Juventus, Sarri: "Scudetto? Domani conta zero. E non siamo favoriti"

Sarri non vuole sentire parlare di partita decisiva per le sorti del campionato, ma vuole vedere una Juve che sappia giocare: "Per lo scudetto conta quasi zero".

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È il derby d'Italia, la sfida delle sfide, forse la più attesa. Quest'anno ancor di più perché sulla panchina nerazzurra siede un certo Antonio Conte che della Juventus ha fatto la storia prima da giocatore e poi da allenatore. Rivalità, ambizione, voglia di vincere convogliano in questa partita che chiude la settima giornata di campionato col botto e apre a due settimane di sosta in cui per forza di cose si continuerà a parlare del match di San Siro.

È il primo Inter-Juve di Maurizio Sarri. Lui che sta cercando e si avvicina ogni partita di più alla quadratura del cerchio. La sua squadra comincia ad apprendere e a mettere in pratica, le risposte ottenute contro il Bayer Leverkusen sono state più che confortanti. 

L'Inter offre stimoli, l'essere secondi e rincorrere offre stimoli, anche perché la Juventus in questi ultimi anni si era abituata a guardare tutti dall'alto da subito. Ha dominato, ha vinto, ha dato una sensazione di strapotere evidente. Con Sarri vuole diventare dominante anche nel gioco e il banco di prova nerazzurro è assolutamente probante. Ci sarà da divertirsi, la pressione deve essere positiva, deve diventare un carburante. Questo il messaggio che vuole mandare il tecnico ai suoi attraverso la conferenza stampa di vigilia. 

Juventus, Sarri in panchina
Juventus, Sarri: "Conte? Non è io contro di lui"

Juventus, Sarri: "Non ci sono favoriti, ma per lo scudetto la partita conta zero"

Ci sono dubbi da sciogliere, ballottaggi da far vincere a un elemento della rosa e perdere ad un altro. Ogni riferimento a Dybala e Higuain è ovviamente voluto. Chi affiancherà Cristiano Ronaldo? Lo si saprà domani, perché Sarri mantiene riserbo, non si scopre, preferisce non giocare a carte scoperte. 

C'è ancora l'ultimo allenamento, dopodiché decideremo. Non devo preoccuparmi delle reazioni dei giocatori, a volte a livello mediatico alcune possono fare audience, ma a mio modo di vedere sono positive. Ci sta che chi rimane fuori sia arrabbiato. 

Non accetta il ruolo di favorita per la sua Juve. L'Inter è prima in classifica, gioca in casa, i bianconeri sono i campioni in carica e sulla carta sono ancora i più forti. Ma sulla singola partita tutto può succedere: 

Non credo si possa dire che siamo i favoriti, non nella singola partita. Troviamo una squadra forte, in un buon momento di salute e lo ha dimostrato anche a Barcellona. Si incontrano due grandi squadre e io mi focalizzo solo sull'aspetto positivo di giocare una partita così. Sono felice di andare in un grande stadio a giocare una partita che sarà seguita in tutto il mondo. 

Quando gli si chiede un'impressione sull'Inter, Sarri spende tanti elogi per la banda Conte. 

Io per ora ho visto una squadra forte, solida, che quando prende in mano la partita è pericolosa e quando non ce l'ha in mano riparte e sa essere altrettanto pericolosa. Sarà molto difficile affrontarli, ho visto un'Inter davvero forte. 

Sarri però non vuol sentir parlare di partita decisiva per lo Scudetto. Troppo lungo, ancora, il percorso che conduce al tricolore. 

Quanto conta per lo Scudetto la sfida di domani? Penso zero. Ci sono ancora 31 partita da giocare, quindi parlare di lotta scudetto... In questo momento conta poco, penso sia importante per loro perché possono confermare la crescita che stanno mostrando. Poi se con 93 punti ancora a disposizione si pensa di sistemare una classifica a inizio ottobre, allora si commette un grave errore. Conseguenze in caso di sconfitta? Se una classifica a ottobre ci dovesse creare problemi, allora vorrebbe dire che psicologicamente siamo fragili. 

La sfida con Conte, almeno a sentire le sue parole, è la parte meno interessante di tutta la vicenda. Sarri glissa, gioca a nascondino, non accetta di trasformarla in una gara contro l'altro tecnico: 

Non riesco a pensare di giocare contro Conte. Lui è un grande allenatore, lo dimostrano i risultati ottenuti anche con club diversi. Se poi voi vedete Sarri contro Conte io non riesco a starvi dietro sinceramente. Domani è una partita bellissima, che è Inter-Juventus.

Juventus, Sarri: "Mi piacerebbe imporre gioco, ma la squadra non deve dimostrare nulla"

Vuole una Juve che sappia imporre il proprio calcio Sarri. Una Juventus che sappia far valere le proprie qualità e che con queste metta in difficoltà l'avversario:

Io vorrei vedere una squadra che va in campo e s'impone tramite il gioco. Si parla sempre di determinazione, fame, voglia, ma io queste le ritengo qualità presenti nei professionisti e quindi alla fine la qualità fa la differenza. Così penso sia necessario per noi andare lì a imporre il nostro calcio. Poi la partita ci dirà se è possibile o no e se poi sapremo adattarci ad altre situazioni che a volte si verificano in campo.

Allegri sosteneva che il bravo allenatore sia quello che fa meno danni. Sarri non la vede così, del resto che le filosofie fossero molto lontane non lo si scopre alla vigilia di Inter-Juve: 

Non so, rispetto le opinioni altrui. Ma a me piacciono molto le squadre fortemente caratterizzate, con un'identità e che hanno un modo di giocare preciso. Poi nel nostro mestiere si devono fare tante valutazioni, si decidono molte cose e l'errore è sempre presente. Quindi avere la capacità di fare pochi sbagli è una grossa capacità.

All'ennesima domanda su quale sia la formula giusta per attaccare l'Inter, Sarri risponde alla sua maniera e mandando ancora una carezza all'Inter: 

Per l'importante è avere una punta che stia bene fisicamente e mentalmente. In ogni caso avremo a che fare con una difesa solida, i numeri dicono che è la più forte del campionato, anche perché tutti difendono da squadra. Non sarà facile attaccarli, vedremo quale sarà il modo secondo noi migliore per farlo.

Non vuole sentir parlare di prova di maturità per la sua Juventus. La Vecchia Signora ha dimostrato negli anni di essere una squadra forte, matura, pronta ad affrontare ogni situazione: 

La Juve è una squadra che ha vinto e che ha già dimostrato ampiamente di essere matura. Quest'anno abbiamo cambiato qualche giocatore, stiamo cercando di modificare il modo di giocare e abbiamo a che fare con avversari più forti rispetto agli anni scorsi. Noi dobbiamo confermare i progressi che stiamo facendo verso un certo tipo di calcio, se alziamo il livello delle prestazioni i risultati arriveranno con maggior facilità. Quindi ora noi dobbiamo focalizzarci sulle prestazioni.

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