drechsler. Ho un bel rapporto con Heike e ci teniamo ogni tanto in contatto. Nei primi due salti ho realizzato un nullo e un salto da 6.52m. Sentivo la pressione ed ero nervosa. Al terzo tentativo ho dovuto fare un salto di sicurezza e non mi aspettavo certo di arrivare a 7.30m

10000 metri maschili: Cheptegei regala il primo oro maschile per l’Uganda nella storia dei Mondiali

Tempi straordinari e grande densità di risultati anche nei 10000 metri nell’ultima serata di gara di Khalifa Stadium. Sei atleti sono scesi sono scesi sotto la magica barriera dei 27 minuti in una gara super veloce che ha regalato la medaglia d’oro all’ugandese Joshua Cheptegei in 26’48”36 davanti all’etiope Yomif Kejelcha (26’49”34) e al keniano Rhonex Kipruto (26’50”32). Cheptegei corona una grande stagione nella quale ha vinto anche il titolo mondiale di corsa campestre di Ahrus e la finale della Diamond League sui 5000 metri a Zurigo. Cheptegei ha regalato all’Uganda il primo oro a livello maschile ai Mondiali. Due anni fa vinse l’argento alle spalle di Mo Farah a Londra. E’ la seconda medaglia d’oro ugandese a questi mondiali dopo il successo a sorpresa di Halima Nakaai sugli 800 metri femminili. 

Joshua Cheptegei: 

Sono orgoglioso della medaglia. C’è una grande differenza tra l’oro e l’argento. Due anni fa arrivai secondo alle spalle di Mo Farah. Quest’anno volevo migliorarmi di una posizione. Non è mai finita finché non si taglia il traguardo. Mo Farah è stato la mia fonte d’ispirazione. Mi mancava il mio amico e connazionale Jacob Kiplimo, che era infortunato. Il sostegno del pubblico ugandese mi ha aiutato molto. Non ho mai visto un campionato del mondo con così tanti supporter del mio paese 

Altri tre atleti sono scesi sotto i 27 minuti: il keniano Rodgers Kwemoi (quarto in 26’’55”36), l’etiope Andamlak Belihu (quinto in 26’56”71) e il canadese Mohammed Ahmed (sesto in 26’59”35). La serata si è colorata anche di azzurro grazie all’impresa di Yeman Crippa, che si è classificato ottavo al mondo in un eccellente 27’10”76, prestazione cronometrica che cancella dopo 30 anni il record italiano di Salvatore Antibo stabilito il 29 Giugno 1989 a Helsinki con 27’16”50. Crippa diventa il terzo europeo di sempre alle spalle della leggenda britannica Mo Farah (26’46”57) e del belga Mohammed Mouhrit (26’52”30). Il campione trentino (bronzo europeo a Berlino 2018) ha preceduto un avversario di grande livello come l’etiope Hagos Gebrhiwet (decimo in 27’11”37) ed è stato il migliore europeo davanti al norvegese Sondre Norstad Moen (dodicesimo in 28’02”18). 

Yeman Crippa: 

Sono felicissimo per il record italiano. Ho fatto il record italiano disputando una gara coraggiosa. Mi sono messo anche a tirare quando sono rimasto da solo, e sono andato alla ricerca dei primi. Ne ho superati alcuni in volata, quindi sono super contento. Sapevo che stavo correndo forte. Ho visto i primi passaggi di 8’08” ai 3000 metri e di 13’35” ai 5000 metri, ma quando sono rimasto solo, ho rischiato di rallentare. Invece alla campana dell’ultimo giro è uscito 26’10” e sapevo di dover chiudere sotto i sessanta secondi per battere il record italiano. Devo ringraziare tutte le persone che mi hanno portato qui in grande forma. Non entrare in finale sui 5000 metri non era previsto. Non entrare nella finale dei 5000 metri non era previsto, quindi l’attesa per questa gara è stata lunghissima. Dovevo riscattarmi perché mi ero preparato un anno intero con il mio allenatore Massimo Pegoretti, con i fisioterapisti Lorenzo Pilati e Alessandra Iacobucci. La strada è ancora lunga, perché sono ottavo al mondo ma a cento metri dai primi, e bisogna lavorare ancora tanto per andare a prenderli 

Finale 1500 metri: Cheruiyot corre da solo in 3’29”26

Il grande favorito Timothy Cheruiyot ha trionfato come da previsioni dominando dall’inizio alla fine con una gara di testa con l’eccellente tempo di 3’29”26. L’algerino Taoufik Makloufi è tornato su un podio importante tre anni dopo l’argento olimpico vincendo l’argento con il tempo di 3’31”38 davanti al polacco Marcin Lewandowski (3’31”46, nuovo record nazionale). Fuori dal podio ma con tempi eccellenti Jakob Ingebrigtsen (quarto in 3’31”70) e il britannico Jake Wightman (quinto in 3’31”87). Si è confermata anche in occasione dei Mondiali la tradizione di Doha nel produrre grandi prestazioni nelle gare di mezzofondo. 

