Retroscena Gnabry: il Bayern Monaco lo voleva a 8 anni, il padre rifiutò

I bavaresi avevano intenzione di prendere il classe 1995 già nel 2003. Suo papà però non voleva lasciasse casa così piccolo. Serge è poi arrivato in Baviera 14 anni dopo.

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Un trasferimento ritardato di 14 anni. Il destino però alla fine l'ha spuntata. Quella che sta terminando è stata senza ombra di dubbio la settimana di Serge Gnabry. Il classe 1995 è finalmente riuscito a segnare il suo primo gol in Champions League nella gara che il suo Bayern Monaco ha clamorosamente vinto 7-2 a Londra contro il Tottenham. In realtà il tedesco si è abbuffato di gol, facendone 4 in un colpo solo.

Per questo negli ultimi giorni si è parlato tantissimo di lui e della sua storia. Nel 2015-16, per esempio, venne mandato in prestito al West Brom, ma il feeling con mister Tony Pulis non fu mai eccezionale, tanto che il tecnico ammise pubblicamente di non ritenerlo un giocatore pronto per palcoscenici importanti come quello della Premier League. Nemmeno l'Arsenal, che lo aveva strappato a 16 anni allo Stoccarda, ha creduto in lui fino in fondo.

A causa di un problema al ginocchio Wenger si convinse del fatto che perderlo non fosse un grosso problema per l'Arsenal. Così, nel 2017, Gnabry è arrivato al Bayern Monaco dopo l'esperienza al Werder Brema. Eppure in Baviera Serge ci sarebbe dovuto andare addirittura 14 anni prima. Quando, a soli 8 anni, i bavaresi si accorsero per la prima volta di lui.

Gnabry esulta dopo i 4 gol segnati col Bayern Monaco contro il Tottenham
Gnabry esulta dopo i 4 gol segnati col Bayern Monaco contro il Tottenham

Bayern Monaco, quando il padre di Gnabry bloccò il trasferimento

Nel 2003 il Bayern Monaco si convinse di puntare su Gnabry che, a soli 8 anni, si era già messo in mostra nell'Hemmingen, squadra di un paesino vicino a Stoccarda (sua città natale). I dirigenti del Bayern contattarono il club per il quale giocava Gnabry e poi anche la sua famiglia. A bloccare la trattativa fu ill papà del ragazzo, il signor Jean-Hermann, che mise il proprio veto, come raccontato da Serge al quotidiano TZ:

Ero arrabbiatissimo con mio papà. Ho pianto tantissimo, ma lui restò sulla sua posizione.

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Il padre voleva infatti che il figlio crescesse sotto il suo sguardo, non solo di genitore ma anche di allenatore. Non potendo trasferirsi a Monaco non avrebbe potuto stare dietro al proprio figlio. Per questo decise di interrompere immediatamente le trattative con il Bayern Monaco.

Solo a 12 anni mio padre mi diede il permesso di andare allo Stoccarda. Devo ammettere comunque che le sue decisioni non furono sbagliate.

In realtà furono giuste. Tanto che il destino è tornato a bussare alla porta di Gnabry. E con 14 anni di ritardo il trasferimento si è finalmente potuto concretizzare.

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