Mondiali di atletica: Tortu 7° al mondo nei 100 m 32 anni dopo Pavoni

Eccellente settimo posto di Filippo Tortu nella finale dei 100 metri dei Mondiali di Doha vinta da Christian Coleman. Claudio Stecchi si qualifica per la finale del salto con l’asta

Mondiali di atletica: Tortu settimo al mondo nei 100 metri

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I Mondiali di Doha hanno incoronato il nuovo re dei 100 metri Christian Coleman, che ha conquistato la medaglia d’oro sui 100 metri stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 9”76 precedendo il campione del mondo uscente Justin Gatlin (9”89), che aveva acciuffato l’ingresso in finale per un soffio. Coleman ha migliorato di tre centesimi di secondo il record personale stabilito lo scorso anno nella finale della Diamond League di Bruxelles.

Christian Coleman: 

Sono fortunato ad avere così tanto talento e sono contento di averlo dimostrato. È un sogno essere stato in grado di gareggiare in questa finale. Ho lavorato molto duramente e la vittoria mi ha ripagato dello sforzo. Ho avuto una buona partenza ma non ho eseguito la gara come volevo. Sto lavorando sulla fase dell’accelerazione. Stasera ogni preoccupazione è evaporata. È una sensazione pazzesca. Vincere l’oro è una sensazione incredibile. Justin Gatlin è un grande avversario. Mi ricordo che avevo otto anni quando lo vidi gareggiare alle Olimpiadi del 2004 alla televisione. Due anni fa vinsi l’argento a sorpresa. Stasera avevo molta pressione addosso. 

Il canadese André De Grasse ha vinto il secondo bronzo iridato della sua carriera in 9”90 a quattro anni di distanza da quello vinto a Pechino 2015. La finale iridata dei 100 metri ha visto altri due sprinter scendere sotto i 10 secondi. Akani Simbine ha sfiorato il podio in quarta posizione in 9”93 davanti al campione del mondo di Daegu 2011 Yohan Blake (9”97).

Filippo Tortu si è classificato al settimo posto in 10”07 precedendo di un centesimo di secondo il forte canadese Aaron Brown, che era già stato battuto dal primatista italiano lo scorso Maggio alla Fastweb Cup di Rieti.

Un velocista italiano non entrava in una finale iridata dei 100 metri dai tempi dei Mondiali di Roma 1987 quando Pierfrancesco Pavoni si classificò settimo nella gara, che verrà per sempre ricordata per la sfida tra Carl Lewis e Ben Johnson in un’altra epoca dell’atletica. Pavoni fece successivamente il bis entrando in finale anche sui 200 metri.

Filippo Tortu: 

Essere settimo al mondo nei 100 metri fa un effetto stupendo. Ieri non ho fatto una bella gara e dovevo fare meglio oggi. Sono molto orgoglioso di aver rappresentato l’Italia in questa finale e non sono presuntuoso nel dire che quest’anno sono uno dei migliori del mondo. Mi fa piacere aver fatto il personale stagionale qui a Doha, anche se mi dispiace finire questa stagione senza aver corso sotto i 10 secondi. Non è stata una stagione facile ma sono contento che si sia conclusa nel migliore dei modi. Tutto il mio staff, mio padre e allenatore Salvino, i fisioterapisti e le persone che mi seguono fuori dalla pista, hanno fatto un buon lavoro. Scherzando dico che avrei voluto correre piano la finale per godermela il più possibile. C’era tutta la mia famiglia presente, compresa mia nonna. Non li ringrazio mai abbastanza. Ho corso per loro. I mondiali non sono ancora finiti. C’è ancora la staffetta. L’unico rimpianto della mia carriera è non aver mai avuto l’occasione di correre contro Usain Bolt. Dopo i Mondiali mi concederò un periodo di stacco. Andrò a trovare un amico a Madrid. Il 22 Ottobre andrò alla Bombonera di Buenos Aires per assistere al Superclassico di calcio tra Boca Juniors e River Plate. Poi inizierò la preparazione per le Olimpiadi e mi metterò sotto a studiare.

