Mondiali di atletica di Doha: Warholm bissa il successo di Londra

Giornata ricca di emozioni al Khalifa International Stadium di Doha. Karsten Warholm vince i 400 ostacoli in 47”42 davanti a Raj Benjamin. Maria Lasitskene e Yaroslava Mahuchik superano entrambe 2.04m ma vince la russa per un numero minore di errori. 

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Il giovane fuoriclasse norvegese Karsten Warholm ha trionfato nell’attesissima finale dei 400 ostacoli maschili in 47”42 battendo lo statunitense Raj Benjamin (47”66). Abderrahman Samba ha conquistato la prima medaglia di questi campionati per il Qatar in 48”03 scatenando la festa del pubblico di casa. Samba ha preceduto di sette centesimi di secondo Kyron McMaster delle Isole Vergini Britanniche. 

Warholm è diventato il quarto atleta della storia a vincere il secondo titolo mondiale di fila dopo le tre leggende Edwin Moses, Felix Sanchez e Kerron Clement. 

Karsten Warholm: 

E’ facile dire che sarebbe successo, ma non ero sicuro. E’ stata una gara molto dura. Ho sentito un dolore al petto. Mi sentivo morire ma ora sono campione del mondo. Questo è solo l’inizio. Domani mi sveglierò e dovrò riprendere a lavorare. La Norvegia è un paese piccolo ed è straordinario che abbia ora la sua ribalta sul palcoscenico mondiale 

Raj Benjamin: 

Volevo l’oro ma sono già contento di aver gareggiato qui. Inseguivo il record del mondo ma ho commesso degli errori su tre ostacoli. Non è stato il mio momento

Abderrahamane Samba: 

Non sono semplicemente felice. Sono al settimo cielo. Due giorni fa non ero nemmeno sicuro di gareggiare. Vincere la medaglia è straordinario. E’ stata una stagione molto dura perché ho avuto molti infortuni  


TJ Holmes si è classificato al quinto posto in 48”20 precedendo il turco Yasmani Copello (48”25 personale stagionale) e il diciannovenne brasiliano Alison Dos Santos (48”28). 

Lasitskene ancora regina del salto in alto, ma Mahuchik vola a 2.04m a 18 anni

Maria Lasitskene si è confermata la regina del salto in alto per la terza edizione di fila con una gara perfetta nella quale ha superato tutte le misure al primo tentativo aggiudicandosi l’oro con 2.04m. Questa volta non è stato facile per la russa, che ha dovuto sudarsi la vittoria contro la fenomenale diciottenne Yaroslava Mahuchik, che ha demolito il record mondiale under 20 due volte superando 2.02m e 2.04m sulla pedana dove vinse nella tappa della Diamond League di Doha lo scorso Maggio. Il precedente record di categoria era stato stabilito da Olha Turchak a Mosca nel 1989. In una gara di altissimi contenuti tecnici la figlia d’arte statunitense Vashti Cunningham ha vinto la prima medaglia ai mondiali all’aperto con 2.00m precedendo a pari misura la vice campionessa mondiale di Londra 2017 Yuliya Levchenko grazie ad un numero minore di errori. Ottimi risultati sono arrivati anche dalla polacca Kamila Lichwinko (quinta con 1.98m ad un anno dalla maternità) e dalla campionessa mondiale under 20 Karina Taranda Demidik (quinta con 1.96m).

Maria Lasitskene: 

E’ una favola aver vinto il mio terzo titolo mondiale. Il vero mago è il mio allenatore. Sono fortunata ad avere incontrato questa persona un giorno nella mia vita. Quando ho dei dubbi, lui è sempre al mio fianco per sostenermi con tutte le energie. Oggi è stata una competizione straordinaria. Non avevo un’altra scelta se non quella di saltare sempre più in alto. Ho la sensazione di aver lasciato le energie in pedana. Se Yaroslava avesse deciso di tentare 2.06m, sarei stata pronta per affrontare una nuova battaglia. Sono sorpresa della sua condizione di forma e del suo atteggiamento così maturo

Yaroslava Mahuchik: 

Mi sento felice e incredibilmente stanca. Sapevo di essere pronta a battere il record personale in finale e ho messo pressione su me stessa

Edris si conferma il re dei 5000 metri

Muktar Edris si è confermato il re mondiale dei 5000 metri vincendo il secondo titolo iridato consecutivo due anni dopo il trionfo a Londra davanti a Sir Mo Farah. Il fuoriclasse etiope ha vinto una finale fantastica con un grande sprint finale negli ultimi 150 metri in 12’58”85 (personale stagionale) superando il più giovane connazionale Selemon Barega (12’59”70) e il canadese Mohammed Ahmed (13’01”11) grazie ad un ultimo chilometro cronometrato in 2’25”. La vittoria di Edris ha scatenato la festa incontenibile dei numerosi fans della comunità etiope che vive a Doha. Edris è un atleta molto noto agli appassionati italiani per le vittorie alla Boclassic di Bolzano, al Giro al Sas di Trento e al Campaccio di San Giorgio su Legnano. In questa stagione aveva ottenuto soltanto un 7’39”52 sui 3000 metri a Szekehrfervar come risultato di rilievo ed è entrato in squadra solo grazie alla wild card come campione del mondo in carica. 

