Milan, per Giampaolo fiducia a tempo: pronti Garcia e Shevchenko

La pazienza della proprietà Elliott è al limite e la trasferta di Genova è l'ultima spiaggia per Giampaolo. In pole position in caso di esonero c'è Garcia, occhio anche a Sheva.

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La sorte dell'ex allenatore della Sampdoria che incrocia il Genoa nella partita decisiva. Storia di Marco Giampaolo, guida tecnica del Milan la cui posizione è più che mai in bilico dopo il ko per 1-3 contro la Fiorentina. La sconfitta di San Siro, la quarta in sei partite di Serie A (i rossoneri non registravano questo dato da 81 anni) e i vuoti registrati sugli spalti dell'impianto milanese, con gli addii anticipati degli spettatori che si alternavano ai fischi indirizzati a Suso e soci, hanno convinto la proprietà Elliott: Marassi è l'ultima spiaggia. Vincere o cambiare.

Il martedì rossonero è quello del ritorno al lavoro, ma anche degli interrogativi. La giornata di riposo concessa alla squadra è stata quella dell'analisi della fragilità di una rosa ricca di giovani talenti, ma povera - almeno nei primi sei turni di campionato - di spirito e forza mentale. Dal fondo Elliott non emergono incontri con i dirigenti del Milan, ma viene logico pensare che oltre a Giampaolo sotto osservazione ci siano anche Zvone Boban, Paolo Maldini e Ricky Massara.

La convinzione di fondo della società è che la campagna acquisti - che ha visto l'addio di Cutrone ed è passata per gli arrivi di Theo Hernandez, Leao, Rebic, Bennacer e Krunic - sia ottima e abbia migliorato la rosa. Di Giampaolo, oltre all'integralismo tattico, non hanno convinto nemmeno le dichiarazioni dopo il ko contro la Fiorentina: "Mi è sembrata una squadra che non si era mai allenata insieme" aveva spiegato l'allenatore.

Milan, Marco Giampaolo in bilico: decisiva la sfida di sabato a Genova
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Milan, Giampaolo in bilico: Garcia alla finestra, Spalletti si chiama fuori

Secondo i vertici di Elliott, Gordon Singer è ripartito da Milano lunedì mattina e non ha preso parte ad alcun summit, mentre nella notte dopo il ko contro la Fiorentina Maldini, Boban e Massara sono rimasti a lungo riuniti a Milanello. La linea scelta? Pazienza, ma a tempo determinato. Così sulla sfida contro il Genoa di Andreazzoli (altro allenatore in bilico) ci saranno puntati gli occhi di papabili successori. Su tutti, Rudi Garcia. L'ex guida della Roma, contattato anche da altri grandi club, è forte del rapporto con Massara e conosce già il campionato italiano. Fuori dalla lista ci va, per sua stessa, ammissione, Luciano Spalletti. Intercettato da Top Calcio 24, l'ex allenatore di Zenit, Roma e Inter si è chiamato fuori con una battuta delle sue:

Io al Milan? Che c'azzecco, ho un contratto con l’Inter. Lasciate lavorare Giampaolo, è l’astro nascente del calcio italiano. Voi dovreste venire con me a raccogliere un pò d'uva.

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Shevchenko va a cena con Maldini

Dal Milan all'Atalanta. Non è passata inosservata la presenza di Andriy Shevchenko, accreditato come commissario tecnico dell'Ucraina, nell'elenco dei volti noti che assisteranno ad Atalanta-Shakthar Donetsk. Dopo la partita in programma a San Siro l'ex attaccante rossonero, 322 presenze e 175 reti con il Milan dal 1999 al 2006 e dal 2008 al 2009, andrà a cena con Paolo Maldini, come spiega la Gazzetta dello Sport. L'eventuale arrivo di Sheva, che avrebbe Mauro Tassotti come suo secondo, aumenterebbe l'ondata di milanismo presente tra dirigenza e staff tecnico, ma immaginare l'ex numero 7 sulla panchina rossonera sembrerebbe prematuro. L'Ucraina è prima nel gruppo B di qualificazioni ad Euro 2020 a più 5 sul Portogallo e Andriy vuole onorare l'impegno assunto, ma potrebbe vacillare di fronte a un insistente corteggiamento e a programmi chiari. Quella con Maldini sarà una cena tra amici, ma immaginare che non si parli della guida tecnica del Milan appare utopia.

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Nelle giornate infinite del Milan in crisi, fa capolino anche il futuro di Gianluigi Donnarumma. Come riportato dal Corriere dello Sport, la scorsa settimana la dirigenza rossonera ha incontrato Mino Raiola, agente del portiere classe 1999 e di Giacomo Bonaventura. A Donnarumma è stato proposto un prolungamento di due anni del contratto, oggi in scadenza nel 2021, spalmando l'ingaggio da 6 milioni di euro a stagione. Il club vuole fare del suo portiere il totem del futuro, ma al momento l'entourage del giocatore non gradisce la soluzione prospettata. Le parti si ritroveranno più in là, ma il futuro del numero 99 resta un'incognita. Come quello del Milan, con vista sull'impegno di sabato sera contro il Genoa. Vincere o cambiare. La linea è stata tracciata.

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