UFC FN 160: Copenaghen riserva sorprese amare ai fighter italiani

Copenaghen si trasforma in Caporetto per tutti e tre gli italiani in card. Si salva "Manzo" Di Chirico grazie ad una prestazione dignitosa che però non basta per superare il proprio avversario.

UFC: Jared Cannonier silenzia il pubblico

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In una sera colma di speranze, ci siamo dovuti arrendere. Tutti. Per pubblico italiano ed addetti ai lavori, UFC Fight Night 160, evento che ha avuto luogo a Copenaghen, Danimarca, ha avuto un epilogo tutt'altro che felice. Una risoluzione triste e difficilmente accettabile per noi, che abbiamo visto tutti e tre i nostri beniamini arrendersi ai fighter avversari.

La sconfitta meno pesante è stata quella di Alessio Di Chirico (12-4), il primo degli italiani a mettere piede nell'ottagono. Sesto incontro della serata, quello di Di Chirico è stato il penultimo match prima della main card. Un match combattuto, duro, spigoloso, dove il nostro ha avuto difficoltà a trovare le misure del completo Makhmud Muradov (23-6), protegé di Floyd Mayweather jr. e buona promessa nel roster UFC e nella divisione delle 185 libbre.

Muradov ha superato Alessio di misura nel primo round, si è imposto nel secondo ed ha dovuto cedere il passo al nostro nel terzo, round in cui Di Chirico ha messo in mostra un ritorno eccezionale, lontano probabilmente dalle richieste dell'angolo e del suo coach Lorenzo Borgomeo, che puntava a portare il match al suolo tramite takedown. Di Chirico è stato comunque molto efficace nel terzo round, pressando e vincendo i duelli contro Muradov. L'efficacia dei suoi colpi è sotto gli occhi di tutti, Alessio ha pressato e colpito uno stanco Muradov, che non poteva far altro che girare lateralmente ed incassare. Un'efficacia che comunque purtroppo non è stata premiata nell'ottica dei tre round.

Cannonier, UFC Fight Night 160
UFC Fight Night 160, Cannonier

UFC Fight Night 160: Copenaghen lascia l'amaro in bocca ai fighter italiani

Una vera e propria Caporetto sportiva, una serata andata nella maniera peggiore, che ha significato sofferenza comune e che ha generato ovvie riflessioni. Siamo pronti al massimo livello delle MMA? Riusciremo a sbarcare il lunario in questo senso? 

I nostri rappresentanti, fra alti e bassi nella miglior promotion al mondo, hanno avuto vita dura ed è risultato davvero difficile imporsi velocemente in uno sport relativamente giovane, che cresce alla velocità della luce e che ci vede presentare, rispetto a tante realtà più ampie, degli atleti di tutto rispetto. Però, così come non è il caso di decantare le lodi dei migliori fighter al mondo quando i nostri portano a casa la vittoria, non è nemmeno il caso di suonare la marcia funebre quando i nostri vengono sconfitti. 

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Una serata storta e tanti spunti su cui meditare. Ecco cosa ci lascia l'evento di Copenaghen. E sebbene Di Chirico abbia combattuto tutto sommato bene, lasciando il secondo round nelle mani del proprio avversario, ma giocandosi degnamente il primo e vincendo in maniera netta il terzo, gli altri fighter presenti in card non hanno fatto meglio.

Il match di Alen Amedovski (8-2) è finito dopo appena 17 secondi. Tutti i fan e gli osservatori di Alen avrebbero puntato su di lui, se avessero saputo che il match avrebbe trovato la sua risoluzione dopo una manciata di secondi ed al primo scambio. Le mani pesanti di Alen sono un biglietto da visita tutt'altro che invitante per i suoi avversari. Eppure John Phillips non è un combattente da prendere alla leggera. Con 22 vittorie in carriera ottenute tutte per finalizzazione, Phillips dimostra d'essere un fighter molto pericoloso quando ingaggia la bagarre. Alen ha avuto la peggio, provando a raggiungere il suo avversario con dei colpi all'esterno della guardia etrovando invece i colpi del gallese ad attenderlo. Phillips ha raggiunto Amedovski a tempia e volto, lasciandolo a terra e concludendo in ground and pound. Una scelta di timing che ha pagato per il fighter in forza alla SBG Ireland.

Non è andata meglio a Danilo Belluardo (12-5), nel co-main eventi della serata, vittima di un efferato ground and pound imbastito da Mark O. Madsen (9-0), fenomeno indiscusso nella lotta. Dopo meno di un minuto, Madsen ha portato a terra Belluardo grazie ad un double underhook, schiantandolo con relativa facilità. A poco è servito il set-up in mezza guardia da parte del fighter di Marsala: il danese ha iniziato a colpirlo ferocemente in ground and pound, limitandogli ogni spazio e possibilità di risposta. Dopo poco più di un minuto, il match è stato interrotto dall'arbitro.

Un evento che ci lascia molto su cui ragionare, conclusosi con una vittoria forse inaspettata nel main event: quella di Jared Cannonier (13-4) Su Jack Hermansson (20-5).
Hermansson era favorito alla vigilia del match, ed era anche partito benissimo, riuscendo a tenere bene le distanze coi leg kick e a prendere la schiena di Cannonier in fase di grappling. Una delle maggiori qualità dello statunitense però è sicuramente la pazienza. Come contro David Branch, Cannonier ha saputo attendere il momento propizio e ad inizio secondo round ha raggiunto Hermansson con un montante chirurgico che ne ha minato il focus, facendolo traballare all'indietro e finendolo poi grazie ad un potente utilizzo del ground and pound. Cannonier va a quota 3-0 nella divisione delle 185 libbre; un passo falso per "The Joker" invece, che deve ripartire velocemente per risalire la china dopo l'impressionante vittoria contro Jacare Souza. Risultati a parte (per noi italiani), la card di Copenaghen è stata molto positiva ed entusiasmante ed ha mantenuto tutte le promesse della vigilia.

Per noi italiani, è sportivamente un momento triste. È il momento di leccarsi le ferite, guardare avanti e sperare in tempi migliori.

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