NBA, Kevin Durant: veleno sui Warriors, Marks parla del suo rientro

Durant non si lascia mai bene con le sue vecchie squadre e non ha lesinato critiche ai Warriors, ma guarderà la prossima stagione dai box.

Durant ai Nets si toglie qualche sassolino

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Ormai ci siamo lasciati alle spalle l’estate NBA e il fallimento di Team USA, che sta già gettando le basi per una riscossa che rischia di lasciare a bocca asciutta tutti gli altri, visti i nomi che hanno già aderito. Ora però l’attenzione si sposta sulla nuova stagione, sui training camp che inizieranno tra qualche giorno e che alzeranno il sipario su quella che potrebbe essere la più aperta, incerta e divertente corsa al titolo degli ultimi anni.

I Brooklyn Nets, dopo aver ricostruito dalle fondamenta a seguito della sciagurata trade che aveva portato a Paul Pierce e Kevin Garnett, si è dimostrata pronta e di grande lungimiranza anche grazie agli apporti italiani di Simone Casali e Gianluca Pascucci (ora assistant GM a Minnesota), facendosi trovare reattiva e con un ottimo futuro nel momento in cui la free agency si è inondata di stelle.

Hanno portato a casa lo scontento Kyrie Irving di Boston, che nel primo tentativo ha dimostrato di non essere pronto a guidare una fuoriserie che lotti per il titolo, mentre assieme a lui ha puntato forte su Kevin Durant, forse il miglior giocatore dell’ultimo quinquennio e di sicuro la chiave degli ultimi titoli dei Warriors, con un “ma” molto grosso riguardante il suo tendine d’Achille che lo terrà lontano dai campi ancora per tanto tempo.

I sassolini dalla scarpa di KD
Durant non era felice

NBA: KD contesta il sistema Warriors

Ricordiamo tutti come Durant si sia lasciato con i Thunder e l’immotivata ira che ha suscitato nei tifosi, facendo una scelta di carriera che ormai viene sempre più demonizzata in nome di una non ben precisata fedeltà che si deve dare alla squadra originaria. Di certo anche dopo questo ulteriore trasferimento non ha lesinato parole pesanti su OKC, ma quello che più ha lasciato perplessi sono le contestazioni al sistema dei Warriors che gli ha permesso (come lui ha permesso loro in verità) di vincere due titoli negli ultimi tre anni.

Il sistema ti porta fino al secondo turno di playoffs. Dopo di che serve dare più spazio al talento dei singoli e agli isolamenti.

Di certo l’individualità di Durant ha permesso ai Warriors di vincere il primo dei due titoli della sua era ed è ragionevole pensare che senza di lui il risultato sarebbe potuto essere differente, quindi il discorso sul talento che risolve le partite ha assolutamente basi solide e inattaccabili. Quel sistema nello specifico, però, ha permesso di arrivare in finale quest’anno e giocarsela sino all’ultimo senza i migliori interpreti, nonché essere stato in grado di vincere il titolo in precedenza e macinare il record di 73 vittorie. Curry ha così risposto alla critica:

A tutti piacerebbe giocare più isolamenti e segnare più punti, ma io preferisco vincere le partite e i titoli piuttosto che giocare qualche uno contro uno in più.

I Warriors saranno diversi, ma di sicuro quello che hanno creato Kerr, Green, Curry e Thompson resterà in eredità alla NBA per tanto tempo e sebbene sia servito a Durant per vincere due titoli, non è evidentemente mai stato abbracciato dalla stella come stile di gioco. In passato, però, ai Thunder questi isolamenti e mancanza di condivisione ha sempre fermato sul più bello lui e Westbrook dal togliersi notevoli soddisfazioni (così come sta facendo con i Rockets). Difficile dire cosa sia giusto o sbagliato, ma di sicuro non sempre la gestione delle parole di Durant è stata esente da pecche in questi ultimi anni.

Marks pone il veto su Durant
Durant non rientrerà

Sean Marks è chiaro sulla prossima stagione

Nei giorni scorsi si è cominciato a parlare anche di Nets e purtroppo ieri è arrivata la notizia che Kyrie Irving è stato ricoverato in ospedale per una gomitata fortuita rimediata in allenamento. Nonostante questo non ci sono particolari preoccupazioni per lo staff e per la dirigenza. Kyrie sarà il leader della squadra in questa stagione e il GM Sean Marks è soddisfatto:

Kyrie sarà il nostro leader e ha già dimostrato di essere pienamente investito di questa responsabilità che ha abbracciato con grande entusiasmo.

Sarà il leader anche perchè Kevin Durant è ai box e sebbene nei giorni scorsi fosse trapelata la classica notizia che la riabilitazione stesse andando meglio del previsto con anche illusioni di vederlo in campo in questa stagione, ci ha pensato subito il GM a smentire:

Non vedremo Kevin Durant in campo quest’anno. La riabilitazione sta proseguendo bene ma non ci sono possibilità che scenda in campo prima dell’anno prossimo.

Parole giuste, nette, che anche se dovessero mai nascondere una reale possibilità di vederlo in campo, tranciano ogni equivoco/sogno permettendo di archiviare l’argomento che potrebbe essere distrazione per la squadra. I Nets sono in rampa di lancio, senza KD quest’anno, ma dall’anno prossimo sarà tutto diverso.

 

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