Israel Adesanya è la stella più luminosa del firmamento in UFC

"The Last Stylebender" Israel Adesanya si è laureato campione indiscusso dei pesi medi a UFC 243. Il neozelandese d'origine nigeriana ha battuto per KO al secondo round "The Reaper" Robert Whittaker.

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Broken native. O di come un uomo debba lasciare il posto a cui appartiene per perseguire fini più grandi. Il tatuaggio che va da deltoide a deltoide passando per il petto di Israel Adesanya (18-0) è il suo biglietto da visita. E non è solo un modo di dire. Israel Adesanya è l'incarnazione di questo concetto.
Nato a Lagos, Nigeria, la più grande città africana che conta più di 21 milioni di abitanti, si trasferirà qualche anno dopo con la sua famiglia a Whanganui, in Nuova Zelanda.

Classe 1989, 30 anni appena compiuti, Israel Adesanya è sul tetto del mondo. Un hype train che non è mai stato fermato, la più grande stella dopo la comparsa di Conor McGregor. In termini mediatici, non è scandaloso dire che Adesanya potrebbe raccoglierne il testimone, sebbene i due dal punto di vista personale siano abbastanza diversi. La scalata al successo è stata però, per certi versi, simile: fulminea, distruttiva, impressionante.

Israel Adesanya si presenta in UFC nel febbraio 2018, con un record di 11-0. È già campione dei pesi medi di due promotion minori, la Australia Fighting Championship e la Hex Fighting Series. Nel processo di conquista del titolo australiano, batte un veterano del calibro di Melvin Guillard e si presenta nella miglior promotion al mondo con tutte le vittorie in palmarès ottenute per finalizzazione.

UFC 243: è il momento di entrare in gabbia per Adesanya
Il momento in cui Adesanya si prepara ad entrare in gabbia a UFC 243

La nuova stella in UFC è Israel Adesanya

In UFC, nel percorso che lo consacra come il miglior peso medio in circolazione, Israel mette insieme un record di 7 vittorie e nessuna sconfitta. Per ben sei volte, Adesanya riesce ad acciuffare anche i bonus post-fight. L'unico in grado di limitare i premi dopo i match al neozelandese è il nostro Marvin Vettori, che esce sconfitto tramite split decision in un match estremamente equilibrato. 

A UFC 221 Adesanya si presenta schiacciando in un derby molto acceso l'australiano Rob Wilkinson, incapace di trovare risposte all'estro dell'Ultimo dominatore dello stile. Adesanya è un animale diverso, lo si vede da come occupa l'ottagono. È come vedere un film di Bruce Lee o di Jackie Chan, con l'eroe sempre un passo avanti agli avversari. 
Per far funzionare uno stile sfacciatamente mobile e leggiadro, ma allo stesso tempo devastante come quello di Adesanya, sono fondamentali alcuni punti.

Le finte

Quando si utilizzano le finte, l'aspetto fondamentale è uno: mascherare le finte da colpi ed i colpi da finte, così da ingannare l'avversario e mandarlo fuori tempo più frequentemente possibile. Adesanya in questo è maestro: finta il calcio frontale alzando il ginocchio e colpisce col gancio. Colpisce più volte basso per dare il riferimento agli avversari e poi li sorprende con un question-mark kick, conosciuto anche come calcio brasiliano. 

Ennesiam vittoria di Adesanya nella kickboxing, prima di entrare in UFC
In un match di kickboxing prima di entrare in UFC, Adesanya ottiene la vittoria proprio tramite question-mark kick

Muovendosi in maniera perpetua quando non è pressato, Adesanya non dà mai punti di riferimento, anzi, manda in confusione i suoi avversari, invitandoli nel proprio range, da cui controlla praticamente ogni angolazione e movimento, grazie alla sua elusività, ai movimenti di gambe e di busto, alla velocità dei colpi ed al grande timing.

Il footwork

Il footwork, volgarmente detto anche gioco di gambe, è un altro aspetto fondamentale che Adesanya padroneggia rasentando la perfezione. Si vedono molti fighter girare da un solo lato, se ne vedono altrettanti padroneggiare entrambe le stance e quindi adattarsi da un lato e dall'altro. E poi si vedono fighter come Adesanya. Generalmente in stance ortodossa, Adesanya sa muoversi in qualunque direzione senza dare alcun indizio. Inoltre Israel è capace di farsi inseguire lateralmente in una direzione, per cambiare improvvisamente lato ed aprire spazi ampi che aprono la strada ai suoi colpi.

