Prima giornata dei Campionati del Mondo di atletica a Doha

Christian Coleman si candida al trono di re dei 100 metri correndo in 9”98 davanti all’azzurro Marcell Jacobs (10”07). Anche Filippo Tortu entra in semifinale con il terzo tempo.

Prima giornata dei Campionati del Mondo di atletica a Doha

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I Campionati del Mondo di Doha si sono aperti nel segno di Marcell Jacobs, brillantissimo nella batteria dei 100 metri con il secondo posto in 10”07 (quinto posto complessivo). Qualificazione centrata anche da Filippo Tortu, terzo nella sua batteria in 10”20.

Sono stati eliminati invece Yeman Crippa sui 5000 metri (undicesimo nella prima batteria in 13’29”08) e le saltatrici in alto Alessia Trost (quattordicesima con 1.92m al terzo tentativo) ed Elena Vallortigara (diciassettesima con 1.89m).

L’aria condizionata sparata dai bocchettoni ha rinfrescato la temperatura all’interno del Khalifa Stadium permettendo agli atleti e agli spettatori di sfuggire alla canicola all’esterno dell’impianto situato vicino all’Aspire Academy.

100 metri maschili: Tortu e Jacobs in semifinale, Coleman unico a scendere sotto i 10 secondi

Ci saranno anche le due star azzurre Filippo Tortu e Marcell Jacobs nelle semifinali dei 100 metri con i migliori 24 sprinter del mondo.

Filippo Tortu era chiamato ad un compito molto impegnativo nella quinta delle sei batterie contro avversari del calibro di Paulo André Camilo De Oliveira, di Michael Rodgers e di Yuki Koike. Il primatista italiano ha debuttato nel secondo mondiale della sua carriera con un terzo posto in 10”20 alle spalle del vincitore delle Universiadi Paulo Camilo De Oliveira (10”11) e di Michael Rodgers (10”14) nonostante il tempo di reazione allo sparo più lento tra i concorrenti (0.181) e una fase di accelerazione non perfetta. Il dominatore delle finali NCAA Divine Oduduru non si è presentato ai blocchi di partenza.

Filippo Tortu:

Avevo fatto una scommessa con Marcell. Avevo detto che l’ultimo tempo utile per qualificarsi era 10”27. Ho sbagliato per poco e quindi ha vinto lui. Sono soddisfatto perché l’importante era qualificarsi. Sono contento del piazzamento ma non del tempo. Il clima non è ideale perché ci sono continui sbalzi di temperatura nel passare dai 40° C all’esterno ai 25°C all’interno dello stadio. L’aria condizionata non era l’ideale ma è così per tutti. E’ un fattore che incide in modo uguale per tutti e questo non deve costituire un problema. Ho visto solo la mia batteria e quella di Marcell e quindi non mi sono fatto nessun’idea sui possibili favoriti. Domani sarà un altro giorno e sarà una gara a parte. Per la semifinale sono molto più fiducioso. Non nascondo che avrei voluto fare meglio.

Il vice campione del mondo di Londra 2017 Christian Coleman è stato l’unico a scendere sotto i 10 secondi con 9”98 precedendo Marcell Jacobs, che ha avvicinato il personale di quattro centesimi di secondo con 10”07 precedendo di due centesimi di secondo Il giapponese Hakim Sani Brown. Ottima gara dello sprinter di Desenzano sia nella partenza dai blocchi sia nella fase di accelerazione. Jacobs ha ottenuto il quinto miglior tempo assoluto di tutte le batterie dopo un mese difficile trascorso a curare un infortunio ai flessori della coscia destra che aveva messo in dubbio la sua partecipazione alla gara individuale. Jacobs ritroverà ancora Coleman nella prima delle tre semifinali. Tortu correrà nella terza semifinale contro Akani Simbine e Jimmy Vicaut. Per Marcell è stato un bel regalo per il venticinquesimo compleanno festeggiato Giovedì.

