Europa League, le pagelle di Wolfsberger-Roma: Kalinic è un fantasma

La Roma pareggia contro un buon Wolfsberger e resta in testa con 4 punti in classifica nel girone J. Vantaggio di Spinazzola, poi nella ripresa ecco il gioiello di Liendl.

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La Roma delude e impatta contro la cenerentola Wolfsberger. Finisce 1-1 a Graz, nella seconda giornata di Europa League. Fonseca fa parecchio turnover, tiene in panchina Kolarov e Dzeko e lancia Kalinic dal primo minuto. I giallorossi, da subito, cercano di portare dalla loro la partita, ma la manovra è un po' pigra, affidata soprattutto ai singoli e così per gli austriaci non è poi complicato difendersi con ordine. La squadra di Struber pressa con ferocia, alza le linee e rende complicata la vita alla Roma che al 22' viene salvata da Mirante sulla conclusione di Ritzmaier. Sul cross seguente è ancora bravo il portiere ex Bologna a smanacciare ed evitare altri pericoli. 

Il Wolfsberger sembra ormai padrone del campo, ma proprio nel momento migliore degli avversari, un corner da destra di Pastore trova Spinazzola che, complice un rimpallo molto fortunato con Ritzmaier, manda la palla all'angolino. La reazione dei lupi di Carinzia è debole e allora Pastore per Kalinic al 42', ma il croato manda alto. La squadra di casa comincia di nuovo in pressing, ma quando la Roma riesce a uscirne ecco che crea pericoli: Zaniolo dal limite, ma Kofler è attento e para.

Il Wolfsberger però è vivace, pressa bene e porta all'errore Spinazzola, palla a Liendl che trova un sinistro perfetto che s'insacca all'incrocio. Il gol realizzato galvanizza il pubblico dello stadio di Graz, ma la palla migliore nella fase centrale della ripresa capita sui piedi di Pastore che, dopo la sponda di Kluivert, manda al lato da ottima posizione. Zaniolo è ancora pericoloso al 72', ma il centrocampista non riesce a chiudere di sinistro sull'assist di Cristante. La Roma attacca e lascia spazi, per sua fortuna il contropiede viene gestito male da Ritzmaier che calcia dai 20 metri (alto), quando aveva tutta la possibilità di mandare in porta Weissman. Nel finale i ritmi calano, Kalinic chiede un rigore per un presunto fallo di mano di un avversario, ma l'arbitro lascia correre. Poi è Kofler a regalare l'ultimo brivido al pubblico di casa, non trattenendo un cross teso di Kolarov: ma la difesa del Wolfsberger spazza e blinda un 1-1 che sa di vittoria. Ora giallorossi e bianconeri guidano il girone di Europa League entrambi con quattro punti. 

Europa League, Pastore in azione
Europa League, le pagelle della Roma

Europa League, le pagelle di Wolfsberger-Roma

Wolfsberger (4-3-1-2): Kofler 6; Novak 6, Sollbauer 6,5, Rnic 6, Schmitz 6; Schmid 6,5, Leitgeb 6,5, Ritzmaier 5,5 (Wernitzing sv); Liendl 7 (87' Schmerbock sv); Weissman 6 (80' Schmidt sv), Niangbo 6. All. Struber 6,5

Roma (4-2-3-1): Mirante 6,5; Santon 6, Fazio 6, Mancini 6, Spinazzola 6 (79' Kolarov sv); Diawara 6, Cristante 6 (81' Veretout sv); Zaniolo 5,5, Pastore 5,5 (77' Antonucci sv), Kluivert 5,5; Kalinic 5. All. Fonseca 5,5

I migliori

Liendl 7

Segna un gol che vale da solo il prezzo del biglietto. Soprattutto per i tifosi del Wolfsberger che vedono i loro giocatori in campo europeo per la prima volta. Il suo è un missile che non lascia scampo a Mirante e fa esplodere lo stadio. Gioca in modo intelligente, le sue giocate hanno sempre un senso. Unisce pragmatismo e buona qualità. È uno dei fari della squadra di Struber.

Schmid 6,5

Ha 19 anni, ma la giovane età è compensata da talento e personalità. Questo ragazzo, di proprietà del Salisburgo, gioca una partita di grande spessore, riesce a infilarsi in una posizione tra le linee che crea non poche difficoltà al centrocampo della Roma. È una mezzala che abbina velocità, tecnica, facilità di calcio. Da tenere d'occhio. 

I peggiori

Pastore 5,5

Con gli infortuni di Pellegrini e Mkhitaryan, gli si spalanca una grossa occasione e Fonseca lo getta subito nella mischia. Il Flaco, però, non ripaga il proprio tecnico: la litania è la stessa già sentita dal suo arrivo a Roma. Monocorde, lento, si accende a intermittenza e quando lo fa non riesce a dare quel quid che servirebbe alla squadra per incidere in avanti. Si divora la palla del possibile 2-1. Esce dopo 77' e la sensazione è che l'allenatore sia stato fin troppo paziente. 

Kalinic 5

Il compito è quello di non far rimpiangere Dzeko. Missione fallita. Il croato non incide, ricalca i suoi ultimi mesi fatti di difficoltà sotto porta e anche nella capacità di aiutare la squadra a sviluppare la manovra offensiva. Ha un paio d'occasioni, ma non fa male a Kofler. Nel finale chiede un rigore, ma senza troppe ragioni. La differenza con il collega bosniaco, nel complesso, appare abissale. 
 

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