Guida dei Mondiali di atletica di Doha: sfide stellari nello sprint e nel mezzofondo

Doha è pronta ad accogliere 1972 atleti di 210 paesi (1054 uomini e 918 donne) per la sedicesima edizione dei Mondiali di atletica leggera dal 27 settembre al 6 ottobre.

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Trentasette dei quarantaquattro campioni mondiali di Londra difenderanno il titolo conquistato due anni fa a Londra 2017 nella sedicesima edizione della rassegna iridata che scatterà Venerdì pomeriggio al Khalifa International Stadium di Doha, impianto state of the art che ha ospitato i Campionati asiatici a fine Aprile e la tappa inaugurale della Diamond League ad inizio Maggio. 

L’ultima edizione di Londra 2017 vide il trionfo degli Stati Uniti con 30 medaglie (10 ori, 11 argenti e 9 bronzi). La nazionale a stelle e strisce tornò ai vertici del medagliere dopo la vittoria del Kenya davanti alla Giamaica nell’edizione precedente di Pechino 2015. A Londra 42 paesi salirono sul podio (l’Italia vinse un bronzo con la marciatrice Antonella Palmisano). 

Analizziamo le stelle e i possibili candidati alle medaglie delle gare di velocità, ostacoli e mezzofondo del primo Mondiale d’autunno della storia, anche se le temperature di Doha sfioreranno i 40°C. Un moderno impianto di climatizzazione all’interno del Khalifa Stadium  manterrà la temperatura di 24° e 26° permettendo agli atleti di gareggiare in condizioni più favorevoli. Il Khalifa Stadium è situato in un complesso polisportivo che comprende la modernissima Aspire Academy, impianto sportivo all’avanguardia e l’Aspire Dome, dove si svolsero i Mondiali Indoor nel 2010. 

Velocità maschile, 100 metri: rivincita di Londra 2017 tra Coleman e Gatlin

Justin Gatlin difende il titolo conquistato due anni fa a Londra 2017, quando si impose davanti al connazionale Christian Coleman e alla leggenda giamaicana Usain Bolt. La sfida tra Gatlin e Coleman accenderà il tifo del pubblico presente al Khalifa Stadium e davanti alle televisioni di tutto il mondo nella calda serata di Doha di Sabato 28 Settembre alle 22.15 locali quando è in programma la finale che decide il titolo di uomo più veloce del pianeta. 

Coleman ha dominato la prima parte della stagione stabilendo tre dei migliori cinque tempi dell’anno. Ha vinto le due tappe della Diamond League di Oslo in 9”85 e di Stanford in 9”81 (miglior crono mondiale del 2019) e la finale dei Campionati statunitensi di Des Moines in 9”99 con vento contrario di -1.0 m/s e ha perso solo una volta contro il connazionale Noah Lyles con lo stesso tempo di 9”86 a Shanghai in un fantastico arrivo al photo-finish. 

Gatlin ha perso l’unico confronto diretto stagionale con Coleman a Stanford pur correndo in quell’occasione il suo miglior crono stagionale con 9”87. Il trentasettenne statunitense è sceso tre altre volte sotto i 10 secondi in questa stagione a Losanna (9”92), a Montecarlo (9”91) e a Bellinzona (9”97) ma si è leggermente infortunato nell’ultima gara di Zagabria. Oltre alla vittoria di due anni fa a Londra Gatlin ha conquistato il doppio oro sui 100 e sui 200 metri a Helsinki 2005 e tre argenti alle spalle di Bolt (100 metri a Mosca 2013, 100 e 200 metri a Pechino 2015). 

Gli altri due statunitensi qualificati per Doha sono il trentaquattrenne Michael Rodgers e il giovane Christopher Belcher. Rodgers è sceso per la quarantaseiesima volta in carriera sotto i 10 secondi al meeting di Madrid e ha vinto a Turku in 10”00 (battendo Gatlin), a Ostrava in 10”04, a Lignano Sabbiadoro in 10”11, ai Giochi Panamericani in 10”09, a Zagabria in 10”04 e il Match tra Europa e Stati Uniti in 10”20 . Belcher si è classificato terzo ai Campionati statunitensi di Des Moines in 10”12 e secondo nel Match tra Stati Uniti ed Europa in 10”25 precedendo l’azzurro Filippo Tortu di quattro centesimi di secondo. 

Al di fuori degli Stati Uniti il principale candidato al podio è il canadese André De Grasse, che in carriera ha conquistato il bronzo sui 100 metri a Pechino 2015 all’esordio iridato e tre medaglie olimpiche a Rio de Janeiro (argento sui 200 metri e bronzo sui 100 metri e nella staffetta 4x100). Il velocista di Scarborough in Ontario è tornato a correre sotto i 10 secondi dopo tre anni fermando il cronometro in 9”99 a Londra, in 9”98 ai Campionati canadesi e in 9”97 a Berlino. 

Gli altri possibili pretendenti ad un posto in finale sono il sudafricano Akani Simbine (quinto alle Olimpiadi di Rio 2016 e ai Mondiali di Londra 2017 e vincitore al meeting di Londra in 9”93), il giamaicano Yohan Blake (campione del mondo a Daegu 2011, argento olimpico a Londra 2012 sui 100 e sui 200 metri e campione giamaicano lo scorso Giugno in 9”96) e il britannico Zharnel Hughes, campione europeo a Berlino 2018. Da seguire anche le nuove star dello sprint asiatico Xie Zhenye (secondo a Oslo in 10”01 e a Zurigo in 10”04) e i giapponesi Yuki Koike (quarto a Londra in 9”98) e Hakim Sani Brown (terzo ai Campionati NCAA di Austin in 9”97).

In questo contesto molto competitivo proveranno a confrontarsi anche gli azzurri Filippo Tortu e Marcell Jacobs. Il primatista nazionale Tortu è tornato a buoni livelli dopo uno stiramento muscolare vincendo al meeting di Rovereto in 10”21 davanti a Sani Brown e si è classificato quarto nel Match tra Europa e Stati Uniti. In questa stagione il brianzolo ha realizzato il miglior tempo di 10”10 nel freddo di Oslo ed è sceso sotto i 10 secondi correndo in 9”97 con vento a favore oltre la norma sulla pista di Rieti. 

Jacobs ha vinto al meeting di Padova in 10”03 sfiorando di quattro centesimi il record italiano di Tortu, ha vinto il secondo titolo italiano consecutivo a Bressanone in 10”10 e si è classificato secondo al Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz alle spalle di Jimmy Vicaut. Marcell si è recato nei giorni scorsi a Monaco di Baviera per un consulto medico con il luminare tedesco Hans Wilhelm Muller Wohlfahrt (dottore della squadra di calcio del Bayern Monaco) per curare un problema al bicipite femorale della coscia destra che ha messo in dubbio la sua partecipazione ai Mondiali. Dopo l’iniziale pessimismo è cresciuta la speranza di poter vedere in gara Jacobs almeno in staffetta. 

L’appuntamento con i due sprinter azzurri è fissato con le batterie in programma Venerdì 27 Settembre alle ore 17.05. 

200 metri maschili: Lyles a caccia del primo oro iridato 

Noah Lyles insegue l’obiettivo del primo titolo mondiale della sua carriera dopo aver dominato le ultime tre edizioni della Diamond League sui 200 metri. Il ventiduenne originario della Virginia ma residente in Florida ha vinto anche la finale dei 100 metri della Diamond League a Zurigo in 9”98 e ha vinto la tappa della Diamond League di Shanghai in 9”86 ma ha scelto di concentrarsi soltanto sui 200 metri. Lyles è sceso cinque volte sotto i 19”80 nel corso del 2019 con 19”72 a Roma, 19”50 a Losanna (tempo con il quale è diventato il quarto più veloce di sempre), 19”78 ai Campionati statunitensi di Des Moines, 19”65 a Losanna e 19”74 a Bruxelles. Il figlio d’arte statunitense ha corso una volta a Doha vincendo i 200 metri in 19”83 nella Diamond League 2018 non al Khalifa Stadium ma nel più piccolo Qatar Sports Club. 

Lyles darà vita alla rivincita degli ultimi Campionati statunitensi di Des Moines con Christian Coleman, che è sceso sotto i 20 secondi a Ostrava con 19”97 e a Szekesfehrvar con 19”91. 

I principali rivali degli statunitensi sono il campione del mondo in carica Ramil Gulyev e André De Grasse, che hanno corso rispettivamente in 19”86 e in 19”87 a Bruxelles nella scia di Lyles. Gulyev si impose due anni a Londra battendo Wayde Van Niekerk e l’anno scorso agli Europei di Berlino in 19”76 sfiorando per quattro centesimi di secondo il record europeo di Pietro Mennea. Gulyev ha vinto la prima tappa della Diamond League sulla pista del Khalifa Stadium di Doha in 19”99. Nell’ultimo test agonistico il velocista turco nato in Azerbaijan ha confermato il suo buon momento di forma vincendo ad Antalya in 20”08. 

De Grasse è sceso altre due volte sotto i 20 secondi con 19”91 a Ostrava e 19”92 a Losanna. 

Gli altri possibili pretendenti ad un posto in finale sono l’equadoregno Alex Quinonez (personale di 19”87 stabilito a Losanna), il cinese Xie Zhenye (primatista asiatico con 19”88 a Londra) e il nigeriano Divine Oduduru (due volte campione NCAA sui 100m con 9”86 e sui 200m in 19”73) e l’altro canadese Aaron Brown (19”95 a Losanna) e i britannici Adam Gemili (campione europeo a Zurigo 2014 in 19”98 e primo ai Campionati nazionali di Birmingham) e Nethaneel Mitchell Blake (argento agli Europei di Berlino). 