Timothy Cheruyot: 

Mi sentivo fiducioso perché mi sono allenato duramente e volevo evitare i contatti con gli avversari. Per questo ho deciso di andare in testa. Nel 2019 ho avuto una grande stagione, ma anche il 2018 è stato ottimo. Ho sentito il sostegno del pubblico keniano in tribuna. Dedico la vittoria alla mia famiglia. E’ in arrivo la stagione olimpica e dovrò lavorare ancora più duramente 

Finale 100 ostacoli: Nia Ali batte a sorpresa Harrison e Williams

La statunitense Nia Ali ha conquistato la medaglia d’oro a sorpresa in un eccellente 12”34 precedendo la connazionale Kendra Harrison (12”46) e la favorita giamaicana Danielle Williams (12”47). Ali ha fatto il giro d’onore insieme ai due figli. Il più piccolo dei due bambini è nato dalla relazione con lo sprinter canadese André De Grasse. Eccellente anche la nigeriana Tobi Amusan (12”49). L’unica europea in finale era l’olandese Nadine Visser, sesta in 12”66 a due centesimi di secondo dalla rappresentante di Costarica Andrea Carolina Vargas. 

Nia Ali: 

E’ una vittoria speciale. Non ho mai vinto un titolo mondiale indoor. Tante atlete come Allyson Felix e Shelly Ann Fraser Pryce hanno vinto titoli mondiali dopo essere diventate mamme. Sono diventate un’ispirazione per me

Semifinali 100 ostacoli femminili: finisce il sogno della finale per Luminosa Bogliolo, ma brava lo stesso

Danielle Williams ha vinto la prima semifinale in 12”41 precedendo la statunitense Nia Ali di tre centesimi di secondo e l’olandese Nadine Visser (12”62) e la tedesca Cindy Roleder (12”86). 

Kendra Harrison si è imposta nella seconda semifinale in 12”58 per tre centesimi di secondo sulla giamaicana Megan Tapper nella semifinale dove era impegnata l’azzurra Luminosa Bogliolo, che ha concluso la sua bella avventura all’ottavo posto in 13”06. L’ostacolista ligure avrebbe dovuto migliorare il record italiano, ma è uscita a testa altissima dal mondiale di Doha. Per l’atleta di Alassio rimane la soddisfazione per la splendida stagione nella quale ha vinto gli Europei per Nazioni di Bydgoszcz e l’oro alle Universiadi di Napoli ed è scesa 11 volte sotto i 12”90. Davvero straordinario per un’atleta che fino a due stagioni fa si allenava solo un paio di volte alla settimana e ha iniziato a respirare l’aria della grande atletica solo di recente. 

Luminosa Boglioso: 

Ho voluto rischiare ma il livello era troppo alto. Anche battendo il record italiano sapevo che sarebbe stato difficile entrare in finale. Ho preso in pieno un ostacolo e ho capito che la mia gara era finita lì. Mi dispiace ma ora potrò incominciare a godermi questa stagione prima di iniziare la preparazione per la prossima. L’anno scorso mi sembrava già un grande risultato essere arrivata in semifinale agli Europei di Berlino. Pensare solo all’idea di potermela giocare per entrare in finale ai Mondiali dimostra quanto sia cambiata la mia carriera

La nigeriana Tobi Amusan si è aggiudicata la terza semifinale in 12”48 precedendo la giamaicana Janeek Brown (12”62) e la rappresentante di Costarica Andrea Vargas (12”65). Sono rimaste fuori dalla finale le vincitrici delle ultime due edizioni degli Europei Cindy Roleder e Elvira Herman.  

Staffetta 4x400 maschile: trionfo statunitense, ottima sesta l’Italia

Gli Stati Uniti hanno vinto la quattordicesima medaglia d’oro di questo Mondiale fermando il cronometro in 2’56”69 davanti alla Giamaica (2’57”90) e al Belgio dei fratelli Jonathan e Dylan Borlée (ancora sul podio in una grande manifestazione in 2’58”78). Il quartetto a stelle e strisce era formato da Fred Kerley, Michael Cherry, Wil London e Raj Benjamin. 

