SBK, il pagellone di Magny - Cours: Rea promosso (ben) 5 volte!

In Francia Johnny conquista il quinto titolo mondiale delle derivate di serie, ritoccando i propri record personali. Razgatlioglu sorpresa del weekend, Ducati la delusione.

Jamathan Rea vince a Magny - Cours il quinto mondiale SBK Pirelli Official

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Cinque sono tanti, specialmente se centrati consecutivamente. Johnny Rea ce l'ha fatta, sancendo il proprio dominio in SBK. Titolo aggiunto alla già impressionante carriera in quel di Magny - Cours, dove il nordirlandese aveva già festeggiato più volte. Pur essendo battuto in due partenze su tre corse, il numero 1 ha chiuso i conti nella manche domenicale. Nel duello con le R1 di Van Der Mark e Lowes, il pilota Kawasaki ha tirato fuori orgoglio, classe e voglia, lasciando spenta la calcolatrice.

Se il campionato non aveva (quasi) più nulla da dire nel capitolo "vincitore finale", nel paragrafo "protagonisti di tappa" ha scritto un nuovo nome. Toprak Razgatlioglu, turco dal cognome scioglilingua. Forte, spericolato, dotato. Arrembante. Il pupillo di Kenan Sofuoglu è maturato, pronto a moto ufficiali. Il ben preparato team Puccetti lo vedrà andar via a fine anno, direzione Yamaha.

Ciò fa presagire ad un grande 2020, nel quale, la Ducati sarà attesa al varco. Ancora una volta. Perché, anche quest'anno, la Rossa perde la battaglia a favor della Verdona. Affermazioni di tappa tante, come le cadute, i ritiri, i litigi e le delusioni. A Borgo Panigale arriverà Scott Redding, Alvaro Bautista ha già fatto la valigia. Lo spagnolo passerà in Honda, lasciando strascichi e qualche rimpianto. Ad inizio stagione, era proprio lui il maggior pretendente all'alloro delle derivate. L'ex MotoGP ora sa che in SBK nessuno scherza. Rea in primis.

Razgatlioglu e Puccetti dominatori nella SBK di Magny - CoursPirelli Official
Razgatlioglu e Manuel Puccetti coi colori Kawasaki: due vittorie in tre gare nella SBK disputata a Magny - Cours

SBK, le pagelle del round di Francia

Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea - Promossi & titolati

Mamma li turchi! Toprak si è sbloccato, ma il numero 54 aveva già fatto capire di essere vicino alla prima vittoria della sua giovane carriera. Liberatosi del pensiero legato al contratto 2020, Razgatlioglu ha solo badato a dare gas, a due mani, come sempre. Successo nella prima manche, affermazione nella Tissot Superpole Race e... caduta di domenica. No problem, sono cose che capitano per un pilota sempre al limite e finalmente sul gradino più alto.

Leggermente meno spericolato Rea. Con ancora il titolo da assegnare, Johnny ha mantenuto la calma su terreno viscido, ha attaccato su pista asciutta. Wikipedia dice: esordio nel 2008, titoli vinti 5 (cinque), gare disputate 274, gare vinte 83, podi 162, pole position 22, giri veloci 65. Ah, grazie internet, se non ci aiutassi tu, non riusciremmo a ricordare tutti i numeri del Cannibale, complimentatosi con Razga a fine weekend. L'allievo turco ed il maestro britannico. Che hanno in cumune Toprak e Johnny? Una Ninja ZX-10RR e tanta voglia di stare davanti. PROMOSSI

Rea vanta cinque titoli mondiali della SBK
Jonathan Rea e Kawasaki sul tetto del mondiale SBK per la quinta volta insieme

SBK - Bella e rimandata

Finalmente gare all'altezza di questo nome! Merito di Magny, del meteo bizzarro e dei piloti?! Può essere, perché la pista francese offre molti punti nei quali poter effettuare sorpassi ed il suo layout livella le prestazioni delle moto. Nei tre giorni ha piovuto, poi è spuntato il sole, sicché, l'asfalto ha regalato la possibilità di giocarsi alcuni jolly. Inoltre, i corridori. Liberi dai calcoli di classifica, sanno farci divertire.

