Mondiali di Doha: secondo oro consecutivo per Barshim nel salto in alto

Mutaz Essa Barshim vince il salto in alto con 2.37 nella gara che ha visto l’ottavo posto di Gianmarco Tamberi. La staffetta 4x100 femminile si qualifica per la finale con il record italiano (42”90).

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Gianmarco Tamberi ha concluso la sua avventura mondiale di Doha all’ottavo posto con 2.27m. Il campione europeo indoor ha superato le quote di 2.19m e 2.24m al primo tentativo prima di commettere un errore a 2.27m. Dopo un errore a 2.30m il ventisettenne marchigiano ha tentato senza successo gli ultimi due tentativi a sua disposizione alla quota successiva di 2.33m.

Gianmarco Tamberi: 

Ci ho messo l’anima. Non posso rimproverarmi nulla. Sono venuto per provarci, so che valevo di più di quello che ho fatto. Mi spiace per il primo salto a 2.33m. 

Mutaz Barshim ha rivinto il titolo mondiale outdoor due anni dopo il trionfo di Londra 2017 realizzando la migliore prestazione mondiale dell’anno con 2.37m. Il Qatar ha celebrato la grande impresa del suo campione, tornato a livelli straordinari livelli un solo anno dopo il grave infortunio subito durante un tentativo di battere il record del mondo alla quota di 2.46m.

Barshim e i russi Ilya Ivanyuk e Mikhail Akimenko hanno superato 2.35 al primo tentativo. Akimenko era al comando per aver superato tutte le misure alla prima prova. Il bielorusso Maksim Nedsekau ha valicato l’asticella alla quota di 2.33m prima di sbagliare una prova a 2.35m. A quel punto l’asticella è stata posizionata alla quota di 2.37m. Barshim ha scatenato la festa dei fans seduti nella curva gremita del Khalifa Stadium quando ha superato la misura di 2.37m alla prima volta. Nedasekau ha deciso di tentare il tutto per tutto nei due tentativi a sua disposizione a 2.37m ma senza successo. Akimenko ha commesso il primo errore a 2.37m dopo una gara perfetta fino a 2.35m portando a casa l’argento davanti al connazionale Ivanyuk grazie ad un numero minore di errori.

Mutaz Barshim: 

Sono molto contento. È davvero straordinario. Ho vinto tante medaglie ma questa è davvero speciale perché conquistata in casa. È una sensazione diversa. Sono venuti tutti a sostenermi. I miei fans sono loro i campioni, non me. Non ero pronto al 100% ma con il sostegno del pubblico ho dimenticato tutto. L’Aspire Academy è la mia casa. Ho molti grandi ricordi. Questo centro mi ha dato l’opportunità di diventare quello che sono. Questo successo può ispirare tanta gente. Spero di vedere molti Barshim in futuro e anche atleti migliori di me. Non penso che sia soltanto il salto in alto. La gente che è venuta qui ha potuto godersi tutto: corse, salti e lanci. Ci sono molte cose che succedono nello stesso momento. Non è possibile annoiarsi.

Finale 400 ostacoli femminile: Muhammad batte il record mondiale per la seconda volta in questa stagione

La statunitense Dalilah Muhammad ha vinto la seconda medaglia d’oro importante della sua carriera a tre anni di distanza dalla vittoria olimpica di Rio de Janeiro migliorando di quattro centesimi di secondo il suo recente record mondiale con 52”16. Muhammad ha fatto meglio di quattro centesimi di secondo rispetto al suo precedente primato di 52”20 realizzato ai Campionati statunitensi di Des Moines a fine Luglio. L’ostacolista nata a New York ma trasferitasi in California ha superato la ventenne Sydney McLaughlin, che è andata vicina al precedente primato con il primato personale di 52”23 diventando la seconda ostacolista di sempre.  La giamaicana Rushell Clayton ha completato il podio vincendo la medaglia di bronzo in 53”74. La campionessa europea Lea Sprunger ha battuto lo storico primato svizzero di Anita Protti fermando il cronometro in 54”06, ma non è stato sufficiente per salire sul podio.

Dalilah Muhammad: 

“È un record che significa molto per me. È difficile da descrivere quello che provo. Ho deciso di provarci partendo forte. Ho visto che Sydney si stava avvicinando sull’ottavo ostacolo. Non ho ancora realizzato del tutto ma è una sensazione pazzesca. Credo che in futuro possiamo scendere sotto i 52 secondi. Due record del mondo. La gara è stata combattuta e ciascuna di noi poteva vincere”. 