Il teenager norvegese Jakob Ingebrigtsen ha lanciato la volata a 300 metri dalla fine ma ha pagato lo sforzo sul rettilineo concludendo al quinto posto in 13’02”93 preceduto anche dall’etiope Telahun Haile Bekele (13’02”29).  

Muktar Edris: 

Ho fatto molta fatica negli ultimi anni e ho dovuto superare molti infortuni. Mi sono fatto male alla caviglia un anno fa e ho avuto problemi addominali. Per questi motivi non ho corso bene le mie gare, ma non ho sentito più dolori nell’avvicinamento a questi Mondiali e mi sono detto che potevo lottare per la vittoria. E’ stato bello sentire il sostegno del nostro pubblico. Con fans del genere è più facile vincere 

3000 siepi femminili: Chepkoech batte il record dei Campionati 

Per la prima volta nella storia dei Campionati Mondiali è stato abbattuto il muro dei 9 minuti per merito della gara corsa tutta in solitaria dall’inizio alla fine della primatista mondiale Beatrice Chepkoech, che ha trionfato con il record dei Campionati di 8’57”84. La campionessa mondiale in carica Emma Coburn si è confermata a grandissimi livelli vincendo l’argento con il record personale di 9’02”35. La tedesca Gesa Felicitas Krause ha vinto il secondo bronzo iridato quattro anni dopo quello conquistato a Pechino stabilendo il record nazionale e la seconda migliore prestazione europea di sempre con un eccellente 9’03”30 precedendo la giovane atleta del Barhein Winfred Mutile Yavi (9’05”68) e l’ugandese Peruth Chemutai (9’11”08). 

Beatrice Chepkoech:

Sono davvero grata. Ho deciso di fare una gara tutta di testa perché sapevo che ci sarebbero state molte spinte. Sono andata in testa e ho controllato la gara. Sono contenta di aver migliorato il record dei campionati di Emma Coburn stabilito ai Mondiali di Londra. Sapevo che se riuscivo a correre forte il primo chilometro, non mi avrebbero più ripreso. C’era molta pressione su di me da parte dei media keniani. Tutti si aspettavano l’oro da me. Ora devo tornare a casa ad allenarmi perché l’anno prossimo ci sono le Olimpiadi. Desidero dedicare la vittoria ai miei genitori 

800 metri femminili: oro a sorpresa per l’Uganda

In una delle gare dall’esito più sorprendente di questa rassegna iridata l’ugandese Halimah Nakaay ha conquistato la medaglia d’oro in 1’58”04 davanti alle statunitensi Raevyn Rogers (1’58”18) e Ajée Wilson (1’58”84). Un una sfida tra Stati Uniti e Uganda l’altra portacolori del paese africano Winnie Nanyondo si è classificata quarta in 1’59”18 precedendo la campionessa del mondo di Mosca 2013 Eunice Sum (1’59”71). In precedenza Nakaay aveva vinto la medaglia di bronzo agli African Games di Rabat a fine Agosto. 

Halimah Nakaay: 

Mi sentivo molto bene. Sapevo che sarebbe successo qualcosa di speciale. Ho continuato a spingere. Mi sentivo forte e ho vinto 

Lancio del disco maschile: Primo oro mondiale di Stahl

Pronostici rispettati nel lancio del disco maschile dove lo svedese Daniel Shahl ha vinto il primo oro iridato della sua carriera con la misura di 67.59m due anni aggiudicandosi il duello con il giamaicano Fedrick Dacres (66.94m) e l’austriaco Lukas Wisshaidinger (66.82m). Stahl si era già imposto al Khalifa Stadium in occasione della tappa inaugurale della Diamond League con la misura straordinaria di 70.56m. Stahl è il primo svedese a laurearsi campione del mondo dai tempi di Christian Olsson nell’edizione di 16 anni fa a Parigi 2003.

