SBK, da Ducati a Honda: Bautista firma per HRC

Alvaro firma per la Casa dell'ala dorata, lasciando Borgo Panigale. Lo spagnolo avrà a disposizione la nuova ed attesissima Fireblade.

Lascia Ducati, vola verso Honda: il futuro di Bautista in SBK

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Un anno in SBK da rookie con Ducati e poi via, verso il Giappone. Alvaro Bautista rimarrà - se Rea vincerà il titolo che ha già sottomano - il debuttante più vincente e sconfitto nella storia delle derivate di serie, dal 1988 ad oggi. Lo spagnolo aveva iniziato alla grande una stagione dominata con la Panigale V4 R, battendo tutti. Round dopo round, si è spento. La Kawasaki di Johnny si è avvicinata, i due hanno duellato, il nordirlandese ha avuto la meglio.

Contestualmente, qualche infortunio ha limitato il numero 19 che, non soddisfatto del trattamento economico offerto, ha iniziato a guardarsi intorno. Insistenti le voci da paddock che lo davano in Honda, ma lui smentiva. O glissava. Invece, il comunicato ufficiale emanato da HRC poche ora fa, conferma la validità dei rumors. Nel 2020 "Bau Bau" guiderà una moto del gigante di Tokio.

Attesissima è, infatti, la nuova Fireblade che, stando alle promesse, dovrebbe essere una bomba. Ovviamente, il team dovrà dopo elaborarla e svilupparla al meglio, seguendo le specifiche del regolamento. Incrociamo quindi le dita: con il Cannibale ancora in verde, Bautista in Honda e Redding con la Rossa, lo spettacolo è garantito. Anche perché questi sono tre piloti SBK che si rispettano, ma non si amano.

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Bautista - Honda: un affare appoggiato da HRC

HRC, ovvero, Honda Racing Corporation. Questo è il reparto corse a due ruote più potente e dispendioso del mondo. Per capirci, la RC 213V di Marquez è nata e cresciuta lì, in Giappone. Se ammirate la sigla appena descritta su una moto dell'ala dorata, significa che il coinvolgimento del gigante di Tokio è diretto. Ecco perché nel 2019 abbiamo visto tanti nippo sulla CBR, loro sono il link diretto tra team ed ingegneri. La lingua aiuta.

Per ottenere risultati, tuttavia, serve un corridore che dia gas a due mani. Inoltre, occorre un pilota che voglia riscattarsi, dimostrando che non ama essere la seconda scelta. Il profilo giusto, cioè, di Alvaro. Mentre lui vinceva e Davies le prendeva, Ducati non ha mai offerto allo spagnolo un rinnovo degno di tal senso. Cifre economiche non adeguate per un rookie costantemente sul gradino più alto del podio.

Il malcontento ha preso largo nel box Aruba e l'ex iridato della 125 Grand Prix ha ascoltato più di una proposta, valutandola. Ed accettandola: nel 2020 Alvaro Bautista tornerà in Honda, dopo esserci stato da pilota MotoGP. Con la nuova Fireblade che tutti attendono all'EICMA di Milano, lui ed il team SBK promettono battaglia. Rea e la Kawasaki si faranno trovare pronti, stesso discorso per Ducati, che ha preso Scott Redding, un altro ragazzo voglioso di riscatto.

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