Duelli, sportellate, scivolate, sorpassi. Questo è il mondiale delle derivate di serie che noi amiamo. E che noi ricordiamo. Adesso, la speranza si lancia sino al prossimo round, quello argentino di Villicum. Laggiù arriveranno le risposte. Lo spettacolo visto in Francia attira pubblico in pista, appassionati davanti alle TV, sponsor e prime pagine sui giornali. Insomma, denaro. Non vogliamo apparire vili, ma di sol benzina bruciata e di gomme consumate non si campa. RIMANDATA AL PROSSIMO ROUND

In SBK il pubblico è abituato bene: ad ogni gara si assista, si sprecano i sorpassi
Una partenza della SBK 2019

Ducati - Bocciata

Ebbene sì, dai. Pure quest'anno il titolo è stato perduto. Oppure, nemmeno quest'anno il campionato è stato vinto. Scegliete voi ciò che più vi garba, tanto il risultato è lo stesso: la Rossa le ha prese dalla Verdona. Punto. La nuova Panigale V4 R è una vera e propria arma, Alvaro Bautista un pilota di valor MotoGP, però... secondo posto in classifica. Ci può stare, la quattro cilindri era tutta da sviluppare e lo spagnolo rookie di categoria. 

Ciò che non funziona è il computo del progetto. Davies si è visto veramente in una sola occasione, nelle altre ha sofferto. Rinaldi, chi l'ha visto? Michael Ruben è bravo, il team Barni molto preparato, eppure il binomio italiano ha faticato. Eugene Laverty si è fatto male ed ha saltato tante gare. Il team Go Eleven era al primo anno con la moto bolognese. La differenza tra Kawasaki e Ducati si potrebbe sintetizzare così: Rea e Razgatlioglu vincono (Johhny è ufficiale, Toprak indipendente), Bau Bau vinceva ed ora non più, i restanti piloti rossi le prendono. BOCCIATI

Davies guida una Panigale V4R SBK
Chaz Davies rimarrà per un'altra stagione SBK con Ducati

I titoli SBK vinti da Kawasaki

Oltre ai cinque di fila ottenuti da Rea, la marca di Akashi ne conta altri. Facendo un salto indietro, il primo pilota a regalare il mondiale delle derivate alla moto "Verdona" fu Scott Russell, folle e velocissimo americano di Atlanta. Mister Daytona - soprannome guadagnato con le coppe alzate nella 200 Miglia USA - portò al successo la ZX-R 750 a carburatori nel 1993, battendo un tal Carl Fogarty con la Ducati.

Da lì si salta sino al 2013, ben 20 anni. Tom Sykes, ora in BMW, ebbe la meglio di una agguerrita concorrenza. L'inglese riportò il numero 1 alla Ninja, modello nel frattempo cresciuto di cilindrata, evoluto e perfezionato. Dal 2015 a Magny - Cours è un dominio firmato Johnny e Team Provec, lo stesso che schierava Sykes, Il nordirlandese ha distrutto record ed avversari, sino a diventare una celebrità in patria ed un esempio da imitare in Giappone.

La Kawasaki vinse il primo titolo SBK con Scott Russell
Scott Russell in azione con la Kawasaki SBK

Il pubblico francese continua a preferire la domenica

Malgrado i motard francesi siano abituati a "dividere" il weekend di gare (da quelle parti, le gare Endurance vanno da 8 a 24 ore), per la SBK mondiale il discorso è diverso. Per gli appassionati di corse sprint, la domenica è il giorno giusto, quello in cui si deve decidere tutto. Anche se sabato pioveva, il meteo non c'entra niente: il sole del giorno dopo ha attirato la folla che, anche in condizioni differenti, avrebbe raggiunto il tracciato. Gremendo gli spalti. 

Il format delle derivate piace o non piace, non ha vie di mezzo. In alcuni Paesi le tre partenze sono gradite, in altri accettate, in altri ancora mal digerite. Stare seduti comodamente sul divano non prevede spese, recarsi in circuito, sì. Con relative spese di viaggio, biglietto, hotel e pasti. Ecco la confusione che può nascere: quando è il main event? Storicamente a due manche domenicali, la SBK si sta facendo largo con lo schedule frazionato. Per ora va piuttosto bene.

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