Giampaolo: "Vado avanti per la mia strada. Piatek? Imprescindibile"

Alla vigilia della delicata sfida di Marassi, contro il Genoa, Giampaolo ha parlato in conferenza stampa: "Il mio futuro non conta, ma i giocatori sono con me. Piatek fondamentale".

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Marco Giampaolo si gioca il Milan si gioca il futuro e probabilmente un pezzo di carriera. La sconfitta contro la Fiorentina ha aperto crepe profonde, per come è arrivata e per la sensazione d'impotenza che ha lasciato dietro di sé. I rossoneri sono apparsi fragili, si sono sciolti come neve al sole, hanno incassato il quarto ko in sei gare e così male non si partiva da 80 anni. 

L'allenatore traballa. Non può essere altrimenti. Una sconfitta, a Marassi, contro il Genoa metterebbe a serio rischio la posizione di Giampaolo e a quel punto l'esonero diventerebbe lo scenario più concreto. Le indiscrezioni di questi ultimi giorni parlano addirittura di un casting già avviato da Boban per trovare il sostituto, con Rudi Garcia in pole per prendere il posto dell'ex Samp in caso di quarto ko consecutivo. 

Giampaolo si presenta in conferenza stampa con piglio deciso, sa di rischiare, ma fa scudo alla squadra e spiega come solo con il lavoro si possa uscire dalle sabbie mobili in cui il Milan è finito. Ribadisce come la squadra lo segua, sia al suo fianco, creda nel metodo di lavoro che ha portato a Milanello. Difende i singoli, difende le parole dure di Reina. Insomma prova in tutti i modi a chiamare a raccolta il mondo rossonero per uscire da questo momento. 

Milan, Giampaolo in panchina a Verona
Milan, Giampaolo: "Non conta il mio futuro"

Milan, Giampaolo: "Il mio futuro non conta, ma il gruppo è con me"

Ovviamente la domanda che preme è quella sul futuro. Un'altra sconfitta, sarebbe la quinta in sette partite, aprirebbe scenari drammatici -sportivamente parlando- per il Milan e per il suo allenatore. Ma Giampaolo glissa, non accetta di parlare d'esonero: 

Non sento il peso del mio futuro in vista di domani. Non bisogna ragionare sull'io, ma sul noi. Quella contro il Genoa è una partita importante per il Milan. Gli interessi individuali non contano nulla.

Non crede che la squadra lo abbia abbandonato, che stia remando contro. Anzi. Sente l'appoggio e la fiducia del gruppo: 

Se sento i giocatori schierati dalla mia parte? Loro devono dare tutto per la maglia rossonera, non certo per me. Mi è sempre stato manifestato entusiasmo per le metodologie di lavoro. Anche in privato. La squadra credeva e crede nelle mie idee. Bisogna essere forti nelle sconfitte, reagire, c'è da soffrire e migliorare nelle piccole cose. 

Eppure una spiegazione alle immense difficoltà incontrate dal Milan in questo avvio di stagione va trovata. Troppo brutto il Diavolo, anche nelle striminzite vittorie, per essere vero. Giampaolo prova ad analizzare, nei dati, quelli che sono gli aspetti da migliorare: 

Nessuno ha supremazia territoriale come la nostra, come possesso siamo secondi solo al Napoli. Ci manca il dettaglio, ci manca la scintilla negli ultimi venti metri per concretizzare quello che creiamo. Questa squadra ha dei valori, servirebbe un risultato che può azzerare quanto accaduto in precedenza. L'aspetto psicologico è fondamentale nello sport. Se non stai bene mentalmente fai fatica anche a livello fisico. Nessuno si aspettava una crisi del genere, probabilmente abbiamo sbagliato qualcosa, ora dobbiamo uscirne.

Milan, Piatek nel derby
Milan, Giampaolo: "Piatek è il nostro bomber"

Giampaolo difende Piatek: "Resta fondamentale per noi"

In questi giorni, dopo il tracollo di San Siro contro la Fiorentina, sono stati versati fiumi d'inchiostro, si sono spese tante parole, per cercare di trovare le radici dei problemi del Milan. Una squadra giovane, per molti a questo punto anche sopravvalutata. Ma Giampaolo non ci sta e rilancia: 

Dopo quattro sconfitte in sei partite è normale che sia tutto negativo. Ma è necessario avere equilibrio, non credo sia il momento giusto per dare giudizi definitivi. So che la squadra ha ampi margini di miglioramento, dal punto di vista tecnico e tattico, ma soprattutto dal punto di vista mentale. Dobbiamo imparare a fare le cose in un determinato modo.

Nonostante la crisi di gol, nonostante sembri un corpo estraneo alla squadra, Giampaolo difende Piatek e annuncia che non rinuncerà mai al suo bomber. Lo difende a spada tratta, lo considera una risorsa imprescindibile per il Milan:

Il Milan non può rinunciare al suo attaccante più prolifico. Se non li fa lui i gol, allora chi potrebbe farli? In futuro potrebbe anche stare fuori un paio di partite, ma in generale non possiamo rinunciare al nostro capocannoniere. Sono dell'idea che gli importanti debbano stare in trincea. Biglia gioca domani? Potrebbe...

La contestazione dei tifosi, le dure parole di Reina che ha detto a chiare lettere che finora il Milan non è stato all'altezza della situazione. L'allenatore prova a calmare le acque: 

Pepe ha chiamato a raccolta i compagni, ha voluto dire che c'è bisogno di certi requisiti per far parte del Milan. Bisogna alzare il livello di attenzione, io non do nulla per scontato e questo fa la differenza. Ai tifosi dico che la contestazione ci sta, non discuto le loro scelte, noi non stiamo facendo quello che dovremmo fare ed è il momento di avere forza e lucidità per giocare bene a calcio.

Quando gli chiedono che fine abbia fatto il maestro di calcio, quello tanto atteso e lodato, Giampaolo tiene la linea:

Io sono abituato a soffrire e continuerò a lavorare. Attraverso il lavoro posso smentire chi critica. Continuerò a fare le cose che ho sempre fatto che mi hanno portato ad essere qui

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