L’azzurro Eseosa “Fausto Desalu punta a confermarsi sul palcoscenico internazionale un anno dopo il bel sesto posto nella finale degli Europei di Berlino in 20”13 (seconda migliore prestazione europea di sempre in Italia dopo il 19”72 di Pietro Mennea). In questa stagione ha corso in 20”26 a La Chaux de Fonds e si è classificato secondo nel Match tra Europa e Stati Uniti di Minsk alle spalle di Gulyev. 

Negli ultimi giorni si è aggiunto anche l’italo-britannico Antonio “Tony” Infantino, che ha ricevuto l’invito della IAAF per il meccanismo dei target number per gareggiare sui 200 metri. Il velocista nato da genitori italiani e residente a Londra ha stabilito il record personale con 20”41 a Lee Valley lo scorso Giugno e ha vinto il titolo italiano a Bressanone. Infantino farà parte anche della staffetta 4x100. 

I tre appuntamenti con i 200 metri sono le batterie (Domenica 29 Settembre alle ore 20.05 locali), le semifinali (Lunedì 30 Settembre alle ore 20.50) e la finale (Martedì 1 Ottobre alle 22.40). 

400 metri maschili: Norman e Kerley all’attacco del muro dei 44 secondi

La sfida dei 400 metri tra gli statunitensi Michael Norman e Fred Kerley sarà uno dei duelli più attesi dell’intera rassegna iridata di Doha. Norman ha realizzato il miglior tempo mondiale dell’anno e il quarto crono all-time con l’eccellente 43”45 alle Mount Sac Relays di Torrance in California precedendo l’amico e compagno di allenamenti Raj Benjamin. Norman, allenato dal campione olimpico dei 400 metri di Barcellona 1992 Quincy Watts, ha vinto i 200 metri stellari del Golden Gala con il record personale di 19”70 battendo Noah Lyles. Nell’ambito della Diamond League Norman ha vinto i 400 metri di Stoccolma (44”53) e  Stanford (44”62) prima di battere Fred Kerley a Bruxelles per 20 centesimi di secondo in 44”26. Kerley è stato l’unico a battere Norman in questa stagione in occasione della straordinaria finale dei Campionati statunitensi di Des Moines, nella quale entrambi sono scesi al di sotto dei 44 secondi (43”64 contro 43”79). 

Il bahamense Steven Gardiner vinse la medaglia d’argento ai Mondiali di Londra 2017 alle spalle di Wayde Van Niekerk dopo essere sceso sotto i 44 secondi in semifinale con 43”89. L’ex giocatore di volley originario delle Isole Abaco alle Bahamas si avvicina ai Mondiali di Doha in ottime condizioni di forma come ha dimostrato settimana scorsa in occasione della vittoria al Memorial Kamila Skolimowska di Chorzow in 44”14. 

Il norvegese Karsten Warholm si è iscritto anche sui 400 metri e correrà la batteria sulla distanza piana Martedì 1 Ottobre alle 16.35 il giorno dopo aver disputato la finale dei 400 ostacoli la sera prima. Warholm ha vinto il titolo europeo indoor sui 400 metri a Glasgow lo scorso Marzo in 45”05 eguagliando il record continentale detenuto dal tedesco Thomas Schoenlebe. 

Le starting list ufficiali presentano altri grandi atleti non specialisti dei 400 metri ma di grande richiamo come il quattrocentista ad ostacoli Abderrahmane Samba (44”60 di personale realizzato a Pretoria nella scorsa primavera) e l’ottocentista Emmanuel Korir (vincitore ai Campionati keniani sui 400 metri nel 2019 in 44”55 e atleta accreditato di un personale di 44”21). 

Gli altri possibili candidati alle medaglie sono il giamaicano Akeem Bloomfield, vincitore delle tappe della Diamond League a Londra in 44”40 e a Birmingham in 45”04 e terzo nella finale di Bruxelles con 44”67, e il trinidegno Machel Cedenio, quarto alle Olimpiadi di Rio 2016 in 44”01 e campione del mondo a Londra 2017 con la staffetta 4x400. Un gradito ritorno è il campione del mondo di Daegu 2011 e oro olimpico di Londra 2012 Kirani James, che è tornato a grandi livelli correndo in 44”47 al meeting spagnolo di Andujar. Davide Re arriva all’appuntamento con il secondo Mondiale della sua carriera sulle ali dell’entusiasmo dopo la straordinaria stagione outdoor illuminata dal doppio record italiano (45”01 a Ginevra e 44”77 a La Chaux de Fonds). Re ritroverà il colombiano Anthony José Zambrano, che ha battuto l’azzurro a La Chaux de Fonds realizzando il record nazionale con 44”68. 

Il quattrocentista nato ad Imperia guida le liste europee dell’anno e ha vinto al Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz diventando il primo azzurro della storia ad imporsi sul giro di pista nella storia della manifestazione continentale. Re scenderà in pista per le batterie Martedì 1 Ottobre alle 16.35, mentre le semifinali e le finali sono in programma rispettivamente Mercoledì 2 Ottobre alle 20.35 e Venerdì 4 Ottobre alle 22.20. 

Staffetta 4x100: Stati Uniti super favoriti ma attenzione ai campioni del mondo della Gran Bretagna, speranze di finale per l’Italia

Gli Stati Uniti partono come super favoriti potendo contare su sprinter del calibro di Noah Lyles, Christian Coleman, Justin Gatlin e Michael Rodgers. L’obiettivo del team a stelle e strisce è trasformare l’argento vinto due anni fa a Londra in oro. 

In un campionato del mondo può succedere di tutto e non è sufficiente avere quattro grandi velocisti ma molto spesso conta l’affiatamento tra i componenti del quartetto. Due anni fa a Londra la Gran Bretagna conquistò la medaglia d’oro battendo gli Stati Uniti per la gioia del pubblico di casa. Della formazione britannica in gara a Doha faranno parte Adam Gemili e Nethaneel Mitchell Blake, che trascinarono il quartetto di casa alla vittoria in 37”77. La Gran Bretagna si presenta a Doha con il miglior crono mondiale dell’anno di 37”60 realizzato al meeting della Diamond League di Londra. Della formazione made in UK presente a Doha faranno parte anche il campione britannico 2019 dei 100 metri Oje Edoburun, il campione europeo dei 100 metri di Berlino 2018 Zharnel Hughes, Miguel Francis e Richard Kilty. 

Il Giappone segue al secondo posto nelle liste mondiali con il 37”78 realizzato nella stessa gara del meeting di Londra. Tre anni fa il quartetto del Sol Levante comprendente Yoshihide Kiryu e Aska Cambridge vinse l’argento olimpico a Rio de Janeiro. La formazione presente a Doha potrà contare anche di Hakim Sani Brown, campione del mondo under 18 a Cali sui 100 e sui 200 metri e primatista giapponese con 9”97. 

L’Olanda è scesa sotto i 38 secondi classificandosi terza a Londra davanti al Brasile (38”01). 

Il Brasile ha vinto alle IAAF World Relays di Yokohama lo scorso Maggio in 38”05 precedendo la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. Del quartetto vincitore in Giappone faranno parte Paulo Camilo De Oliveira (vincitore sui 100 e sui 200 metri alle Universiadi di Napoli), Rodrigo Do Nascimento e Derick Silva. 

L’Italia si presenta con il 38”29 realizzato nella batteria delle World Relays di Yokohama, che ha permesso agli azzurri di qualificarsi per i Mondiali di Doha. Il tempo realizzato da Eseosa Desalu, Marcell Jacobs, Davide Manenti e Filippo Tortu è la seconda prestazione italiana all-time e il decimo miglior crono tra le iscritte. 

La Giamaica è accreditata soltanto del tredicesimo posto nelle liste mondiali dell’anno con il 38”51 realizzato alle World Relays, ma è da considerare nel gruppo delle favorite perché potrebbe contare su atleti del calibro di Yohan Blake, Omar McLeod e Julian Forte. 

Tre altri quartetti da podio sono il Canada con André De Grasse e Aaron Brown e la Turchia con Ramil Gulyev e Jak Ali Harvey. 

Staffetta 4x400 maschile: rivincita tra Stati Uniti e Trinidad

Trinidad and Tobago vinse la medaglia d’oro nella staffetta 4x400 battendo a sorpresa gli Stati Uniti nell’ultima edizione di Londra 2017. Il paese caraibico ha ripetuto l’impresa battendo gli statunitensi anche alle World Relays di Yokohama. Gli Stati Uniti cercheranno di prendersi la rivincita nella gara che concluderà il Mondiale di Doha alle 21.30 di Domenica 6 Ottobre (le batterie sono in programma il giorno prima alle 20.25).

Gli Stati Uniti potranno contare su due velocisti con un personale al di sotto dei 44 secondi come Michael Norman e Fred Kerley e su altri atleti come Michael Cherry, Vernon Norwood e Wil London in grado di scendere sotto i 45 secondi, ma nelle staffette 4x400 può succedere di tutto e non esistono copioni già scritti. Trinidad and Tobago schiera Machel Cedenio (44”52 di personale stagionale) e il bronzo iridato dei 200 metri e della staffetta 4x400 di Londra 2017 Jereem Richards. La Giamaica coltiva speranze di medaglia potendo disporre di una formazione con quattro atleti con un personale al di sotto dei 45 secondi (Akeem Bloomfield, Demish Gaye, Nathon Allen e Rusheen McDonald). 

