Champions League, la Top 10 dei più giovani debuttanti di sempre

Scendendo in campo contro il Borussia Dortmund lo scorso 17 settembre, il gioiello del Barcellona Ansu Fati è diventato il decimo più giovane esordiente nella storia del torneo: chi sono gli altri?

La Champions League

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

"Uno su mille ce la fa", cantava nel 1985 Gianni Morandi. Un ritornello che potrebbe benissimo rivolgersi ai numerosi bambini che si iscrivono ogni anno alle centinaia di migliaia di scuole calcio sparse in tutto il mondo con il sogno di diventare calciatori professionisti e di ripetere le carriere dei propri idoli fino ad arrivare all'esordio in prima squadra, magari in quella Champions League che rappresenta il massimo livello possibile per chiunque aspiri ad entrare nell'Olimpo dei più grandi.

Emergere è un percorso tutt'altro che semplice: sarà anche vero che "uno su mille ce la fa", ma il percorso che deve compiere un aspirante stella del calcio per diventare tale è irto di ostacoli dentro e fuori dal campo, esami continui che arrivano in un momento della crescita in cui è fondamentale fare infiniti sacrifici senza la certezza di avere niente in cambio. Il talento è soltanto una delle componenti richieste, servono anche maturità, impegno costante e fortuna. E anche una volta arrivati al massimo - la storia di meteore come Freddy Adu insegna - la storia è appena cominciata: confermarsi è fondamentale, in un mondo che raramente concede seconde occasioni.

Scendendo in campo contro il Borussia Dortmund lo scorso 17 settembre il talentuoso Ansu Fati, l'ultimo prodotto della rinomata cantera del Barcellona, è entrato nella storia come il più giovane debuttante in Champions League nella storia del club blaugrana. Gioiello dalle potenzialità ancora inespresse, l'attaccante nato in Guinea-Bissau il 31 ottobre 2002 non è tuttavia che il decimo nella lista dei più precoci esordienti in quella che è da tempo la più importante competizione continentale per club. Scopriamo insieme gli altri nomi in classifica e le loro carriere.

Celestine Babayaro in azione
Il nigeriano Celestine Babayaro resta il più giovane esordiente di sempre in Champions League: in carriera ha indossato le maglie di Anderlecht, Chelsea e Newcastle.

Champions League, i 10 più giovani esordienti di sempre

Celestine Babayaro - 16 anni, 2 mesi, 25 giorni

(Steatua Bucarest-Anderlecht 1-1, 23/11/1994)

Il più giovane esordiente nella storia della Champions League è il nigeriano Celestine Babayaro, che il 23 novembre del 1994 scende in campo come titolare quando ha da poco compiuto 16 anni. In un colpo solo questo talentuoso terzino nigeriano, arrivato in Belgio soltanto da pochi mesi, stabilisce il record come più giovane esordiente nella competizione e come più giovane espulso, dato che la sua partita dura appena 37 minuti. Sarà il carattere a impedire la sua definitiva esplosione nel calcio di alto livello: nel 1997 Ruud Gullit lo vuole al Chelsea, dove patisce la concorrenza dell'esperto Le Saux prima e quella dell'emergente Bridge poi, finendo per essere epurato dai Blues con l'arrivo di José Mourinho.

Si trasferisce allora al Newcastle, dove però ai pochi momenti positivi alterna lunghe assenze per infortunio e nuovi problemi disciplinari, come quando viene squalificato per tre giornate per avere colpito Dirk Kuyt del Liverpool con uno schiaffo. Richiamato nuovamente da Gullit, che è andato ad allenare i Los Angeles Galaxy in America, pretende un trattamento da star entrando in contrasto con la dirigenza praticamente da subito e finendo per essere licenziato senza essere mai sceso in campo dopo pochi mesi. Siamo nel 2008 e la sua carriera finisce praticamente qui, a trent'anni, anche se l'addio ufficiale arriva soltanto nel 2010 dopo alcuni provini non andati a buon fine. 