Marcell Jacobs: 

Sono molto contento, a parte un piccolo problema alla partenza dove ho perso un piccolo appoggio, ma poi sono riuscito a trovare fluidità di corsa e sono contento. Era una gara molto importante per me perché era da un mese e mezzo che non gareggiavo. Ero molto teso quando ero in call room prima della partenza. Se ho deciso di venire qui non era per fare la comparsa. Nell’ultimo mese e mezzo ci sono stati un po' di imprevisti. Sono stato a Monaco di Baviera per farmi visitare. Sono stato rimesso a nuovo. La gara individuale non creerà alcun problema per la staffetta 4x100. Io e Filippo possiamo giocarci le nostre carte in semifinale.  

Le altre batterie sono state vinte dal sudafricano Akani Simbine (10”01), dal campione in carica Justin Gatlin (primo in 10”07 davanti al canadese André De Grasse, secondo 10”13), dal campione del mondo di Daegu 2011 Yohan Blake (10”07) e dal campione europeo Zharnel Hughes (10”08).

Maratona femminile: Oro per Ruth Chepngetich

La venticinquenne keniana Ruth Chepngetich si è laureata campionessa del mondo nella prima gara che assegnava le medaglie ai Mondiali di Doha 2019 rispettando il ruolo di favorita dopo l’eccellente 2h17’08” (terzo miglior tempo della storia) dello scorso Gennaio alla Maratona di Dubai. Chepngetich ha tagliato il traguardo in 2h32’43” (mai nessuna vincitrice aveva corso in un tempo così lento nella storia dei Mondiali) precedendo la campionessa mondiale in carica Rose Chelimo del Barhein (2h33’46”) e la namibiana Helalia Johannes (2h34’15”). Johanes aveva vinto in precedenza la medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast e ha un record personale di 2h22’25” realizzato a Nagoya nel corso del 2019. La due volte campionessa del mondo di Daegu 2011 e di Mosca 2013 e argento di Londra Edna Kiplagat ha sfiorato la quarta medaglia iridata a 39 anni classificandosi al quarto posto in 2h35’36” precedendo la campionessa europea di Berlino 2018 Volha Mazuronak (2h36”21), la quarantunenne statunitense Roberta Groner (2h38’44”). Le prime dieci si sono qualificate per le Olimpiadi di Tokyo 2020.

La gara si è svolta su un circuito di 7 km da ripetere sei volte lungo la Corniche, il lungomare di Doha. A causa delle condizioni climatiche tutt’alto che favorevoli la maratona femminile si è sviluppata su ritmi lenti con una proiezione finale superiore alle 2h30”. Al dodicesimo chilometro si è formato un quintetto composto da Ruth Chepngetich, Visiline Jepkesho, Edna Kiplagat, Rose Chelimo e Helalia Johannes. Il gruppo di testa è transitato al passaggio della mezza maratona in 1h16’39”. Soltanto Jepkesho ha ceduto al 25 km lasciando un terzetto al comando, che ha proseguito ad un ritmo da 2h33’.

Chepngetich (vincitrice alla Stramilano Half Marathon nel 2017) si è involata verso il successo intorno al 35 km. Chepngetich ha percorso la frazione tra il 35 e il 40 km in 17’29”. Chepngetich è gestita dal manager bresciano Federico Rosa.

Ruth Chepngetich: 

La gara è stata molto dura ma non ho mollato. Per affrontare al meglio queste condizioni ho cercato di bere molta acqua e di rinfrescarmi agli spugnaggi. Mi alleno in un gruppo misto comprendente uomini e donne. Abbiamo lavorato molto per arrivare pronti in gare come queste. Il mio allenatore ci ha dato un programma e lo abbiamo seguito senza problemi. Ad un certo punto ho sentito la fatica ma ho cercato di non mollare. Volevo questo titolo perché ho lavorato molto duramente in allenamento. 

