Wenger a un bivio: la FIFA o una panchina? "Pronto a valutare offerte"

L'ex manager dell'Arsenal è disoccupato da oltre un anno e valuta la proposta del massimo organismo calcistico internazionale, rivelando però che una parte di lui vorrebbe mettersi nuovamente alla prova sul campo.

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Dal 1º ottobre 1996 al 30 giugno 2018 sono quasi 22 anni, un lasso di tempo che nel frenetico mondo del calcio moderno è praticamente una vita. È questo il periodo che Arsene Wenger ha trascorso alla guida dell'Arsenal, 22 anni in cui sono arrivati record e titoli, in cui sono stati lanciati e rilanciati campioni, un'esperienza che ha cambiato radicalmente il football inglese, adeguandolo allo stile continentale, ma dove non sono mancati momenti bui e che non si è conclusa nel migliore dei modi.

70 anni il prossimo 22 ottobre, disoccupato da giugno 2018 - quando l'avventura a Londra è terminata per la gioia di quella parte della tifoseria che lo criticava da tempo - Arsene Wenger è oggi uno dei primi nomi che vengono in mente nel momento in cui si tratta di nominare un allenatore di esperienza e libero sul mercato. Il suo nome è stato per esempio recentemente accostato al Milan, dove il tecnico in carica Giampaolo sembra in crisi e dove lavora l'ex collega all'Arsenal Ivan Gazidis che lo apprezza.

Vero? Falso? Difficile affermarlo, certo è che al momento l'allenatore che ha reso l'Arsenal la squadra che è oggi di offerte reali e concrete fino a oggi non ne ha ricevute né dall'Italia né da nessuno dei cinque più importanti campionati d'Europa. Chi lo conosce bene sa che se così non fosse difficilmente Wenger avrebbe resistito alla tentazione di buttarsi nuovamente nella mischia. E mentre Gianni Infantino aspetta da tempo una sua decisione in merito alla possibilità di entrare a far parte dell'organico della FIFA, dove uno con la sua esperienza potrebbe fare la differenza, è lui stesso a confermarlo tra le righe in un'intervista concessa a beIN Sports.

Arsene Wenger
Nel corso di una carriera cominciata nel lontano 1984 e non ancora ufficialmente conclusa Arsene Wenger ha vinto trofei in Francia e in Giappone prima di trasferirsi all'Arsenal nel 1996: qui è rimasto per 22 anni conquistando 3 volte la Premier League e ben 7 la FA Cup.

Wenger apre a un ritorno in panchina, ma l'ipotesi Milan rimane quasi impossibile

Per prima cosa, Wenger spiega senza scendere troppo nel dettaglio quale potrebbe essere il ruolo pensato per lui.

Avere a che fare con l'efficacia dell'allenamento, trattare di un possibile futuro come allenatore per i calciatori nel momento in cui concludono la carriera, insegnando loro i possibili sbocchi esistenti all'interno del mondo del calcio. Perché spesso dimentichiamo che per un calciatore può essere un vero e proprio dramma essere in cima al mondo a 34 anni, per esempio, e poi dover smettere quando si è ancora giovani. 

Un problema, quello di un professionista che smette di fare un lavoro che ama tanto, che evidentemente riguarda anche lo stesso Wenger. Che in effetti tiene sulle spine la FIFA da più di un mese perché non è ancora sicuro di voler chiudere la sua esperienza in panchina.

Voglio soltanto condividere quello che ho imparato, restituirlo al calcio in un modo diverso. Ma non sono sicuro che smetterei di allenare, perché la tentazione e la voglia ci sono sempre. Devo valutare, se mi potrebbe piacere e se potrei essere utile. 

Ecco perché il suo ruolo nella FIFA potrebbe non ridursi semplicemente a quello di "maestro", ma avere risvolti anche su altri aspetti del gioco.

La FIFA deve continuare a cambiare le regole del gioco. Possiamo ancora fare molto da quel punto di vista, sempre insieme all'evoluzione della società. Si tratta di una cosa vitale per il movimento.

Secondo il Mirrror Wenger starebbe prendendo tempo in attesa dell'offerta di qualche club di rilievo, perché il desiderio di tornare in panchina in realtà non lo ha mai abbandonato. Intervistato qualche giorno prima di beIN Sports dal tabloid britannico, in effetti l'ex guru dell'Arsenal tra le righe ha confermato questa ipotesi.

Mi sono divertito a fermarmi un po', ma mi rivedrete su una panchina, questo è sicuro anche se non so quando questo accadrà. Ero riluttante a prendere una squadra in corsa, ma mi piacerebbe provare ancora una volta l'intensità di questo ruolo e non riesco a convivere con il fatto che non allenerò ancora. Ho voglia di condividere ancora tutto quello che ho imparato.

La suggestione Milan, però, sembra destinata a restare tale. A 70 anni Wenger non è certo un allenatore su cui costruire il futuro di un club che va rifondato, e anche come traghettatore presenterebbe numerose incognite: non conosce il calcio italiano, difficilmente accetterebbe un ruolo a termine e certo ingaggiarlo non costa poco. Pare che servano almeno 5 milioni a stagioni per averlo in panchina, una cifra decisamente fuori mercato per i rossoneri.

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