Campionati del mondo di Doha: tutte le sfide dei salti, lanci e prove multiple

Presentazione dei Campionati del Mondo di atletica dedicata alle gare dei salti, lanci e delle prove multiple.

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Presentiamo i favoriti e i possibili medagliati delle gare dei salti, dei lanci e delle prove multiple che avranno come protagonisti più attesi Sam Kendricks e Armand Duplantis nel salto con l’asta maschile, Nafissatou Thiam e Katarina Johnson Thompson nell’eptathlon femminile, Juan Miguel Echevarria nel salto in lungo maschile, Christian Taylor e Will Claye nel salto triplo maschile e Ekaterini Stefanidi nel salto con l’asta femminile, Malaika Mihambo nel salto in lungo femminile e Yulimar Rojas nel salto triplo femminile

Salti maschili, salto in alto: Nedasekau leggermente favorito, tifo per Barshim, Tamberi e Sottile speranze azzurre

Il salto in alto maschile si preannuncia come una gara molto incerta e aperta ad ogni pronostico. Il beniamino del pubblico di Doha Mutaz Barshim è uno degli atleti più attesi dal pubblico di casa, ma il campione in carica dell’ultima edizione di Londra 2017 è ancora alla ricerca della forma migliore dopo il grave infortunio subito al meeting di Szekesfehrvar durante un tentativo di battere il record mondiale a 2.46m. L’infortunio, che purtroppo ha ricordato quello subito dal nostro saltatore Gianmarco Tamberi a Montecarlo nel 2016, ha tenuto fermo il campione nato a Doha, che rimase imbattuto in undici gare disputate nel 2017 stabilendo nove delle migliori undici prestazioni di quella stagione coronata anche dal titolo di Atleta dell’anno della IAAF. La vittoria più sentita arrivò proprio in occasione del meeting della Diamond League di Doha di due anni fa quando valicò l’asticella alla misura di 2.40m. 

La data di inizio autunno dei Mondiali ha permesso a Barshim di continuare a lavorare per entrare in forma per l’appuntamento più atteso della sua carriera. Nelle tre gare disputate in questa stagione Barshim ha realizzato un personale stagionale di 2.27m al meeting di Londra. 

Il livello del salto in alto si è abbassato ma diciannove atleti hanno superato almeno 2.30m nel corso del 2019. Non c’è stato un vero dominatore e questo a rendere molto difficile il pronostico. Proprio nell’ultima gara pre-mondiale il bielorusso Maksim Nedasekau ha vinto nel Match tra Europa e Stati Uniti con 2.35m battendo il russo Ilya Ivanyuk (2.31m) strappando la migliore prestazione mondiale dell’anno ad un terzetto formato dall’azzurro Stefano Sottile e dai russi Ilya Ivanyuk e Mikhail Akimenko, che sono appaiati al secondo posto con 2.33m. Un altro atleta da tenere d’occhio nella lotta per le medaglie è l’ucraino Andiy Protsenko, che ha conquistato il successo nella finale della Diamond League di Zurigo con 2.32m. 

L’australiano Brandon Starc  si candida ad un ruolo di primo piano dopo essere stato protagonista nelle ultime due finali della Diamond League (primo a Bruxelles nel 2018 con 2.33m e secondo a Zurigo nel 2019 con 2.30m). 

il siriano Majd Ghazal (bronzo ai Mondiali di Londra 2017 e vincitore agli Anniversary Games davanti a Barshim lo scorso Luglio con 2.30m) torna sulla pedana portafortuna di Doha dove ha vinto il titolo asiatico con 2.30m. 

In questo scenario nel quale un salto compreso tra 2.29m e 2.31m potrebbe bastare per una medaglia potrebbero trovare spazio nella lotta per le prime posizioni anche gli azzurri Gianmarco Tamberi e Stefano Sottile. Tamberi ha vinto il titolo europeo indoor a Glasgow nello scorso Marzo superando la migliore prestazione continentale al coperto del 2019 con 2.32m, ma la stagione outdoor è stata purtroppo condizionata da una serie di piccoli infortuni. Il campione mondiale indoor di Portland 2016 ha realizzato la miglior misura stagionale outdoor di 2.28m a Roma prima di fermarsi a 2.19m a Rabat ma non gareggia dal test effettuato a Montespertoli dove ha saltato 2.25m. Sottile ha superato per la prima volta 2.30m ai Campionati Italiani Under 23 di Rieti e si è migliorato di tre centimetri in occasione della vittoria con 2.33m ai Campionati Italiani di Bressanone a fine Luglio. Il ventunenne piemontese allenato da Valeria Musso si è classificato al quarto posto sia agli Europei Under 23 di Gavle (nella gara vinta da Nedasekau con 2.29m) sia nel Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz. 

Bohdan Bondarenko (campione del mondo a Mosca 2013 con 2.37m davanti a Barshim) ha iniziato la stagione con un doppio successo nella Diamond League a Roma con 2.31m e a Rabat con 2.28m. Gli altri candidati al podio sono il giapponese Naoto Tobe (dominatore del World Indoor Tour con la migliore prestazione mondiale al coperto del 2019 di 2.35m realizzata a Dusseldorf),  il cinese Yu Wang (primatista nazionale con 2.34m nell’ultima stagione indoor) e il cubano Luis Zayas (medaglia d’oro ai Giochi Panamericani di Lima con 2.30m). 

I saltatori in alto entreranno in scena per le qualificazioni in programma Martedì 1 Ottobre alle 16.50 e si giocheranno le medaglie due giorni dopo alle 20.15. 

Salto con l’asta: sfida ad alta quota Kendricks, Lisek e Duplantis

Lo statunitense Sam Kendricks guida le liste mondiali dell’anno con il primato nordamericano di 6.06m realizzato ai Campionati nazionali di Des Moines a fine Luglio e si ripetuto saltando 6.00 metri in occasione della vittoria al meeting di Parigi. La prestazione del saltatore di Oxford nel Mississippi si colloca al secondo posto nelle liste mondiali di sempre all’aperto alle spalle del record mondiale primatista mondiale Sergey Bubka stabilito al Sestriere nel 1994, quando lo statunitense non aveva ancora due anni. 

Kendricks difende il titolo vinto due anni fa a Londra quando si impose con 5.95m davanti al polacco Piotr Lisek e al francese Renaud Lavillenie. 

