NBA: "Non siete abbastanza forti", i segreti di Leonard ai Clippers

Leonard voleva giocare per Rivers, ma i Clippers non erano abbastanza forti, così è arrivato George che ha portato a Kawhi.

Leonard ha chiesto George ai Clippers

1 condivisione 0 commenti

di - | aggiornato

Share

L'estate NBA è stata senza ombra di dubbio la più scoppiettante, imprevedibile e movimentata della storia con stelle che hanno cambiato squadra, Free Agent che hanno spuntato contratti incredibili e scambi che hanno suscitato non pochi dubbi dando anche delle win-win situation impensabili come potrebbe essere per Davis e i New Orleans Pelicans.

Quando tutto sembrava finito e mancava solo Kawhi Leonard a decidere il proprio futuro, è arrivato forse lo scambio meno aspettato, ma che più di tutti ha spostato gli equilibri e le quote per la vittoria del prossimo titolo. I Thunder hanno mandato Paul George ai Clippers in cambio di ben sette prime scelte, Shai Gilgeous Alexander e Danilo Gallinari. La logica sempre più stringente nella NBA attuale dice che ogni qualvolta si possa prendere un top 10 player si debba farlo indipendentemente dal prezzo.

I Lakers lo hanno fatto cedendo anche più del dovuto, così come i Clippers, dei quali però Rivers ha dato diversi retroscena

Ballmer non voleva cedere così tante prime scelte ai Thunder in cambio di George. Gli sembrava un prezzo troppo alto da pagare nonostante il valore del giocatore, ma io gli ho detto che quelle sei scelte sarebbero state quattro per George e tre per Leonard. Un prezzo quindi molto più accettabile.

Ed effettivamente il portarsi a casa George era la condicio sine qua non per arrivare a Leonard.

Leonard ha voluto giocare per Rivers
Rivers-Leonard matrimonio scritto

NBA: "Io voglio giocare per te"

Nell'interessante intervista rilasciata da Doc Rivers, ci sono tanti retroscena della trattativa con Kawhi Leonard. Il manifesto di ciò che significhi essere Doc Rivers nel 2019 è identificabile dal fatto che Leonard si sia presentato al meeting con i Clips professando le seguenti parole:

Io voglio giocare per te perchè non solo sei uno dei migliori allenatori in circolazione, ma mi piace particolarmente come lo sei, il carisma che hai sui tuoi giocatori e come conduci le cose.

Parole importanti dette puntando il dito verso uno dei migliori gestori di gruppi che la lega abbia conosciuto nel recente passato. La sua ultima stagione nella città degli angeli è stato un vero capolavoro e se l'MVP delle finali vuole giocare per te appena dopo aver vinto il titolo, di certo non è per caso.
La sola volontà di Kawhi non sarebbe bastata, però, per vederlo con la maglia Clippers e fargli firmare un contratto che avrebbe garantito un derby di Los Angeles infuocato.

George è stata la chiave per arrivare a Leonard
PG e Kawhi per il titolo NBA

Non siete abbastanza forti per convincermi

Dopo quelle lusinghiere parole verso Rivers, Leonard ha messo una postilla:


Non siete però ancora sufficientemente forti perchè io firmi con voi. O portate a casa almeno un'altra stella o io non verrò.


La mobilitazione di Ballmer e Rivers è stata immediata fornendo una lista di giocatori potenzialmente raggiungibili per accontentarlo e appena letto il nome di Paul George, l'MVP non ha voluto sentire altro: era lui l'uomo da prendere.

Sapevamo che i Thunder volevano smantellare il gruppo e anche che George aveva un contratto pluriennale appena siglato - dice Rivers- per questo qualsiasi prezzo ci sarebbe costato, lo avremmo portato a casa.

Come detto, il prezzo da pagare è stato salato, ma i Raptors con questa tattica hanno vinto un titolo e siccome il mercato impone finestre da contender sempre più strette e affollate, Presti è passato da una parte all'altra del coltello, esattamente come fatto da Griffin con i Lakers, portando a casa tutto ciò che servisse per il suo rebuilding.
Le famose scelte hanno portato a Paul George e poi automaticamente a Kawhi Leonard, che ora al comando di Doc Rivers e con un resto del gruppo che ha raggiunto i playoff in una stagione incredibile, può davvero mirare al titolo NBA e se c'è Jerry West dietro la scrivania (vero deus ex machina di tutto questo), la potenzialità per la prima dinastia Clippers è pronta.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.