L’Italia ha il sesto miglior tempo tra le iscritte con il 3’02”04 realizzato in occasione della straordinaria vittoria nell’Europeo per nazioni di Bydgoszcz quando Davide Re trascinò i compagni Edoardo Scotti, Matteo Galvan e Brayan Lopez al primo posto davanti alla Francia con una frazione strepitosa. Scotti ha vinto il titolo mondiale a livello under 20 a Tampere 2018 e debutterà nella rassegna iridata assoluta dopo la vittoria sui 400 metri agli Europei Under 20 di Boras lo scorso Luglio. In 45”85. 

Il quartetto azzurro è tra i migliori team europei insieme alla Gran Bretagna, al Belgio, alla Francia e alla Spagna (che schiera Oscar Husillos). I britannici avranno come punto di forza il campione europeo dei 400 metri di Berlino 2018 Matthew Hudson Smith (45”15 di personale stagionale). Il Belgio schiera il campione mondiale under 20 dei 400 metri Jonathan Sacoor e i fratelli Kevin e Dylan Borlée. 

Il Qatar potrà contare sul fuoriclasse dei 400 ostacoli Abderrahman Samba e sul bronzo dei 400 metri dei Mondiali di Londra Abdalelah Haroun.   

Velocità femminile, 100 metri: Fraser Pryce punta al poker, Asher Smith e Elaine Thompson inseguono il primo oro iridato 

La fuoriclasse giamaicana Shelly Ann Fraser Pryce è una delle sprinter più decorate nella storia dei Mondiali con sette ori e due argenti sui 100 e 200 metri e staffetta 4x100. E’ l’unica sprinter nella storia dei Mondiali ad aver vinto tre titoli iridati sui 100 metri (Berlino 2009, Mosca 2013 e Pechino 2015). Inoltre ha trionfato due volte alle Olimpiadi vincendo a Pechino 2008 e a Londra 2012. In questa stagione “Pocket Rocket” è tornata a grandi livelli correndo tre tempi al di sotto dei 10”80 (10”73 ai Campionati Giamaicani di Kingston, 10”74 a Losanna e 10”78 a Londra), ma è stata battuta dalla britannica Dina Asher Smith nella finale della Diamond League a Bruxelles. 

Asher Smith ha vinto il primo titolo della Diamond League della sua carriera in 10”88 sfiorando di tre centesimi di secondo il record personale realizzato in occasione del trionfo agli Europei di Berlino, quando firmò una straordinaria tripletta vincendo anche i 200 metri e la staffetta 4x100. Di recente la ventitreenne londinese ha vinto il titolo britannico a Birmingham in 10”96. 

Elaine Thompson proverà a riscattare il quinto posto in 10”98 di due anni fa a Londra 2017 quando non era in buone condizioni di forma. La ventisettenne giamaicana ha vinto i Campionati Giamaicani in 10”73 battendo Fraser Pryce al photo finish e due gare di Diamond League a Roma in 10”89 (battendo Asher Smith) e a Parigi in 10”98.  

Saranno presenti le tre medagliate dell’ultima edizione di Londra 2017: Tori Bowie (oro), Marie Josée Ta Lou (argento) e Dafne Schippers (bronzo). Ta Lou ha stabilito il personale proprio a Doha in 10”85 nel 2018, mentre quest’anno ha fermato il cronometro in 10”93. L’ivoriana ha vinto altri due argenti iridati ai Mondiali sui 200 metri a Londra e sui 60 metri ai Mondiali Indoor di Birmingham. 

Schippers ha vinto un totale di cinque medaglie iridate (due ori sui 200 metri a Pechino 2015 e Londra 2017, un argento sui 100m a Pechino 2015 con il record personale di 10”81 e due bronzi sui 100m a Londra 2017 e nell’eptathlon a Mosca 2013). 

Tori Bowie difende il titolo mondiale di due anni fa a Londra quando si impose in 10”85 precedendo per un solo centesimo di secondo Ta Lou. La statunitense vanta tre medaglie olimpiche a Rio 2016 (oro nella 4x100, argento sui 100m e bronzo sui 200m) e il bronzo sui 100m a Pechino 2016. Il team statunitense schiera la giovane Tehania Daniels (prima ai Campionati nazionali di Des Moines in 11”20) e English Gardner (seconda ai Campionati statunitensi e prima ai Trials olimpici nel 2016). 

Le velociste scenderanno in pista nella giornata inaugurale per le batterie in programma Sabato 28 Settembre alle 16.30. Le semifinali sono fissate per le 21.20 di Domenica 28 Settembre, mentre il titolo di regina dello sprint verrà assegnato due ore dopo alle 23.20. 

200 metri femminili: Asher Smith, Thompson e Fraser Pryce favorite per il podio 

Molte delle protagoniste dei 100 metri saranno in gara anche sui 200 metri. La leader mondiale stagionale Shaunae Miller Uibo ha scelto di concentrarsi solo sui 400 metri perché il programma orario non consente di doppiare su entrambe le distanze. La più regolare tra le iscritte in questa stagione è stata Dina Asher Smith, che ha vinto due tappe della Diamond League a Doha in 22”26 e a Stoccolma in 22”18 e si è classificata seconda nella finale di Zurigo con il personale stagionale di 22”08. Asher Smith stabilì il record personale e la migliore prestazione mondiale del 2018 in occasione della vittoria agli Europei di Berlino in 21”89. 

Elaine Thompson ha vinto il titolo giamaicano con il secondo migliore crono dell’anno con 22”00 precedendo di 22 centesimi di secondo la connazionale e compagna di allenamento Shelly Ann Fraser. Thompson realizzò il record personale con 21”66 in occasione della finale dei Mondiali di Pechino 2015 ma non bastò per battere Dafne Schippers, che vinse il primo dei due titoli mondiali consecutivi stabilendo il record europeo con 21”63. Thompson si prese la rivincita sull’olandese l’anno dopo nella finale delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. 

A Mosca 2013 Fraser Pryce è l’unica sprinter ad aver vinto tre titoli mondiali sui 100 e 200 metri e nella staffetta 4x100 nella stessa edizione dei Mondiali. 

I Mondiali di Doha ripropongono la rivincita tra le prime due dell’ultima edizione di Londra 2017 quando Dafne Schippers si impose per tre centesimi di secondo in 22”05. 

L’altra atleta già salita sul podio ai Mondiali è la nigeriana Blessing Okagbare, che vinse il bronzo sui 200 metri e l’argento nel salto in lungo a Mosca 2013. In questa stagione ha conquistato due successi in Diamond League sui 100 metri a Rabat in 11”05 e sui 200 metri in 22”05 al Prefontaine Classic di Stanford battendo Thompson e Asher Smith. 

Arriva in ottime condizioni di forma all’appuntamento iridato la svizzera Mujinga Kambundji, che ha vinto i titoli nazionali sui 100 metri in 11”00 e sui 200 metri in 22”26 (record svizzero e ottavo miglior tempo al mondo nel 2019). 

La campionessa italiana Gloria Hooper si è guadagnata la partecipazione alla gara individuale grazie al personale stagionale di 23”16 realizzato a Bruxelles. La veronese nata da genitori ghanesi vanta due bronzi agli Europei Under 23 nei 200 metri e nella staffetta 4x100 a Tampere 2013 e cinque titoli italiani. 

I tre appuntamenti con i 200 metri femminili sono fissati in calendario per le batterie (Lunedì 30 Settembre alle 17.05), le semifinali (Martedì 1 Ottobre alle 21.35) e la finale (Mercoledì 2 Ottobre alle 22.35). 

400 metri femminili: Shaunae Miller Uibo favorita contro Naser

La bahamense Shaunae Miller Uibo ha dominato la stagione sui 200 metri e sui 400 metri stabilendo le migliori prestazioni mondiali dell’anno su entrambe le distanze. E’ scesa tre volte sotto i 50 secondi sui 400 metri (49”05 a Gainesville, 49”54 a Kingston e 49”59 a Nassau) e ha vinto le tre gare disputate in Diamond League sui 200 metri (22”09 a Montecarlo, 22”24 a Birmingham e 21”74 nella finale di Zurigo quando ha conquistato il quarto Diamond Trophy consecutivo. Al meeting di Ostrava ha battuto il primato del mondo sui 300 metri detenuto dal 2003 dalla messicana Ana Guevara fermando il cronometro in 34”41. Nella sua carriera la caraibica ha vinto il titolo olimpico sui 400 metri a Rio de Janeiro 2016 e si è classificata quarta sui 400 metri e terza sui 200 metri ai Mondiali di Londra 2017 oltre a vincere i 200 metri ai Giochi del Commonwealth 2018 a Gold Coast. 

Doha ripropone la sfida della precedente edizione dei Mondiali di Londra tra Miller Uibo e la giovane portacolori del Barhein Salwa Eid Naser, che si rivelò sul grande palcoscenico internazionale vincendo la medaglia d’argento sui 400 metri in 50”06 (record asiatico) a 19 anni. La ventunenne nata in Nigeria da madre nigeriana e da padre barheinita ha vinto le ultime due edizioni della Diamond League sui 400 metri. In questa stagione Naser ha realizzato il miglior tempo di 49”17 a Losanna avvicinando il record asiatico da lei stessa stabilito nel 2018 a Montecarlo con 49”08 quando venne battuta da Miller Uibo, che nell’occasione migliorò il personale con 48”89 entrando nella top ten di sempre. 