La finale è stata preceduta da una presentazione show in stile ATP Finals di tennis o basket NBA durante la quale si sono spente le luci nello stadio e i nomi dei finalisti sono stati proiettati sulla pista.

Semifinali 100 metri maschili: Tortu va in finale con 10”11

In precedenza Tortu si era guadagnato il posto nella finale dei 100 metri grazie all’eccellente terzo posto nella terza semifinale in 10”11 alle spalle del sudafricano Akani Simbine (10”01) e del campione europeo di Berlino Zharnel Hughes (10”05). Lo sprinter brianzolo ha battuto sprinter del calibro del giamaicano Tyquendo Tracey (10”11) e dello statunitense Michael Rodgers (10”12).

Tortu non ha avuto una buona partenza dai blocchi (tempo di reazione di 0.217) ma ha rimontato con una progressione incredibile è piombato sul traguardo precedendo di un millesimo di secondo Tracey. Sono serviti diversi minuti prima di vedere sul tabellone il nome di Tortu al terzo posto con la q minuscola di qualificato per ripescaggio.

Filippo Tortu: 

È stata la più bella gara della mia vita, non so se dal punto di vista tecnico, ma da quello mentale sicuramente sì. Mi sono allenato come un matto per arrivare fin qui. Sapevo di valere di più. Gareggiavo contro tutti gli atleti che durante la stagione mi hanno battuto. Oggi li ho messi dietro quasi tutti. Voglio tornare sotto i 10 secondi e non voglio pormi limiti.

Il leader mondiale Christian Coleman ha dominato la prima semifinale in 9”88 precedendo il canadese Aaron Brown (10”12), il britannico Adam Gemili (10”13) e il brasiliano Paulo Camilo De Oliveira (10”14). L’azzurro Marcell Jacobs ha concluso la sua semifinale al settimo posto in 10”20 precedendo il primatista asiatico dei 60 metri indoor Su Bingtian di tre centesimi. Con il 10”07 realizzato in batteria sarebbe entrato in finale anche Jacobs, ma con i se e con i ma non si fa la storia dell’atletica. Anche se non è arrivata la qualificazione alla finale la prestazione di Marcell lascia ben sperare in vista della staffetta 4x100.

Marcell Jacobs: 

Sono molto amareggiato. La finale era ampiamente alla mia portata. Purtroppo oggi si è fatto sentire quest’ultimo mese senza allenarmi al 100%. Due turni uno dietro l’altro, e ho fatto fatica. Quello che mi ha destabilizzato sono stati quei due appoggi che ho messo male in partenza. Correre in 10”10 era fattibile. Sento di aver perso un’occasione. Potevamo essere due italiani in una finale mondiale e la cosa mi dà fastidio. Con Filippo non posso che congratularmi. È stato bravissimo, dopo la batteria non corsa benissimo ha tirato fuori quello che aveva. Con la staffetta 4x100 si può fare bene, possiamo qualificarci per Tokyo, ma di questo ne riparliamo settimana prossima, adesso vado a sbollire la rabbia.

Il canadese André De Grasse si è imposto nella seconda semifinale in 10”07 precedendo Yohan Blake e il campione mondiale in carica Justin Gatlin (secondo e terzo con lo stesso tempo di 10”09).

Salto con l’asta maschile: Stecchi in finale con il personale portato a 5.75m

Claudio Stecchi è entrato nella finale del salto con l’asta mondiale 10 anni dopo il settimo posto di Giuseppe Gibilisco a Berlino 2009. Gibilisco, che lavora attualmente come consulente tecnico di Stecchi, vinse il titolo mondiale nel 2003 a Parigi St. Denis stabilendo l’attuale record italiano all’aperto con 5.90m.