Daniel Stahl: 

E’ un momento storico per la Svezia. Sono contento di aver vinto il primo titolo mondiale. Ho lottato per tanti anni per raggiungere questo risultato. Sono senza parole. Quest’anno ho lavorato duramente, ho migliorato la mia tecnica e ho viaggiato in tutto il mondo per vincere tanti meeting

Semifinali 200 metri maschili: Lyles 19”86, eliminato Desalu

Noah Lyles ha firmato il miglior tempo delle semifinali vincendo in uno spettacolare 19”86 davanti all’equadoregno Alex Quinonez, che è sceso sotto  i 20 secondi per la seconda volta in questa stagione con 19”95. L’azzurro Eseosa Desalu si è classificato settimo in 20”73 ma il suo mondiale non è finito perché è atteso all’impegno con la staffetta 4x100 azzurra. 

Eseosa Desalu: 

E’ un vero peccato. Pensavo di fare meglio. Ho cercato di rimanere concentrato sulla curva dove faccio più fatica. Invece avrei dovuto concentrarmi sulla parte finale. Ero molto legnoso. Questo mi è costato caro. La partenza è stata migliore di ieri, manon era ancora perfetta. Potevo fare meglio. E’ una batosta da cui dovrò risollevarmi, ma è inutile piangere sul latte versato  

Il britannico Adam Gemili è tornato a correre i 200 metri a grandi livelli vincendo la prima semifinale in 20”03 davanti al campione mondiale ed europeo in carica Ramil Gulyev (20”16). 

Il canadese André De Grasse si è imposto nella terza semifinale in 20”08. L’ultimo tempo di ripescaggio è stato il 20”20 di Aaron Brown, che ha centrato la seconda finale di questi Mondiali dopo l’ottavo posto sui 100 metri. Il tempo più lento per l’ammissione diretta alla finale è stato il 20”24 del trinidegno Breaux Greaux nella terza semifinale. 

Batterie 200 metri femminili: miglior tempo per Dina Asher Smith

La tre volte campionessa europea Dina Asher Smith ha fatto registrare il miglior tempo delle batterie dei 200 metri con 22”32 precedendo la statunitense Dezerea Bryant (22”56). La campionessa italiana Gloria Hooper è stata eliminata dopo il settimo posto in 23”33. 

Gli altri tempi più veloci sono stati realizzati da Brittany Brown, che ha preceduto Elaine Thompson (22”33 contro 22”61) e dalla campionessa NCAA 2019 Anglerne Annelus (22”56). 

Batterie 110 metri ostacoli maschili 

Lo spagnolo Orlando Ortega ha firmato il miglior tempo delle batterie con un ottimo 13”15 precedendo nettamente il giamaicano Ronald Levy (13”48). Lorenzo Perini è stato eliminato con il sesto posto in batteria in 13”70. 

Il campione olimpico e mondiale in carica Omar McLeod ha vinto agevolmente la prima batteria in 13”17 precedendo il cipriota Milan Trajkovic (13”37), il sudafricano Antonio Alkana (13”41) e io statunitense Devon Allen (13”46). Il campione italiano Hassane Fofana ha sfiorato di cinque centesimi di secondo il record personale correndo in 13”49 qualificandosi per le semifinali per ripescaggio. 

Sergey Shubenkov si è imposto nella seconda batteria in 13”27 davanti al cinese Xie Wenjun (13”38) e il giovane talento svizzero Jason Joseph (13”39). Il vincitore dei Campionati statunitensi Daniel Roberts ha vinto la sua batteria in 13”39 davanti a Pascal Martinot Lagarde nonostante un inciampo sull’ultimo ostacolo. Il vincitore delle ultime NCAA Finals Grant Holloway ha debuttato sul palcoscenico iridato vincendo con facilità la quarta batteria in 13”23.   

Batterie 400 metri femminili: 

La regina dei 400 metri Shaunae Miller Uibo ha dominato la sua batteria in 51”32 correndo con grande facilità in 51”32. L’altra grande favorita Salwa Eid Naser si è imposta nella sua batteria in 50”76 precedendo la polacca Justyna Swiety Ersetic. 

L’azzurra Maria Benedicta Chigbolu è stata eliminata con il settimo posto in 52”63 nella terza batteria dove si è imposta la polacca Iga Baumgart Witan in 51”34 dopo la squalifica di Shakima Wimbley. Le altre due statunitensi Wadeline Jonathas e Phyllis Francis hanno vinto le loro rispettive batterie in 50”57 e in 50”77. 

La parola a Tamberi, Sottile e Re alla vigilia del debutto mondiale 

Si è svolta a Casa Atletica Italiana la conferenza stampa della vigilia con tre big della nazionale italiana Gianmarco Tamberi e Stefano Sottile (salto in alto) e Davide Re (400 metri) alla vigilia del loro debutto iridato. 