Puntano al podio le giamaicane Shericka Williams (campionessa nazionale a Kingston in 49”78) e Stephanie Ann McPherson (bronzo a Mosca 2013 e vincitrice nei meeting di Parigi e Rovereto) e la rappresentante del Niger Aminatou Seyni (personale di 49”19 realizzato a Losanna nella scia di Naser) e le statunitensi Phyllis Francis (campionessa mondiale in carica di Londra 2017 sui 400m e nella staffetta 4x400) e Shakima Wimbley (prima ai Campionati nazionali di Des Moines in 50”21). 

L’azzurra Maria Benedicta Chigbolu ha realizzato il minimo di qualificazione per i Mondiali grazie al buon 51”69 realizzato sulla pista svizzera di Chaux de Fonds e ha contribuito ai terzi posti della staffetta 4x400 azzurra alle World Relays di Yokohama e al Campionato Europeo per Nazioni di Bydgoszcz. 

Il titolo dei 400 metri verrà assegnato alle 23.50 di Giovedì 3 Ottobre, mentre le batterie e le semifinali sono fissate in calendario rispettivamente alle 18.50 di Lunedì 30 Settembre e alle 20.50 di Mercoledì 2 Ottobre.  

Staffetta 4x100 femminile: Germania, Giamaica e Stati Uniti prenotano il podio

Gli Stati Uniti hanno dominato le staffette nell’ultimo decennio (comprese le medaglie d’oro olimpiche di Londra 2012 e Rio 2016) e difendono il titolo conquistato due anni fa a Londra, ma il monopolio a stelle e strisce potrebbe essere insidiato da altre nazionali molto accreditate come la Germania, la Giamaica e la Gran Bretagna.

Della formazione vincitrice due anni fa al London Stadium saranno presenti soltanto Tori Bowie e Morolake Akinosoun. La più veloce del quartetto statunitense presente a Doha è Tehania Daniels, che ha un miglior tempo stagionale di 10”99. 

La Germania si presenta con il miglior tempo mondiale dell’anno di 41”67 (settima migliore prestazione mondiale all-time) realizzato al meeting ISTAF di Berlino pochi giorni dopo la vittoria al Weltklasse di Zurigo in 42”22. Del quartetto tedesco fanno parte la vice campionessa europea di Berlino Gina Luckenkemper (la più veloce in Germania dal 1991 con un personale di 10”95), Tatjana Pinto (vincitrice ai Campionati tedeschi sui 100 e sui 200 metri a Berlino), Lisa Marie Kwayie, Yasmin Kwadwo. 

La Giamaica presenterà una formazione all-star con le campionesse olimpiche Elaine Thompson e Shelly Ann Fraser Pryce. Nell’ultima edizione degli Anniversary Games di Londra le giamaicane hanno vinto la staffetta 4x100 in 42”29 precedendo di un centesimo di secondo la Gran Bretagna. 

Le britanniche hanno vinto due medaglie d’oro agli Europei di Berlino e ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast nel 2018, l’argento ai Mondiali di Londra 2017 e il bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016. La formazione britannica presenta tre stelle del calibro di Dina Asher Smith, Asha Phillip, Darryl Neita e Imani Lansiquot. 

L’Olanda si è classificata seconda a Zurigo in 42”28 con una formazione comprendente Dafne Schippers. Le vice campionesse europee di Berlino 2018 potrebbero essere da podio se dovessero avvicinare il record nazionale di 42”04. 

Un’altra formazione da finale è la Svizzera, quinta ai Mondiali di Londra 2017 e quarta agli Europei di Berlino 2018 con una formazione comprendente la stella Mujinga Kambundji, Sarah Atcho, Ajla Del Ponte e Salome Kora. Le svizzere hanno realizzato il loro miglior tempo stagionale in occasione del terzo posto a Losanna in 42”60. 

La Cina si è classificata tra le prime tre staffette nei tre meeting di Losanna, Londra e Zurigo e seconda a Berlino in 42”31 e può aspirare alla finale. 

L’Italia si è qualificata per i Mondiali grazie al bel quinto posto in 43”40 alle IAAF World Relays di Yokohama in 44”29 dopo aver corso la batteria in 43”40. Le componenti del team azzurro a Doha sono Anna Bongiorni, Zaynab Dosso, Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Alessia Pavese e Irene Siragusa. 

Il programma prevede le batterie Venerdì 4 Ottobre alle 20.40 e la finale Sabato 5 Ottobre alle 22.05. 

Staffetta 4x400 femminile: Allyson Felix insegue la diciassettesima medaglia iridata

Il motivo di maggiore interesse è il tentativo di Allyson Felix di vincere la diciassettesima medaglia della sua straordinaria carriera. La fuoriclasse statunitense è l’atleta più medagliata nella storia dei Mondiali con undici ori (comprese tre vittorie sui 200 e una sui 400 a livello individuale, tre argenti e due bronzi). Nella staffetta 4x400 ha vinto quattro ori a Osaka 2007, a Berlino 2009, Daegu 2011 e Londra 2017. La trentatreenne californiana si è qualificata per il nono mondiale della sua carriera grazie al sesto posto nella finale dei 400 metri dei Campionati statunitensi di Des Moines in 51”45 pochi mesi dopo essere diventata mamma di Camryn lo scorso Novembre. In questa stagione ha realizzato il miglior tempo di 51”36 in occasione del secondo posto nel Match tra Europa e Stati Uniti a Minsk. 

La squadra statunitense vinse due anni fa a Londra in 3’19”02 (miglior tempo al mondo dalle Olimpiadi di Londra 2012). Il team a stelle e strisce comprende la campionessa del mondo di Londra 2017 Phyllis Francis, Courtney Okolo, Shakima Wimbley, Kendall Ellis e Wadeline Jonathas. Gli Stati Uniti hanno vinto cinque delle ultime sei edizioni della rassegna iridata. 

La Giamaica, che vinse nel 2015 interrompendo la striscia vincente degli Stati Uniti, insegue il secondo oro dopo la medaglia d’argento vinta due anni fa a Londra. Il team caraibico comprende Shericka Jackson (vincitrice sui 400m ai Campionati nazionali in 49”78) e Stephanie Ann McPherson, che facevano parte del team vincitore di quattro anni fa. 

La Polonia é la favorita nella lotta per il terzo posto dopo il bronzo di due anni fa a Londra dietro agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna e le vittorie agli Europei di Berlino e alle World Relays di Yokohama. Il team polacco comprende la campionessa europea dei 400 metri di Berlino 2018 Justyna Swyety Ersetic. Le altre nazionali più accreditate sono la Gran Bretagna e il Canada. 

L’Italia può lottare per una posizione di prestigio in finale dopo aver conquistato tre terzi posti nel corso del 2019 agli Europei Indoor di Glasgow, alle World Relays di Yokohama in 3’27”74 e al Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz in 3’27”32. La formazione azzurra comprende Ayomide Folorunso, Maria Benedicta Chigbolu, Raphaela Lukudo, la campionessa italiana dei 400 metri Giancarla Trevisan, l’esperta Marta Milani e le giovani Alice Mangione e Rebecca Borga. Folorunso e Chigbolu disputarono la finale olimpica di Rio 2016 dove l’Italia si classificò al sesto posto. Lukudo ha trascinato l’Italia al terzo posto alle World Relays di Yokohama davanti alla Gran Bretagna con una super frazione. 

La staffetta 4x400 si disputerà a fine Mondiale con le batterie in programma Sabato 5 Ottobre alle 19.55 e la finale Domenica 6 Ottobre alle 21.15

Staffetta mista: Italia accreditata del quarto miglior tempo

L’Italia si presenta con il quarto miglior tempo tra le nazioni iscritte grazie al 3’16”12 realizzato alle ultime IAAF World Relays di Yokohama. In una gara molto aperta dove può succedere di tutto l’Italia può persino sognare nel colpaccio, anche se dipenderà molto dalla composizione delle squadre, che non si conoscono ancora. La mixed relay (due uomini e due donne) entra a far parte del programma dei Mondiali per la prima volta e rappresenterà uno degli elementi di maggiore curiosità del Mondiale sul Golfo Persico. 

La staffetta mista si svolgerà ad inizio Mondiale con le batterie in programma Sabato 28 Settembre alle 20. La finale si disputerà Domenica 29 Settembre alle 22.15.

Gli Stati Uniti dovrebbero schierare Obichkwu Igbokwe e Tyrell Richard e Jasmine Blocker più un’altra atleta ancora da decidere. 

La Polonia guida le liste mondiali stagionali con il 3’15”46 realizzato in occasione delle World Relays di Yokohama. Le altre nazioni più accreditate sono il Belgio con i fratelli Kevin e Dylan Borlée e la Gran Bretagna con il campione europeo dei 400 metri Matthew Hudson Smith, il Brasile, il Giappone e il Barhein. 

Ostacoli maschili, 110 metri ostacoli: Sfida tra McLeod, Ortega, Holloway, Roberts e Shubenkov

Il giamaicano Omar McLeod difende il titolo conquistato due anni fa a Londra quando si impose in 13”04 precedendo Sergey Shubenkov. McLeod sta entrando in forma nel momento più importante della stagione ed è tornato alla vittoria vincendo a Birmingham in 13”21 e a Berlino in 13”07. 

L’atleta più costante nell’arco di tutta la stagione è lo spagnolo Orlando Ortega, che ha vinto le tappe della Diamond League di Stanford (13”22) e di Losanna (13”05) e la finale di Bruxelles (13”23) aggiudicandosi il secondo trofeo dei diamanti della sua carriera. Lo spagnolo insegue il primo grande titolo della sua carriera dopo l’argento olimpico a Rio de Janeiro 2016 e il il bronzo europeo di Berlino 2018. 

