Sterling difende Bernardo Silva: "Con Mendy uno scherzo tra amici"

La stella del Manchester City, già al centro di episodi legati al razzismo, difende il compagno sotto accusa sui social: "Capisco perfettamente perché alcune persone possano prendersela, ma era una battuta su un amico."

Raheem Sterling abbraccia Bernardo Silva

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

6 gol nelle prime 7 giornate di Premier League, Raheem Sterling è ormai da tempo un punto fermo del Manchester City di Pep Guardiola e dell'Inghilterra, un talento al centro dell'attenzione di tutto il mondo per la sua classe ma che nella stagione scorsa ha fatto parlare di se anche per un grave episodio di razzismo di cui è stato vittima sul campo del Chelsea. Apostrofato malamente da un tifoso presente a bordo campo, successivamente individuato grazie alle telecamere e punito in modo esemplare, l'attaccante dei Citizens diventò uno dei simboli della lotta a un problema che nel 2019 non dovrebbe neanche più esistere.

Eppure il problema del razzismo esiste, nella società e nel calcio, anche in quella Premier League che si sta sforzando di estirparlo in tutte le maniere. Un problema grave e difficile da risolvere e che nonostante le misure repressive messe in atto dalla Football Association ha visto in questo inizio di stagione Tammy Abraham e Paul Pogba ricevere pesantissime offese. L'ultimo caso è quello di Benjamin Mendy e Bernardo Silva, compagni di Sterling al Manchester City, con il secondo che avrebbe offeso il primo su Twitter paragonando una sua foto da piccolo alla mascotte dei Conguitos, un buffo ometto di colore.

Un post che ha creato un vero e proprio caso e che è stato a lungo criticato dal popolo dei social, nonostante le risate di Mendy, la rinomata e salda amicizia che lo lega a Bernardo Silva e la cancellazione del tweet da parte del portoghese. Il quale poi si è lamentato di un clima diventato davvero troppo pesante sull'argomento e che non permette più nemmeno uno scherzo tra amici. Opinione che in qualche modo condivide anche Sterling, chiaramente coinvolto nella questione.

Bernardo Silva abbraccia Benjamin Mendy
Bernardo Silva e Benjamin Mendy sono amici da anni. Per Sterling quella del portoghese è stato semplicemente un post fuori luogo, ma certo non razzista.

Sterling e Guardiola difendono Bernardo Silva: "Accusate di razzismo la persona sbagliata"

Pur non intendendo sminuire il post, che comunque si prestava a questo tipo di critiche e che secondo qualcuno legittimerebbe certe battute e paragoni - la mascotte dei Conguitos è l'estrema stilizzazione del nero tribale - e per questo motivo condannato, Sterling ha risposto ai tanti che chiedevano un intervento della Football Association e addirittura una squalifica per Bernardo Silva al termine della gara vinta 3-1 in casa dell'Everton e chiusa proprio da un suo gol. 

Capisco perfettamente perché alcune persone possano essersela presa, ma in questo caso Bernardo ha semplicemente scherzato con un amico. Nel post non si è riferito al colore della sua pelle e questa per me è la cosa più importante. Lo sappiamo tutti, Benjamin lo sa, chiunque può vedere che Mendy è un ragazzo di colore. Siamo fieri di esserlo, e se qualcuno si riferisse al nostro colore della pelle mi darebbe fastidio perché sappiamo di quale colore sia la nostra pelle.

Sterling ha proseguito sottolineando il grande sentimento di amicizia che lega Bernardo Silva a Mendy, provato nel corso degli anni, e ha affermato di non difenderlo in quanto suo compagno di squadra ma perché, semplicemente, è così che vede la questione. Per lui il club e la FA hanno perfettamente compreso che non si trattava di razzismo.

È stato davvero triste vedere Bernardo giù di morale per un'intera settimana perché accusato di una cosa che non pensa. È profondamente dispiaciuto e per me non ha torto, ma allo stesso tempo capisco perché la gente pensi che sia stato un post sbagliato e questo ci insegna a utilizzare i social network con molta attenzione. In questi tempi tutto quello che dici può finire per essere giudicato. Ha scherzato, non è stato uno scherzo perfettamente azzeccato ma dobbiamo andare avanti e comprendere che non era intenzionale.

Concetto ribadito anche dal manager del City Pep Guardiola, intervenuto sull'argomento poco dopo.

Bernardo non ha niente da imparare, ha parlato con la Football Association e ha detto chiaramente che non era sua intenzione offendere nessuno, era uno scherzo di cui comunque si è scusato nel caso qualcuno si fosse sentito offeso. Per lui Mendy è un amico vero, quasi un fratello, dobbiamo combattere razzismo e discriminazione ogni giorno ma bisogna stare attenti ad accusare una persona di essere ciò che non è. Dobbiamo lottare contro ciò che è sbagliato, ma in questo caso è stata presa di mira la persona sbagliata.

Pep Guardiola abbraccia Bernardo Silva
Pep Guardiola abbraccia Bernardo Silva: il manager dei Citizens ha difeso il giocatore dalle accuse di razzismo, sottolineando che in questo caso è stata attaccata la persona sbagliata.

Opinione ben diversa da quella del nigeriano Victor Anichebe, ex attaccante dell'Everton attualmente svincolato che si è espresso così ai microfoni di Sky Sports.

Non penso che la cosa sia stata gestita nel migliore dei modi, non si può semplicemente continuare a dire che è stato uno scherzo tra amici. Non si può scherzare su certe cose, figuriamoci pubblicarlo su un social network. Una volta che lo fai dai agli altri il diritto di fare lo stesso tipo di battuta. Non credo che il City abbia fatto qualcosa per affrontare davvero la questione. 

Un concetto, quello di Anichebe, già espresso peraltro da Kick It Out, organizzazione che si occupa di combattere il razzismo nel calcio e che già nei giorni scorsi aveva condannato duramente il tweet di Bernardo Silva.

Gli stereotipi razzisti non sono accettabili come semplici battute e siamo scioccati dal fatto che qualcuno che è un modello per milioni di persone non sia riuscito a comprendere la natura discriminatoria del suo posto. La FA è stata informata e riteniamo che debbano essere intraprese azioni in proposito.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.