Società, mister e giocatori: Milan, analisi di una disfatta annunciata

Mercato poco funzionale, tecnico confuso e giocatori senza nerbo: il post derby dei rossoneri è un incubo. E Berlusconi punge: "Giampaolo? Sembrava fosse bravo".

Milan crisi rossonera Giampaolo

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AAA Milan cercasi. Da poco meno di 48 ore i rossoneri sono piombati ufficialmente in crisi. La sconfitta maturata nel derby è una brutta botta, non solo perché - ancora una volta - consegna la chiavi cittadine ai rivali nerazzurri, ma anche perché rischia di lasciare strascichi negativi poi difficili da scacciare completamente. Molto facile dire cosa sia andato storto contro l'Inter: semplicemente tutto. La partita non è stata preparata al massimo, probabilmente Giampaolo si sta ancora affidando a giocatori concretamente poco utili e, come ogni volta in cui le cose non girano, gli spettri del mercato si rifanno sotto, minacciosi più che mai.

La domenica a Milanello è stata utilizzata per analizzare a mente fredda un derby nel quale i rossoneri non sono praticamente mai riusciti a impensierire l'Inter. C'è rabbia ma anche sconforto, soprattutto alla luce del lavoro portato avanti dal tecnico abruzzese durante tutto l'arco della settimana. Lo stop dei ragazzi di Conte contro lo Slavia aveva permesso a Giampaolo di trarre qualche spunto interessante su come arginare efficacemente l'avversario, nozioni poi non messe in pratica perché, di fatto, davanti a sé il Milan si è trovato una squadra capace di giocare a ritmi altissimi, mantenendo un'intensità impressionante.

Mancano gioco e risultati, ma secondo le indiscrezioni filtrate dal quartier generale, al momento il mister non rischia. Certo, serve un'inversione di rotta tra Torino e Fiorentina, perché non ci si può più permettere di perdere strada dalla zona europea, il vero obiettivo stagionale. Bisogna tirarsi su le maniche e lavorare con ferocia, magari prendendo spunto dalla fame intravista sull'altra sponda del Naviglio. Confronti a parte, il Milan in campo è apparso spaesato, senza idee né giocatori in grado - magari con un guizzo estemporaneo - di trovare una giocata in grado di stappare la partita.

Milan crisi rossonera Giampaolo
I giocatori del Milan salutano i tifosi alla fine del derby perso 2-0 contro l'Inter: i rossoneri hanno offerto una prestazione mediocre, nonostante Giampaolo e la dirigenza abbiano provato a minimizzare sulla sconfitta

Milan, Giampaolo ha le idee confuse: viaggio nella crisi rossonera

Il viaggio nella crisi del Milan richiede diverse riflessioni. La prima è legata all'aspetto tecnico: quanto sta incidendo Marco Giampaolo? Lui dice di avere bene chiara la strategia d'azione per risollevare la squadra. I tifosi se lo augurano, ma per ora si è visto tutt'altro: i fan rossoneri puntano il dito contro l'ex allenatore della Sampdoria soprattutto per i paraocchi in fatto di sistema di gioco. Giampaolo vuole imporre a tutti i costi il suo 4-3-1-2, senza però avere i giocatori per farlo. O meglio, autocostringendosi ad adattarne un bel po'. Per esempio, il ruolo di Suso continua a rimanere poco definito: lo spagnolo non ha l'imprevedibilità tra le linee per fare il trequartista, ma nemmeno lo smalto per affiancare un centravanti nel ruolo di seconda punta.

Suso è un esterno, figura che il mister aborra a tal punto da aver provato tutti quelli a sua disposizione in altre zone del campo. Borini ha fatto l'interno, Calhanoglu il regista, Castillejo l'attaccante. Inoltre, pare che la società non stia gradendo molto il poco impiego dei volti nuovi arrivati dal mercato. Uno su tutti Bennacer, molto positivo quando è stato chiamato in causa: l'algerino, fresco campione d'Africa con la sua nazionale, darebbe un po' di vivacità a un reparto senza guizzi, troppo fisico e poco tecnico, nel quale spicca la lentezza di Lucas Biglia. Lo stesso Paquetà è finito presto ai margini, nonostante possa rappresentare una risorsa per età e caratteristiche.

Ma Giampaolo è un tipo molto chiuso e tirargli fuori qualche spunto è terribilmente complicato. Ci ha provato Boban, col quale si è intrattenuto per parecchio tempo in separata sede. Il dirigente croato è sempre molto presente, al contrario della società. Gordon Singer, figlio di Paul e socio del fondo Elliott che gestisce il club, ha marcato visita anche al derby, lasciando da sola una dirigenza che, mai come oggi, è chiamata a fare da collante tra staff e club. Ma prima o poi anche Elliott dovrà proferire parola, perché se è vero che i dettami sono stati chiari fin dal principio (niente aste, niente acquisti pagati cifre eccessive), è altrettanto da considerare il fatto che la squadra ha bisogno di sentire la vicinanza della proprietà.

Mercato sotto accusa, manca un trequartista. E Berlusconi: "Non parlo di Boban e Maldini..."

Capitolo dirigenza. Boban e Maldini hanno fatto il massimo per completare la squadra, seguendo pedissequamente le indicazioni societarie. Certo è che non è stato facile. L'impressione però è che sia mancato il dialogo con l'allenatore: nel momento in cui si è deciso di portare avanti un progetto tecnico con Giampaolo, probabilmente si sarebbe dovuto tenere conto del fatto che il calcio del tecnico non può prescindere dalla presenza di un trequartista. Profilo, peraltro, che il Milan non ha mai trattato. Loro hanno condotto la campagna acquisti e dovranno eventualmente delle spiegazioni sugli arrivi di alcuni calciatori. Lampante è l'esempio di Rebic, giocatore completamente in antitesi col credo del mister.

In campo, infine, non è che i giocatori si siano dannati l'anima nel gettare il cuore oltre l'ostacolo. In squadra mancano carattere e personalità, doti che non si possono riscoprire tutto d'un tratto. Andavano acquistate prima, ma adesso che il mercato è chiuso bisogna fare con ciò che si ha. La prestazione del derby è stata a tratti sconcertante: il Milan si è fatto palleggiare in faccia senza reagire e, probabilmente, è questo che fa più male ai tifosi. Della partita ha parlato anche Silvio Berlusconi, reduce dal bel 0-3 del suo Monza in campionato:

Non è stato un bel Milan, sono deluso dal gioco. Giampaolo non lo abbiamo consigliato io e Galliani, hanno deciso loro di prendere quello che sembrava un ottimo allenatore. Boban e Maldini? Preferisco non rispondere: dico solo che da giocatori li ho tifati tanto.

Note liete? Ben poche, ma Rafael Leao e Theo Hernandez hanno fatto intravedere alcune cose molto interessanti. I due possono essere inseriti gradualmente, anche se nel caso del centravanti portoghese bisognerà considerare l'eventuale affiatamento con Piatek, per quanto quest'ultimo non se la stia passando affatto bene e l'unico episodio che lo ha portato alla ribalta delle cronache è stata l'esultanza polemica di Verona. Ma Giampaolo adesso ha bisogno di gente fresca, capace di far cambiare volto alla squadra, quindi dovrà giocoforza dare fiducia a chi dimostra di voler spaccare il mondo. Poi, a fine stagione, si tireranno le somme.

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