Il giovane statunitense Grant Holloway guida le liste mondiali stagionali con il 12”98 con il quale ha vinto il titolo NCAA ad Austin precedendo l’altro astro nascente Daniel Roberts. Con questa prestazione Holloway ha migliorato il record NCAA detenuto dal grande Renaldo Nehemiah. Roberts ha battuto Holloway ai Campionati statunitensi di Des Moines in 13”23 e a Parigi in 13”08. 


Shubenkov cerca il quarto podio della sua carriera ai Mondiali dopo il bronzo di Mosca 2013, l’oro di Pechino 2015 e l’argento di Londra 2017. Il russo è in ripresa dopo l’infortunio subito Rabat e l’ho ha dimostrato in occasione del terzo posto nella finale della Diamond League di Bruxelles e il secondo posto nel Match tra Europa e Stati Uniti. 

Gli altri pretendenti ad un posto in finale sono il britannico Andy Pozzi (campione mondiale indoor a Birmingham 2018 sui 60 ostacoli), l’altro statunitense Freddie Crittenden (secondo ai Panamerican Games di Lima) e il francese Pascal Martinot Lagarde, campione europeo a Berlino 2018 e primatista francese con 12”95).

L’atletica italiana spera in buone prestazioni di Hassane Fofana e Lorenzo Perini, che hanno migliorato il record in questa stagione. Fofana ha vinto il titolo italiano a Bressanone e ha corso due volte in 13”44 al meeting di Turku e agli European Games di Minsk. Perini ha ottenuto il minimo per i Mondiali con il personale di 13”46 ottenuto in occasione delle Universiadi di Napoli dove si è classificato al quarto posto.  

Gli ostacolisti saranno in gara per le batterie in programma Lunedì 30 Settembre alle 20.05, mentre Mercoledì 2 Ottobre prevede le semifinali alle 20.15 e la finale alle 22.55.  

400 ostacoli maschili: Warholm, Benjamin e Samba all’attacco del record mondiale di Kevin Young

Si preannuncia come una delle gare più attese dell’intera rassegna iridata perché metterà di fronte l’uno contro l’altro i tre big delle ultime due stagioni Karsten Warholm, Raj Benjamin e Abderrahmane Samba, tre dei quattro ostacolisti in grado di scendere sotto i 47 secondi nella storia della specialità.  

Warhlom ha battuto dopo 24 anni lo storico record europeo del francese Stephane Diagana fermando il cronometro in 47”33 sulla pista di casa del Bislett Stadium di Oslo e si è migliorato altre due volte a Londra in 47”12 e nella finale della Diamond League di Zurigo con uno strepitoso 46”92 sfiorando di 14 centesimi di secondo il record del mondo di Kevin Young realizzato alle Olimpiadi di Barcellona 1992 con 46”78. 

Raj Benjamin è diventato il terzo ostacolista della storia a scendere sotto i 47 secondi con 46”98 terminando secondo alle spalle di Warholm a Zurigo. Lo statunitense originario di Antigua e Barbuda ha vinto due gare di Diamond League a Roma in 47”58 e a Stanford in 47”16 e ai Campionati statunitensi di Des Moines in 47”23. 

Samba gareggerà in casa e potrà contare sul tifo del pubblico di casa. Il ventiquattrenne ostacolista del Qatar ha vinto il titolo asiatico sulla pista di Doha in 47”51 nel giorno dell’inaugurazione dello Stadio Khalifa lo scorso Aprile e ha battuto Benjamin nella prima gara stagionale della Diamond League a Shanghai in 47”27 ma la sua stagione è stata condizionata da una borsite all’anca che lo ha costretto a saltare buona parte della stagione. 

Nel corso della stagione i tre big hanno inflitto distacchi enormi nei confronti del resto della concorrenza, che presenta diversi nomi interessanti come Kyron McMaster delle Isole Vergini Britanniche (48”33 di personale stagionale a Parigi e due volte vincitore della Diamond League nel 2017 e nel 2018), il turco Yasmani Copello e l’irlandese Thomas Barr (argento e bronzo agli Europei di Berlino in 47”81), il diciannovenne brasiliano Alison Dos Santos (medaglia d’oro alle Universiadi di Napoli in 48”57 e ai Giochi Panamericani di Lima in 48”45), il francese Ludvy Vaillant (secondo al meeting di Parigi alle spalle di Warholm) e gli statunitensi TJ Holmes e Amare Lattin, secondo e terzo ai Campionati statunitensi. 

Il primo turno è in programma nella giornata inaugurale di Venerdì 27 Settembre alle ore 20.30. Successivamente sono in programma le semifinali Sabato 28 Settembre alle 18.05 e la finale Lunedì 30 Settembre alle 22.40. 

Gare femminili, 100 ostacoli femminili: Williams contro Harrison, Bogliolo punta alla finale

La giamaicana Danielle Williams insegue la seconda medaglia d’oro sui 100 ostacoli quattro anni dopo il trionfo a sorpresa a Pechino 2015. La caraibica è la grande favorita dopo aver dominato la stagione della Diamond League con la vittoria nella finale di Bruxelles in 12”46 davanti a Kendra Harrison e i successi di Londra con uno strepitoso 12”32 (miglior crono mondiale dell’anno e primato) e di Birmingham (12”46). La vittoria di Williams ha permesso alla Federazione giamaicana di schierare anche Janeek Brown (campionessa NCAA a Austin in 12”40), Megan Tapper (seconda a Londra in 12”63 e vincitrice al meeting di Padova in 12”66) e Yanique Thompson (campionessa mondiale under 18 a Donetsk 2013 e seconda ai Campionati nazionali di Kingston in 12”80). 

La primatista del mondo e campionessa mondiale indoor di Birmingham 2018 Kendra Harrison insegue il primo successo iridato all’aperto sfuggito due anni fa a Londra quando si classificò quarta. Harrison è scesa tre volte sotto i 12”50 in questa stagione e ha vinto la tappa della Diamond League a Montecarlo in 12”43 e la finale dei Campionati statunitensi di Des Moines in 12”44 precedendo le altre due qualificate Nia Ali e Brianna Rollins McNeal. 

Ali, madre di due figli e compagna del velocista André De Grasse, ha vinto due titoli mondiali indoor a Sopot 2014 e a Portland 2016, l’argento olimpico a Rio 2016 e si è classificata seconda ai Campionati statunitensi di Des Moines in 12”55. McNeal punta ad un altro podio sei anni dopo il titolo mondiale a Mosca 2013 e l’oro olimpico a Rio de Janeiro 2016. 

Insegue il podio anche la nigeriana Tobi Amusan, che ha realizzato il terzo miglior tempo dell’anno con 12”49 a Sotteville Le Rouen e ha vinto al meeting di Berlino in 12”51 un anno dopo il successo ai Giochi del Commonwealth di Gold Coast. 

In un contesto altamente competitivo potrebbe ritagliarsi uno spazio anche l’azzurra Luminosa Bogliolo, che viene da un’estate da incorniciare nella quale ha conquistato i successi alle Universiadi di Napoli in 12”79 e il Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz in 12”87 battendo Cindy Roleder. Nello scorso fine settimana l’ostacolista ligure è scesa per la decima volta sotto i 12”90 nel 2019 vincendo al Memorial Skolimowska di Chorzow in 12”84. Anche se la concorrenza delle statunitensi e delle giamaicane sembra proibitiva la storia di questa specialità è sempre stata ricca di sorprese in questo tipo di manifestazione e le ostacoliste hanno trovato spazio in finale o addirittura sul podio (come nel caso della tedesca Pamela Duktiewicz due anni fa a Londra). Insieme all’azzurra il Vecchio Continente propone altre protagoniste di assoluto livello come l’olandese Nadine Visser (bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018 e oro agli Europei Indoor di Glasgow 2019), la bielorussa Elvira Herman (campionessa europea a Berlino 2018) e Cindy Roleder (oro europeo outdoor ad Amsterdam 2016 e indoor di Belgrado 2017 e argento mondiale a Pechino 2015). 

400 ostacoli femminili: sfida tra le primatiste del mondo Muhammad e McLaughlin

I 400 ostacoli femminili potrebbero essere una delle gare di più alto contenuto tecnico dell’intera rassegna iridata perché ripropone la sfida tra le statunitensi Dalilah Muhammad e Sudney McLaughlin già vista tre volte in occasione dei Bislett Games di Oslo, dei Campionati statunitensi e della finale della Diamond League di Zurigo. La campionessa olimpica di Rio de Janeiro 2016 Muhammad ha battuto la più giovane rivale ai Campionai statunitensi di Des Moines battendo dopo 16 anni il record mondiale di Yulia Pechonkina fermando il cronometro in 52”20.  

McLaughlin ha battuto Muhammad a Oslo in 54”16 e a Zurigo in 52”85 e si è imposta anche nella tappa della Diamond League di Montecarlo in 53”32. A soli vent’anni vanta il record del mondo under 20 con 52”75 stabilito nel 2018. A soli 16 anni ha partecipato alle sue prime Olimpiadi a Rio de Janeiro arrivando fino alla semifinale. 

Un’altra candidata al podio é l’esperta ceca Zuzana Hejnova, due volte campionessa mondiale a Mosca 2013 e a Pechino 2015 e quinta nelle liste mondiali stagionali con il 54”11 realizzato a Losanna. 

La svizzera Lea Sprunger si presenta ai Mondiali da campionessa europea dei 400 ostacoli di Berlino 2018 e dei 400 metri indoor di Glasgow 2019. Dopo alcuni alti e bassi ad inizio stagione l’atleta di Losanna ha dimostrato di essere in crescita di condizione e si è classificata quinta nella finale della Diamond League a Zurigo in 55”14 e prima al meeting di Bellinzona in 55”24. A Doha sarà presente anche la sorella Ellen Sprunger, non come atleta ma in qualità di telecronista per la televisione svizzera SRF 2 di lingua tedesca. 