Il salto con l’asta promette di essere uno dei momenti clou dell’intera rassegna iridata. Un salto da 6.00m potrebbe persino non bastare per vincere la medaglia d’oro per la concentrazione di talenti presenti in pedana. Oltre a Kendricks hanno superato il magico muro dei 6 metri in questa stagione estiva anche lo svedese Armand Duplantis e Piotr Lisek. Duplantis ha vinto il titolo europeo realizzando due record mondiali under 20 con 6.00m e 6.05m a Berlino. Nel corso del 2019 il figlio d’arte scandinavo ha superato altre due volte i 6 metri a Fayetteville l’11 Maggio e a Stoccolma durante l’incontro tra Svezia e Finlandia il 24 Agosto e si aggiudicato otto vittorie su quattordici gare disputate, compresi i successi al meeting di Berlino con 5.80m e nel Match tra Europa e Stati Uniti con 5.85m. 

Lisek ha vinto la medaglia d’argento agli Europei Indoor di Glasgow alle spalle del connazionale Pawel Wojciechowski e ha realizzato due record polacchi in sette giorni superando 6.01m a Losanna e 6.02m a Montecarlo. 

Renaud Lavillenie ha vinto tutti i titoli internazionali all’aperto (oro olimpico a Londra e tre vittorie consecutive agli Europei) ma non ha mai vinto ai Mondiali outdoor, dove ha portato a casa un argento a Mosca 2013 e quattro argenti a Berlino 2009, Daegu 2011, Pechino 2015 e a Londra 2017). Il francese ha realizzato il personale stagionale con 5.85m in occasione del sedicesimo titolo nazionale vinto a fine Luglio a Saint Etienne. 

L’azzurro Claudio Stecchi arriva ai Mondiali in buone condizioni di forma e può puntare alla finale iridata dopo aver superato il personale all’aperto con 5.72m a Rovereto e 5.70m nell’ultimo test disputato sulla pedana di allenamento di Castelporziano a Roma dove è stato battuto a pari misura dal campione olimpico Thiago Braz Da Silva. Il brasiliano è tornato ad esprimersi a grandi livelli saltando 5.92m a Montecarlo dopo gli alti e bassi seguiti alla vittoria alle Universiadi. 

Gli altri atleti da seguire sono Pavel Wojciechowski (oro iridato a Daegu 2011 e quarto al meeting di Montecarlo con il personale stagionale di 5.87m), lo statunitense Cole Walsh (terzo nella finale della Diamond League di Zurigo con il record personale di 5.83m) e il filippino Ernest John Obiena (vincitore alle Universiadi di Napoli con 5.76m 

Gli astisti entreranno in scena ad inizio mondiale con le qualificazioni nella seconda giornata in calendario Sabato 28 Settembre alle 17.30 e la finale di Martedì 1 Ottobre alle 20.05. 

Salto in lungo: Echevarria punta a riportare il titolo mondiale a Cuba 18 anni dopo Pedroso

Il giovane fuoriclasse cubano Juan Miguel Echevarria è il grande favorito dopo lo straordinario salto da 8.65m realizzato nella finale della Diamond League di Zurigo. Con questo risultato il campione mondiale indoor di Birmingham 2018 ha sfiorato di appena tre centimetri il record personale di 8.68m realizzato nel 2018, anche se in carriera ha fatto ancora meglio saltando 8.83m a Stoccolma nel 2018 e 8.92m a L’Avana con vento a favore oltre la norma. In caso di successo il ventunenne cubano riporterebbe il titolo mondiale a Cuba diciotto anni dopo Ivan Pedroso, che detiene il record di vittorie iridate in questa specialità con quattro ori conquistati a Goteborg 1995, a Atene 1997, a Siviglia 1999 e a Edmonton 2001. 

Il principale avversario del cubano sarà ancora una volta il campione in carica Luvo Manyonga, che ha realizzato il miglior risultato stagionale in occasione della vittoria al meeting di Londra con 8.37m. Echevarria sconfisse Manyonga per due centimetri con 8.46m in occasione della vittoria ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018. 

Tra i candidati ad un posto in finale vanno annoverati gli altri sudafricani Ruswahl Samaai (bronzo ai Mondiali di Londra e quattro piazzamenti tra i primi tre in questa stagione di Diamond League) e Zarck Visser (8.41m di personale in questa stagione), il greco Miltiadis Tentoglou (campione europeo outdoor, indoor e under 23 nelle ultime due stagioni), il giamaicano Tajay Gayle (secondo agli Anniversary Games di Londra con il personale di 8.32m e terzo nella finale della Diamond League di Zurigo), il giapponese Shoutarou Shiroyama (bronzo ai Mondiali Under 20 di Eugene 2014 e terzo nelle liste mondiali stagionali con il sorprendente 8.40m realizzato a Fukui), l’altro nipponico Yuki Hashioka (campione mondiale universitario a Napoli 2019 e autore di un personale di 8.32m realizzato in questa stagione), i cinesi Zhang Yaoguang (argento ai Campionati asiatici di Doha nel 2019) e Huang Changzhou (terzo ai Mondiali indoor 2016), lo svedese Thobias Montler (vincitore ai meeting di Stoccolma davanti a Echevarria) e lo statunitense Jeff Henderson (campione olimpico a Rio de Janeiro 2016). 

Salto triplo: nuovo capitolo della sfida tra Taylor e Claye

Christian Taylor e Will Claye rinnovano il loro duello aggiungendo un nuovo capitolo della loro rivalità iniziata fin dalle gare universitarie quando gareggiavano con la maglia dei Florida Gators. Ai Campionati del Mondo gli amici-rivali si ritrovarono l’uno contro l’altro per la prima volta nel 2011 a Daegu dove Taylor si impose con 17.96m, mentre Claye si aggiudicò la medaglia di bronzo. In tre grandi rassegne successive Taylor ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016 e ai Mondiali di Londra 2017, mentre Claye si è sempre classificato secondo. Taylor ha vinto tre ori mondiali e due olimpici e ha sfiorato il record del mondo di Jonathan Edwards in occasione della vittoria ai Mondiali di Pechino nel 2015. 

Claye proverà a prendersi lo scettro dopo due bronzi a Daegu 2011 e a Mosca 2013 e l’argento a Londra 2017. Il campione del mondo indoor di Birmingham 2018 è diventato il terzo triplista della storia ad infrangere la barriera dei 18 metri nel corso dell’estate e lo ha fatto in due occasioni con 18.14m a Long Beach e 18.06m a Parigi. 

Taylor è andato vicino ai 18 metri in occasione della vittoria al meeting ungherese di Szekesfehrvar con 17.93m con vento a favore oltre la norma e ha vinto a Montecarlo con 17.82m. Lo scorso 6 Settembre Taylor ha vinto il settimo titolo della Diamond League della sua carriera aggiudicandosi la finale di Bruxelles con 17.85m. 