Stecchi ha aperto la gara superando la quota di 5.60m al primo tentativo prima di valicare l’asticella a 5.70m e 5.75m al secondo tentativo. Il salto riuscito a 5.75m è il record personale all’aperto e la seconda migliore prestazione assoluta della sua carriera dopo il 5.80m realizzato durante l’ultima stagione indoor a Clermont Ferrand.

Claudio Stecchi: 

L’obiettivo era entrare in finale e ce l’abbiamo fatta, anche se avrei preferito fare due salti in meno. I miei salti mi sono piaciuti molto, forse addirittura meglio i nulli rispetto a quelli riusciti, che invece ho fatto di esperienza. Essere in una finale mondiale in una stagione così piena di rallentamenti è stata quasi una fortuna, perché sono entrato in forma e a fine Settembre mi sento nella migliore condizione possibile. Penso che il podio sia blindato ma tutte le altre posizioni sono aperte. Mi piacerebbe fare di più di 5.75m in finale e scalare posizioni.

Soltanto i due favoriti per la medaglia d’oro Sam Kendricks e Piotr Lisek hanno fatto percorso netto senza commettere errori fino a 5.75m. Stecchi è entrato in finale come quinto in classifica preceduto anche dallo statunitense Cole Walsh e dal campione olimpico brasiliano Thiago Braz Da Silva. In otto si sono qualificati con la misura di ammissione diretta. Ha faticato più del previsto Armand “Mondo” Duplantis, che ha superato 5.75m solo alla terza prova a sua disposizione. Sono stati eliminati due nomi eccellenti come Pawel Wojciechowski (tredicesimo con 5.70m) e Renaud Lavillenie (quindicesimo con 5.60m). La famiglia Lavillenie ha festeggiato la qualificazione in finale del fratello Valentin, che ha passato il turno superando 5.70m.

Sam Kendricks: 

La finale sarà molto competitiva. Siamo venuti per dare tutto. Ognuno di noi può vincere. Come a Zurigo ci sono molti atleti che possono saltare 6 metri. Piotr Lisek è il vice campione del mondo ed è molto forte. 

Renaud Lavillenie: 

Sono reduce da una serie di problemi, ma sono riuscito ad arrivare in forma. Stasera molte cose sono mancate. Ho commesso molti errori. Sapevo che sarebbe stata una qualificazione difficile. Queste cose succedono e bisogna accettarle. 

Finale 10000 metri femminili: Hassan inizia la rincorsa al doppio oro

La fuoriclasse olandese Sifan Hassan ha iniziato alla grande la rincorsa al doppio oro vincendo i 10000 metri in 30’17”62 con un allungo negli ultimi 400 metri che le ha permesso di battere la ventunenne etiope Letesenbet Gidey, seconda con il record personale di 30’21”23 per la gioia del numeroso pubblico di immigrati originari del paese africano presenti al Khalifa Stadium. Hassan ha coronato una straordinaria stagione nella quale ha battuto il record mondiale del miglio, il primato europeo dei 5000 metri e ha vinto due titoli della Diamond League sui 1500 e dei 5000 metri. La keniana Agnes Tirop ha vinto il bronzo consecutivo ai Mondiali stabilendo il record personale di 30’25”20 due anni dopo essersi classificata terza a Londra.  

Sifan Hassan: 

Sono contenta perché sono stata messa a dura prova. La gara è partita bene ma quando le mie avversarie hanno lanciato l’attacco è stato difficile rimanere in contatto con loro, ma sapevo di avere la chance di batterle essendo io una specialista dei 1500 e dei 5000 metri. Devo decidere se fare i 1500 o i 5000 metri. Gli ultimi 3 km sono stati molto duri. Vediamo ora cosa deciderà il mio allenatore. 

