Mondiali di Doha: Giamaica vince la 4x100 femminile, Italia settima

Giornata pirotecnica con tanti risultati sensazionali. L’Italia festeggia la finale raggiunta dalla staffetta 4x400 maschile, il settimo posto della 4x100 femminile e la vittoria in batteria di Luminosa Bogliolo sui 100 ostacoli in 12”.

Mondiali di Doha: Giamaica vince la 4x100 femminile

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La Giamaica trascinata dalla campionessa mondiale Shelly Ann Fraser Pryce in seconda frazione ha conquistato la medaglia d’oro in 41”44. “Pocket Rocket” ha vinto il nono titolo mondiale della sua carriera e la decima medaglia assoluta. Del quartetto giamaicano hanno fatto parte anche Natalliah Whyte, Jonielle Smith e il bronzo individuale dei 400 metri Shericka Jackson.

La Gran Bretagna (Asha Phillip, Dina Asher Smith, Ashleigh Nelson e Darryl Neita) ha vinto una straordinaria medaglia d’argento in 41”85 davanti alle statunitensi Dezerea Bryant, Tehana Daniels, Morolake Akinosoun e Klara Parker (42”10). La Svizzera (Ajla Del Ponte, Sarah Atcho, Mujinga Kambundji, Salomé Kora) sfiora l’impresa di salire sul podio ottenendo un ottimo quarto posto con il record nazionale davanti alla Germania (42”48) e a Trinidad and Tobago (42”71).

Questo risultato non arriva senza sacrifici e dolori. Molte cose sono successe lungo il nostro percorso. Sono davvero eccitata di aver dimostrato il mio talento. Le medaglie vinte si possono paragonare con quelle vinte nelle edizioni precedenti. Vedere giovani sprinter gareggiare come hanno fatto qui dimostra che hanno talento. Mio figlio non era qui oggi ma il suo nome era scritto sulle mie scarpette chiodate. Spero di poter ispirare altre atlete che vogliono diventare madri dimostrando che possono tornare e diventare ancora più forti 

Dina Asher Smith: 

Era assolutamente fantastico correre a questi livelli dimostrando di essere sulla buona strada verso le Olimpiadi di Tokyo 2020. Le staffette hanno sempre un’atmosfera fantastica. Sono le gare che creano le maggiori emozioni. Il pubblico era straordinario.

Staffetta 4x100 femminile Giamaica
Mondiali di Doha: Giamaica vince la 4x100 femminile

Atletica, staffetta 4x100 femminile: Fraser Pryce trascina la Giamaica alla vittoria

Bravissime anche le azzurre Johanelis Herrera Abreu, Gloria Hooper, Anna Bongiorni e Irene Siragusa), settime in finale e qualificate per le Olimpiadi di Tokyo in 42”98 (a soli otto centesimi di secondo dal record italiano stabilito in semifinale a Doha). Le italiane hanno eguagliato il miglior piazzamento di sempre a livello azzurro nella storia dei Mondiali di atletica detenuto da Masullo, Dal Bianco, Ferrian e Tarolo a Tokyo 1991.

Johanelis Herrera: 

Questa prestazione show è stata fotonica. Il mio sogno era vivere un’esperienza del genere. Siamo andate ancora sotto il precedente primato italiano ed è la conferma che questa 4x100 c’è. 

Anna Bongiorni: 

Non avevamo nulla da perdere e abbiamo provato il tutto per tutto nei cambi, lasciando forse qualcosa in pista. Lavoreremo per guadagnarci questi altri decimi il prossimo anno, quando conterà andare forte per entrare nella finale olimpica.  

Staffetta 4x100 maschile: Gli USA trionfano con il secondo miglior tempo di sempre

Gli Stati Uniti hanno trionfato in 37”11 con un quartetto stellare formato da Christian Coleman, Justin Gatlin, Michael Rodgers e Noah Lyles precedendo i campioni in carica della Gran Bretagna (Adam Gemili, Zharnel Hughes, Richard Kilty. Nethaneel Mitchell Blake), che hanno demolito il primato europeo. Il Giappone con il primatista nipponico Hakim Sani Brown ha conquistato il bronzo in 37”43 (record asiatico) davanti al Sudafrica (37”73) e alla Cina (38”07).  

Straordinaria impresa del quartetto azzurro composto da Edoardo Scotti, Vladimir Aceti, Matteo Galvan e Davide Re, che centrano l’ingresso in finale grazie al terzo posto in 3’01”60, quinta migliore prestazione italiana all-time e crono più veloce nazionale da 22 anni. Un grande risultato, se si considera che la formazione italiana schierava due atleti giovanissimi come Vladimir Aceti e Edoardo Scotti, che hanno vinto gli ultimi due titoli europei under 20 dei 400 metri rispettivamente nelle ultime due edizioni a Grosseto 2017 e a Boras 2019.      