Taylor è in vantaggio per 26 a 23 negli scontri diretti con Claye. 

Doha è diventato un luogo magico per il salto triplo dal 2015 quando per la prima volta due saltatori superarono i 18 metri nella stessa gara. In quell’occasione Pedro Pablo Pichardo si impose con 18.06m precedendo Taylor di due centimetri. In questa stagione Pichardo ha battuto Taylor al meeting di Londra con 17.53m. 

L’altro statunitense in grado di lottare per il podio è Omar Craddock, che ha compiuto un notevole salto di qualità migliorando il record personale con 17.68m in questa stagione e ha vinto al Golden Gala di Roma con 17.50m e ai Panamerican Games con 17.42m. Nella sua precedente partecipazione ai Mondiali Craddock si classificò quarto a Pechino 2015. La formazione statunitense schiera anche Donald Scott, vincitore ai Campionati nazionali di Des Moines con 17.74m con vento a favore. 

Da podio anche il giovane cubano Jordan Diaz campione del mondo under 18 a Nairobi nel 2017 e primatista mondiale allievi con 17.41m l’anno scorso. In questa stagione ha migliorato il personale con 17.49m e ha vinto la medaglia d’argento ai Giochi Panamericani di Lima alle spalle di Craddock con 17.38m. In caso di podio a Doha diventerebbe il più giovane triplista a vincere una medaglia nella storia dei Mondiali. 

Gli altri triplisti da seguire nella lotta per il podio sono il rappresentante del Brurkina Faso Fabrice Zhango (primatista africano in questa stagione con 17.58m indoor e 17.50m outdoor), i cinesi Wu Ruiting e Zhu Yaming (accreditati rispettivamente di personali di 17.47m e 17.40m), il turco Necati Er (campione europeo under 23 a Gavle 2019), il brasiliano Almir Dos Santos (argento ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018 con 17.41m), il portoghese Nelson Evora (oro olimpico a Pechino 2008, iridato a Osaka 2007 e campione europeo a Berlino 2018) e l’azero Nazim Babayev (campione europeo indoor a Glasgow 2019). Per il giovane piacentino Andrea Dallavalle sarà un’occasione di fare una grande esperienza internazionale dopo le medaglie vinte nelle ultime grandi rassegne continentali (argento agli Europei Under 20 di Grosseto 2017 e bronzo agli Europei Under 23 di Gavle 2019 con il record personale di 16.95m). 

Il salto triplo debutta nella giornata inaugurale di Venerdì 27 Settembre con le qualificazioni alle ore 19.25. La finale è in programma Domenica 29 Settembre alle 21.45. 

Salti femminili, salto in alto: Lasitskene punta a diventare la prima altista a vincere tre titoli mondiali

Mariya Lasitskene ha vinto le ultime due edizioni dei Mondiali a Pechino 2015 e a Londra 2017 e insegue l’obiettivo di diventare la prima altista nella storia di questa manifestazione a vincere tre titoli iridati all’aperto. In questa stagione ha vinto 11 gare su dodici, si è aggiudicata il quarto titolo della Diamond League della sua carriera e ha superato la barriera dei 2 metri in sette occasioni eguagliando il record personale con 2.06m a Ostrava. Nelle ultime due gare disputate la fuoriclasse russa non è sembrata al meglio della forma a causa di un problema al ginocchio e ha subito l’unica sconfitta stagionale all’aperto contro la ventunenne ucraina Yulia Levchenko, che ha superato il record personale di un centimetro con 2.02m in occasione della vittoria sulla russa nel Match tra Europa e Stati Uniti a Minsk. 

Levchenko salì sulla ribalta due anni fa quando vinse la medaglia d’argento ai Mondiali di Londra migliorando il record personale con 2.01m quando aveva ancora 19 anni. 

La connazionale Yaroslava Mahuchik torna a Doha dove lo scorso Maggio è diventata la più giovane atleta della storia a vincere una gara di Diamond League saltando 1.96. Successivamente la diciassettenne ucraina ha superato 2 metri a Stanford e ha vinto la medaglia d’oro agli Europei Under 20 a Boras arricchendo la sua bacheca che comprende anche le vittorie ai Mondiali Under 18 nel 2017, agli Europei Under 18 e alle Olimpiadi giovanili nel 2018. Il terzetto ucraino è completato da Iryna Gerashchenko, che ha vinto la medaglia d’argento alle Universiadi di Napoli 2019 e ha superato il record personale con 1.98m nel Match tra Europa e Stati Uniti. 

Un'altra altista da podio è la bulgara Mirela Demireva, argento olimpico a Rio 2016 e due volte seconda agli Europei di Amsterdam 2016 e Berlino 2018. 

Le altre atlete da seguire sono la polacca Kamila Lichwinko, bronzo ai Mondiali di Londra 2017 e quarta nella finale della Diamond League con 1.95m nella stagione del rientro post maternità, la statunitense Vashti Cunningham, campionessa mondiale indoor a Portland 2016 a 18 anni e seconda al Prefontaine Classic di Stanford con 2.00m e la giovane bielorussa Karyna Taranda Demidik, campionessa mondiale under 20 a Tampere 2018. 

Alessia Trost punta alla seconda finale iridata della sua carriera dopo il settimo posto di sei anni fa a Mosca 2013. La friulana, bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018, è tornata a saltare a buoni livelli in Agosto saltando 1.94m in occasione del terzo posto nel Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz prima di vincere al meeting di Rovereto con 1.92m davanti a Gerashchenko. L’altra azzurra Elena Vallortigara, seconda italiana di sempre con 2.02m al meeting di Londra nel 2018, ha già gareggiato a Doha nella Diamond League lo scorso Maggio ma è stata costretta a fermarsi per tre mesi per la distorsione alla caviglia. La vicentina ha superato 1.91m al meeting di Bellinzona classificandosi seconda alle spalle di Gerashchenko nella gara del rientro. 

Il primo impegno per le altiste è fissato per Venerdì 27 Settembre con le qualificazioni alle ore 18.40, mentre le finali saranno assegnate Lunedì 30 Settembre alle 20.30.  