L’azzurra Ayomide Folorunso si presenta con ottime credenziali grazie all’eccellente 54”75 realizzato in occasione del successo alle Universiadi di Napoli. La studentessa di medicina parmense è decima nelle liste mondiali dell’anno e nona tra le iscritte. Le altre azzurre in gara sono la giovane novarese Linda Olivieri, che ha vinto la medaglia d’argento agli Europei Under 23 di Gavle e ha stabilito il record personale di 55”97 a La Chaux de Fonds, e Yadis Pedroso, primatista italiana con 54”54 a Shanghai nel 2013 e quinta nella finale europea di Berlino 2018. 

Le altre possibili protagoniste sono la statunitense Ashley Spencer (bronzo olimpico a Rio 2016 e terza ai Campionati statunitensi in 53”11) e le giamaicane Janieve Russell (campionessa dei Giochi del Commonwealth di Gold Coast 2018) e Rushell Clayton (vincitrice ai Campionati nazionali di Kingston in 54”16), l’ucraina Anna Ryzhikova e la britannica Meghan Beesley, argento e bronzo agli Europei di Berlino e la danese Sara Slot Petersen (argento olimpico a Rio de Janeiro 2016). 

Si comincia Martedì 1 Ottobre con le batterie in programma alle 17.30. Il giorno dopo sono in programma le semifinali alle 21.05. Le medaglie saranno assegnate Venerdì 4 Ottobre alle 21.30. 

Mezzofondo, gare maschili - 800 metri: Brazier e Amos in pole position

Il ventiduenne statunitense Donovan Brazier si candida come favorito dopo il successo nella finale della Diamond League di Zurigo, nella quale ha sfiorato di dieci centesimi di secondo il record nord americano detenuto da Johnny Gray con 1’42”70 precedendo il portacolori del Botswana Nijel Amos. In questa stagione Brazier ha vinto anche al Golden Gala di Roma in 1’43”63 precedendo di due centesimi di secondo Amos e la finale dei Campionati statunitensi di Des Moines in 1’45”62. 

Amos ha vinto il primo grande 800 metri della stagione sulla pista del Khalifa Stadium in 1’44”29 davanti a Emmanuel Korir nella prima tappa della Diamond League. Lo scorso 12 Luglio Amos ha vinto per il secondo anno consecutivo al meeting di Montecarlo in 1’41”89 stabilendo il suo tempo più veloce dal giorno in cui vinse la medaglia d’argento alle Olimpiadi nel 2012 a Londra stabilendo il record del mondo juniores con 1’41”73. 

Emmanuel Korir ha stabilito il sesto miglior tempo di sempre lo scorso anno con 1’42”05 a Londra, mentre quest’anno ha corso in 1’43”69 a Zurigo. Il terzetto keniano è composto anche da Ngeno Kipngetich (vincitore ai Trials keniani in 1’44”57 e campione del mondo juniores a Tampere 2018) e da Ferguson Rotich (vincitore nella tappa della Diamond League di Londra in 1’42”54, secondo miglior tempo mondiale dell’anno). 

Amel Tuka (bosniaco che si allena a Bussolengo con il coach veronese Gianni Ghidini) è tornato ai livelli di quattro anni fa quando vinse la medaglia di bronzo ai Mondiali di Pechino 2015 e realizzò il record personale con 1’42”51 a Montecarlo. In questa stagione si è classificato terzo a Montecarlo in 1’43”62 e sesto a Zurigo in 1’43”99 e si è imposto nell’incontro tra Europa e Stati Uniti a Minsk. 

Il polacco Adam Kszczot non ha ripetuto i risultati degli anni scorsi ma nei grandi campionati vanta un argento ai Mondiali di Londra 2017 e tre ori consecutivi agli Europei outdoor ed è sempre tra gli atleti da tenere in considerazione quando ci sono da assegnare le medaglie. 

Gli altri candidati alla finale sono i canadesi Brandon McBride (vincitore al meeting di Parigi in 1’43”78 e terzo nella finale della Diamond League a Zurigo in 1’43”51) e Marco Arop (primo ai Giochi Panamericani in 1’43”25), lo statunitense Clayton Murphy (bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016), il portoricano Wesley Vazquez (secondo a Parigi con il record personale di 1’43”83) e il beniamino del pubblico del Qatar Abubakher Abdallah (campione asiatico a Doha in 1’44”33). 

1500 metri: Cheruiyot contro Ingebrigtsen e Musagala

Timothy Cheruiyot è il grande favorito dopo aver dominato la stagione nella quale ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno con l’eccellente 3’28”77 realizzato a Losanna e ha vinto al meeting di Montecarlo in 3’29”97 e la finale della Diamond League di Bruxelles in 3’30”22 battendo il “wunderkind” norvegese Jakob Ingebrigtsen, campione europeo a Berlino sui 1500 e sui 1500 metri a soli 18 anni. Cheruyot si è aggiudicato il terzo successo consecutivo nella Diamond League. 

Due anni fa Elijah Manangoi vinse il titolo mondiale a Londra battendo Cheruiyot e Filip Ingebrigtsen (fratello maggiore di Jakob). Manangoi è stato costretto a rinunciare all’appuntamento iridato per un infortunio alla caviglia in allenamento. Sarà però presente George Manangoi, fratellino di Eljah e campione mondiale under 18 a Nairobi nel 2017 e under 20 a Tampere nel 2018. George ha solo un mese in meno di Jakob Ingebrigtsen e ha un record personale di 3’31”49 e ha battuto il norvegese ai Mondiali di Tampere sui 1500 metri. 

Jakob Ingebrigtsen ha appena compiuto 19 anni ma ha già molta esperienza nelle grandi manifestazioni internazionali. In questa stagione ha migliorato il suo record europeo juniores con 3’30”16 a Losanna. 

Filip si presenta a Doha con un personale stagionale di 3’30”82 stabilito a Losanna e il record nazionale sul miglio realizzato a Londra con 3’49”60. 

L’ugandese Ronald Musagala si candida al podio dopo una stagione di grande livello nella quale ha vinto la tappa della Diamond League di Parigi eguagliando il personale con 3’30”58. 

Gli altri candidati al podio sono il gibutiano Ayanleh Souleiman (campione mondiale indoor a Sopot 2014 e quinto nelle liste mondiali dell’anno con il 3’30”66 realizzato a Parigi), il polacco Marcin Lewandowski (campione europeo indoor a Glasgow 2019 davanti a Jakob Ingebrigtsen), il britannico Jake Wightman (bronzo ai Giochi del Commonwealth e agli Europei nel 2018) e lo statunitense Matt Centrowitz (campione olimpico a Rio 2016 e secondo ai Campionati nazionali di Des Moines). 

5000 metri: Etiopia in cerca della tripletta con Gebrehiwet, Barega e Bekele

Per la prima volta dal 2005 non sarà al via ai Mondiali il vincitore di sei ori iridati Mo Farah, che gareggerà alla Maratona di Chicago del 13 Ottobre. Rispetto alle passate edizioni quando il campione britannico era il logico favorito, i 5000 metri di Doha si preannunciano come una gara aperta ad ogni risultato. L’Etiopia presenta una formazione molto accreditata con tre atleti in grado di vincere come Hagos Gebrehiwet, Selemon Barega e Telahun Haile Bekele. 

Bekele guida le liste mondiali stagionali con il 12’52”98 realizzato al Golden Gala ed è sceso ancora sotto i 13 minuti a Hengelo pochi giorni dopo. Si è classificato terzo a Losanna e quarto a Zurigo. 

Barega si classificò quinto nella passata edizione dei Mondiali di Londra a soli 17 anni. Detiene il miglior tempo tra gli iscritti con il fantastico 12’43”02 realizzato a Bruxelles nel 2018 e ha stabilito i personali di 7’32”17 sui 3000 metri e 29’42”46 sui 10000 metri nel 2019. Si è classificato secondo nelle gare dei 5000 metri di Diamond League a Shanghai, Roma e Losanna. 

Gebrehiwet inseguirà la terza medaglia iridata dopo l’argento a Mosca nel 2013 e il bronzo a Pechino nel 2015. Il venticinquenne etiope ha stabilito il record stagionale sui 5000 metri con 12’54”92. 

Tutti e tre fratelli Ingebrigtsen sono iscritti sui 5000 metri. Jakob ha stabilito il primato norvegese in occasione del secondo posto in 13’02”03 alle spalle di Gebrehiwet. 

In chiave europea l’azzurro Yeman Crippa punta ad un piazzamento tra i primi otto dopo la splendida stagione nella quale ha sfiorato il record italiano di Salvatore Antibo (13’05”59) correndo in 13’09”52 al Golden Gala di Roma e in 13’07”84 agli Anniversary Games di Londra. Il trentino ha conquistato il successo sui 5000m nel Campionato Europeo per Nazioni di Bydgoszcz. In gara ci sarà anche l’altro azzurro Said El Otmani, che ha migliorato il record personale correndo i 5000 metri in 13’19”30 al meeting di Rabat. 

Lo statunitense Paul Chelimo non ha vinto alcuna gara in questa stagione ma non va sottovalutato perché vanta un ricco palmares in questo tipo di manifestazioni avendo conquistato l’argento alle Olimpiadi di Rio 2016 e il bronzo ai Mondiali di Londra 2017. 

