6 allenatori che hanno avuto vita breve sulla panchina del Milan

Dopo tre vittorie e quattro sconfitte, Marco Giampaolo è a serio rischio esonero. Il Milan non partiva così male dal 1938, ma c'è chi ha fatto peggio di lui.

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Sabato il Milan ha portato a casa un successo, battendo il Genoa per 2-1 a Marassi, ma i tre punti per Marco Giampaolo, allenatore dei rossoneri dallo scorso 19 giugno, non sono una garanzia di permanenza sulla panchina milanista. No, il tecnico abruzzese non può dormire sonni tranquilli, sportivamente parlando. La sua situazione rimane in bilico, sull'orlo di un burrone che sul fondo ha le punte aguzze dell'esonero, e il nome di Luciano Spalletti per il ruolo di successore designato alla guida della squadra.

Dati alla mano, la sua esperienza al Milan finora è stata drammatica: nelle prime sei partite sono arrivate ben quattro sconfitte. Un bilancio così negativo non si vedeva dal lontano 1938, quando il Milan del bomber Aldo Boffi perse nelle prime battute di campionato contro Roma, Inter, Genoa e Bari. L'allora allenatore del Milan, Hermann Felsner, venne sostituito da Jozsef Viola che riuscì poi a portare la squadra al nono posto, scongiurando l'incubo della retrocessione. 

Chissà se il Milan opterà anche stavolta per un'azione risolutiva, un cambio di rotta che, ad oggi, metterebbe Giampaolo al quarto posto in questa speciale classifica di chi è rimasto per meno tempo sulla panchina del Milan. Vediamo insieme chi sono i nomi di questa particolare top 5.

Marco Giampaolo, allenatore del Milan da giugno.

5° posto: Arrigo Morselli (1953, 9 partite ufficiali)

Siamo nel 1953, il presidente Trabattoni porta in rossonero Jorgensen, Piccinini, Bergamaschi, e affida la panchina ad un ex calciatore di Serie A: Arrigo Morselli. Arrigo non ha grande esperienza come tecnico, viene affiancato da un direttore tecnico come Antonio Busini che ha già ricoperto quel ruolo collaborando con Ara, Czeizler - l'allenatore dello scudetto dopo 44 anni di astinenza - e Sperone. L'esordio di Morselli sulla panchina del Milan avviene il 13 settembre 1953 contro l'Udinese, un pareggio ottenuto grazie ad un gol di Gunnar Nordahl. La prima vittoria arriverà due giornate dopo contro la Triestina, ma i risultati altalenanti delle successive sfide portarono la dirigenza ad un cambio di rotta. Dopo quattro vittorie, tre pareggi e due sconfitte, Morselli viene esonerato il 10 novembre del 1953 e sostituito dal leggendario Bela Guttmann.

4° posto: Cristian Brocchi (2016, 7 partite ufficiali)

Nella stagione 2015/16 il Milan parte con Sinisa Mihajlovic, reduce da buoni risultati sulla panchina della Sampdoria, ma il 12 aprile del 2016 - dopo una serie di cinque partite consecutive senza i tre punti - arriva l'esonero. Al suo posto il club dà fiducia all'allenatore delle giovanili, Cristian Brocchi, ex calciatore di Fiorentina, Inter, Lazio e appunto Milan. Assumendo il ruolo di traghettatore fino a fine stagione, ottiene due vittorie, due pareggi e due sconfitte, scendendo dal sesto al settimo posto in campionato. Rimane sulla panchina del Milan anche per la finale di Coppa Italia del 21 maggio: contro la Juventus all'Olimpico di Roma il suo Milan perderà 1-0 ai supplementari. Lascerà la panchina del Milan per sua volontà cinque giorni dopo e verrà sostituito da Vincenzo Montella.

Brocchi ha allenato il Milan per 7 partite nel 2016.