Da sottolineare soprattutto la straordinaria rimonta di Re dalla sesta alla terza posizione sul rettilineo finale con una frazione capolavoro che ha permesso agli italiani di superare di tre centesimi di secondo il Botswana.

Quando Matteo Galvan mi ha dato il testimone, ho pensato che non fossimo così lontani dal gruppetto lì davanti. Mi sono detto: negli ultimi 100 metri li prendiamo. Sul rettilineo finale ne avevo. Ho visto che il britannico Martin Rooney si stava allargando per cercare di non far passare il colombiano Zambrano, ma non c’era abbastanza spazio. Mi sono buttato verso l’esterno. Ho chiuso gli occhi negli ultimi 40 metri e ha funzionato. Ci tenevo a correre la finale della staffetta dopo aver mancato quella individuale per così poco, ma sono felice per i ragazzi perché ci siamo qualificati per le Olimpiadi di Tokyo. Domani dobbiamo migliorare quei 23 centesimi di secondo che mancano per battere il record italiano e potremo dire di aver fatto un ottimo mondiale anche nella staffetta 4x400.

Il team italiano è stato battuto dagli statunitensi Tyrell Richard, Vernon Norwood, Wil London e Nathan Strother (2’59”89) e dai colombiani John Perlaza, Diego Palomeque, John Solis e Anthony Zambrano (argento sui 400 individuali), secondi in 3’01”06.

L’ultima staffetta italiana in grado di centrare la finale mondiale della staffetta 4x400 risale all’edizione di Atene 1997 quando Ashraf Saber, Marco Vaccari, Andrea Nuti e Fabrizio Mori si piazzarono al settimo posto. Il team giamaicano formato da Akeem Bloomfield, Nathon Allen, Terry Thomas e Javon Francis ha conquistato il successo nella seconda semifinale in 3’00”76  davanti al Belgio dei fratelli Dylan e Kevin Borlée, del giovane Jonathan Sacoor e di Julian Watrin (3’00”87).

Finale getto del peso maschile: Migliore gara di sempre con quattro pesisti oltre i 22 metri

Una finale con quattro atleti oltre il muro dei 22 metri non si era mai vista nella storia del getto del peso ai Mondiali. Joe Kovacs ha trionfato con un super lancio da 22.91m all’ultimo tentativo che gli ha permesso di battere il connazionale Ryan Crouser e il campione in carica Tom Walsh, secondo e terzo con la stessa misura di 22.90m e il brasiliano Darlan Romani (22.53m).

Walsh si è portato in testa con 22.90m al primo tentativo nell’unica sua prova valida della giornata. Crouser ha lanciato tre volte (due volte 22.36m e 22.71m) prima di portarsi in testa con 22.90m per il secondo lancio migliore. Romani era in terza posizione con tre lanci oltre i 22 metri tre volte (22.53m, 22.03m, 22.13m) ma nell’ultimo lancio è successo il colpo di scena. Kovacs, quarto fino al quinto lancio con 21.95m, ha prodotto il super lancio da 22.91m che lo ha portato al primo posto.

Addirittura otto atleti hanno superato la barriera dei 21 metri in una gara quasi d’altri tempi: Darrell Hill si è classificato al quarto posto con 21.65m davanti al polacco Konrad Bukowiecki (21.46m), al neozelandese Jacko Gill (21.45m) e al nigeriano Chubukwebuka Enekwechi (21.18m)

Finale salto triplo femminile: Rojas a 13 centimetri dal record del mondo

La venezuelana Yulimar Rojas ha vinto il secondo titolo mondiale outdoor della sua carriera due anni dopo Londra 2017 avvicinando di soli 13 centimetri il record del mondo di Inessa Kravets stabilito in occasione dei Mondiali di Goteborg 1995. La sudamericana ha sfiorato anche il record personale di 15.41m realizzato a inizio Settembre ad Andujar. La ventitreenne ha aperto la gara con un salto con 14.87m prima del super salto da 15.37m che consolida il secondo posto nelle liste mondiali di sempre. Rojas ha completato la sua serie straordinaria con un salto da 15.18m al quarto tentativo.

La giamaicana Shanieka Ricketts, che ha battuto Rojas nella finale della Diamond League a Zurigo, ha aperto la sua gara con 14.81m prima di migliorarsi ancora con un salto d 14.92m (ad un centimetro dal record personale). La fuoriclasse colombiana Caterine Ibarguen è salita ancora una volta sul podio vincendo il bronzo con 14.73m al quinto tentativo davanti alla connazionale Kimberly Williams (14.64m) e all’ucraina Olha Saladukha (14.52m).

È stata una stagione lunga e ricca di soddisfazioni. Sono scesa in pedana per battere il record del mondo. Ho cercato il primato nei primi tre tentativi ma dopo le mie gambe non rispondevano più come volevo. Sono strafelice. 