 

Finale 400 metri maschili: Super Gardiner trionfa in 43”48, Zambrano secondo a sorpresa 

 

Il fuoriclasse delle Bahamas Steven Gardiner si è laureato campione del mondo dei 400 metri in un fantastico 43”48 diventando il sesto quattrocentista più veloce della storia. L’ex giocatore di pallavolo di Murphy Town sull’isola di Abaco è salito sul podio per la seconda volta ai Mondiali due anni dopo l’argento vinto a Londra. Eccellente la prestazione anche per il colombiano Anthony Zambrano, che ha vinto la medaglia d’argento stabilendo il record sudamericano con un eccellente 44”15. Il sudamericano ha superato per due centesimi di secondo il campione statunitense Fred Kerley (44”17).

 

In questa stagione il sudamericano si era imposto al meeting svizzero di La Chaux de Fonds in 44”68 battendo Davide Re, che nell’occasione realizzò il record italiano con 44”77.

 

Steven Gardiner: 

 

“Ho superato tutti i turni eliminatori senza problemi e non riesco a credere ora che sono campione del mondo. Dedico questa medaglia alle Bahamas, che sono state colpite dal terribile uragano. La mia casa sull’Isola di Abaco è stata danneggiata ma non è stata distrutta”

 

Anthony Zambrano: 

 

“Desidero ringraziare il mio allenatore Nelson Gutierrez, il mio fisioterapista Caridad Martinez e il mio gruppo di allenamento che hanno creduto in me. Mi mancava la disciplina ma sono maturato e ora mi alleno duramente tutti i giorni. Sono diventato vice campione del mondo contro grandi avversari. La mia tattica ha funzionato. Mi alleno per raggiungere questi traguardi e sono sicuro che arriveranno grandi traguardi”

 

Semifinali staffetta 4x100 femminile: Italia vola in finale con il record italiano 

 

Il team azzurro formato da  Johanelis Herrera Abreu, Gloria Abreu, Anna Bongiorni e Irene Siragusa ha compiuto la grande impresa di qualificarsi per la finale iridata e per le Olimpiadi di Tokyo stabilendo il record italiano con l’eccellente tempo di 42”90. Le azzurre hanno tagliato il traguardo in sesta posizione ma cinque minuti è arrivata la clamorosa notizia della squalifica del Brasile che ha spalancato alle italiane le porte della finale. Al traguardo le quattro ragazze in maglia azzurra hanno liberato il loro grido di gioia.

 

Anna Bongiorni: 

 

“Abbiamo corso tutte 150 metri, perché oggi ci giocavamo tantissimo. Con questo record italiano abbiamo messo un bellissimo tassello per il prossimo anno. Siamo veramente felici dopo una stagione tribolata un po' per tutte, c’è finalmente un’altra grandissima soddisfazione”. 

 

Gloria Hooper: 

 

“Abbiamo riscritto la storia. Sono partita a canna e sono arrivata velocissima. Ringraziamo anche le nostre compagne di squadra Zaynab Dosso e Alessia Pavese, che hanno fatto questo percorso insieme a noi fino alla fine e si sono riscaldate insieme a noi”.   

 

Il quartetto giamaicano comprendente Natalliah Whyte, Shelly Ann Fraser Pryce, Jonielle Smith e Natasha Morrison ha vinto la batteria delle azzurre facendo segnare il miglior tempo assoluto con 42”11 davanti alla Gran Bretagna (Asha Phillip, Imani Lansiquot, Ashlieigh Nelson e Daryl Neita), seconda in 42”25, alla Cina (42”36) e alle leader mondiali stagionali della Germania (42”82).

 

Il quartetto statunitense formato da Dezerea Bryant, da Teahna Daniels, Morolake Akinosoun e Klara Parker ha vinto la prima delle due semifinali in 42”44 davanti a Trinidad and Tobago (42”75) e alla Svizzera con La medaglia di bronzo dei 200 metri Mujinga Kambundji in terza frazione (42”82).

