Ansu Fati, parla il padre: "Sognavo di vederlo giocare con il Portogallo"

Il gioiello del Barcellona, conteso tra la selezione lusitana, la Guinea-Bissau e la Spagna, ha optato per quest'ultima: "Un dirigente della federcalcio portoghese ci ha contattati, ma non lo abbiamo più sentito."

Ansu Fati

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Esploso improvvisamente in questo inizio di stagione, già considerato all'unanimità una stella del presente e del futuro del calcio mondiale, il giovanissimo gioiello del Barcellona Ansu Fati, 17 anni ancora da compiere, ha scelto di rappresentare la Spagna: convocato in vista dei Mondiali Under 17, ricevuto il passaporto che lo rende a tutti gli effetti un cittadino spagnolo, il talento blaugrana ha scelto di giocare per il Paese in cui è cresciuto preferendolo alla natia Guinea-Bissau dove è nato il 31 ottobre del 2002.

Arrivato in Spagna all'età di 6 anni al seguito del padre, accolto nel comune di Marinaleda, Ansu Fati è cresciuto mostrando un talento calcistico fuori dal comune che lo ha spinto prima a entrare nelle giovanili del Siviglia e poi in quelle del Barcellona, dove è riuscito a emergere nonostante la grande concorrenza, un gravissimo infortunio che aveva fatto temere per il ritiro ad appena 12 anni e alcuni problemi legali causati dal suo ingresso nella cantera dei catalani. 

Emerso improvvisamente nelle prime giornate della Liga, che lo hanno visto prendersi un posto da protagonista complici gli infortuni di numerose stelle dell'attacco blaugrana, Fati ha stupito per lo spessore tecnico, fisico e caratteriale, facendosi trovare pronto nonostante la giovanissima età e una maglia prestigiosa quanto pesante da indossare come quella del Barcellona. La Guinea-Bissau lo avrebbe già convocato per la Nazionale maggiore, ma il ragazzo ha scelto di rappresentare il Paese che ha dato una possibilità a lui e alla sua famiglia preferendola anche al Portogallo, decisione che dispiace a papà Bori.

Ansu Fati in azione

Ansu Fati avrebbe potuto giocare con il Portogallo: la rivelazione di papà Bori

Il padre di quello che presto sarà il gioiello della Spagna Under 17 era fuggito in Europa all'indomani del colpo di Stato del 2003 per cercare lavoro e una sistemazione per la moglie e per i figli. Dopo aver fallito nel tentativo di stabilirsi in Portogallo, Bori Fati si recò a Marinaleda, utopistico comune noto per l'accoglienza e la solidarietà, dove riuscì a inserirsi cambiando la storia della sua famiglia e, in un certo senso, anche quella del calcio dopo essere stato raggiunto dal piccolo Ansu.

Che oggi gioca per la Spagna, ma che papà Bori nonostante tutto avrebbe preferito vedere con la maglia del Portogallo di Cristiano Ronaldo e Joao Felix, come ha confessato al quotidiano lusitano A Bola.

Il mio sogno era quello di vedere mio figlio giocare con la maglia del Portogallo, e credo fosse anche il suo sogno, ma adesso è difficile che si realizzi. Qualche tempo fa ho parlato con un dirigente della federcalcio portoghese, è stata una conversazione molto positiva ed eravamo rimasti d'accordo che ci saremmo sentiti il giorno successivo. Ma poi non ci ha più contattati. 

Possibile, secondo il racconto di papà Bori, che la stella di Ansu Fati non fosse ancora emersa in tutto il suo splendore. L'esordio nella Liga, il primo gol con il Barcellona e il debutto in Champions League hanno cambiato la vita del giovane talento nel giro di pochissime settimane. 

Successivamente, con le partite che Ansu ha giocato, la pressione della Spagna per averlo è cresciuta, si è fatta fortissima e sono stato contattato direttamente da un dirigente della federcalcio spagnola. Ama il Portogallo, come me si sente portoghese e sarebbe stato facile per lui giocare per la Nazionale, avrebbe potuto giocare con Umaro Embaló, che è un suo grande amico e con cui si sente tutti i giorni. È tutto nelle mani di Ansu, presto prenderà una decisione.

Umaro Embaló è un giovane attaccante classe 2001, nato come Ansu Fati in Guinea-Bissau e oggi promessa del Benfica e della selezione lusitana, che ha già rappresentato nelle diverse squadre giovanili. Cosa mai accaduta alla stellina del Barcellona, che a differenza di quanto sostenuto dal padre non avrebbe soddisfatto i requisiti per giocare con il Portogallo, verificati il giorno dopo aver ricevuto il passaporto spagnolo. 

Eppure papà Bori svela ai giornalisti di A Bola che il figlio avrebbe potuto giocare davvero con il Portogallo, se soltanto lo Sporting Lisbona, a cui il ragazzo si era avvicinato appena un anno fa, avesse creduto davvero nelle sue capacità.

Un amico vicino allo Sporting, Rui Casteleiro, mi ha chiamato perché il club era interessato a Ansu. L'estate scorsa, ho fatto loro visita per parlare di questa possibilità. Ho incontrato un manager, ma sono rimasto molto sorpreso quando mi ha detto che avevano intenzione di inserirlo nella squadra giovanile. Sono rimasto ad ascoltare per venti minuti credendo che fosse uno scherzo, dato che il Barcellona mi ha garantito che Ansu avrebbe suonato nel Barça B. Se l'offerta dello Sporting fosse stata concreta posso assicurarvi che oggi giocherebbe per il Portogallo, oggi tutti sanno che può giocare con i professionisti ma nessuno di quelli che ha parlato con me ai tempi lo ha voluto capire.

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