Milan intrappolato nella rete: mai così pochi tiri in porta in 10 anni

La crisi di Piatek dovuta alle difficoltà ad assimilare le idee di Giampaolo. In crisi però al momento c'è tutto il reparto offensivo.

Il Milan fatica a segnare: negli ultimi 10 anni non aveva mai tirato così poco in porta

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Qualcosa non va. E i numeri, impietosi, sono lì a dimostrarlo. Il Milan fatica, fatica tremendamente. A vincere, a fare punti, ma soprattutto a tirare in porta. Quello il problema principale. Da lì, a cascata, nascono le altre difficoltà. A osservatori poco attenti può sembrare che la soluzione la debba trovare Piatek: al momento il polacco fatica a segnare, sembra spaesato e forse lo è veramente: che il Pistolero venga rifornito da Suso, da Leao o da Rebic il prodotto non cambia. Al momento spara a salve.

In realtà però il problema è un altro, ancor più profondo: il Milan non è sfortunato perché crea e non finalizza, è proprio la costruzione offensiva a non essere sufficiente. Gravemente insufficiente. Al punto che negli ultimi 10 anni mai i rossoneri hanno calciato così poco in porta nelle prime 4 partite di campionato (appena 8 volte). Al momento, fra l'altro, la squadra di Giampaolo condivide con Sampdoria e Udinese l’ultimo posto nella classifica dei gol fatti, con i bianconeri che almeno possono vantarsi di aver segnato sempre su azione.

Il Milan no: un colpo di testa di Calhanoglu e un rigore di Piatek. Questi gli unici due acuti in quattro giornate. Se è con l’allenamento che il tecnico doveva far crescere il gioco (e far assimilare la tattica), per ora non ha funzionato. Eppure Giampaolo è bravissimo a dare alle sue squadre un’ampia gamma di soluzioni offensive. Per questo il timore è che il problema sia di uomini più che di tempo.

Milan, preoccupano i problemi sotto porta
Milan, preoccupano i problemi sotto porta

Milan, quante difficoltà a calciare in porta: mai così male in 10 anni

Contro il Torino il tridente dovrebbe essere più o meno lo stesso del derby. Piatek sostenuto da Suso trequartista e affiancato da Leao. Questo per dare stabilità al reparto. Attenzione però a Rebic, che Giampaolo considera più adatto per affrontare la difesa granata rispetto a Leao. Anche questa scelta farà capire se per il tecnico il problema offensivo si risolverà semplicemente dando tempo al tempo o se invece c'è bisogno di trovare gli uomini giusti. Un dato può però rincuorare i tifosi milanisti: le squadre di Giampaolo sono spesso partite a rilento: nel 2006 il suo Cagliari aveva conquistato appena 2 punti, il suo Cesena, nel 2011, era ancora fermo a 0. L'Empoli, nel 2015, arrivò a 4. Nulla di esaltante. E perfino il primo Milan di Allegri, quello che vinse lo Scudetto, partì con soli 5 punti conquistati dopo 4 giornate.

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Quel che è certo però è che qualcosa bisogna cambiare. Dopo 4 giornate di campionato l'ultimo Milan di Gattuso (non particolarmente offensivo) aveva segnato 7 gol e tirato 27 volte nello specchio, e tre delle quattro avversarie erano state Napoli, Roma e Atalanta. Nei quattro anni di Allegri il minimo prodotto erano stati 4 gol ma serviva solo aggiustare la mira: le conclusioni in porta erano state 25. Il più alto numero di gol fatti spetta al Milan di Inzaghi: 10 su 21 tentativi. Con Montella ben 30 tiri nello specchio nelle prime 4 partite. A Torino il Milan deve darsi una scossa. Non si può più aspettare.

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