Salto con l’asta femminile: Stefanidi insegue il bis

Ekaterini Stefanidi non ha mai perso nelle grandi rassegne internazionali dal 2016 avendo conquistato le medaglie d’oro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, ai Mondiali di Londra 2017 e agli Europei di Berlino 2018 in tre anni consecutivi. Durante questa stagione ha vinto sei gare su tredici, compreso il quarto trionfo di fila in Diamond League nella finale di Bruxelles dove ha eguagliato il personale stagionale con 4.83m. Quando sente profumo di medaglie la fuoriclasse greca è sempre in grado di elevare il suo rendimento come accadde due anni fa a Londra quando realizzò il record personale con 4.91m. Meglio della saltatrice greca in questa stagione hanno fatto Jenn Suhr (4.91m), Anzhelika Sidorova (4.91m indoor e 4.87m) e Sandi Morris (4.85m). 

La vice campionessa mondiale indoor 2018 e oro europeo indoor 2019 Sidorova ha vinto cinque gare su dieci in questa stagione (inclusa la gara di Zurigo con 4.87m) e ha un bilancio di cinque vittorie e tre sconfitte contro Stefanidi nel 2019. 

Sandi Morris ha vinto il titolo statunitense a Des Moines con il personale stagionale di 4.85m e la tappa della Diamond League di Rabat ma ha dovuto affrontare qualche infortunio. 

La campionessa olimpica di Londra 2012 Jenn Suhr detiene la migliore prestazione mondiale dell’anno con 4.91m alle Texas Relays in Marzo e di recente ha vinto al meeting di Beckum con 4.75m. 

Le altre due atlete da medaglia sono la canadese Alysha Newman e la statunitense Katie Nageotte. Newman ha migliorato tre volte il record nazionale portandolo da 4.75m a 4.82, misura con la quale ha vinto al meeting di Parigi e si è classificata terza a Zurigo. Nageotte ha vinto al meeting di Losanna con 4.82m e ha vinto l’argento ai Giochi Panamericani di Lima.

Il cast delle pretendenti alle prime posizioni sono la cubana Yarisley Silva (campionessa mondiale a Pechino 2015 e vincitrice ai Panamerican Games di Lima), la venezuelana Robeilys Peinado (bronzo ai Mondiali di Londra 2017 e quinta nella finale della Diamond League a Bruxelles con il primato nazionale di 4.70m) e la svedese Angelica Bengtsoon (prima al Golden Gala di Roma con 4.76m e vincitrice al meeting di Stoccolma). L’azzurra Roberta Bruni si è meritata la partecipazione dopo una stagione eccellente nella quale ha vinto le Universiadi di Napoli con 4.46m e il record personale all’aperto realizzato a Chiari con 4.52m. 

Salto in lungo: Mihambo insegue la decima vittoria consecutiva

La tedesca originaria di Zanzibar Malaika Mihambo è rimasta imbattuta in nove gare stagionali e detiene cinque dei migliori sei salti dell’anno. Ha superato la barriera dei 7 metri in sei gare: Dessau (7.05m), Roma (7.07), Londra (7.02m), Campionati tedeschi a Berlino (7.16m, migliore prestazione mondiale dell’anno), Campionato Europeo per nazioni a Bydgoszcz (7.11 con vento a favore oltre la norma di +2.2 m/s) e la finale della Diamond League a Bruxelles (7.03m). 

L’unica in grado di contrastare la superiorità della tedesca è la trentatreenne statunitense Brittney Reese, che ha vinto quattro titoli mondiali outdoor su sei partecipazioni a questa manifestazione oltre all’oro olimpico a Londra 2012 e tre titoli mondiali indoor e ha realizzato 7.00m in occasione del titolo statunitense a Des Moines nel 2019. La ex giocatrice di basket di Inglewood in California si è piazzata terza a Roma (6.76m) e seconda a Londra (6.82m) e a Bruxelles (6.85m).

La ventitreenne nigeriana Ese Brume è la terza lunghista ad aver superato la barriera dei 7 metri con 7.05m in occasione Campionati turchi open di Bursa dove gareggiava da ospite. Nell’ultima gara disputata prima di Doha Brume ha vinto ai Giochi Africani di Rabat con 6.69m. 

L’atleta mondiale IAAF del 2018 Caterine Ibarguen ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell’anno di 6.87m in occasione del secondo posto al Golden Gala di Roma, ma si è infortunata ai Giochi Panamericani di Lima. La campionessa olimpica del salto triplo tenterà l’accoppiata lungo-triplo riuscita in occasione della doppietta nelle finali della Diamond League di Zurigo e Bruxelles e alla Continental Cup di Ostrava nel 2018. Il programma orario permetterebbe di gareggiare in entrambe le discipline, anche se le qualificazioni sono fissate in calendario Sabato 5 Ottobre alle 17.50 due ore e mezzo prima della finale del salto triplo alle 20.35. La finale del lungo è in programma nell’ultima giornata di Domenica 6 Ottobre alle 19.15. 

La Romania schiera Florentina Costina Iusco e Alina Rotaru, due atlete in grado di migliorare il proprio record personale in questa stagione rispettivamente con 6.92m e 6.91m. 

Chantel Malone delle Isole Vergini Britanniche, ha stabilito il record personale con 6.90m in Aprile e ha vinto i Giochi Panamericani di Lima. Le altre candidate ad un posto in finale sono Abigall Irozuru, campionessa britannica a Birmingham con il record personale di 6.86m, l’altra britannica Shara Proctor, vice campionessa mondiale a Pechino 2015 e seconda ai Campionati nazionali con 6.84m, e la russa Darya Klishina, vice campionessa mondiale a Londra 2017 e atleta accreditata di un personale stagionale di 6.84m a fine Giugno. Grande curiosità anche per la campionessa mondiale dei 100 metri Tori Bowie, che si è classificata quarta ai Campionati statunitensi di Des Moines con 6.78m e ha un record personale di 6.91m a livello outdoor e 6.95m indoor. Non sarà invece in gara la campionessa mondiale ed europea indoor Ivana Spanovic, che ha dovuto dare forfeit a causa di un infortunio al tendine d’Achille subito al meeting di Berlino. 

Salto triplo femminile: Rojas all’attacco del record del mondo di Inessa Kravetz

La giovane fuoriclasse venezuelana Yulimar Rojas difende il titolo mondiale vinto due anni fa a Londra quando si impose davanti alla colombiana Caterine Ibarguen nel “derby” sudamericano. In caso di vittoria Rojas diventerebbe la quarta triplista nella storia della rassegna iridata a vincere due titoli mondiali di fila dopo Tatyana Lebedeva, Yargelis Savigne e Caterine Ibarguen. 

