Milan, quanti soldi buttati in 10 anni: solo 4 club hanno speso di più

I risultati non arrivano, ma nell'ultimo decennio i rossoneri hanno investito come poche altre società al mondo. Sono tanti però i colpi sbagliati.

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Vedere il Milan ridotto così, per i tifosi, è frustrante. Nell'ultima partita di Serie A (persa a San Siro con la Fiorentina) la Curva ha lasciato lo stadio molti minuti prima del fischio finale. La cosa che più fa male ai sostenitori rossoneri è la consapevolezza che si poteva fare di più. Non in questa stagione, ma negli ultimi anni. Perché ormai è tanto che in società regnano incertezza e confusione. Ormai è tanto che la società non riesce a stare al passo con le proprie ambizioni.

La crisi del Milan sembra infinita. È cominciata con il declino del berlusconismo, è proseguita durante l'interregno Li e non sembra finire nemmeno ora che il club è in mano a un fondo di investimento. E pensare che la crisi, almeno quella tecnica, è dovuta anche a uno spreco di denaro che lascia sbigottiti. Stando ai dati raccolti dall'osservatorio Cies e poi riportati dalla Gazzetta dello Sport, la società milanese nell'ultimo decennio è la quinta per spese durante il calciomercato.

Dal 2010 (compreso) in poi, considerando il saldo cessioni-acquisti, il Milan è in passivo di 439 milioni di euro. Di più hanno speso solo Manchester City (-1091 milioni), PSG (-901), Manchester United (-833) e Barcellona (-720). Altri club come Real Madrid (-425), Juventus (-414), Chelsea (-395) e Inter (-391) hanno invece speso di meno. Addirittura, prendendo in considerazione solo il 2019 (quindi l'ultima sessione invernale del calciomercato e l'ultima finestra estiva) i rossoneri sono terzi con 153 milioni di passivo dietro solo a Real Madrid (175) e Aston Villa (174).

Il Milan in Serie A è a un punto dalla zona retrocessione
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Milan, quanti sprechi: negli ultimi 10 anni solo in 4 hanno speso di più

Le difficoltà sono cominciate con la fine della gestione Berlusconi. L'ex Premier non riusciva più a stare dietro all'evoluzione (in termini economici) del calcio accettando di lasciare la società in mano a Li Yonghong, acquirente senza lo standing necessario per sobbarcarsi la gestione di un grande club, e non a caso l’operazione è avvenuta a debito con le azioni rossonere date in pegno a Elliott, subentrato per inadempienza di Li nell’estate 2018.

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Nonostante la confusione societaria gli investimenti, come detto, sono stati molti. E anche sbagliati. Da André Silva pagato 38 milioni nel 2017 e adesso in prestito all’Eintracht a Leonardo Bonucci, valutato 42 milioni nel 2017, e tornato alla Juventus dopo appena una stagione nello scambio alla pari con Mattia Caldara (35 milioni), fino alla coppia Paquetà-Piatek dello scorso gennaio (70 milioni in totale). Nessuno di loro ha reso quanto sperato. I cattivi risultati sportivi, inoltre, hanno impedito al Milan di ricavare quanto programmato dalle cessioni e ciò ha finito per appesantire il saldo negativo dei trasferimenti. Basti pensare che, considerando solo gli acquisti (quindi al lordo delle uscite), i rossoneri sarebbero tredicesimi in classifica, anziché quinti. Ma a vendere a cifre accettabili il Milan, visti i risultati in campo, fatica tremendamente. Per questo per i tifosi vedere la squadra ridotta così è frustrante.

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