 

Staffetta 4x100 maschile: Record italiano ma sfuma il sogno della finale

 

Nella grande notte delle staffette azzurre entusiasma anche la 4x100 maschile con Federico Cattaneo, Marcell Jacobs, Davide Manenti e Filippo Tortu, che con 38”11 hanno battuto il record italiano che risaliva alla finale degli Europei di Barcellona 2010, quando Roberto Donati, Simone Collio, Emanuele Di Gregorio e Maurizio Checcucci conquistarono la medaglia d’argento continentale con 38”17 alle spalle della Francia. Purtroppo la grande impresa non è bastata per entrare in finale ma rimane comunque la soddisfazione di aver battuto un primato che durava da nove anni. I campioni del mondo in carica della Gran Bretagna (Adam Gemili, Zharnel Hughes, Richard Kilty e Nethaneel Mitchell Blake hanno realizzato il miglior tempo delle due semifinali con 37”56 candidandosi per un altro titolo a due anni di distanza dal trionfo di Londra 2017. Dalla batteria degli azzurri vengono promossi anche il Brasile con Rodrigo Do Nascimento, Victor Hugo Dos Santos,Derick Silva e Paulo André Camilo De Oliveira (37”90) e gli Stati Uniti con Christian Coleman, Justin Gatlin e Cravon Gillespie (38”03). L’Italia ha presentato il ricorso per un presunto cambio fuori settore tra il terzo e quarto cambio ma la protesta della Federazione italiana non è stata accolta. Peccato per la rinuncia di Eseosa Desalu, che non ha preso parte alla semifinale per un fastidio al retto femorale dopo la batteria dei 200 metri.

 

Addirittura sei staffette hanno corso sotto i 38 secondi nella seconda semifinale. Il Sudafrica (Thando Dlolo, Simon Magakwe, Clarence Munyai, Akani Simbine) ha fermato il cronometro in 37”65 battendo il Giappone (37”78), la Cina (37”79), la Francia (37”88) e l’Olanda (37”91).

 

Filippo Tortu: 

 

“È una soddisfazione più bella del record dei 100 metri perché la condivido con altri sei ragazzi. Non ci dobbiamo dimenticare di Roberto Rigali, Fausto Desalu e Antonio Infantino, e del lavoro del Professor Di Mulo. Naturalmente siamo contenti al 50%. Nell’ultimo cambio mi sono reso conto di essere stato colpito dagli Stati Uniti e dalle immagini sembra palese che siano fuori settore. Siamo soddisfatti al 50% perché un posto tra i primi otto. Due anni fa non eravamo nemmeno qualificati per i Mondiali di Londra e abbiamo iniziato un percorso con il Professor Di Mulo che pian piano ci sta portando a risultati importanti”. 

 

Marcell Jacobs: 

 

“Sono soddisfatto di essere riuscito a fare una buona frazione. Prima di entrare in pista avevo un po' di dubbi perché avevo un fastidio al bicipite ma sono entrato con tutta la grinta e la rabbia che avevo ancora dalla finale mancata sui 100 metri. Siamo riusciti a creare un gruppo unito”. 

 

Finale 3000 siepi maschile: Kipruto batte Girma al photo-finish

 

Il campione olimpico e mondiale in carica Conseslus Kipruto ha battuto al photo-finish l’etiope Lemecha Girma per un solo centesimo di secondo in un arrivo al cardiopalmo in 8’01”35 che ha tenuto con il fiato sospeso il pubblico del Khalifa Stadium. Il marocchino Soufiane El Bakkali ha conquistato la medaglia di bronzo in 8’03”76.

Conseslus Kipruto: 

È stata una grande competizione. Gli etiopi hanno spinto forte perché sapevano che avrei lanciato lo sprint finale. Volevo andare in testa e controllare la gara, ma non è stato possibile. Nelle gare di campionato conta molto il fattore esperienza.

Lancio del disco femminile: Doppietta cubana con Perez e Caballero 

Cuba ha fatto doppietta con Yaimé Perez, vincitrice con l’ottima misura di 69.17m davanti alla connazionale Denia Caballero (68.44m). La campionessa in carica Sandra Perkovic ha vinto la medaglia di bronzo con 66.72m precedendo le cinesi Yang Chen (63.38m) e Bin Feng (62.48m).

Yaimé Perez: 

Ero nervosa ma ora sono felice di essere salita sul podio. Non ci sono segreti dietro al nostro successo. Ci sono ottimi allenatori. Lavoriamo duramente per raggiungere grandi risultati. 