La maratona iridata è partita allo scoccare della mezzanotte e si è svolta in condizioni molto difficili con una temperatura di 32°C e con un elevato tasso di umidità del 73% che ha messo a dura prova le atlete. Ventitré delle 68 maratonete iscritte alla maratona iridata sono state costrette al ritiro perché erano sfinite e molte sono finite sulla sedia a rotelle o sull’autoambulanza. Tra queste purtroppo anche l’azzurra Sara Dossena, che ha dovuto fermarsi al 13km. Giovanna Epis si è fermata al 25 km. Anche le tre etiopi Ruti Aga, Roza Dereje e Shure Demise sono state costrette ad arrendersi prima del 20 km. La campionessa europea Lonah Salpeter si è fermata tra il 31 e il 32 km.

Sara Dossena: 

Fermarmi per me era una cosa inconcepibile soprattutto indossando la maglia azzurra in un Campionato del Mondo. Sarei arrivata al traguardo anche camminando con un tempo altissimo, ma non respiravo. Il mio fisico è esploso e sono svenuta. Il dolore al piede degli ultimi giorni c’era ma non è stato quello. Avrei voluto ripartire ma camminavo a stento. Era diventato pericoloso. Non ho mai provato condizioni così. 

5000 metri maschili: Crippa fuori dalla finale

Il bronzo europeo dei 10000 metri Yeman Crippa si è classificato undicesimo nella prima delle due batterie in 13’29”08, tempo che non è bastato per accedere alla finale con i tempi di ripescaggio. Il trentino potrà ricaricare le batterie e ripresentarsi in pista per i 10000 metri che si svolgeranno nell’ultima giornata il 6 Ottobre. La batteria dell’azzurro è stata vinta da Selemon Barega in 13’24”69 con un ultimo 1000 metri corso in 2’28” davanti al keniano Jacob Krop (13’24”94) e al campione in carica Muktar Edris (13’25”00) scatenando la festa del numeroso pubblico etiope presente al Khalifa Stadium. Jakob Ingebrigtsen ha finito forte chiudendo al quinto posto in 13’25”08 ma è stato inizialmente squalificato per aver calpestato l’interno della pista. Il campione europeo di Berlino 2018 è stato successivamente riammesso in seguito al ricorso presentato dalla Federazione Norvegese, Più veloce la seconda batteria dove lo statunitense di origini keniane Paul Chelimo si è imposto in 13’20”18 davanti a Telahun Haile Bekele (13’20”45) e a Filip Ingebrigtsen (13’20”52). Henrik Ingebrigtsen ha tagliato il traguardo in settima posizione in 13’21”22, tempo sufficiente per il ripescaggio. Said El Otmani si è ritirato dopo 3 km.

Yeman Crippa: 

Gli altri atleti hanno concluso davvero forte. Io ho corso l’ultimo giro in 60 secondi. Non ho meritato di entrare in finale. Ci ho provato. Bisogna lavorare ancora di più per stare vicino a questi grandi campioni. Era il mio primo mondiale. Oggi ho preso una lezione. Voglio rifarmi sui 10000 metri.

Le batterie dei 5000 metri verranno ricordate per un episodio di grande umanità quando Jonathan Busby si è sentito male nel finale ma Braima Sucan Dabo lo ha aiutato a portare a termine la competizione.

Salto in alto femminile: Eliminate Trost e Vallortigara

Alessia Trost e Elena Vallortigara sono state eliminate nelle qualificazioni del salto in alto. Trost ha superato 1.80m, 1.85m e 1.90m al primo tentativo e 1.92m alla terza prova prima di commettere tre errori alla misura della qualificazione fissata a 1.94m.

Trost era undicesima quando l’asticella è salita a 1.94m ma la tedesca Imke Onnen e la kazaka Svetlana Radzivil hanno valicato l’asticella a questa misura superando in classifica l’azurra.                         

Vallortigara, rimasta ferma per tre mesi per un infortunio alla caviglia, ha superato 1.70m, 1.80m e 1.85m al primo tentativo e 1.89m alla seconda prova ma ha commesso tre errori a 1.92m. La statunitense Vashti Cunningham e la bielorussa Karina Taranda Demidik (campionessa mondiale under 20 a Tampere) hanno superato tutte le misure al primo tentativo. Maria Lasitsekene si è concessa un errore a 1.89m ma ha superato 1.92m e 1.94m alla prima prova. Yulia Levchenko ha superato tutte le misure fino a 1.92m al primo tentativo. Fuori dalla finale l’altra ucraina Iryna Gerashchenko, che ha superato 1.85m prima di commettere tre errori a 1.89m.