Alen Halilovic - 16 anni, 4 mesi, 6 giorni

(Dinamo Zagabria-PSG 0-2, 24/10/2012)

Uno dei tanti prodotti del fertile vivaio della Dinamo Zagabria, tra settembre e ottobre del 2012 Alen Halilovic sembra già un predestinato: diventa nel giro di un pugno di gare il più giovane esordiente e il più giovane marcatore del club, il secondo più giovane debuttante nella storia della Champions League e incanta per classe, controllo di palla e visione di gioco. Sono qualità importanti che gli valgono l'interesse del Barcellona, che nel 2014 lo acquista progettando per lui un inserimento graduale in una squadra che in quegli anni domina il calcio europeo. 

Si tratta di un fuoco di paglia, dato che negli anni successivi Halilovic non riesce a trovare continuità né a dimostrare di essere abbastanza forte da poter duettare con Messi e compagni: dopo essersela cavata in prestito allo Sporting Gijon evapora tra sei mesi all'Amburgo e un anno e mezzo nel Las Palmas. Nell'estate del 2018 il Milan ritiene di dargli una nuova chance, dato che è disponibile a parametro zero e ha ancora appena 22 anni: non funziona, il talento che una volta incantava il pubblico del Maksimir è una comparsa in rossonero e anche nella seconda metà della stagione giocata nello Standard Liegi. Passato in prestito in Olanda, nell'Herenveen, attualmente risulta non pervenuto.

Youri Tielemans - 16 anni, 4 mesi, 25 giorni

(Anderlecht-Olympiakos 0-3, 2/10/2013)

Elegantissimo centrocampista cresciuto nell'Anderlecht fin da quando era un bambino, Youri Tielemans è un talento precoce che incanta fin da quando esordisce come professionista nella stagione 2013/2014, diventando da subito una pedina importante della squadra capace di vincere il campionato belga. Tecnico, dotato di grande visione di gioco, si fa sentire anche in fase difensiva e la sua completezza gli permette di esprimersi alla grande sia come mediano che come trequartista, ruolo in cui almeno inizialmente sembra mancare di cattiveria negli ultimi 25 metri.

Forse è per questo che rimane abbastanza a lungo fuori dai radar dei top club, che si accorgono di lui in ritardo per ben due volte: nell'estate del 2017, quando il Monaco scommette su di lui sborsando oltre 25 milioni di euro, e nel gennaio del 2019 quando è il Leicester a notarlo nella stagione disastrosa dei monegaschi e a portarlo in Premier League. Arrivato in prestito, è stato riscattato per 40 milioni dopo una serie di gare una più convincente dell'altra e in questo inizio di stagione è uno dei segreti del 4-1-4-1 delle Foxes guidate da Brendan Rodgers. L'arrivo in una grande d'Europa, tuttavia, sembra soltanto rimandato.

Charalampos Mavrias - 16 anni, 7 mesi, 29 giorni

(Panathinaikos-Rubin Kazan 0-0, 20/10/2010)

Oggi che si appresta a compiere 26 anni il greco Charalampos Mavrias è uno dei punti di forza dell'Omonia di Nicosia e una delle stelle del campionato cipriota, un traguardo comunque non scontato per chi da bambino sogna di diventare un calciatore ma certo non il massimo della vita per un ragazzo capace di esordire in Champions League con il Panathinaikos ad appena 16 anni e mezzo e che a soli 19 viene acquistato dal Sunderland allora in Premier League. I Black Cats sembrano il trampolino di lancio ideale per questo esterno a tutto campo, ma pur in una squadra in caduta libera il giocatore non riesce mai a ritagliarsi uno spazio.

Se ne andrà soltanto quattro anni più tardi, a scadenza di contratto e dopo essere retrocesso nella terza serie tedesca con il Karlsruher: svincolato, firma un contratto annuale che non verrà rinnovato con i croati del Rijeka, quindi si sposta in Scozia dove con l'Hibernian gioca appena 2 gare in sei mesi. Ecco infine Cipro, nuova destinazione che almeno gli ha permesso di ritrovare la Nazionale, con cui ha esordito appena 18enne nel 2012 e dove la sua rapidità di corsa e la sua versatilità possono essere utili. 