Rojas ha vinto sei gare su otto e soprattutto ha sfiorato di nove centimetri il record mondiale detenuto dall’ucraina Inessa Kravets in occasione del sensazionale salto da 15.41m realizzato nel meeting spagnolo di Andujar il 6 Settembre scorso in una gara illuminata da altri due salti oltre i 15 metri. Kravets stabilì il primato proprio in occasione dei Mondiali di Goteborg 1995 con 15.50m. Rojas ha superato la barriera dei 15 metri altre tre volte a Huelva (15.06m), ai Giochi Panamericani di Lima (15.11m) e a Parigi (15.05) e ha vinto a Montecarlo con 14.98m e a Padova con 14.87m. Ha subito le uniche due sconfitte contro Caterine Ibarguen a Losanna e Shanieka Ricketts nella finale della Diamond League a Zurigo. 

Ibarguen, due volte campionessa mondiale a Mosca 2013 e a Pechino 2015, ha vinto due tappe di Diamond League a Oslo con 14.79m e a Losanna con 14.89m ma non gareggia nel triplo dal quinto posto a Montecarlo con 14.33m anche a causa dell’infortunio. 

L’altra atleta da medaglia è la giamaicana Shanieka Ricketts, vincitrice nella finale della Diamond League a Zurigo davanti a Rojas con il record personale di 14.93m. Da tenere in considerazione anche la stella emergente cubana Liadagmis Povea (terza a Losanna con 14.77m e seconda a Montecarlo con 14.71m), la statunitense Keturah Orji (terza a Parigi Charlety con 14.72m), la spagnola Ana Peleteiro (bronzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018 e campionessa europea indoor a Glasgow 2019) e l’altra giamaicana Kimberley Williams (seconda ai Mondiali Indoor 2018) e la greca Paraskevi Papahristou (oro agli Europei di Berlino 2018). 

Prove multiple, Decathlon maschile: Mayer cerca il bis

E’ passato un anno dal record del mondo stabilito dal francese Kevin Mayer nel decathlon di Talence con lo stratosferico score di 9126 punti. Da allora Mayer non ha più disputato altri decathlon, ma ha realizzato ottime prestazioni in diverse prove individuali come 7”72 sui 60 ostacoli a livello indoor, 13”55 sui 110 ostacoli e 17.08m nel getto del peso nella gara del triathlon di Parigi Charlety. Nelle altre prove ha saltato 7.55m nel lungo, 10”60 sui 100 metri, 50.15m nel disco, 5.35m e 67.62m nel giavellotto. Tutte prestazioni superiori a quelle ottenute in occasione della vittoria nel decathlon ai Mondiali di Londra. In caso di vittoria Mayer diventerebbe il terzo decathleta in grado di vincere due titoli mondiali dopo Ashton Eaton e Dan O’Brien. 

Il canadese Damian Warner è uno dei decatleti più regolari degli ultimi anni con un palmares comprendente il bronzo olimpico a Rio de Janeiro 2016 e tre medaglie mondiali (secondo a Pechino 2015 e terzo a Mosca 2013 e secondo nella rassegna iridata indoor di Birmingham 2018) e cinque vittorie al meeting austriaco di Goetzis (2013, 2016, 2017, 2018 e 2019). Ha realizzato le migliori prestazioni della sua carriera proprio al Moesle di Goetzis con 8795 punti nel 2018 e 8711 punti nel 2019. Un mese e mezzo fa ha vinto la medaglia d’oro ai Panamerican Games di Lima con 8513 punti. 

La grande tradizione tedesca potrebbe continuare con il giovane Niklas Kaul, campione del mondo under 18 nel 2015 e junior nel 2016 e oro europeo juniores a Grosseto 2017. In questa stagione Kaul si è classificato quarto a Goetzis con 8336 punti e primo ai Campionati Europei Under 23 con 8572 punti in una prova illuminata dal fantastico lancio da 77.36m nel giavellotto. Di recente ha migliorato il record personale con 78.49m al meeting ISTAF di Berlino. Un altro atleta tedesco in grado di eccellere sui grandi palcoscenici internazionali è Kai Kazmirek, terzo due anni ai Mondiali di Londra e accreditato di un personale stagionale di 8444 punti. 

Gli altri decathleti in grado di lottare per le prime posizioni sono l’estone Maicel Uibo (terzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018 e secondo a Gotzis nel 2018), il grenadino Lindon Victor (oro ai Giochi del Commonwealth). 

Eptathlon femminile: scontro stellare tra Thiam e Johnson Thompson

La fuoriclasse belga Nafissatou Thiam potrebbe diventare la terza eptatleta nella storia dei Mondiali in grado di vincere due titoli iridati dopo le leggende delle prove multiple Carolina Kluft e Jessica Ennis Hill. Thiam è imbattuta nelle grandi rassegne internazionali con gli ori conquistati alle Olimpiadi di Rio 2016, ai Mondiali di Londra 2017 e agli Europei di Berlino 2018. L’atleta di Namur ha vinto l’eptathlon di Talence stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 6819 punti. Nel salto in alto del meeting francese ha superato 2.02m nel salto in alto stabilendo la migliore prestazione di sempre in questa disciplina nel contesto di una gara di eptathlon. Nel corso della stagione ha vinto la gara del salto in lungo del meeting della Diamond League di Birmingham con 6.86m battendo di un centimetro l’altra fuoriclasse dell’eptatlon Katarina Johnson Thompson. La sfida tra la belga e la britannica si rinnoverà anche a Doha e saranno tutte da seguire le gare di salto in alto e salto in lungo.

Johnson Thomson ha vissuto due stagioni straordinarie nelle quali ha vinto il titolo mondiale indoor a Birmingham, l’oro ai Giochi del Commonwealth a Gold Coast e l’argento agli Europei di Berlino nel 2018 e il secondo titolo europeo indoor della sua carriera a Glasgow e la vittoria al meeting di Goetzis nel 2019. L’altra grande protagonista delle ultime stagioni Caroline Schaefer (argento ai Mondiali di Londra 2017 e bronzo agli Europei di Berlino 2018) ha dovuto rinunciare a Doha per un infortunio. 

La statunitense Erica Bougard ha vinto il Multistars a Firenze nel 2018 e quest’anno si è imposta ai Campionati nazionali di Des Moines con 6663 punti. La connazionale Kendall Williams ha vinto il titolo mondiale under 20 sui 100 ostacoli a Eugene 2014 e si è classificata seconda nell’eptathlon ai Campionati statunitensi con 6610 punti. Le altre candidate ad un piazzamento tra le prime otto sono l’olandese Anouk Vetter (bronzo ai Mondiali di Londra 2017), le austriache Verena Preiner (6591 punti a Ratingen) e Ivona Dadic (argento ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018), la svizzera Caroline Ruckstuhl (campionessa europea under 23 nel 2019) e l’ostacolista e eptathleta Solene Ndama (bronzo agli Europei Indoor di Glasgow 2019). 