Con uno stile completamente diverso, ma con un'efficacia simile, può ricordare Dominick Cruz e TJ Dillashaw, maestri nel movimento senza limiti di angolazioni, capaci di sfuggire ai colpi avversari e rientrare a piacimento. 
Con le giuste proporzioni stilistiche e di stazza, ciò che mi preme paragonare ai sopracitati non è la somiglianza estetica nei movimenti, quanto l'efficacia nel trovare angolazioni e spazi grazie ad un footwork superiore alla media, che può spaziare dal verticale al laterale, senza mai offrire riferimenti. In uscita, Israel offre spesso la shoulder roll per evitare di essere colpito nella zona mandibolare; solo Gastelum è riuscito a centrarlo e farlo barcollare, con tutti gli altri avversari affrontati la sua shoulder roll è risultata impeccabile. Abbinata ad un footwork veloce e dal tempo perfetto, diventa quasi impossibile acciuffare il campione.

UFC: Adesanya e il suo footwork
Un assaggio del footwork di Adesanya

Il counterstriking

Altra componente fondamentale del repertorio di Adesanya: il counterstriking. Essendo di base uno striker proveniente dalla kickboxing, il modo di impostare il counterstriking da parte di Adesanya è naturale, rapido e feroce. Israel gira generalmente all'esterno e si affida sì al footwork, ma anche a movimenti di busto che aprono, come detto, angolazioni inaspettate e difficili da raggiungere diversamente. The Last Stylebender si piega sulle gambe, va col tronco all'indietro e prepara i colpi. Non colpisce a casaccio, sceglie i propri colpi attentamente. Il suo fight IQ è estremamente alto, come dimostrato nell'ultimo match, quello contro Robert Whittaker. Adesanya centra con un gancio al termine della prima ripresa l'australiano. L'altezza di quel gancio, l'angolazione, sono le stesse che gli consentiranno di sferrare il colpo definitivo nel corso della seconda ripresa, ma col gancio sinistro anziché col destro. Israel sa che, in uscita, Whittaker non protegge quell'angolo scoperto che apre alla mandibola avversaria, e ne approfitta.

UFC 243, battute finali del primo round
L'azione che ha chiuso il primo round del main event di UFC 243

In realtà, Whittaker col colpo in entrata aveva messo in difficoltà Adesanya: i suoi colpi anticipati, combinati alla grande velocità e all'ottima fisicità avevano contribuito ad aprire una breccia nelle difese del neozelandese, che però ha cercato la stessa traiettoria precedente, trovando il successo.

UFC 243, gli ultimi colpi
L'ultima azione di UFC 243: Whittaker accorcia ed attacca, Adesanya incassa il primo colpo e ne restituisce due, l'ultimo dei quali è letale.

Il grappling difensivo

Per avere successo con uno stile come quello di Adesanya, bisogna sempre tenere il match in piedi. Con Anderson Silva il paragone non è azzardato, entrambi con un timing davvero eccellente, capaci di concatenare combinazioni letali e di essere sempre nella posizione più favorevole, dominanti, superiori, sovrastanti.
Se oggi il paragone può sembrare esagerato, fra qualche anno, con questa tendenza, lo sembrerà meno. Se in certi frangenti lo stile del neozelandese può ricordare quello di Silva, c'è sicuramente una cosa in cui differisce e che impressiona più delle altre: la qualità difensiva in grappling. Silva era solito subire i takedown dai wrestler più asfissianti e si difendeva schiena a terra, arrivando a compiere anche imprese, come la triangle-choke allo scadere contro Chael Sonnen. Ecco, Adesanya, se anche viene trascinato al suolo, è abilissimo e rapido a rimettersi in piedi, gestendo l'eventuale clinch successivo, dal quale è pericoloso, e ristabilendo le distanze.

UFC: Whittaker centra Adesanya
Qui è Whittaker ad andare a segno. Il gameplan di Robert era quello corretto, ma Adesanya è corso ai ripari, modificando il suo modo di combattere in corsa e trovando il KO.

Uno stile elusivo, delizioso per gli occhi, ma allo stesso tempo feroce ha fatto sì che - dopo Wilkinson - Adesanya facesse suoi i match contro Marvin Vettori, Brad Tavares, Derek Brunson (la miglior prestazione di Adesanya in UFC a mio parere, uno scontro a senso unico che mirava ad esaltare le doti del neozelandese contro un brawler che accorcia le distanze e dotato di un ottimo wrestling), Anderson Silva, Kelvin Gastelum (per il titolo ad interim dei pesi medi), fino ad arrivare a rubare la corona al fortissimo Robert Whittaker
Adesanya ha saputo studiare perfettamente i suoi avversari e giocarli. Gli unici capaci di tener testa al nuovo campione, sembrano esser stati i protegé della Kings MMA, fucina di talenti di Huntinton Beach, California, dove si allena appunto anche Vettori. 

Ad oggi, l'unico fighter che pare poter puntare alla chance titolata senza polemiche di sorta è un altro imbattuto: Paulo Henrique Costa, noto anche come Borrachinha (l'elastico) e The Eraser (l'Eliminatore). Costa, proprio come Adesanya, è imbattuto; ha un record di 13 vittorie, 12 delle quali arrivate tramite finalizzazione ed una sola arrivata per decisione, contro Yoel Romero a UFC 241. 
E fan ed addetti sembrano gradire questa opzione.

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