I 5 atleti da copertina dei Mondiali di atletica leggera di Doha 2019

Si chiude un’edizione molto agguerrita, piena di talenti giovani che si sono mostrati al mondo e tutti pronti a fare grandi cose verso Tokyo 2020. Ecco cinque nomi che si sono esaltati in Qatar.

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Con le vittorie degli Stati Uniti nelle 4x400 maschile e femminile si sono chiusi i campionati mondiali di atletica leggera di Doha. Èstata una competizione iniziata giornalisticamente tanto tempo prima, con le polemiche sulla sede, il caldo asfissiante e le riverenze verso i petrodollari del presidente della IAAF, Sebastian Coe. Da un punto di vista organizzativo tutto è andato bene, con l’aggiunta di alcuni elementi di spettacolarità interessanti, come le presentazioni-show per le gare di velocità. Da un punto di vista ambientale invece è stato un mezzo disastro. Se nello stadio, il sistema dell’aria condizionata ha funzionato, respingendo fuori la bolla d’aria calda e umida di Doha, le gare disputate sulla Corniche sono state un massacro. Abbiamo visto gare di marcia e maratona senza senso e con atleti al limite della sopportazione umana.
 
L’Italia non chiedeva tanto a questi Mondiali e torna a casa con alcune note positive. Davide Re sui 400 metri è al livello dei grandi e anche se non è riuscito ad entrare in finale ha spinto fino al sesto posto la staffetta 4x400. Claudio Stecchi è arrivato ottavo nella finale di salto con l’asta, un ottimo risultato in una disciplina in cui non esistevamo ormai da anni. Le due note super positive sono state il bronzo di Eleonora Giorgi nella 50 km di marcia, con un finale scioccante per le situazioni ambientali in cui la milanese ha dovuto cimentarsi. Si è fermata varie volte per poi strenuamente riprendere la gara e arrivare terza. E poi c’è la finale stellare di Tortu nei 100 metri che è già storica. Molto male il comparto donne e il mezzofondo, che continua a navigare nella mediocrità assoluta. L’ottavo posto di Tamberi nel salto in alto è forse il risultato più deludente di tutti.
 
Il resto del mondo ha mostrato alcuni campioni già molto noti, come Steven Gardiner sui 400 metri, Sam Kendricks nell’asta, che è riuscito a battere l’astro nascente Duplantis, Christian Taylor nel salto triplo, al suo quarto oro mondiale. Tra le donne straordinarie la giamaicana Shelly-Ann Fraser Pryce, che dopo la maternità domina i 100 metri, e la russa Mariya Lasitskene, che nell’alto vince ancora, battendo la nuova arrivata l’ucraina Yaroslava Mahuchick. Dopo tante gare sono però cinque i nomi da circoletto rosso che hanno mostrato qualcosa di nuovo e grande in questi Mondiali di Doha appena conclusi.

Noha Lyles ha vinto i 200 metri ai Mondiali di Doha, battendo De Grasse.
Vincendo perentoriamente i 200 metri ai Mondiali di atletica leggera di Doha, Noah Lyles si candida ad essere il volto nuovo del movimento internazionale.

Cinque grandi atleti che si sono esaltati ai Mondiali di atletica leggera di Doha 2019 

Dalilah Muhammad

Al di là del record del mondo statunitense nella 4x400 mista, una disciplina troppo giovane per non avere in questa fase prestazioni sempre migliori da un punto di vista cronometrico, l’unico record lo ha piazzato Dalilah Muhammad con un 52.16 sui 400 ostacoli donne, superando il suo 52.20 ottenuto a luglio, che era andato ad abbattere il 52.34 della russa Pecenkina del 2003. 
 
Se si pensa che in finale la seconda è stata una a sua volta straordinaria Sydney McLaughlin, vien da sé considerare i 400 ostacoli come la disciplina che più ci farà divertire nei prossimi anni. Inoltre la Muhammad ha volto, caratteristiche e l’occasione giusta (Tokyo 2020) per diventare una delle facce più forti dell’atletica leggera dei prossimi anni.

Karsten Warholm

Parlando di 400 ostacoli, non si può non citare il vincitore dell’oro nella prova maschile, Karsten Warholm. Per lui non c’è una vera sfida all’orizzonte, in questo momento è troppo superiore a tutti gli altri. Ma c’è un obiettivo ancora più grande, il record del mondo.

Noah Lyles

In assenza di Bolt, molti pensavano che la velocità avesse un contraccolpo molto negativo. Invece è spuntato un atleta fisicamente diverso da Bolt, ma con qualcosa che lo richiama nel modo di correre e negli atteggiamenti. Noah Lyles a Doha ha vinto senza dubbi i 200 metri, non correndo i 100 per lasciare spazio ai connazionali Coleman e Gatlin, primo e secondo all’arrivo.
 
Ma Lyles non può fermarsi a questo. Da ora in avanti deve pensare di essere il nuovo volto dell’atletica mondiale e porsi obiettivi altissimi per confermarlo. L’accoppiata 100-200 a Tokyo non sarebbe male, ma ci sono i suoi due compagni di squadra USA di cui sopra da superare.

Salwa Eis Naser 

Il volto femminile di questa tornata mondiale è sicuramente Salwa Eid Naser, vincitrice dei 400 metri femminili per il Bahrain. Non solo ha battuto grandi campionesse, come Miller-Uibo e Shericka Jackson, ma ha anche mostrato al mondo un volto interessante del Medioriente, pieno di tatuaggi e irrefrenabile giovinezza.
 
La corsa di Naser è bella, rotonda e ampia, anche se lei è molto più piccola delle avversarie. Sa abbinare perfettamente ritmo, forza e velocità, eccellendo in tutte le sezioni dei 400 metri. Ora che non è più una ragazzina (classe 1998) dovrà mettere insieme tutti gli impegni e le pressioni che la circonderanno. Se riuscirà ad equilibrare tutto al meglio, saranno i suoi anni.

Filippo Tortu

Come ultimo “like” da portarsi con sé dai campionati mondiali 2019, giusto parlare di un italiano, uno che ha fatto tornare una casacca azzurra in finale della disciplina regina, i 100 metri uomini, dopo Roma 1987. Filippo Tortu ha fatto qualcosa di incredibile, di cui capiremo l’importanza solo a posteriori.
 
Con questa finale ha raggiunto uno status che pochi pensavano fosse già alla sua portata a 21 anni. Adesso è chiamato “solo” alla conferma continua. Deve costantemente correre sotto i 10 netti e farsi trovare pronto per i prossimi grandi eventi. E magari dare un’occhiata anche ai 200 metri, la specialità in cui l’Italia nella velocità ha due incredibili ori olimpici, targati Berruti e Mennea.

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