Le gare di decathlon e di eptathlon si svolgeranno nelle stesse giornate di Mercoledì 2 Ottobre e Giovedì 3 Ottobre. 

Per celebrare una due giorni speciale per le prove multiple la IAAF ha invitato come ambasciatori della manifestazione iridata il primatista mondiale e campione olimpico di Rio 2016 Ashton Eaton e la moglie canadese Brianne Theisen Eaton, argento ai Mondiali di Pechino 2015 e bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016. Gli altri ambasciatori IAAF presenti a Doha saranno il primatista mondiale del salto in lungo Mike Powell e il campione olimpico del salto in alto di Atene 2004 Stefan Holm. 

Lanci maschili, getto del peso maschile: scontro tra i titani Walsh, Crouser e Romani

Otto specialisti del getto del peso hanno superato la barriera dei 22 metri e ventiquattro hanno scagliato l’attrezzo oltre i 21 metri in questa stagione e nove atleti iscritti vantano un personale in carriera oltre questa barriera. Bastano soltanto questi dati per spiegare lo straordinario livello raggiunto dal getto del peso maschile in questa stagione. Soltanto la stagione olimpica del 1988 può reggere il confronto con il 2019. Un lancio da 22 metri potrebbe non bastare per salire sul podio. La gara per il titolo è molto aperta ed è difficile formulare previsioni per il podio in una specialità che ha sempre regalato sorprese. 

Leggermente favorito sembra essere il “Kiwi” neozelandese Tom Walsh, che ha vinto al meeting di Parigi Charlety con il personale stagionale di 22.44m e ha vinto una straordinaria finale della Diamond League a Bruxelles con 22.30m in una gara dove i primi tre hanno superato i 22 metri. Walsh difende il titolo conquistato due anni fa a Londra. 

Walsh rinnoverà il duello tra titani con il campione olimpico di Rio de Janeiro 2016 Ryan Crouser, che detiene la miglior misura mondiale dell’anno con 22.24m, il lancio più lungo dal 1990 in poi. Lo statunitense ha lanciato oltre i 22 metri in quasi tutte le gare in questa stagione tranne una volta alle Drake Relays e ha battuto Walsh nel precedente confronto diretto disputato al Khalifa Stadium di Doha con 22.13m nell’ambito della tappa inaugurale della Diamond League lo scorso 3 Maggio. Ha perso solo due volte a Stanford e nella finale della Diamond League di Bruxelles. 

Il terzetto statunitense è completato da Darrell Hill (vincitore nella finale della Diamond League 2017 a Bruxelles e primo nel Match tra Europa e Stati Uniti con 22.35m) e da Jo Kovacs (secondo ai Campionati statunitensi di Des Moines con 22.31m). 

Il brasiliano Darlan Romani ha battuto Walsh e Crouser al Prefontaine Classic di Stanford realizzando la decima prestazione mondiale all-time con 22.61m. 

Arriva in grande forma anche Konrad Bukowiecki, che di recente ha battuto Walsh al Memorial Skolimowska realizzando il record personale con 22.25m dopo aver ottenuto le misure di 21.91m, 21.92m e 21.99m nelle precedenti tre gare. Lo scorso anno Il ventunenne polacco ha vinto due medaglie d’oro alle Universiadi di Napoli e agli Europei Under 23 di Gavle (battendo nell’occasione l’azzurro Leonardo Fabbri). Il connazionale Michal Haratyk ha vinto i titoli europei all’aperto a Berlino (precedendo Bukowiecki) e a  livello indoor a Glasgow. 

Il lussemburghese Bob Bertemes ha superato la barriera dei 22 metri per la prima volta in carriera in occasione del record personale di 22.22m realizzato un mese fa a Shifflange, risultato poi confermato da un altro lancio da 22.17m, e potrebbe diventare il primo atleta della storia del suo paese a raggiungere la finale dei Mondiali. Il cast è completato dal croato Filip Mihaljevic (bronzo ai Mondiali Indoor 2016), dal nigeriano Chuku Enekwechi (21.80m di record personale) e dall’altro neozelandese Jacko Gill (due volte campione mondiale under 20 e autore di un record personale di 21.47m nell’ultima gara disputata a Usti Nad Labem). 

Il ventunenne fiorentino Leonardo Fabbri non avrà un compito facile in un contesto così stellare ma l’obiettivo dell’allievo di Paolo Dal Soglio potrebbe essere quello di abbattere per la prima volta in carriera la barriera dei 21 metri già sfiorata in questa stagione a Vicenza. Nell’ultimo test disputato prima della partenza per Doha “Fabbrino” (come viene soprannominato Leonardo dagli amici) ha fatto registrare la buona misura di 20.71m al Campionato Italiano Under 23 di società a Rieti. 

Lancio del disco maschile: Stahl contro Dacres, sfida oltre i 70 metri

Soltanto una volta nella storia della rassegna iridata è servito un lancio oltre i 70 metri per vincere il titolo mondiale. Accadde nel 2005 quando il lituano Virgilus Alekna si impose con 70.17m a Helsinki 2005. Questa volta lanciare a 70 metri potrebbe non essere sufficiente per vincere la medaglia d’oro. 

Il ventisettenne svedese Daniel Stahl guida le liste mondiali stagionali con lo straordinario lancio da 71.86m (record nazionale e miglior lancio negli ultimi 11 anni). La prestazione di Stahl si colloca al quarto posto nelle liste mondiali all-time. Lo scandinavo nato da madre finlandese e padre svedese ha vinto 12 delle 15 gare disputate in questa stagione e quattro competizioni su cinque in Diamond League, compresa la vittoria a Doha con 70.56m. L’unico in grado di battere Stahl nel 2019 è stato il gigante giamaicano Fedrick Dacres, che ha stabilito il primato nazionale con 70.78m al meeting della Diamond League di Rabat. 

Il lituano Andrius Gudzius difende il titolo vinto due anni fa a Londra quando si impose con 69.19m precedendo Stahl di due centimetri. In questa stagione l’erede del grande Virgilius Alekna ha realizzato un miglior lancio da 67.73m. 