Finale lungo maschile: Gayle primo giamaicano a vincere la medaglia d’oro nel salto in lungo

Talay Gayle è diventato il primo giamaicano nella storia dei Mondiali a vincere il titolo mondiale nel salto in lungo con un super salto da 8.69m al quarto tentativo, che incrementa di quattro centimetri la migliore prestazione mondiale dell’anno stabilita da Juan Miguel Echevarria con 8.65m nella finale della Diamond League di Zurigo. Con questo risultato Gayle ha realizzato la decima migliore prestazione mondiale all-time e il salto più lungo dall’edizione del 1995 quando Ivan Pedroso vinse con 8.70m a Goteborg.

Gayle ha realizzato anche un secondo miglior salto da 8.46m che sarebbe stato sufficiente per battere lo statunitense Jeff Henderson, argento con 8.39m e il cubano Juan Miguel Echevarria (8.34m). Il lunghista giamaicano si era già messo in luce in questa stagione con la vittoria al meeting della Diamond League di Shanghai. Prima di Doha aveva un record personale di 8.32m.

Talay Gayle: 

Oggi ero concentrato soltanto solo sulla rincorsa e ha funzionato tutto alla perfezione. Ho realizzato il primato personale e ho vinto la medaglia d’oro. Il salto da 8.69m è stato perfetto. Sono il primo giamaicano a vincere la medaglia d’oro nel salto in lungo. Battere il record nazionale è un grande risultato. Da bambino non avevo idoli nel salto in lungo. Non so come celebrerò la medaglia. Forse mi guarderò un bel film. 

Juan Miguel Echevarria: 

Non sono soddisfatto, ma in qualche modo sono felice di aver vinto la prima medaglia per Cuba a questi Mondiali. C’è molto talento nel salto in lungo. Gayle è giovane e ci sono atleti esperti come Jeff Henderson. Questa stagione è stata una grande sfida. Non ho mai gareggiato così tardi nella stagione. Sono sicuro che mia madre morta due anni fa sarebbe stata orgogliosa di questa medaglia. Desidero ringraziare il mio coach e la gente di Cuba per il sostegno.  

Finale del lancio del martello femminile: Oro statunitense per Deanna Price

La statunitense DeAnna Price ha vinto la prima medaglia d’oro in una grande manifestazione internazionale con 77.54m al terzo tentativo dopo essersi portata in testa al primo lancio con 76.87m. La polacca Joanna Fiodorow ha conquistato la medaglia d’argento con 76.35m davanti a Wang Zheng (74.76m).  

Deanna Price: 

È una sensazione straordinaria poter rappresentare il mio paese e tornare a casa con la medaglia d’oro. È stato molto stressante gareggiare come leader mondiale stagionale. Mio marito è pure il mio allenatore James Lambert. Mi ha raccomandato di attaccare e non lasciare alcuna chance a nessuno. Dopo l’ultimo lancio mi sono lasciata andare per l’emozione. Sono grata per la chance che ho avuto di diventare campionessa del mondo. Sono grata anche al mio preparatore Brian Murer. 

Batterie 100 metri femminili: Fraser Pryce ferma il cronometro in 10”80

La tre volte campionessa del mondo dei 100 metri Shelly Ann Fraser Pryce ha fermato il cronometro in uno strepitoso 10”80 nelle batterie dei 100 metri senza forzare negli ultimi metri. Si tratta del miglior tempo al primo turno mai registrato ai Mondiali. La pista della ditta piemontese Mondo si è confermata super veloce. Per l’occasione the “Pocket Rocket” ha sfoggiato una nuova acconciatura con capelli di colore oro.

L’ivoriana Marie Josée ha migliorato il personale stagionale con 10”85 precedendo la britannica Darryl Neita (11”12). La campionessa europea Dina Asher Smith è scesa per l’ottava volta sotto gli 11 secondi in questa stagione con 10”97. Le altre batterie hanno visto i successi della giamaicana Elaine Thompson in 11”14, della svizzera Mujinga Kambundji in 11”17 per un centesimo di secondo sulla cinese Liang e dell’olandese Dafne Schippers sempre in 11”17.

