Lotta al razzismo, come si cambia: le scelte del Consiglio Federale

Approvate in Consiglio Federale le linee guida per combattere i comportamenti razzisti negli stadi. Gravina: "La responsabilità non è più oggettiva, ma è una responsabilità".

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Nuovi passi in avanti della Federcalcio nella lotta al razzismo. Il Consiglio Federale della FIGC ha approvato le linee guida riguardanti i modelli di gestione e controllo da adottare per prevenire atti "contrari ai principi di lealtà, correttezza e probità". Una lista della quale fanno parte, ovviamente, anche i comportamenti di natura razzista.

La lotta al razzismo rappresentava senza dubbio il tema più importante all'ordine del giorno, in un Consiglio che tra i suoi provvedimenti ha modificato il concetto di responsabilità oggettiva per fare in modo che i club non siano più ricattabili da parte di gruppi violenti. Il modello preso come riferimento è quello della Roma, che ha daspato a vita un tifoso gli insulti razzisti via social a Juan Jesus. In sintesi, se la società dimostrerà di aver fatto tutto il possibile per il riconoscimento di esimenti e attenuanti, la responsabilità oggettiva non sarà più riconosciuta.

Un percorso complesso, che coinvolgerà le società nel rispetto di una serie di principi: leadership e impegno, codice etico e sistema procedurale, sistema interno di segnalazione, sistema disciplinare, verifiche, valutazione dei rischi,  controlli interni e controlli sulle terze parti, organismo di garanzia, comunicazione e formazione, riesame e monitoraggio, miglioramento continui e gestione delle non conformità. Una serie di punti che permetteranno però, secondo il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina, un'inversione di marcia.

Ora la responsabilità non è più oggettiva, ma è una responsabilità. Facciamo però attenzione. La responsabilità oggettiva continua ad esistere, a meno che non venga dimostrato che è stato attuato un percorso virtuoso con tutte le procedure per arrivare all'individuazione dei responsabili.

FIGC, il presidente Gravina nel Consiglio Federale
FIGC, il presidente Gabriele Gravina nel Consiglio Federale dell'1 ottobre

FIGC e lotta al razzismo, ora spazio alla tecnologia negli stadi

Una società virtuosa, questa la versione di Gravina, non avrà nulla da temere. Prossimo obiettivo del Consiglio Federale ora sarà quello di definire le richieste alle autorità di polizia, in particolare per quanto riguarda il sostegno della tecnologia all'individuazione di violenti e autori di ululati o cori razzisti. Tappa obbligata, un confronto con il Ministero dell'Intero:

Dovremo  focalizzare meglio fin dove arriva la competenza delle società e dove inizia quella dell'addetto alla sicurezza, ma il discorso della tecnologia oggi esiste in tutti gli stadi. Sicuramente attiveremo meccanismi di miglioramento e abbiamo ottime idee, un progetto che darà risultati straordinari sotto il profilo delle verifiche.

Claudio Lotito ha parlato della lotta al razzismo in Consiglio Federale
Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato della lotta al razzismo in Consiglio Federale

Lotito: "Non sempre il buu è razzista, va interpretato"

Non è passata inosservata, in uscita dai saloni della Federcalcio, una dichiarazione del presidente della Lazio Claudio Lotito. Il numero uno del club biancoceleste ha commentato il nuovo modello organizzativo di gestione per la responsabilità delle squadre professionistiche, con una frase che ha destato qualche perplessità.

Non sempre la vocazione 'buu' corrisponde effettivamente a un atto discriminatorio o razzista.  Ricordo che quando ero piccolo, spesso a chi non era di colore, che aveva la pelle normale, bianca, gli facevano 'buu' per scoraggiarlo a segnare il gol davanti al portiere.

Quell'aggettivo, "normale", non è passato inosservato, nonostante il tentativo immediato di rettifica. Lotito ha poi allargato il suo pensiero alle misure assunte dal club di sua proprietà:

Alla Lazio abbiamo tanti giocatori di colore, non penso che la nostra società faccia distinzione del colore della pelle. I comportamenti della Lazio da questo punto di vista sono sotto gli occhi di tutti.

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