Barcellona, stufi di Dembélé: il talento inespresso fa solo arrabbiare

L'espulsione per proteste contro il Siviglia è solo l'ultimo episodio negativo di una lunga serie. Il giovane francese, tra problemi caratteriali e infortuni, non sta lasciando il segno.

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Come si dice? Quando è troppo, è troppo. Il Barcellona è stufo di Ousmane Dembélé. Un talento che da quando è in blaugrana non è mai esploso definitivamente tra ritardi agli allenamenti, infortuni e vita privata alquanto movimentata. L’ultima sciocchezza nel match di Liga contro il Siviglia che gli è costata l’espulsione. Questo l’ultimo episodio negativo di una lunga lista.

Il francese ha offeso l’arbitro (pare che gli abbia detto "sei molto cattivo"). Il direttore di gara, risentito, gli ha sventolato il cartellino rosso in faccia. Match finito prima e altro problema per il tecnico Valverde. Che non sa più che fare con lui.

Il gol, il cartellino giallo, poi quello rosso. Di sicuro Dembélé si è reso protagonista. Come spesso gli accade in maniera negativa. Un altro capitolo che butta ombre sulla carriera del 22enne che deve per forza cambiare registro, altrimenti avrà i minuti contati nel club.

Barcellona, Dembélé dopo l'espulsione di domenica
Barcellona, Dembélé dopo l'espulsione contro il Siviglia

Barcellona, Dembélé è un problema

Il sogno di Dembélé, ribadito questa estate, è quello di affermarsi al Barcellona. Ha rifiutato il trasferimento al PSG nell’affare che avrebbe riportato Neymar vicino a Messi. Niente da fare, l’ex Dortmund vuole imporsi. Arrivato nel 2017 per una cifra record (105 milioni più 40 di bonus), dopo due anni non ha ancora ingranato. Il vero problema? Ha del talento immenso non supportato dalla testa. I tifosi lo hanno aspettato, aiutato, incitato quando era fuori per infortuni vari. Ma se questa stagione doveva essere quella della conferma, l’inizio non fa ben sperare. Contro il Siviglia ha rimediato un cartellino giallo assurdo e negli ultimi minuti è andato dall’arbitro Mateu Lahoz per urlargli in faccia "sei molto cattivo". Espulso e probabili due giornate di stop. Il che vuol dire che salterà le sfide con Eibar e Real Madrid. Valverde ha pure provato a difenderlo davanti ai media:

La sua espulsione rimane un mistero. Non so cosa possa aver detto all’arbitro, Ousmane non parla nemmeno spagnolo.

Barcellona, Dembélé dopo l'espulsione Camp Nou contro il Siviglia
Barcellona, Dembélé dopo l'espulsione Camp Nou esce dal campo

Tutti contro lui

E mentre in Spagna ci si interroga come sia possibile che l’offesa “sei molto cattivo” valga la stessa punizione di “figlio di p…” urlata da Pepe in un Villarreal-Real Madrid del 2012 (due giornate), in casa del Barcellona pensano al futuro di Dembélé. Valverde, Bartomeu e anche qualche compagno non ne possono più: sono tutti stufi di lui. 

I diversi ritardi (anche fino a due ore) agli allenamenti nessuno li ha dimenticati. Ritardi che gli sono costati anche 100mila euro di multa. E poi gli infortuni non comunicati allo staff medico, il “no” al PSG nell’affare Neymar e anche quel suo errore nella sfida contro l’Athletic che ha dato origine al gol di Aduriz. Alla fine di quella partita, persa dal Barcellona, Dembélé ha dormito in aeroporto.

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Per non parlare delle sue amicizie che lo portano a fare tardi la notte trascorrendo ore e ore davanti ai videogiochi. Oppure della sua dieta totalmente sbagliata per un calciatore professionista. Il Barça gli aveva messo a disposizione anche uno chef privato, lui poco dopo lo ha prontamente licenziato. Adesso l’espulsione che, severa o meno, si aggiunge alla lista di tutti i comportamenti sbagliati di questo talento. A Barcellona forse sono davvero stanchi di lui. Dembélé è il peggior nemico di se stesso: sta a lui riaccendere i riflettori sulla sua carriera.

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