Manchester United in crisi, mai così male negli ultimi trent'anni

Nella stagione 1989/1990 i Red Devils collezionarono appena 8 punti in 8 gare: sembrava la fine, fu l'inizio di un'epopea. I tifosi sperano che la storia si ripeta, ma i tempi sono cambiati e Solskjaer rischia.

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L'unica consolazione nell'ennesima giornata di Premier League da dimenticare, per i tifosi più incalliti, può essere rappresentato dalla sorprendente sconfitta degli odiati cugini del City, che cadendo in casa con il Wolverhampton si sono allontanati dalla testa della classifica e dal possibile terzo titolo inglese consecutivo. Roba da poco per chi ama e vive per il Manchester United, la squadra più gloriosa d'Inghilterra entrata da tempo in un tunnel di cui nessuno sembra riuscire nemmeno a intravedere la fine.

Anche perché se è vero che le due anime calcistiche di Manchester registrano una sconfitta nell'ottava di Premier League, è assolutamente innegabile che le analogie finiscono qui: il City cade, è vero, ma è un risultato sorprendente, maturato dopo una gara dominata, un momento di impasse dopo anni di vittorie. La sconfitta dello United invece non è certo una novità, è meritata pur se maturata contro una squadra in crisi, è l'ennesimo passo falso in una stagione negativa, che ne segue altrettante sulla stessa lunghezza d'onda.

Così, se nei Citizens nessuno si sogna di mettere in discussione Pep Guardiola, non sono pochi i tifosi dei Red Devils che già chiedono la testa dell'ex idolo di casa, Ole Gunnar Solskjaer: che nelle prime otto giornate di Premier è riuscito a fare peggio di David Moyes, Louis Van Gaal e José Mourinho, i nomi che nelle ultime stagioni hanno cercato di raccogliere senza successo la pesante eredità di Sir Alex Ferguson. Esperienze da archiviare che però non avevano mai fatto così male, dato che per trovare una partenza peggiore per il Manchester United bisogna tornare indietro esattamente di trent'anni.

Ole Gunnar Solskjaer con Sir Alex Ferguson
Ole Gunnar Solskjaer con Sir Alex Ferguson: dopo una buona partenza, il norvegese sembra destinato a diventare l'ennesimo tecnico incapace di raccogliere l'eredità del leggendario manager scozzese.

Manchester United mai così male negli ultimi trent'anni: Solskjaer rischia

Era l'autunno del 1989, era la quarta stagione sulla panchina dei Red Devils di Alex Ferguson e per molti sarebbe stata l'ultima. Arrivato tre anni prima, il manager scozzese era al centro delle contestazioni: contro di lui i risultati, 8 punti in 8 giornate frutto di due vittorie, due pareggi e ben quattro sconfitte, un ruolino di marcia tanto mediocre da indurre i tifosi a chiedere quotidianamente la testa dell'allenatore a una dirigenza che non sembrava più sapere che pesci prendere. Il resto della storia la conoscono tutti: la dirigenza rinnovò contratto e fiducia al tecnico, che pur centrando un deludente 13esimo posto finale in campionato salvò posto e reputazione conquistando la FA Cup e dando inizio a un'epopea che avrebbe portato il Manchester United sul tetto d'Inghilterra, d'Europa e del mondo.

Corsi e ricorsi storici, potremmo dire. Se non fosse che il calcio, non solo quello inglese, da tempo non è più lo stesso. Che come oggi quello United era un club che cercava di tornare tra le grandi dopo annate da dimenticare, ma non aveva i mezzi né la rosa - Maguire e Pogba solo per fare due nomi, il difensore più costoso al mondo e uno dei centrocampisti più ambiti - di cui dispone adesso Solskjaer. Che oltretutto non è Ferguson e forse non lo sarà mai, e che dopo essere sembrato l'uomo giusto nel posto giusto all'indomani del suo insediamento si è rivelato incapace di invertire il declino di un club oggi sempre più lontano dalla vetta.

12esimo in classifica, gli stessi punti di realtà come Sheffield United e Brighton, pur potendo contare su nomi di primissimo livello lo United di oggi appare una squadra costruita male, con diversi interpreti non all'altezza, con una rosa sbilanciata frutto di un mercato dove il saldo acquisti/cessioni si è rivelato estremamente negativo. Salutato Lukaku, praticamente regalato Alexis Sanchez, i Red Devils hanno investito una fortuna su Harry Maguire, centrale del Leicester che non è riuscito a dare solidità a una difesa da tempo traballante e che oltretutto contro il Newcastle si è divorato di testa da pochi passi il possibile gol del vantaggio.

Ole Gunnar Solskjaer contro il Newcastle
Dopo un dominio sterile, il Manchester United è stato meritatamente sconfitto dal Newcastle grazie a un gol dell'esordiente Matty Longstaff.

Solskjaer ha provato a replicare le mosse di Ferguson, suo allenatore ai tempi in cui giocava, mentore e modello: ha investito sui giovani, ha cercato di cementare il gruppo, ha puntato sul vivaio nel tentativo di ripetere almeno in parte le operazioni che portarono alla nascita della mitica Class of '92. Niente da fare, perché McTominay e Greenwood potranno anche diventare ottimi giocatori, un giorno, ma difficilmente diventeranno Scholes e Giggs. I quali, è bene sottolinearlo, furono oltretutto inseriti in un club che ormai funzionava, che aveva una direzione precisa e campioni in grado di trascinare la squadra.

Il ruolo che ai tempi fu ricoperto da Eric Cantona spetterebbe adesso a un altro francese, Paul Pogba, che però si è pentito da tempo di essere tornato all'Old Trafford e che nell'ultima estate è stato trattenuto contro la sua volontà, un atto di forza che avrebbe dovuto mostrare la forza di un club che si sente ancora tra i migliori al mondo ma che con il senno di poi si è rivelato decisamente controproducente per Solskjaer. Che resta al suo posto ma non sa ancora per quanto: Ferguson uscì dalla crisi del 1989 con 4 vittorie nelle successive 5 giornate e con la vittoria della FA Cup a fine stagione, obiettivi che sembrano decisamente fuori dalla portata di questo Manchester United in crisi di gioco, risultati e identità.

Ecco così che sta prendendo corpo, nei piani alti del club, l'idea dell'ennesimo ribaltone, che vedrebbe l'allontanamento di Solskjaer e l'arrivo di un nuovo tecnico di spessore internazionale, chiamato a riuscire dove tutti hanno fallito dopo Sir Alex. Ci sarebbe persino chi rimpiange Mourinho, ma il nome più gettonato è quello di Massimiliano Allegri, seguito da quel Mauricio Pochettino in crisi al Tottenham dopo averlo portato fino alla finale di Champions League persa con il Liverpool. A proposito: i Reds capolisti - 8 vittorie su 8 in Premier - visiteranno proprio l'Old Trafford dopo la pausa. I tifosi del Manchester United si preparano all'ennesimo pomeriggio difficile, in attesa che qualcuno o qualcosa li risvegli da quello che è ormai un vero e proprio incubo. 

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