L’austriaco Lukas Weisshaidinger arriva all’appuntamento iridato con ottime chance di medaglia dopo una stagione di grande livello nella quale ha raggiunto quattro piazzamenti tra i primi cinque in Diamond League e ha realizzato il primato nazionale con 68.14m a Rabat. Si candida al podio anche il veterano polacco Piotr Malachowski, che ha vinto il titolo mondiale a Pechino 2015, l’argento olimpico a Rio 2016 e di recente il Campionato Europeo di Bydgoszcz. 

Gli altri candidati ad un posto tra i primi otto sono i tedeschi Christoph Harting (campione olimpico a Rio 2016) e Martin Wierig (quarto ai Mondiali di Mosca 2013), l’iraniano Ehsan Hadadi (bronzo ai Mondiali di Mosca 2013), il romeno Alexandru Firfirica (argento alle Universiadi di Napoli e autore di un record personale di 67.32m), il norvegese Ole Stunes (67.78m di personale nel 2019) e lo statunitense Mason Finley (bronzo ai Mondiali di Londra 2017). 

L’umbro Giovanni Faloci si è meritato la qualificazione ai Mondiali grazie al personale di 65.30m realizzato a Latina e al bel quarto posto al Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz. 

Il programma prevede le qualificazioni alle 16.15 di Sabato 28 Settembre e la finale alle 21.25 di Lunedì 30 Settembre. 

Lancio del giavellotto: gara aperta ad ogni pronostico

La stagione del giavellotto ha fatto registrare quattro vincitori diversi in cinque gare diverse e questo contribuisce a rendere molto incerto il pronostico della vigilia. 

L’atleta più regolare nel rendimento in questa stagione è stato Magnus Kirt, che ha stabilito due record nazionali con 90.34m a Ostrava e 90.61m a Kuortane e ha vinto la finale della Diamond League a Zurigo.

Il tedesco Johannes Vetter difende il titolo conquistato due anni fa a Londra e si candida ad un altro Mondiale da protagonista. Dopo essere stato condizionato da una serie di infortuni che lo hanno fermato per due mesi il lanciatore nativo di Dresda è tornato a lanciare oltre i 90 metri con 90.03m in occasione della vittoria nel Match tra Europa e Stati Uniti di Minsk. Nella storia dei Mondiali solo il grande Jan Zelezny ha vinto due titoli mondiali consecutivi nel 1993 e nel 1995. 

Il vice campione europeo di Berlino e vincitore della Diamond League 2018 Andreas Hofmann è l’unico ad aver vinto due gare di Diamond League in questa stagione a Shanghai e Montecarlo. Il tedesco è attualmente terzo nelle liste mondiali dell’anno con 89.65m. Il campione olimpico Thomas Rohler torna a Doha dove due anni fa realizzò la terza migliore prestazione di sempre con 93.90m nella Diamond League 2017. Rohler è nono nelle liste mondiali dell’anno con 86.99m ma è un grande agonista ed è in grado di elevare il suo rendimento in questo tipo di manifestazioni. La wild card assegnata al campione del mondo Vetter permette alla Germania di schierare come quarto atleta Julian Weber, che è entrato in squadra grazie alla vittoria nell’Europeo per nazioni di Bydgoszcz con 86.86m. 

La Repubblica Ceca è rappresentata dal vice campione mondiale di Londra 2017 Jakub Vadleich (85.78m) e dall’iridato di Mosca 2013 Vitezslav Vezely. Gli altri nomi di spicco dei paesi di maggiore tradizione europea sono il lettone Edis Matusevicius (89.17m)  e il finlandese Oliver Helander (86.93m). 

Il giavellotto ha allargato i suoi confini oltre i paesi di maggiori tradizioni ed è diventato sempre più specialità universale. Tanti atleti provenienti da un angolo del globo potrebbero giocarsi un posto sul podio. Tra i nomi più interessanti spiccano il portacolori di Chinese Taipei Chen Chao Tsun, vincitore al meeting di Birmingham e quattro volte tra i primi tre nei meeting della Diamond League 2019, il grenadino Anderson Peters, vincitore alle NCAA Finals di Austin e campione ai Giochi Panamericani di Lima con il record personale di 87.31m, il keniano Julius Yego, campione del mondo a Pechino 2015 e vincitore ai recenti African Games di Rabat con 87.73m, e il trinidegno Keshorn Walcott, campione olimpico a Londra 2012 e secondo ai Panamerican Games 2019. 

Per vedere i giavellottisti in azione bisognerà aspettare le giornate finali dei Mondiali con le qualificazioni in programma Sabato 5 Ottobre alle 16.30 e la finale nella giornata conclusiva di Domenica 6 Ottobre alle 18.55. 

Lancio del martello maschile: derby polacco tra Fajdek e Nowicki, ma attenzione a Cienfuegos

Il fuoriclasse polacco Pawel Fajdek insegue il poker dopo le tre vittorie consecutive di Mosca 2013, Pechino 2015 e Londra 2017, ma questa volta non avrà vita facile contro il connazionale Wojchjech Nowicki, che guida le liste mondiali stagionali con il lancio da 81.74m realizzato a Poznan il 7 Luglio scorso e ha vinto il Campionato per nazioni di Bydgoszcz. Nowicki, campione europeo a Berlino 2018 e bronzo olimpico a Rio 2016, insegue il primo oro mondiale dopo i due bronzi vinti nel 2015 e nel 2017. 

Nelle ultime gare pre-mondiali Fajdek ha vinto nel Match tra Europa e Stati Uniti di Minsk con 80.71m, ma è stato battuto da Nowicki nell’ultimo test disputato a Chorzow per 22 centimetri  (79.55m a 79.33m). 

Il rivale più accreditato dei due polacchi è lo spagnolo Javier Cienfuegos, che ha realizzato tre record nazionali in appena quindici giorni arrivando fino a 79.38m al meeting di Andujar il 6 Settembre scorso. 

Gli altri protagonisti da medaglia sono l’ungherese Bence Halasz (bronzo agli Europei di Berlino 2018 e sesto nelle liste mondiali dell’anno con 78.54m), il britannico Nick Miller (primo ai Giochi del Commonwealth 2018 a Gold Coast) e il russo Valery Lukyanov (quarto nelle liste mondiali 2019 con 78.97m). 