Marcia 20 km maschile: 

Sfortunata prova del pugliese Massimo Stano, che ha ricevuto tre richiami e due minuti di pit stop al 14 km quando era all’inseguimento del giapponese Toshikazu Yamanishi con 12 secondi di ritardo. Stano ha potuto ripartire ma era ormai fuori dalla lotta per le prime posizioni. Il ventitrenne Toshikazu Yamanishi è diventato il primo marciatore del Sol Levante a vincere l’oro mondiale della 20 km in 1h26’34” (il tempo più lento della storia dei Mondiali) bissando il successo del connazionale Yusuke Suzuki. Il russo Vasilly Mizinov ha vinto l’argento in 1h26’49” superando lo svedese Perseus Karlstom (1h27’00”). Matteo Giupponi ha concluso la prova al venticinquesimo posto in 1h34’29”.

Massimo Stano: 

Non do la colpa a nessuno, probabilmente marciavo male. Ho provato rabbia. Non volevo ripartire, ma avevo indosso la maglia azzurra e volevo onorarla fino in fondo. 

Semifinali 1500 metri maschili: 

Timothy Cheruiyot si è aggiudicato la prima semifinale in 3’36”53 precedendo allo sprint il campione olimpico di Londra 2012 Taoufik Makloufi, il britannico Neil Gouley e lo statunitense Craig Engels, accreditati dello stesso tempo d 3’36”69.

La seconda semifinale corsa su ritmi molto simili ha visto il successo del polacco Marcin Lewandowski in 3’36”50 davanti al keniano Ronald Kwemoi (3’36”53) e a Ronald Kwemoi (3’36”58). Tre britannici (Josh Kerr, Neil Gouley e Jake Wightman) si sono qualificati per la finale, così come il campione olimpico statunitense Matt Centrowitz. Filip Ingebrigtsen è stato il secondo degli esclusi dalla finale.

Attesa per Bogliolo sui 100 ostacoli e le staffette 4x400

Sabato sera é pronta a scendere in pista Luminosa Bogliolo per le batterie dei 100 ostacoli. Le prime quattro di ciascuna batteria passano in semifinale. L’ostacolista ligure correrà la batteria contro la campionessa olimpica di Rio 2016 e iridata di Mosca 2013 Brianna McNeal e la giamaicana Yanique Thompson (12”80 di personale nel 2019).

Non so quale sia il segreto della mia stagione, forse lo sanno i miei allenatori Ezio Madonia e Antonio Dotti. Sto iniziando a rendermi conto ora di quello che è successo quest’anno. Sto bene. Ho avuto qualche piccolo problema prima del match tra Europa e Stati Uniti, ma non mi ha condizionato più di tanto. Sono contenta che la mia filosofia sia piaciuta. Il mio motto è: Non pensare al tempo, ma a metterne dietro il più possibile. Ho deciso di non darmi come obiettivo il cronometro, ma battere le avversarie. La finale di Filippo Tortu mi ha caricato tantissimo, ma anche la prestazione di Davide Re. Gli ho detto che anche solo sperare di poter entrare in finale è stata una cosa da brividi. Non me la pongo come obiettivo, ma probabilmente esplodo e non mi vedrete tornare in Italia. So che voglio battere alcune potenziali finaliste, anche se non è detto che superando la finale sia sicura. Sono orgogliosa del nome che porto. I genitori avevano conosciuto una ragazza di nome Luminosa e mi hanno chiamata così. In realtà non è rarissimo, una Suora mi ha detto che c’è anche Santa Luminosa. 

Arrivano molto cariche anche le staffettiste della 4x400 femminile che scenderanno in pista con una formazione composta da Maria Benedicta Chigbolu, Giancarla Trevisan, Ayomide Folorunso e Raphaela Lukudo. Passano le prime tre di ciascuna semifinale più i migliori due tempi. Le azzurre sono state inserite nella batteria contro gli Stati Uniti, la Svizzera, la Gran Bretagna, Ucraina, Belgio, Cuba e Botswana.

Ayomide Folorunso: 

A volte arrivavo alla finale un po' arrabbiata per come era andata la gara individuale. Ora sono molto contenta. È stato un bel Mondiale per me. Non posso non provarci insieme a queste ragazze. Contro i mostri sacri ce la possiamo fare. 

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