Finale 1500 metri femminili: Hassan vince il secondo oro nella più grande gara di sempre 

La fuoriclasse olandese Sifan Hassan ha completato una doppietta inedita nella storia dei Mondiali vincendo il secondo oro di questi mondiali dopo il trionfo sui 10000 metri con un clamoroso 3’51”95, nuovo record dei Campionati e sesta migliore prestazione di tutti i tempi. La gara è stata di un livello incredibile con addirittura nove donne al di sotto dei 4 minuti e otto al di sotto del precedente record dei campionati detenuto da Tatyana Tomashova (3’58”52) dall’edizione di Parigi 2003. Sembrava quasi una gara da meeting e non una gara che assegna titoli. Hassan ha inflitto alle avversarie il margine più ampio nella storia dei Mondiali. La keniana Faith Kipyegon ha conquistato l’argento in 3’54”22 due anni dopo la vittoria a Londra e una pausa per maternità. Il bronzo è andato all’etiope Gudaf Tsegay che ha migliorato il personale con 3’54”38. La statunitense Shelby Houlihan si è classificata quarta stabilendo il record nordamericano con il tempo di 3’54”99 precedendo la britannica Laura Muir (3’55”76). La canadese Gabriela Debues Stafford (compagna di allenamento di Muir) ha stabilito il primato nazionale con 3’56”12.

Ho vissuto una sensazione straordinaria, quando ho visto il tempo finale. Questa vittoria è un onore per me. Mi sono sentita bene dopo i 10000 metri e ho deciso di correre i 1500 metri. È sembrata una vittoria facile ma è stata una gara dura. 

Finale 5000 metri femminili: Bis di Obiri

Hellen Obiri ha concesso il bis vincendo il secondo titolo mondiale consecutivo in 14’26”72, nuovo record dei campionati in una gara straordinaria, che ha visto ben undici atlete stabilire il record personale. Margaret Chelimo ha vinto la medaglia d’argento in 14’27”49 davanti alla ventiduenne tedesca Konstanze Klosterhalfen (14’28”43). Seguono alle spalle delle medagliate l’etiope Tsehay Gemechu (14’29”60) e Lilian Rengeruk (14’36”05). La britannica Laura Weightman ha stabilito il personale con 14’44”57 superando Hawi Feysa (14’44”92) e Elish McColgan (14’46”17).

Questa vittoria mi ha permesso di riscattare la delusione per il quarto posto sui 10000 metri. Non è stato facile battere il record dei Campionati senza pacemaker. È stata una stagione molto lunga con i Mondiali di cross, la Diamond League. Forse torneò a correre i 10000 metri alle Olimpiadi di Tokyo. 

Maratona maschile: Doppietta etiope, Rachick dodicesimo

L’Etiopia ha dominato la maratona disputata a mezzanotte sulla Corniche con Lelisa Desisa vincitore in 2h10’40” e Mosinet Geremew, secondo in 2h10’44”. L’Etiopia non vinceva l’oro iridato dall’edizione di Edmonton 2001. Il keniano Amos Kipruto ha completato il podio tutto africano vincendo il bronzo in 2h10’51” davanti allo scozzese Callum Hawkins (2h10’57”). Sono prestazioni cronometriche di ottimo livello perché ottenute con il caldo, anche se la temperatura e l’umidità erano meno opprimenti rispetto a quelle in cui si sono svolte le maratone e le gare di marcia.

È una grande medaglia per me e l’Etiopia. Era da tanto tempo che il nostro paese non vinceva l’oro ai Mondiali. Ho fatto esattamente quello che mi ha detto il mio allenatore. Ad un chilometro dalla fine ho pensato che fosse come una gara di 10000 metri e ho incominciato a spingere. Faceva caldo ma ero preparato. Mi alleno con Kenenisa Bekele ad Addis Abeba. 

Yassine Rachik è stato il migliore degli azzurri in dodicesima posizione con 2h12’41” al termine di una gara corsa nel gruppo degli inseguitori. L’altro azzurro Eyob Faniel ha tagliato il traguardo in quindicesima posizione in 2h13’57”.  

Ho cercato di correre in progressione. Stavo molto bene come ho dimostrato. Ho avuto un problema all’anca al 34 km. Non riuscivo più a spingere e ho pensato che non sarei riuscito a finire la gara, ma ho tirato fuori la grinta per la maglia azzurra. Essendo il mio primo Mondiale non potevo fare altro che onorarla.

