Roma, visto che Pastore? Con Fonseca può ripartire

Contro l'Istanbul Basaksehir l'argentino ha trasformato i fischi in applausi. In assenza di Under e Perotti, può essere l'alternativa utile per accendere la luce.

Roma, Javier Pastore in una nuova veste in Europa League: pronto per una nuova tappa in giallorosso

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E se il vero Javier Pastore fosse quello visto nel secondo tempo della prima giornata della fase a gironi di Europa League? La domanda, lecita, rimbalza negli ambienti di casa Roma dopo il fischio finale del 4-0 inflitto dai giallorossi all'Istanbul Basaksehir sul prato dell'Olimpico. Partita che ha visto il Flaco argentino partire titolare e giocare 65 minuti di ottimo livello.

Tornato nell'estate 2018 in Serie A - dove aveva giocato dal 2009 al 2011 con il Palermo, totalizzando 69 presenze e 14 reti - dal PSG, club nel quale ha giocato per sette stagioni, Pastore ha vissuto la sua annata del ritorno a giri molto più bassi rispetto ai suoi standard. La fiducia concessa da Eusebio Di Francesco prima e Claudio Ranieri non era stata ripagata e il 30enne di Cordoba aveva vissuto l'estate con la valigia in mano, restando nella rosa di Paulo Fonseca nella sorpresa generale e con uno stipendio superiore ai 4 milioni di euro annui da affrontare per le casse societarie.

Alle prestazioni poco soddisfacenti il numero 27 aveva abbinato una condizione fisica precaria, attestata da due mesi e mezzo di stop complessivi per un polpaccio ballerino. Partito come trequartista titolare nel 4-2-3-1 giallorosso, Pastore aveva di fatto perso i galloni da titolare nel derby vinto a fine settembre 2018 contro la Lazio. Infortunio dopo 36 minuti, ingresso di Lorenzo Pellegrini e Roma che vince spinta dal giovane centrocampista. Sembrava l'inizio della fine, invece un anno dopo il talento argentino è pronto a dimostrarsi utile per gli schemi di Paulo Fonseca.

Roma, Javier Pastore ritrovato in Europa League: buona prova contro l'Istanbul Basaksehir
Roma, Javier Pastore ritrovato in Europa League: buona prova nel 4-0 all'Istanbul Basaksehir

Roma, Pastore e il patto con Petrachi: un anno per dimostrare quanto vale

Qualità cristallina, ma muscoli di cristallo. Un binomio agrodolce, con cui Pastore è stato costretto a convivere in carriera e che nel primo anno a Roma si è accentuata. In estate, quando sembrava prossimo all'addio, gli sono bastati pochi allenamenti sotto la guida di Fonseca per decidere di non mollare la spugna e provare a rilanciarsi in giallorosso. Ha lavorato con il suo preparatore personale Tomi Vogliotti, ma asseconda di più il fisico. In asse con la società: al primo fastidio muscolare, sotto con lavoro differenziato e tabelle personalizzate.

Una nuova filosofia, premiata dalla Roma. In campionato Fonseca lo ha fatto sempre entrare nei primi tre turni, alla prima in Europa League gli ha dato una maglia da titolare. Fiducia e zero alibi, nel segno di una promessa fatta con il ds Gianluca Petrachi: mettersi la prima stagione alle spalle e darsi un anno di tempo per dimostrare il ruolo che Pastore può avere in rosa. A 30 anni, c'è ancora tempo per trasformare i fischi in applausi. Come successo nella notte europea contro l'Istanbul Basaksehir.

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