Staffetta 4x400 mista: Italia fuori dalla finale per soli 36 centesimi di secondo

La staffetta italiana 4x400 mista con Edoardo Scotti, Giancarla Trevisan, Raphaela Lukudo e Brayan Lopez è rimasta fuori dalla finale per appena 36 centesimi di secondo con il quinto posto in batteria in 3’16”52 alle spalle del Belgio. Gli azzurri sono stati i primi degli esclusi dalla finale e hanno mancato la qualificazione diretta alle prossime Olimpiadi di Tokyo. Gli Stati Uniti hanno realizzato il record del mondo di questa nuova disciplina con 3’12”42 nella prima batteria. Il quartetto a stelle e strisce era formato da Tyrell Richard, Jessica Beard, Jasmine Blocker e Obi Igbokwe. La Giamaica ha fatto registrare il secondo miglior tempo con il record nazionale di 3’12”73. Il Barhein, che schierava la vice campionessa mondiale dei 400 metri Salwa Eid Naser, ha stabilito il record asiatico con 3’12”74. Primato europeo per la Gran Bretagna con 3’12”80.  

Semifinali 400 ostacoli maschili: Miglior tempo per Warholm, Benjamin precede Samba

Il campione mondiale in carica Karsten Warholm ha vinto la seconda semifinale in 48”28 precedendo l’algerino Abdelmalik Lauhoulou (48”39). Il diciannovenne brasiliano Alison Dos Santos (vincitore alle Universiadi di Napoli e ai Giochi Panamericani di Lima) ha migliorato il record sudamericano under 20 con 48”35. La terza semifinale, che ha messo di fronte Raj Benjamin e Abderrahman Samba, ha visto il successo dello statunitense sul qatariota in 48”53.

Karsten Warholm: 

Mi sono sentito meglio di ieri. Ho cercato di risparmiare le energie per la finale. Non ho avuto la chance di vedere gli altri ma va bene così. Sono concentrato su me stesso. 

Semifinali 800 metri femminili: Miglior tempo per Nakaayi

L’ugandese Halimah Nakaayi ha realizzato il miglior tempo delle tre semifinali con 1’59”35. Le altre due batterie sono state vinte dalle statunitensi Raevyn Rogers (1’59”97) e Ajée Wilson (2’00”31).

Batterie 800 metri maschili: Miglior tempo per Korir

Il keniano Emmanuel Korir ha fatto registrare il miglior tempo nelle batterie degli 800 metri con 1’45”16 precedendo di 11 centesimi di secondo il marocchino Mostafa Smaili. Gli altri vincitori delle altre batterie sono stati il favorito statunitense Donovan Brazier (1’46”04), il keniano Ngeno Kipngetich (1’46”07), il canadese Brandon McBride (1’45”96), il keniano Ferguson Rotich (1’45”98) e il britannico Eliot Giles (1’45”53).

Emmanuel Korir: 

Ho avuto un incidente stradale due mesi fa in Kenya, ma ora mi sento bene. Ha condizionato i miei allenamenti. Non ho grandi aspettative ma l’anno prossimo sarà diverso. Sono grato di aver raggiunto la semifinale. Non è facile correre due gare e ho scelto di disputare gli 800 metri. L’anno prossimo potrei provare qualcosa di nuovo e correre anche i 400 metri. 

Qualificazioni lancio del disco maschile: Stahl oltre i 67 metri 

Lo svedese Daniel Stahl ha realizzato la migliore misura delle qualificazioni con l’eccellente misura di 67.88m nello stadio portafortuna dove ad inizio Maggio si impose nella tappa della Diamond League con la misura di 70.56m. Il giamaicano Fedrick Dacres ha realizzato la seconda migliore prestazione con 65.44m precedendo l’australiano Matthew Denny (65.08m). Il discobolo umbro Giovanni Faloci è stato eliminato con la misura di 59.77m. Fuori dalla finale due grandi nomi come Christoph Harting e Piotr Malachowski, oro e argento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

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