Gianmarco Tamberi:

Quest’anno è stato particolare, pieno di imprevisti e problemini. Non gareggio da tre mesi. Questa cosa dovrebbe buttarmi giù e invece mi carica da morire. Le condizioni fisiche non sono al top, e di conseguenza devo compensare con la componente mentale. Siamo ad Ottobre ma per me è come un debutto stagionale. I problemi erano tutti concatenati tra loro. Ho avuto una microlesione prima di partire per Shanghai, che ho recuperato nel giro di dieci giorni. Poi sono tornato al Golden Gala dove volevo gareggiare a tutti i costi. L’avrei fatto anche in stampelle. A Opole ho preso una tallonata. Tutte cose passate in pochi giorni ma capitate nel periodo delle gare, che non mi hanno permesso di scendere in pedana. Il fatto di arrivare qui con pochissime gare alle spalle fa sì che debba tirare fuori lo spirito di agonista. Pensando a Tokyo 2020 vedo un vantaggio rispetto agli altri. Io non vedo l’ora di gareggiare e sono carico anche in vista dell’inizio della preparazione per i Giochi di Tokyo, mentre gli avversari alla fine di questa stagione saranno stanchi. Qui a Doha gareggio con me stesso e contro me stesso. Mi sto mettendo alla prova. C’è poco pubblico, ma sono talmente carico, che non lo considero un problema. La gara di Filippo Tortu non mi ha fatto dormire per le emozioni che ho provato. La sua finale mi ha dato una carica pazzesca. Mi dispiace tanto per Marcell Jacobs. Anche lui meritava la finale. E’ bello che il movimento azzurro stia crescendo. Nella riunione della squadra ho preparato un video con i messaggi di tanti amici sportivi, da Vieri, a Paltinieri a Datome, per motivare la squadra 

Stefano Sottile: 

E’ stato un anno emozionante. Tra il primo 2.30m inaspettato di Rieti e il 2.33m di Bressanone. Cercherò di dare il massimo in questa qualificazione sperando nella finale. Fisicamente sono a posto. Non sono ancora entrato nello stadio. Andrò stasera per la finale del salto in alto femminile. Non gareggio da 50 giorni perché la stagione era improntata sugli Europei Under 23 e non sui Mondiali. Dopo gli Europei Under 23 dovevo staccare per due settimane prima di riprendere ad allenarmi per Doha. Essere ad un Mondiale a fianco del mio amico Gimbo Tamberi mi gasa ancora di più. Per entrare in finale potrebbe bastare 2.29m fatto al primo o secondo tentativo. Per il podio servirà 2.32m o 2.33m 

Davide Re: 

Anche per me è stato un 2019 emozionante, prima il record italiano con 45”01 a Ginevra, poi il 44”77 di La Chaux de Fonds. Non vedo l’ora di gareggiare. Non ce lo faccio più ad aspettare. In questo momento sto bene fisicamente. Sono davvero motivato e non mi nascondo dietro ad un dito. L’obiettivo è la finale. Con i tempi che ho corso quest’anno si può fare. Il confronto a distanza con Filippo Tortu mi ha aiutato tanto. Il fatto che lui sia riuscito a scendere sotto i 10 secondi mi ha fatto capire che era possibile scendere sotto i 45 secondi sui 400 metri. La sua finale sui 100 metri mi fa capire che sia possibile anche la mia. Per Doha vedo bene Kirani James. Ha corso una sola gara il 6 Settembre realizzando 44”47 praticamente da solo ad Andujar. L’ho visto in diretta sul cellulare e mi ha impressionato. Sulla mia presenza nella staffetta mista abbiamo riflettuto molto. Penso che correrla avrebbe potuto sottrarre un po' di quella energia che può fare la differenza, e avrebbe sacrificato la mia presenza la mia presenza nella 4x400 classica. Ora voglio dedicarmi anima e corpo in questo tentativo senza precedenti, e poi mi concentrerò sulla staffetta. Da piccolo non ho mai avuto idoli nell’atletica, ma mi è sempre piaciuto Jeremy Wariner (campione olimpico ad Atene 2004 sui 400 metri). Ho praticato lo sci e mi piaceva anche lo sciatore americano Bode Miller

Il finalista mondiale dei 100 metri Filippo Tortu ha icontrato il “Figlio del Vento” Carl Lewis (vincitore di nove ori olimpici) in uno speciale incontro organizzato dall’AIPS a Doha. Il grande velocista e lunghista statunitense ha dato un consiglio allo sprinter azzurro. 

Carl Lewis: 

Resta focalizzato sul tuo obiettivo senza aver paura di raggiungerlo e ragiona da professionista 

Filippo Tortu: 

Corro perché mi rende felice più di ogni altra cosa. Sto studiando economia e mi piacerebbe lavorare nel mondo della pubblicità  

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