L’Italia, che schierava Davide Re, Vladimir Aceti, Matteo Galvan e Edoardo Scotti, ha chiuso con un eccellente sesto posto in 3’02”78. Si tratta del secondo miglior piazzamento azzurro nella storia dei Mondiali dopo il quinto posto di Stefano Malinverni, Donato Sabia, Mauro Zuliani e Roberto Ribaut a Helsinki 1983 in 3’05”10 in un’altra epoca dell’atletica. L’ultima volta che gli azzurri avevano centrato l’ingresso in una finale della staffetta del miglio risale all’edizione di Atene 1997. Grande risultato degli azzurri malgrado l’obiettivo mancato di battere il record italiano di 3’01”37 realizzato agli Europei di Stoccarda 1986. Per la finale l’Italia ha cambiato l’ordine rispetto alla batteria schierando Davide Re in prima frazione il giorno dopo aver corso il parziale più veloce di tutte le batterie. Da sottolineare l’ottima ultima frazione di Edoardo Scotti. 

Davide Re: 

Sono felice di questa staffetta. Il sesto posto è quanto di più roseo potessimo aspettarci come piazzamento. L’ideale sarebbe stato il sesto posto più il record italiano. Purtroppo devo chiedere scusa ai miei compagni. Oggi non mi sentivo al top. Già nel riscaldamento mi ero accorto che il piede non era così reattivo come nei giorni scorsi. Ho voluto dare tutto, più di così non ce la potevo fare 

Staffetta 4x400 femminile: USA davanti a Polonia e Giamaica

Un quartetto stellare statunitense formato da Phyllis Francis, Sydney McLaughlin, Dalilah Muhammad e Wadeline Jonathas ha trionfato in 3’18”92 davanti alla Polonia (3’21”89 record nazionale grazie anche all’ottima frazione finale di Justyna Swiety Ersetic), alla Giamaica (3’22”37 in seguito alla riammissione dopo una squalifica iniziale), alla Gran Bretagna (3’23”02) e al Belgio (3’27”15). 

Lancio del giavellotto maschile: Peters vince uno storico titolo per Grenada

Dopo i successi di Keshorn Walcott alle Olimpiadi di Londra 2012 e di Julius Yego ai Mondiali di Pechino 2015 un altro paese emergente si affaccia sulla ribalta del giavellotto internazionale grazie al sorprendente Anderson Peters con la misura di 86.89m. Peters ha coronato una grande stagione nella quale ha vinto anche il titolo NCAA ad Austin con 86.62m e l’oro ai Giochi Panamericani con 87.31. L’estone Magnus Kirt (leader mondiale stagionale con 90.61m) ha vinto l’argento con 86.21m davanti al tedesco Johannes Vetter (85.37m). 

Anderson Peters: 

Non pensavo che 86 metri sarebbero stati sufficienti per vincere. Ho creduto nel lavoro del mio coach durante tutta la stagione. Tutti hanno la possibilità di diventare campioni del mondo. Bisogna volerlo fortemente come ho fatto io 

Gli Stati Uniti hanno vinto il medagliere con un bottino di 29 medaglie (14 ori, 11 argenti, 4 bronzi) precedendo il Kenya (5 ori, 2 argenti e 4 bronzi), la Giamaica (tre ori, cinque argenti e quattro bronzi), la Cina (tre ori, tre argenti e tre bronzi) e l’Etiopia (due ori, cinque argenti e un bronzo). L’Italia è trentunesima con il bronzo di Eleonora Giorgi e ventiseiesima nella classifica per nazioni grazie ai sei finalisti (miglior bottino delle ultime quattro edizioni). A questi piazzamenti tra i primi otto vanno aggiunti i noni posti di Davide Re nei 400 metri, della 4x400 femminile e della staffetta 4x400 mista e il tredicesimo posto di Leonardo Fabbri nel getto del peso. 

Antonio La Torre, Direttore tecnico della nazionale italiana: 

Eravamo qui per capire quale consistenza avesse il movimento. Stiamo costruendo un ponte tra passato e domani. In questa costruzione abbiamo iniziato a mettere dei pilastri solidi. Non siamo ancora soddisfatti di quello che abbiamo fatto. Sei finalisti e il 50% dei nostri atleti ha migliorato il proprio ranking stagionale. Dobbiamo diventare ancora più bravi ma possiamo dire che c’è futuro. Questo mondiale ci ha detto chi può stare con personalità nel contesto olimpico 

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