Batterie 100 ostacoli femminili: Bogliolo vince la batteria in 12”80

Luminosa Bogliolo ha debuttato con il piede giusto vincendo alla grande la sua batteria in 12”80 nel suo esordio assoluto in una manifestazione iridata precedendo la giamaicana Yanique Thompson di cinque centesimi di secondo e la belga Anne Zagré (12”91). La campionessa olimpica Brianna McNeal è stata squalificata per una falsa partenza. La ligure dovrà probabilmente battere il record italiano per sperare di qualificarsi per la finale.

È stata una bella gara. Il mio obiettivo originario era stare il più vicino possibile a McNeal. Dopo che è stata squalificata l’americana, l’ho dovuto cambiare e mi sono concentrata sull’obiettivo di battere la giamaicana. In ottava corsia lo sparo non si sentiva bene come nella prima. In semifinale non basterà correre in 12”80 per centrare la finale. L’impatto con il mondiale è stato emozionante, ma devo dire che ci sono arrivata preparata grazie all’esperienza dell’anno scorso agli Europei di Berlino. Mi sono goduta l’atmosfera dello stadio. 

Segue nella classifica generale la favorita giamaicana Danielle Williams, che ha vinto la ua batteria in 12”51 davanti alla rappresentante di Costarica Andrea Carolina Vargas (12”68). Williams (campionessa mondiale a Pechino 2015 e vincitrice del titolo della Diamond League 2019) avrà come principale avversaria la primatista mondiale Kendra Harrison, che si è imposta nettamente in 12”55 nella quarta batteria davanti alla tedesca Cindy Roleder (12”76) e alla bielorussa Elvira Herman(12”84). La vice campionessa olimpica e due volte medaglia d’oro ai Mondiali Indoor Nia Ali si è imposta nella prima batteria in 12”59 precedendo la giamaicana Megan Tapper (12”78).

Semifinali staffetta 4x400 femminile: Italia prima delle escluse dalla finale

Il quartetto azzurro formato da Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Giancarla Trevisan e Raphaela Lukudo si è battuta bene classificandosi quinta in 3’27”57 ma è stata eliminata come prima delle escluse dalla finale. Le statunitensi Jessica Beard, Allyson Felix, Kendall Ellis, Courtney Okolo si sono qualificate realizzando il miglior tempo delle due semifinali con 3’22”96 precedendo la Gran Bretagna (3’24”99), l’Ucraina (3’26”57) e il Belgio (3’26”58). Le giamaicane Roneisha McCregor, Anastasia Le Roy, Tiffany James e Stephanie Ann McPherson si sono aggiudicate la prima semifinale in 3’23”64 precedendo la Polonia (3’25”78), il Canada (3’25”86) e l’Olanda (3’27”40).

Qualificazioni del salto in lungo femminile: Mihambo vicina ai 7 metri, Reese fuori dalla finale

La grande favorita Malaika Mihambo ha risolto la pratica della qualificazione con un ottimo salto da 6.98m al primo tentativo. La tedesca precede la nigeriana Eze Brume (6.89m) e la campionessa mondiale dei 100 metri di Londra 2017 Tori Bowie (6.77m). La più grande eliminazione è stata l’eliminazione della quattro volte campionessa mondiale Brittney Reese, tredicesima e prima delle escluse dalla finale con 6.53m (ad un solo centimetro dall’ultima misura di qualificazione ottenuta dalla connazionale Shakeela Saunders. Le azzurre Tania Vicenzino e Laura Strati sono state eliminate dopo aver saltato rispettivamente 6.23m e 6.05m.

Due dei grandi favoriti Magnus Kirt e Johannes Vetter sono stati gli unici a lanciare oltre la barriera degli 88 metri con 89.36m e 88.35m. il grenadino Anderson Peters si propone come una delle possibili sorprese della finale dopo aver realizzato la terza migliore misura di qualificazione con 85.34m. Tra i qualificati anche lo svedese Kim Amb (84.85m), il trinidegno Keshorn Walcott (84.44m), il ceco Jakub Vadlejch (84.31m) e il tedesco Julian Weber (84.29m). Le qualificazioni hanno fatto registrare le eliminazioni dei due tedeschi Andreas Hofmann (80.06m) e Thomas Rohler (79.23m). Fuori dalla finale anche il lettone Edis Matusevicius.

Durante la penultima serata dei Mondiali si è svolta la cerimonia di premiazione del salto in alto maschile con la consegna della medaglia d’oro al beniamino del pubblico qatariota Mutaz Barshim, che ha vinto con 2.37m a poco più di un anno da un grave infortunio subito a Szekesfehvar durante un tentativo di battere il record mondiale di 2.46m. La vittoria di Barshim è la più bella notizia pe gli appassionati del salto in alto che hanno ritrovato un campione dotato di uno stile elegante definito come “Poetry in motion” (Poesia in movimento dal telecronista inglese Tim Hutchings. La grande umanità e il suo carattere sempre allegro hanno fatto del “Fuscello del Qatar” uno dei personaggi più amati dai fans dell’atletica.

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