Rivoluzione nello sport universitario USA: la California sfida la NCAA

Il Governatore Gavin Newsom ha firmato il "Fair Pay to Play Act", che permetterà agli atleti dei college di ricevere introiti dagli sponsor. Una mossa che va contro i principi che da sempre regolano gli sport dei college.

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Rivoluzione in arrivo nel vasto e variopinto mondo dello sport universitario americano: il Governatore della California Gavin Newsom ha deciso di sfidare l'ordine costituito che da sempre regola le attività sportive dei college - in alcune zone del Paese addirittura più seguite delle discipline professionistiche - firmando il Fair Pay to Play Act, legge che permetterà agli atleti di spicco delle università californiane - Berkeley, Southern California, Stanford e UCLA - di sottoscrivere accordi di sponsorizzazione a livello personale senza dover temere alcuna ripercussione.

Come detto, una vera e propria rivoluzione in un mondo "duro e puro" come quello regolato dalla NCAA, che non ha mai permesso che i giovani impegnati nello sport a livello universitario - enorme bacino da cui attingono ogni anno le squadre professionistiche con i rispettivi draft - ricevessero qualsivoglia tipo di pagamento e che adesso si prepara a sfidare una legge che diventerà operativa nel 2023, data in cui numerosi altri Stati (si parla della South Carolina e della Florida) potrebbero seguire la strada aperta da Newsom.

La realtà è che difficilmente l'ente che regola e gestisce lo sport universitario statunitense potrà fare qualcosa di concreto: basandosi sul principio di "concorrenza sleale" - ovviamente i college californiani diventerebbero più appetibili per gli aspiranti campioni, soprattutto nel basket e nel football - la NCAA è pronta a escludere chi si adeguerà all'atto firmato da Newsom. Il quale però sembra aver già fatto diversi proseliti, che potrebbero persino decidere di unirsi in una lega alternativa che finirebbe per mettere l'organizzazione che da sempre regola questo mondo in un angolo.

I Clemson TIgers, campioni di football universitario nel 2019
I Clemson Tigers sono i campioni in carica nel football americano e sono espressione di un'università della South Carolina, Stato che sembra voler seguire l'esempio della California.

USA, è scontro tra lo Stato della California e la NCAA sullo sport universitario

In tutto questo, Newsom ha anche l'appoggio di LeBron James: il Fair Pay to Play è stato firmato nello studio del programma "The Shop" prodotto da HBO e condotto dalla stella dei Lakers, che ha inoltre supportato l'iniziativa anche a livello social. Come se non bastasse, un'indagine condotta sull'argomento ha rivelato che oltre il 70% degli allenatori universitari sarebbe a favore della svolta introdotta dalla California.

I college guadagnano milioni dai propri atleti ma gli proibiscono di guadagnare un singolo dollaro. Questa legge darà il via a un movimento che vedrà altre decine di Stati fare altrettanto e che cambierà lo sport universitario in meglio. Mettendo finalmente gli interessi degli atleti sullo stesso livello di quelli delle scuole. 

Gli atleti di punta potranno adesso firmare contratti di sponsorizzazione, qualcosa che non si è mai visto prima ma che Newsom ritiene tutt'altro che sconvolgente: i maggiori beneficiari della nuova legge saranno i giocatori di football e basket, discipline seguite quasi con la stessa passione che si trova in NFL e NBA, ma anche chi è impegnato in discipline cosiddette "minori" avrà dei vantaggi, con nuotatori e giocatori di baseball che per esempio potranno essere pagati per dare lezioni.

Ogni singolo studente in ogni singola scuola d'America può fare soldi a suo nome e cedere i suoi diritti d'immagine. Possono aprire un canale YouTube e monetizzarlo. L'unico gruppo che non può farlo è quello degli atleti. Perché?

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