Maria Lasitsekene: 

Ho pensato semplicemente a fare il mio compito. Anche se ho commesso un errore a 1.89m ho cercato subito di non pensarci e di dimenticarlo. La pedana è perfetta per me e il sostegno del pubblico è stato incredibile. L’atmosfera era fantastica. Prima  della gara pensavo che non sarebbe stato necessario superare 1.94m per andare in finale. Sembra che siano arrivate tutte ben preparate qui a Doha. 

Alessia Trost: 

Si passava in finale con 1.92m al primo tentativo. L’ho fatto alla terza prova e avevo bisogno di superare 1.94m per forza. Peccato perché stavo saltando davvero bene per quasi tutta la gara. Se dicessi che non è una batosta, non sarebbe vero. In qualche modo si riparte verso le Olimpiadi di Tokyo 2020. Sono sempre positiva ma ci sarà da fare uno step in più. Oggi una finale mi avrebbe aiutato molto. 

Qualificazioni del salto in lungo maschile: Echevarria 8.40m 

Il cubano Juan Miguel Echevarria ha iniziato subito con il botto realizzando l’eccellente misura di 8.40m subito al primo tentativo. Il campione olimpico Jeff Henderson e il giapponese Yuki Hashioka hanno saltato rispettivamente 8.12m e 8.07m.

Juan Miguel Echevarria: 

Mi sento molto bene. Le condizioni climatiche sono buone e la pedana è molto veloce. Ho avuto la mia prima esperienza ai Mondiali a 17 anni. Ho acquisito un’ottima esperienza e sono molto fiducioso. Il team cubano è arrivato ben preparato. Vogliamo regalare delle belle soddisfazioni alla nostra gente. Il primo obiettivo è stato raggiunto. 

Salto con l’asta femminile: Diciassette astiste si qualificano per la finale con 4.60m

Sette astiste (Anzhelika Sidorova, Holly Bradshaw, Iryna Zhuk, Katie Nageotte, Alysha Newman, Sandi Morris e Katerina Stefanidi) hanno superato tutte le misure al primo tentativo fino a 4.60m. Addirittura diciassette atlete hanno superato la misura di qualificazione di 4.60m in una qualificazione di livelli strepitosi mai visti in nessuna edizione precedente nella storia di questa manifestazione. Eliminazione per la vincitrice delle ultime Universiadi di Napoli Roberta Bruni, che ha superato 4.35m al terzo tentativo prima di commettere tre errori a 4.50m, ma avrebbe avuto bisogno di battere il record italiano per qualificarsi.

Ekaterini Stefanidi: 

E’ stato molto facile superare la misura di 4.60m. Vedremo su quale pedana i giudici sceglieranno di farci saltare in finale, ma non penso che questo influenzerà la mia gara. Non voglio pensare quale altezza servirà per vincere.

Roberta Bruni: 

Sicuramente è una misura che non mi soddisfa. Era una progressione molto selettiva. Per entrare in finale serviva il record italiano. Sono contenta a metà di questo mondiale. Per me rivestire la maglia azzurra in questa manifestazione è una grande vittoria dopo anni difficili. Mi sarebbe piaciuto saltare 4.50m. Ci sono andata vicina al secondo tentativo. La vittoria alle Universiadi di Napoli mi ha dato molta fiducia. Sento che la fiducia del mio allenatore e quella del mio club dei Carabinieri è stata ripagata solo in parte. Esco dal mondiale soddisfatta al 50%. Spero di completare il 50 % mancante l’anno prossimo perché voglio andare alle Olimpiadi di Tokyo.