Gli altri protagonisti in gara saranno Birhanu Balew del Barhein (12’56”26 a Roma e campione asiatico, il keniano Nicholas Kimeli (12’57”90 a Hengelo) e l’australiano Stewart McSweyn (3’31”81 sui 1500 metri a Parigi). 

I 5000 metri precederanno i 10000 metri nel programma dei Mondiali. Il programma dei 5000m prevede le batterie nella giornata inaugurale di Venerdì alle 19.45, mentre la finale si correrà Lunedì 30 Settembre alle 21.20. 

10000 metri maschili: Cheptegei insegue il primo oro ugandese nella storia dei Mondiali

L’Uganda non ha mai vinto medaglie d’oro nella storia dei Mondiali ma Joshua Cheptegei proverà ad entrare nella storia del suo paese in caso di successo sui 10000 metri a Doha. Il ventitreenne etiope vanta un palmares molto ricco comprendente la medaglia d’argento sui 10000 metri ai Mondiali di Londra 2017 alle spalle di Mo Farah, il titolo mondiale di corsa campestre ad Ahrus. E’ diventato il primo atleta ugandese a vincere il titolo della Diamond League conquistando il successo nella finale della Diamond League sui 5000 metri a Zurigo. Il team ugandese annovera anche il giovane Jakob Kiplimo, che ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali di cross di Ahrus, e Abdellah Mande (27’22”89 di personale). 

Il fortissimo team etiope è guidato da Hagos Gebrhiwet, che ha stabilito il primato personale sui 10000 metri con 26’48”95 in occasione della vittoria ai Trials etiopi, da Selemon Barega, primatista etiope under 20 con 26’49”46, e da Yomif Kejelcha, che si è classificato terzo ai Trials etiopi con 26’49”99, ha migliorato il record mondiale indoor del miglio del grande Hicham El Guerrouj e ha vinto tre gare della Diamond League a Shanghai, Stanford e Losanna. 

Il campione del mondo under 20 Rhonex Kipruto cercherà di vincere il titolo dei 10000 metri che manca al Kenya dal 2001 quando Charles Kamathi si impose davanti a Haile Gebrselassie. Kipruto ha vinto i 10000 metri a Stoccolma in 26’50”16 Della squadra keniana faranno parte Rodgers Kwemoi (campione del mondo under 20 nel 2016). Un altro atleta africano da seguire è l’eritreo Aron Kifle, bronzo ai Mondiali di mezza maratona nel 2018 e quarto ai Mondiali di mezza maratona nel 2019. 

L’azzurro Yeman Crippa ha vinto la Coppa Europa dei 10000 metri a Londra 2019 in 27’49”79, tempo sufficiente per ottenere l’invito della IAAF grazie al meccanismo dei target number. Lo scorso anno l’allievo di Massimo Pegoretti conquistò una splendida medaglia di bronzo agli Europei di Berlino su questa distanza. 

In chiave europea gli atleti di spicco sono lo svizzero Julien Wanders, che ha stabilito il primato europeo della mezza maratona con 59’13” a Ras Al Khaimah e il primato nazionale sui 5000 metri con 13’13”84 a Losanna, e il norvegese Sondre Moen (record nazionale con 27’24”78 a Kristiansand). 

I migliori nordamericani sono Lopez Lomong, vincitore ai Trials statunitensi di Des Moines con 27’30”06, e il canadese Mo Ahmed, quarto alle Olimpiadi di Rio 2016 sui 5000 metri. 

Il titolo dei 10000 metri verrà assegnato Domenica 6 Ottobre alle 20 nella serata finale. 

3000 siepi maschili: Lotta per il podio tra El Bakkali, Wale e Kigen

I 3000 siepi maschili potrebbero essere una delle gare di mezzofondo più incerte. Il vice campione mondiale di Londra 2017 Soufiane El Bakkali è leggermente favorito per aver vinto tre gare della Diamond League a Doha (8’07”22), a Montecarlo (8’04”42) e a Parigi (8’06”64) e per la maggiore esperienza a questi livelli avendo già gareggiato alle Olimpiadi di Rio 2016. E’ l’unico atleta in gara ad essere sceso sotto gli 8 minuti con 7’58”15 a Montecarlo nel 2018. 

La grande novità è rappresentata dal giovane etiope Getnet Wale, che a 19 anni ha vinto la finale della Diamond League a Bruxelles in 8’05”51. Wale ha vinto due medaglie di bronzo ai Mondiali under 20 nel 2016 e nel 2018. Lo scorso Gennaio gareggiò insieme a El Bakkali alla Cinque Mulini di San Vittore Olona. 

Kigen ha vinto al Golden Gala di Roma e ai Giochi Africani di Rabat e ha stabilito il record personale con 8’05”12 ed è la maggiore speranza del Kenya di vincere il tredicesimo titolo mondiale nella storia di questa disciplina. 

Il campione mondiale ed europeo Conseslus Kipruto non è al meglio della forma dopo l’infortunio al piede subito in primavera. E’ tornato dopo tre mesi a Parigi dove si è classificato quinto in 8’13”75. Gli altri qualificati keniani sono Leonard Bett (vice campione del mondo under 20 a Tampere 2018) e Abraham Kibiwott. 

Al di fuori dell’Africa l’atleta più accreditato è lo spagnolo Fernando Carro, vice campione europeo a Berlino 2018 e primatista nazionale con 8’05”69 a Montecarlo.  

Le speranze azzurre sono Yohanes Chiappinelli (bronzo agli Europei di Brelino 2018) e Osama Zoghlami. Nell’ultima edizione del Golden Gala Zoghlami ha fatto registrare il miglior tempo degli ultimi 20 anni con 8’20”88 precedendo Chiappinelli, che a sua volta ha migliorato il suo primato personale con 8’24”26. 

Il programma prevede le batterie Martedì 1 Ottobre alle 18.15 e la finale Venerdì 4 Ottobre alle 21.45. 

Gare femminili, 800 metri: Wilson pronta a vincere il primo oro da senior

La venticinquenne statunitense Ajée Wilson ha dominato la stagione degli 800 metri femminili vincendo sei gare su otto, comprese il decimo titolo nazionale della sua carriera con il primato stagionale di 1’57”72 e i quattro successi in Diamond League a Stoccolma, Montecarlo, Birmingham e a Bruxelles. Wilson insegue il primo titolo a livello senior dopo le vittorie ai Mondiali Under 18 nel 2011 e Under 20 nel 2012 e le due medaglie d’argento ai Mondiali Indoor di Portland 2016 e di Birmingham 2018. 

Alle spalle della statunitense la lotta per il podio si preannuncia molto aperta. La giamaicana Natoya Goule ha vinto l’oro ai Panamerican Games di Lima e ha stabilito il personale stagionale di 1’57”90 in occasione del secondo posto al meeting di Montecarlo in 1’57”90. Arrivano in ottime condizioni di forma anche le altre due statunitensi Hanna Green (vincitrice al meeting di Parigi in 1’58”39 e seconda ai Campionati nazionali di Des Moines in 1’58”19) e Raevyn Rogers (1’58”65 di personale stagionale al Prefontaine Classic di Stanford seconda alle spalle di Wilson nella finale della Diamond League a Bruxelles). 

La keniana Eunice Sum ha vinto un titolo mondiale a Mosca 2013 e ha molta esperienza a questi livelli. Dopo un periodo difficile ha vinto diversi meeting importanti come Padova, Lignano Sabbiadoro, Zurigo e Bellinzona e si è classificata seconda ai Trials keniani in 1’58”99. 

Le altre atlete da seguire sono la britannica Lynsey Sharp (sesta alle Olimpiadi di Rio 2016 e vincitrice al meeting di Birmingham in 1’58”61), l’ugandese Winnie Nanyondo (1’58”83 sugli 800 metri a Montecarlo) e l’australiana Catriona Bisset (primatista nazionale con 1’58”78 a Londra). 

La marchigiana Eleonora Vandi correrà con l’obiettivo di migliorare il personale (2’00”88) realizzato a Rehlingen in Giugno. La pesarese è figlia d’arte del mezzofondista Luca Vandi e della quattrocentista Valeria Fontan si allena a Mogliano Veneto sotto la guida dell’ex ottocentista marocchino Faouzi Lahbi (bronzo ai Mondiali Indoor sugli 800 metri a Indianapolis 1987). 

Il programma prevede le batterie nel giorno di apertura di Venerdì 27 Settembre alle 17.10, le semifinali Sabato 28 Settembre alle 19.15 e la finale Lunedì 30 Settembre alle 22.10. 

1500 metri: Kipyegon, Muir e Klosterhalfen tra le favorite per il podio

La primatista mondiale del miglio Sifan Hassan, iscritta originariamente a tre gare (1500, 5000 e 10000 metri) ha deciso di disputare i 10000 metri in programma Sabato 28 Settembre e i 5000 metri una settimana dopo il 5 Ottobre nel giorno in cui si disputeranno anche i 1500 metri. 

La gara per il titolo mondiale è molto aperta e vedrà tra le protagoniste la keniana Faith Kipyegon, la britannica Laura Muir e la tedesca Konstanze Klosterhalfen. Le condizioni fisiche non perfette di Kipyegon e Muir a causa di infortuni subiti durante la stagione rende difficili i pronostici. 

Kipyegon difenderà il titolo conquistato due anni fa a Londra davanti alla statunitense Jenny Simpson. La campionessa olimpica e mondiale in carica è tornata lo scorso 30 Giugno con la vittoria al Prefontaine Classic di Stanford in 3’59”04 dopo un anno di pausa per dare alla luce la primogenita Alyn. Nelle settimane successive è rimasta ferma per un infortunio all’adduttore che le ha fatto saltare buona parte della stagione ma è tornata in tempo per vincere la finale dei durissimi Trials di selezione keniani in 4’03”22.

