Juventus, sta nascendo un nuovo Pjanic: Sarri scopre un altro leader

Il bosniaco sta girando su numeri da record. Merito, soprattutto, del nuovo ruolo ritagliatogli attorno dal tecnico, che lo ha messo al centro del proprio progetto tattico.

Juventus Sarri scopre un nuovo Pjanic

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La settimana che precede Inter – Juventus comincia con una certezza in più in casa bianconera: la centralità di Miralem Pjanic nel progetto tecnico di Maurizio Sarri. Ad affermarlo, anzi confermarlo, è stato lo stesso tecnico bianconero durante la conferenza stampa postpartita di sabato, al termine di un match vinto 2-0 in scioltezza e aperto dalla solita gemma balistica del bosniaco. Pjanic, secondo il mister, non è solo migliorato nella gestione di palloni toccati, ma soprattutto in quella dei palloni verticalizzati. Il centro di gravità adesso e lui e il centrocampo bianconero non può più farne a meno.

Già a Brescia aveva preso per mano la squadra nel momento di maggior pressione avversaria, gestendo la fase di possesso in maniera impeccabile e andando a distribuire gioco diversificando le soluzioni in costruzione, facendo respirare una Juve in debito di ossigeno e, nel secondo tempo, contribuendo anche segnando una rete molto importante, nata da un calcio piazzato respinto e poi ribattuto in porta con una botta imparabile per Joronen. I numeri messi insieme contro la Spal testimoniano questa crescita esponenziale, ma il dato impressionante riguarda il confronto con la passata stagione, durante l’ultimo anno di gestione targata Allegri.

Da allora, Miralem ha aumentato del 15,5% la percentuale di passaggi completati, ma soprattutto del 38,7% quella dei tocchi in verticale, una delle prerogative massime che si impone il cosiddetto gioco “sarrista”. Inoltre, dal punto di vista numerico la sua ascesa lo porterà a breve a toccare la media di 150 palloni a partita, una cifra impressionante soprattutto in una squadra piena di personalità accentratrici. Il suo lavoro si è rivelato molto prezioso e ha riportato a galla la vecchia questione relativa al suo ipotetico ruolo ideale. Regista o interno? Di sicuro c'è che, a oggi, l'ex romanista è un elemento al quale difficilmente si può rinunciare.

Juventus Sarri scopre un nuovo Pjanic
Maurizio Sarri ha speso grandi parole per il momento di Miralem Pjanic: il bosniaco è sempre più centrale nel progetto bianconero e si sta avvicinando alla media di 150 palloni toccati a partita

Juventus, Sarri si coccola Pjanic: "Comincia a vedersi il nostro gioco".

Su questo interrogativo ci si è già scornati abbastanza. Allegri lo piazzava basso davanti alla difesa per necessità, non perché ci credesse veramente, tanto è vero che – fino allo scorso anno – la Juventus ricercava soluzioni di gioco molto più eterogenee all’interno dello stesso match. Oggi invece Pjanic rappresenta il punto di riferimento centrale, un calciatore imprescindibile attorno al quale ruotare gli altri interpreti a proprio piacimento. Il bosniaco è diventato ancora più incisivo visto che Sarri, a differenza di molti colleghi, non pratica mai il concetto di “salida lavolpiana” - ovvero non chiede al centrocampista “basso” di scalare tra i centrali per ricevere palla – quindi il numero 5 bianconero gioca qualche metro più avanzato, aumentando la propria incidenza in fase offensiva.

Il fatto che stia toccando tanti palloni vuol dire che comincia a vedersi il calcio che vogliamo praticare noi.

Sarri lo ha posto al centro del villaggio e Mire sta rispondendo alla grande, diventando un uomo-chiave anche dal punto di vista collettivo. Nell'ultima settimana ha pubblicato due post sui propri canali social nei quali ha utilizzato tanta ironia, ma anche evidenziato una sicurezza dei propri mezzi mai mostrata fino a oggi. Prima la rete di Brescia, poi il fendente che ha battezzato Berisha contro la Spal in attesa che gli venga restituita un'altra sua grande specialità, i calci piazzati.

C'è una statistica, alla quale dare ovviamente il giusto peso, che sottolinea come Cristiano Ronaldo sia uno dei peggiori tiratori di punizioni di tutta la Serie A. Nonostante ciò, il portoghese continua ad avere la precedenza su un Pjanic che, ancora una volta, vede arrivare in proprio soccorso alcune pure e semplici statistiche. Da fuori area segna il 63% dei suoi gol, compresi gli ultimi 9. Dal 2007 ne ha realizzati 27 dalla distanza, rimanendo dietro solo ad alcuni mostri sacri del calcio mondiale come Messi e, appunto, CR7. Il bosniaco cresce e si sta sempre più avvicinando ad essere il centrocampista ideale per Maurizio Sarri, che se lo coccola consapevole di avere in mano un interprete di caratura mondiale.

Fa sorridere pensare a ciò che si diceva in estate, quando addirittura la figura di Pjanic veniva messa in discussione e in molti, dalle parti della Continassa, si domandavano se non fosse stato il caso di monetizzarlo sul mercato per andare a prendere qualche profilo più affine al credo del nuovo allenatore. La sua storia però parla di un lavoratore infaticabile, poche parole e tanti fatti, con il mito della famiglia che quando era piccolo lo ha seguito passo per passo, prontamente ringraziata dallo stesso Sarri:

Il piede nelle conclusioni è dovuto alla mamma, non all’allenatore. Probabilmente merito anche del babbo, sinceramente non so chi abbia il piede migliore tra loro due.

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