Qualificazioni del salto triplo maschile: Pichardo vola con 17.38m

Pedro Pablo Pichardo ha realizzato il miglior salto delle qualificazioni del salto triplo con l’ottima misura di 17.38m. Ancora una volta Doha ha portato fortuna al triplista portoghese di origini cubane, che nell’edizione del 2015 del meeting della Diamond League realizzò il primo salto oltre i 18 metri della sua carriera con 18.06m battendo Christian Taylor di due centimetri. Oltre a Pichardo l’unico a superare i 17 metri è stato il portacolori Fabrice Hugues Zhango, che ha realizzato la seconda migliore prestazione delle qualificazioni con 17.17m precedendo Taylor (16.99m) e Will Claye (16.97m). La sorpresa più grande è stata l’eliminazione dello statunitense Omar Craddock (tredicesimo con 16.87m). Andrea Dallavalle (bronzo agli Europei Under 23) ha concluso la sua prova al trentaduesimo posto con 15.09m.

Pedro Pablo Pichardo: 

E’ una bella sensazione tornare a gareggiare ai Mondiali. Sono contento di essere di nuovo qui a Doha. Il mio obiettivo è continuare a lavorare duramente per raggiungere il miglior risultato possibile. Doha è la città che mi ha portato più fortuna. Qui ho realizzato il mio miglior risultato. Ho superato 18.06m nel 2015 e ho vinto l’anno scorso al meeting di Doha con 17.95m. Spero di avere ancora fortuna Domenica.

Batterie dei 400 ostacoli maschili: Primo turno superato per Warholm, Samba e Benjamin

Le batterie dei 400 ostacoli erano uno dei momenti clou della giornata inaugurale di Doha 2019. Il campione in carica Karsten Warholm, Abderrahmane Samba e Raj Benjamin hanno superato agevolmente il primo turno. Samba ha realizzato il miglior tempo delle batterie con 49”08 dimostrando di essere in buone condizioni di forma dopo essere stato lontano dalle gare per gran parte della stagione estiva per un infortunio. Warholm si è imposto agevolmente nella prima batteria in 49”27 precedendo di 14 centesimi di secondo l’irlandese Thomas Barr. Raj Benjamin ha avuto la meglio nella sua batteria in 49”62 davanti al tunisino Mohamed Touati (49”76).

Qualificazioni del martello femminile: Fantini dodicesima nel suo gruppo

La figlia d’arte Sara Fantini è stata la prima azzurra a debuttare sul palcoscenico del Khalifa Stadium. La medaglia di bronzo degli Europei Under 23 ha aperto la serie con un lancio da 65.15m al primo tentativo. La ventiduenne azzurra ha incrementato la misura di un metro e mezzo con 66.58m risalendo al dodicesimo posto nel primo gruppo. La statunitense Deanna Price ha realizzato la migliore misura delle qualificazioni con 73.77.

800 metri femminili: Miglior tempo per Nanyondo

La figlia d’arte Eleonora Vandi è stata eliminata dopo essersi classificata al sesto posto in 2’04”98 nella batteria più lenta che ha visto il successo della vice campionessa europea Renelle Lamote in 2’03”36. L’ugandese Winnie Nanyondo ha vinto la terza batteria realizzando il miglior tempo assoluto con 2’00”36. Le altre favorite per il podio Natoya Goule e Ajée Wilson hanno corso in 2’01”01 e in 2’02”10 vincendo rispettivamente la prima e la quarta batteria.  

Batterie 3000 siepi femminili:

Tutto facile per la primatista mondiale Beatrice Chepkoech, che ha realizzato il miglior tempo con 9’18”01 precedendo la vice campionessa mondiale di Londra 2017 Courtney Frerichs e la campionessa europea Gesa Felicitas Krause, che hanno fatto registrare lo stesso tempo con 9’18”42. Le altre due batterie sono state vinte dall’ugandese Peruth Chemutai in 9’21”98 sulla campionessa mondiale in carica Emma Coburn (9’23”40) e dalla vincitrice dell’edizione di Pechino 2015 Hyvin Kyeng in 9’29”15 davanti a Winfred Yavi (9’29”40).

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