Kenneth Zohore - 16 anni, 8 mesi e 19 giorni

(Barcellona-Copenhagen 2-0, 20/10/2010)

Cugino di secondo grado del grande Didier Drogba, a cui assomiglia alla lontana anche nel modo di interpretare il ruolo di centravanti - ovviamente con ben altra qualità - Kenneth Zohore è nato e cresciuto in Danimarca e a dispetto di un inizio di carriera decisamente rapido, che a 18 anni lo vede già firmare per la Fiorentina in Serie A, le stagioni successive al suo esordio come professionista sono state decisamente inferiori alle aspettative che lo circondavano. Comparsa in maglia viola, è riuscito a ripartire dopo i prestiti poco fruttuosi a Brondby e Goteborg andando a segno con buona continuità con la maglia dell'Odense e guadagnandosi una nuova occasione nel calcio che conta.

Questa arriva al Cardiff City, club di Championship in cui Zohore si inserisce molto bene e che contribuisce a portare alla promozione in Premier League. L'impatto con la massima serie è però durissimo tanto per la squadra, che alla fine retrocede, quanto per lui: segna un solo gol in 19 partite e si infortuna alla coscia, spingendo i Bluebirds ad acquistare Emiliano Sala poi scomparso tragicamente mentre raggiungeva la Gran Bretagna sorvolando il canale della Manica. Pur segnando con il contagocce si guadagna l'attenzione del West Bromwich Albion, club dove ricomincia a segnare in seconda serie, quella che a 25 anni si può dire sia la sua dimensione.

Moise Kean con l'Everton
Più giovane esordiente italiano nella storia della Champions League, Moise Kean è atteso dalla stagione della verità all'Everton in Premier League.

Moise Kean - 16 anni, 8 mesi, 25 giorni

(Siviglia-Juventus 1-3, 22/11/2016)

Quale sia la dimensione di Moise Kean ancora nessuno può saperlo, dato che dopo aver fatto sfracelli in quella che di fatto è stata la sua seconda stagione come professionista - 7 gol in 17 presenze - questo guizzante attaccante capace di operare sia come punta centrale che come attaccante esterno deve ancora completare la maturazione. Una cosa del tutto naturale per chi pur avendo già esordito con la maglia dell'Italia - 3 presenze e 2 gol, i genitori sono ivoriani ma lui è nato a Vercelli - deve ancora capire davvero cosa farà da grande. Cercherà di farlo in Inghilterra, dove da quest'anno indosserà la maglia dell'Everton, che lo ha prelevato dalla Juventus per circa 30 milioni di euro.

Una cifra esagerata per un ragazzo che ancora deve fare vedere di cosa è capace? Oppure troppo bassa per chi ha ancora tanti margini di miglioramento e ha già dimostrato classe, fiuto del gol e personalità? La risposta la daranno soltanto il tempo e gli esami che il campo presenta continuamente. Certo è che guardando ai precedenti di Kean c'è di che essere fiduciosi: più giovane esordiente in Champions con la maglia della Juventus, in bianconero ha confermato di essere in possesso delle grandi qualità intraviste nel prestito al Verona ed è stato ceduto esclusivamente per questioni di spazio e di bilancio. Dopo averci creduto il ct azzurro Roberto Mancini aspetta risposte importanti. 

Bryan Cristante - 16 anni, 9 mesi, 3 giorni

(Viktoria Plzen-Milan 2-2, 6/12/2011)

Come Daniele De Rossi e prima di Nicolò Zaniolo, anche Bryan Cristante fa il suo esordio come professionista in Champions League: si tratta dell'ultima giornata del gruppo H, edizione 2011/2012, il giovanissimo centrocampista della Primavera rossonera entra quando mancano poco meno di dieci minuti dalla fine al posto di Robinho con i suoi in vantaggio 2-0. Non è un esordio indimenticabile, dato che negli ultimi minuti i cechi prima accorciano le distanze e poi trovano un pareggio che comunque è ininfluente ai fini della qualificazione: la squadra guidata all'epoca da Massimiliano Allegri passa il turno e uscirà ai quarti per mano del Barcellona.

Sembra comunque un inizio più che promettente per un centrocampista duttile, robusto fisicamente e dotato tecnicamente, ma negli anni successivi Cristante fatica a trovare un posto in prima squadra e fallisce in Portogallo nel Benfica, che lo ha acquistato dai rossoneri appena 19enne. Sembra essersi perso per strada, non incanta né a Palermo né a Pescara e quando acceta il trasferimento all'Atalanta, nel 2017, ha 22 anni e da quella serata speciale a Plzen ha messo insieme meno di 50 presenze in sei anni. A Bergamo arriva invece l'inatteso rilancio con Gasperini, arrivano i gol e la chiamata della Roma dove gioca tutt'ora e dove in breve è diventato un pupillo del tecnico portoghese Paulo Fonseca.