Muir ha iniziato molto bene la stagione vincendo due medaglie d’oro agli Europei Indoor di Glasgow sui 1500 metri e sui 3000 metri. La fuoriclasse scozzese ha corso subito molto forte realizzando il personale stagionale con 3’56”73 al Golden Gala di Roma prima di correre in 3’59”47 a Stanford e di stabilire il record personale sugli 800 metri con 1’58”42 a Montecarlo. Un infortunio al polpaccio subito in occasione della gara dei 1500 metri vinta agli Anniversary Games di Londra in 3’58”25 ha frenato la sua preparazione nelle settimane di avvicinamento ai Mondiali di Doha. 

La ventiduenne Klosterhalfen ha vinto l’argento sui 3000 metri agli Europei Indoor di Glasgow e ha stabilito i record nazionali outdoor sul miglio (4’21”11 a Birmingham), sui 3000 metri (8’20”07 a Stanford) e sui 5000 metri (14’26”76). Nella finale della Diamond League a Zurigo si è classificata seconda sui 1500 metri in 3’59”02. 

Genzebe Dibaba (campionessa mondiale a Pechino 2015 e primatista mondiale sui 1500 metri) ha dovuto rinunciare ai Mondiali di Doha per un infortunio al piede subito durante il meeting di Zurigo. L’Etiopia sarà rappresentata da Gudaf Tsegay (primato personale di 3’57”40 a Rabat) e da Axumawit Embaye (argento ai Mondiali Indoor di Portland 2016). 

Gli Stati Uniti schierano due atlete da medaglia del calibro di Jenny Simpson (oro ai Mondiali di Daegu 2011 e argento a Mosca 2013 e a Londra 2017) e Shelby Houlihan (campionessa statunitense sui 1500m e sui 5000m a Des Moines nel 2018 e nel 2019 e terza al meeting di Stanford in 3’59”64). 

Uno dei nomi nuovi emersi sulla ribalta nel 2019 è la canadese Gabriela Debues Stafford, che arriva a Doha in grande forma dopo il record nazionale sul miglio a Montecarlo (4’17”87) e il terzo posto nella finale della Diamond League sui 1500 metri in 3’59”59. Debues Stafford si allena con Laura Muir. 

Le altre protagoniste in gara sono tre atlete in grado di scendere sotto i 4 minuti: la marocchina Rababe Arafi (primatista nazionale con 3’58”84 a Rabat), l’ugandese Winnie Nanyondo (3’59”66 a Rabat) e la campionessa keniana Winny Chebet (3’59”93 al meeting di Londra). 

Il calendario prevede tre turni: batterie (Mercoledì 2 Ottobre alle 17.35), semifinali (Giovedì 3 Ottobre alle 23.00) e finale (Sabato 5 Ottobre alle 20.55).  

5000 metri: super sfida tra Hassan e Obiri 

Sifan Hassan insegue il primo oro ai Mondiali dopo aver conquistato due medaglie di bronzo sui 1500 metri a Pechino 2015 e sui 5000 metri a Londra 2017. La ventiseienne olandese nata in Etiopia ha battuto il record mondiale sul miglio detenuto da Svetlana Masterkova fermando il cronometro in 4’12”33 a Montecarlo (con un passaggio intermedio di 3’55”30 ai 1500 metri) e i record europei dei 3000 metri a Stanford (8’18”49) e dei 5000 metri a Londra (14’22”12). Hassan ha fatto doppietta vincendo i titoli dei 1500 e dei 5000 metri nelle finali della Diamond League correndo rispettivamente in 3’57”08 a Zurigo e in 14’26”26 a Bruxelles. 

La rivale più accreditata è la keniana Hellen Obiri, che ha battuto Hassan a Londra stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 14’20”36 nella gara che ha prodotto i migliori tre tempi dell’anno. Obiri difende il titolo mondiale conquistato due anni fa a Londra. 

La migliore delle top runner etiopi è Letesenbet Gidey, che ha un record personale di 14’23”14 e si è classificata seconda nella finale della Diamond League di Bruxelles alle spalle di Hassan. 

Konstanze Klosterhalfen è quarta nelle liste mondiali dell’anno sui 5000 metri con il fantastico record tedesco di 14’26”76 realizzato ai Campionati tedeschi di Berlino e si è classificata terza nella finale della Diamond League di Bruxelles in 14’29”89. 

Le altre protagoniste più attese sono Gabriela Debues Stafford (primatista canadese a Bruxelles con 14’44”12), le britanniche Laura Weightman (quinta sui 3000 metri al Prefontaine Classic in un eccellente 8’26”07) e Elish McMolgan (argento agli Europei di Berlino e quinta al meeting di Hengelo con il record personale di 14’47”94) e la norvegese Karoline Bjerkeli Grovdal (bronzo sui 3000 siepi agli Europei di Berlino 2018 e autrice di un record personale di 14’51”66 a Londra). 

I 5000 metri femminili si articoleranno in due turni con le batterie in programma Mercoledì 2 Ottobre alle 18.25 e la finale Sabato 5 Ottobre alle 21.25. 

10000 metri femminili: Gidey, Tirop, Obiri e Hassan candidate al podio

Sifan Hassan sarà in gara sulla distanza più lunga pur avendo corso una sola gara sui 10000 metri a Palo Alto in California in 31’18”25 lo scorso Maggio, anche se vanta ottime credenziali sulle distanze più lunghe e ha stabilito il record europeo sulla mezza maratona con 1h05’15”. 

Agnes Tirop vinse la medaglia di bronzo sui 10000 metri due anni fa a Londra e sarà nel gruppo delle favorite anche a Doha. La giovane keniana, medaglia d’oro ai Mondiali di corsa campestre di Guyang 2015, ha stabilito la sesta migliore prestazione mondiale all-time sui 5000 metri al meeting di Londra con 14’22”68 e ha vinto il titolo keniano sui 10000 metri a Nairobi battendo Hellen Obiri. 

Obiri correrà la seconda gara della sua carriera sui 10000 metri ma è da considerare come una delle favorite per il podio anche sulla distanza più lunga avendo vinto il titolo mondiale di corsa campestre di Ahrus. 

La migliore delle etiopi in gara Letesenbet Gidey ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali di corsa campestre e detiene la migliore prestazione mondiale dell’anno sui 10000 metri con 30’37”89 ai Trials Etiopi disputati ad Hengelo precedendo la campionessa mondiale della mezza maratona Netsanet Gudeta e Senbere Teferi. Il quartetto etiope è completato dalla campionessa olimpica e primatista mondiale Almaz Ayana, che difende il titolo mondiale vinto due anni fa a Londra ma viene da due stagioni tormentate da infortuni. 

La migliore delle statunitensi è Molly Huddle, quarta sui 10000 metri ai Mondiali di Pechino 2015 e autrice di un buon 2h26’33” alla Maratona di Londra. Da seguire con attenzione anche le britanniche Elish McColgan (figlia della campionessa del mondo dei 10000 metri di Tokyo Liz McColgan) e Stephanie Twell (31’0”13 di personale e campionessa mondiale under 20 sui 1500 metri nel 2008) e l’olandese Susan Krumins (argento agli Europei di Berlino). 

Le medaglie verranno assegnate Sabato 28 Settembre alle 21.10.

3000 siepi: Chepkoech cerca di riscattare il quarto posto di Londra 

Due anni fa i 3000 siepi regalarono una delle più grandi sorprese della precedente edizione dei Mondiali di Londra con la doppietta statunitense firmata da Emma Coburn e Courtney Frerichs, mentre la keniana Hyvin Kyeng precedette la connazionale Beatrice Chepkoech nella lotta per la medaglia di bronzo. Da allora Chepkoech è diventata la dominatrice della specialità vincendo 15 gare su 17  nel 2018 e nel 2019 e stabilendo il record del mondo con lo strepitoso tempo di 8’44”32 a Montecarlo nel 2018. Ha perso contro la connazionale Norah Jeruto a Oslo ma ha stabilito la migliore prestazione mondiale del 2019 con 8’55”58 a Stanford lo scorso 30 Giugno. 

Coburn ha migliorato il record personale nelle ultime due grandi rassegne disputate quando ha vinto il bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016 in 9’07”63 e l’oro ai Mondiali di Londra 2017 in 9’02”58 e arriva a Doha con un personale stagionale di 9’04”90 realizzato al meeting di Stanford dello scorso Giugno. La vice campionessa mondiale Courtney Frerichs ha realizzato il record nordamericano con 9’00”85 a Montecarlo nel 2018 e ha un personale stagionale di 9’09”75. 

Il Kenya schiera Hyvin Kyeng (campionessa mondiale a Pechino 2015) e Celliphine Chepsol (primatista mondiale juniores con 8’58”78 e due volte campionessa mondiale under 20). 

La migliore europea in gara è la tedesca Gesa Felicitas Krause, bronzo mondiale a Pechino 2015 e due volte campionessa europea ad Amsterdam 2016 e Berlino 2018. Krause ha migliorato il record tedesco dei 3000 siepi con 9’07”51 a Zurigo e il record del mondo sui 2000 siepi con 5’52”80. 

La diciannovenne del Barhein Winfred Yavi torna a Doha dove ha vinto due titoli asiatici sui 3000 siepi e sui 5000 metri. Di recente ha migliorato il personale con 9’07”23 a Birmingham. 

I 3000 siepi femminili si svolgeranno in due turni con le batterie in programma Venerdì 27 Settembre alle 18.55 e la finale alle 21.50 di Lunedì 30 Settembre.

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