Lanci femminili, getto del peso: Gong Lijao favorita per il secondo titolo consecutivo

Dopo un’altra stagione da dominatrice Gong Lijao è la grande favorita per la conquista del secondo titolo mondiale consecutivo. La cinese ha vinto 12 delle 13 gare disputate in questa stagione. Ha vinto la finale della Diamond League a Zurigo stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 20.31m. Vanta quattro delle cinque migliori misure dell’anno. La statunitense Chase Ealey è stata l’unica a battere Gong nel 2019 sfiorando il record personale con 19.58m. Ealey ha lanciato oltre i 19 metri in nove gare su dodici e si è classificata seconda a Zurigo con 19.68. 

Le altre candidate al podio sono la giamaicana Daniell Thomas Dodd (prima ai Giochi Panamericani con il record nazionale di 19.55m), la statunitense Maggie Ewen (prima nel match Europa contro Stati Uniti con il record personale di 19.48m e vincitrice di titoli NCAA nel getto del peso, nel lancio del disco e del martello nel recente passato), la tedesca Christina Schwanitz (campionessa mondiale a Pechino 2015 e argento europeo a Berlino 2018), la canadese Brittany Crew (vincitrice al meeting di Berlino con il personale di 19.28m), la polacca Paulina Guba (oro europeo a Berlino 2018), l’ungherese Anita Marton (campionessa mondiale indoor) e la figlia d’arte statunitense Michelle Carter (campionessa olimpica a Rio de Janeiro 2016). 

Lancio del disco femminile: le cubane Perez e Caballero contro Perkovic

La plurimdagliata croata Sandra Perkovic ha vinto l’ultima edizione dei Mondiali a Londra 2017 e insegue il terzo successo in questa manifestazione, anche se non sarà facile ripetersi anche a Doha contro le fortissime cubane Yaimé Perez (leader mondiale stagionale con 69.39m) e Denia Caballero. 

Perez è la favorita dopo aver disputato la migliore stagione della sua carriera. Ha vinto tre vittorie sulle cinque gare disputate in Diamond League, compreso il successo nella finale di Bruxelles con 68.27m davanti a Perkovic e si è aggiudicata la medaglia d’oro ai Giochi Panamericani di Lima con 66.58m. Si è classificata due volte quarta nelle precedenti partecipazioni ai Mondiali. 

Caballero, campionessa mondiale nel 2015 a Pechino, si è imposta nelle tappe della Diamond League di Stoccolma e Parigi e ha un personale stagionale di 69.20m. 

Perkovic non ha vinto alcuna tappa della Diamond League in questa stagione dopo aver dominato sei edizioni del circuito, ma sta ritrovando la forma dei giorni migliori. Dopo una preparazione rallentata da un infortunio la fuoriclasse croata ha vinto la tappa del World Challenge di Zagabria con 67.78m e il Match tra Europa e Stati Uniti a Minsk con 67.65m e ha realizzato il personale stagionale con 68.58m nella First League del Campionato Europeo pe nazioni di Varazdin con 68.58m

Le altre protagoniste da finale sono la cinese Feng Bin (campionessa asiatica a Doha lo scorso Aprile), le tedesche Nadine Muller (due volte medagliata ai Mondiali con l’argento a Daegu 2011 e il bronzo a Pechino 2015) e Claudine Vita (argento alle Universiadi di Napoli alle spalle dell’azzurra Daisy Osakue e quinta nelle liste mondiali stagionali con 66.64m) e la statunitense Valarie Allman (67.15m in questa stagione a Chula Vista in Aprile). 

La piemontese Daisy Osakue disputerà la sua terza grande rassegna internazionale in maglia azzurra dopo l’eccellente quinto posto dello scorso anno agli Europei di Berlino e il trionfo alle Universiadi di Napoli con il record personale 61.69m. La partecipazione ai Mondiali è il coronamento di una lunga stagione iniziata già in Aprile con le gare universitarie NCAA. Con la maglia gialla del team texano della Angelo State University la studentessa di criminologia ha vinto la Division II della NCAA a Kinstville con 60.26m. 

Le discobole saranno in pedana Mercoledì 2 Ottobre alle 18 per le qualificazioni e Venerdì 4 Ottobre alle 20. 

Lancio del giavellotto: Lyu Huihui grande favorita 

La cinese Lyu Huihui è imbattuta da 12 gare e ha vinto la finale della Diamond League a Zurigo e ai Campionati asiatici di Doha. Inoltre ha stabilito tre record asiatici nel corso della stagione con 67.72m, 67.83m e 67.98m. 

La due volte campionessa olimpica e primatista mondiale Barbora Spotakova insegue il quarto titolo mondiale della sua straordinaria carriera nella stagione del rientro agonistico dopo la seconda maternità. 

L’australiana Kelsey Lee Barber (vice campionessa del Commonwealth a Gold Coast 2018) è stata una delle rivelazioni della stagione con l’eccellente lancio da 67.70m realizzato al meeting di Lucerna. 

La croata Sara Kolak è tornata quest’anno da un infortunio, che l’ha tenuta ferma per tutto il 2018. La campionessa olimpica di Rio 2016 ha realizzato il personale stagionale con 66.42m nel meeting di casa a Zagabria. La tedesca Christina Hussong (campionessa europea a Berlino 2018), si è aggiudicata la tappa della Diamond League a Losanna con 66.59m. 

Lancio del martello 

In assenza della campionessa olimpica e mondiale Anita Wlodarczyk per infortunio, il ruolo di favorita spetta al trio statunitense formato da Deanna Price, Brooke Andersen e Gwen Berry, che occupano i primi tre posti delle liste mondiali dell’anno. 

Price ha vinto cinque delle sette gare disputate in questa stagione e ha stabilito il record nord americano con la misura di 78.24m in occasione della vittoria ai Campionati statunitensi di Des Moines davanti a Gwen Berry (76.46m). Andersen ha migliorato il record personale con 76.75m. 

La principale avversaria delle statunitensi è la cinese Wang Zheng, bronzo a Mosca 2013 e argento a Londra 2017 e quarta nelle liste mondiali stagionali con 76.26m. 

In assenza di Wlodarcyk la tradizione polacca potrebbe continuare con Malwina Kopron (bronzo mondiale a Londra 2017) e Joanna Fiodorow (vincitrice nell’incontro tra Europa e Stati Uniti). Le altre candidate al podio son la francese Alexandra Tavernier (bronzo ai Mondiali di Pechino 2015) e Halyna Malyshik (personale stagionale di 74.95m). 

La giovane emiliana Sara Fantini (figlia del finalista olimpico di Atlanta 1996 Corrado Fantini) debutterà ai Mondiali dopo una stagione da protagonista nella quale ha vinto agli Europei Under 23 di Gavle e ha superato la barriera dei 70 metri con 70.30m.  

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