Aleksandr Pavlenko - 16 anni, 10 mesi, 5 giorni

(Feyenoord-Spartak Mosca 2-1, 31/10/2001)

Talentuoso regista avanzato cresciuto nella Dinamo Mosca, da adolescente Aleksandr Pavlenko si trasferisce in Svizzera per giocare nelle giovanili del Losanna e quando torna in patria, 16enne, lo fa per indossare la maglia dello Spartak, il club con cui esordisce in Champions League nell'edizione 2001/2002 sul campo degli olandesi del Feyenoord. Sembra l'inizio di una carriera promettente che in realtà non si realizzerà mai completamente a causa di alcuni problemi fisici che più volte limitano la sua esplosione quando sembra imminente. 

Capace di picchi di buonissima qualità (ceduto dallo Spartak, si guadagna una nuova occasione vincendo il premio di miglior calciatore di seconda divisione e una volta tornato estromette un'icona come Egor Titov) si ferma sempre sul più bello e deve quindi accontentarsi di una carriera che lo vedrà indossare anche le maglie di numerose squadre russe prima di appendere gli scarpini al chiodo nel 2018. Oggi lavora come dirigente nell'Anzi Makhachkala, un tempo club ambizioso scivolato oggi in terza serie.

Roman Wallner - 16 anni, 10 mesi, 5 giorni

(Sturm Graz-Inter 0-2, 9/12/1998)

Giovane e ambizioso attaccante austriaco, Roman Wallner cresce nella squadra della sua città, lo Sturm Graz, con cui esordisce da professionista in Champions League contro l'Inter di Ronaldo, Djorkaeff e Roberto Baggio subentrando a cinque minuti dalla fine a Kocijan. Non trovando più spazio nel corso della stagione si trasferisce l'estate successiva al Rapid Vienna, dove vivrà gli anni migliori: in cinque anni non vince niente a livello di squadra, ma si laurea miglior calciatore austriaco dell'anno nel 2001 e complessivamente segna 42 gol in 134 partite, numeri che possono valere una chance lontano dall'Austria.

Fuori dai propri confini però Wallner non convince e non sarà mai capace di trovare la propria dimensione: si trova a giocare in Germania con l'Hannover, in Scozia con Falkirk e Hamilton, in Grecia con Apollon e Skoda Xanthi, tutte esperienze brevi e infruttuose che lo spingono nel 2009 a tornare in patria, al Linz, dove torna a segnare e si guadagna l'attenzione della Red Bull che prima lo porta al Salisburgo con ottimi risultati e poi lo sposta nel Lipsia dove si presenta con una tripletta. Si tratta dell'ultimo acuto di una carriera che poi si conclude a 37 anni nella terza serie austriaca e che avrebbe potuto sicuramente dargli più soddisfazioni.

Ansu Fati - 16 anni, 10 mesi, 24 giorni

(Borussia Dortmund-Barcellona 0-0, 17/09/2019)

La storia di Ansu Fati è diventata di dominio pubblico recentemente grazie all'incredibile exploit che gli ha permesso, complici gli infortuni di numerose stelle della prima squadra, di esordire con la maglia del Barcellona prima nella Liga e successivamente in Champions League. Rapido e tecnico, talentuoso fin da bambino al punto da generare diverse controversie con il suo trasferimento in Catalogna dal Siviglia, in Spagna è arrivato da bambino al seguito del padre, accolto dalla comunità andalusa di Marinaleda.

Più giovane esordiente in Champions nella storia del Barcellona, già in gol nella Liga, Fati può ancora inseguire un record nella competizione più importante, quello cioè di diventare il più giovane marcatore di sempre. Il record appartiene al ghanese Peter Ofori-Quaye, che nel 1997, quando giocava nell'Olympiakos, segnò il gol della bandiera per i suoi nella sconfitta 5-1 contro il Rosenborg all'età di 17 anni e 195 giorni. Ansu Fati avrà 17 anni il prossimo 31 ottobre e ha quindi tutto il tempo per entrare nella storia.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.