3° posto: Daniele Angeloni (1907, 6 partite ufficiali)

Tra i fondatori del Milan nel 1899, Angeloni fu anche calciatore, dirigente, segretario generale e allenatore della squadra. Siamo in tempi ormai lontanissimi, in un calcio totalmente differente da quello odierno, ma statisticamente Angeloni registra da allenatore soltanto 6 presenze sulla panchina dei diavoli, piazzandosi al terzo posto di questa classifica. La prima volta per lui fu il 13 gennaio del 1907, un Milan-Udinese che si chiuse con sei reti a zero per i padroni di casa, mentre l'ultima volta fu il 7 aprile dello stesso anno, una vittoria esterna per 2-0 contro l'Andrea Doria. Dopo due anni di vuoto ci fu una commissione tecnica dal 1909 al 1910, poi la panchina venne occupata per 16 partite da Giovanni Camperio.

2° posto: Paolo Barison (1976, 5 partite ufficiali)

"Il Bisonte". Ala sinistra prolifica e potente, veste le maglie di Genoa, Milan, Napoli, Roma e altre, chiudendo un'ottima carriera da calciatore con 292 presenze e 82 gol in Serie A. La sua parabola da allenatore non fu altrettanto buona: nel 1976 il Milan chiude il campionato al terzo posto, qualificandosi per la Coppa Uefa, ma Trapattoni - che guidò la squadra della stagione '75-'76 con Nereo Rocco - passa alla Juventus e la dirigenza consegna la panchina proprio a Barison. A campionato concluso, si gioca la Coppa Italia che vede il Milan impegnato nel girone di Samp, Napoli e Fiorentina. Con due vittorie, due pareggi e due sconfitte, la squadra di Barison chiude il girone alle spalle dei partenopei e dei toscani, e per la stagione successiva il Milan decide di puntare su un altro tecnico, Giuseppe "Peppino" Marchioro.

1° posto: Gunnar Gren e Francesco Zagatti (1953, 1982, 2 partite ufficiali)

Gunnar Gren è uno dei calciatori svedesi più forti di tutti i tempi. Mezz'ala moderna, "Il Professore" - chiamato così grazie alla sua straordinaria abilità tattica - viene acquistato dal Milan nel 1949 e va a formare il famoso trio scandinavo "Gre-No-Li", Gren, Nordahl e Liedholm, che riporta lo scudetto in casa Milan dopo ben 44 anni. Dopo aver fatto la storia con la maglia rossonera, continua a militare in Serie A con le maglie di Fiorentina e Genoa. Gren ricopre il ruolo di allenatore-giocatore del Milan per due partite di Coppa Latina nel 1953, non solo curando la parte tattica della squadra ma scendendo anche in campo e raggiungendo tra l'altro la finale del torneo. Dopo quei due match abbandona per tre anni la carriera di allenatore-giocatore, riprendendola una volta rientrato in patria allenando l'Örgryte, il Värnamo e il più noto Göteborg. 

Gren condivide il suo record con un ragazzo che esordì da calciatore proprio affiancando il Trio Grenoli. Era il 24 novembre del 1951, Milan-Grasshopper, un diciannovenne Francesco Zagatti giocò il suo primo match con la maglia rossonera e per altri cinquant'anni non abbandonerà mai quei colori. Una carriera consacrata al club, dalle giovanili alla prima squadra, Zagatti vince due volte il Torneo di Viareggio con la Primavera, poi l'esordio in Serie A nel '52 e da lì oltre 360 partite di cui 252 ufficiali tra campionato e coppe. Con il Milan vince quattro campionati italiani, una Coppa Latina - in quegli anni coppa europea di prestigio - e una Coppa dei Campioni nel '63, pur non giocando partite in quell'edizione.

Dopo essersi ritirato guida il Milan primavera per cinque anni e diviene poi il braccio destro di Nereo Rocco nella disastrosa stagione '76-'77 (dopo l'esonero di Marchioro), ottenendo la salvezza solo alla penultima giornata. Nel 1982 siede sulla panchina del Milan insieme con Italo Galbiati, disputando però soltanto due partite (entrambe perse contro Inter e Catanzaro): in realtà fu una trovata della società per affiancare Galbiati, in attesa del patentino di allenatore di prima categoria. Dopo la brevissima esperienza in Serie A tornò a dedicarsi al settore giovanile rossonero, lavorando con calciatori come Baresi, Galli, Evani e Maldini.

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