Real Madrid in crisi: nessun tiro con il PSG, Zidane già a rischio?

A un avvio poco brillante nella Liga è seguita la netta sconfitta rimediata al Parco dei Principi all'esordio in Champions: il francese in cerca di una soluzione mentre aleggia su di lui l'ombra di Mourinho.

Zinedine Zidane

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È già crisi in casa del Real Madrid: già protagonista di un inizio di stagione tutt'altro che brillante, con un precampionato deludente a cui è seguito un avvio di Liga deludente al di là dei risultati, la squadra guidata da Zinedine Zidane è stata letteralmente annullata dal PSG nella gara di esordio in Champions League, rimediando al Parco dei Principi di Parigi un 3-0 addirittura più netto di quanto non dica il punteggio finale.

Nel corso dei 90 minuti giocati contro i francesi, le merengues infatti non sono riuscite a effettuare un solo tiro verso la porta avversaria difesa dall'ex Keylor Navas. Una prestazione così misera da non avere precedenti nella storia del club più titolato al mondo, perlomeno non da quando Opta raccoglie questo tipo di dati - stagione 2003/2004 - e che la dice lunga sulle condizioni di un Real Madrid che sta ancora cercando disperatamente di trovare se stesso.

La batosta rimediata contro il PSG, che si presentava alla sfida privo di Neymar, Mbappé e Cavani, arriva dopo la straordinaria serie di infortuni che ha colpito la squadra e che hanno portato a una serie di prestazioni deludenti anche in campionato. Dove le merengues sono imbattute (2 vittorie e 2 pareggi) ma dove certo non hanno giocato gare degne del loro blasone e degli investimenti effettuati in estate. Ecco perché parlare di crisi, e sostenere che Zidane sia già a rischio, non sembra affatto esagerato.

Zinedine Zidane durante PSG-Real Madrid

Real Madrid, tra infortuni e prestazioni deludenti è già notte per Zidane

Sul francese, richiamato a furor di popolo lo scorso marzo in seguito al fallimento prima di Lopetegui e poi di Solari, gli uomini con cui Florentino Perez aveva cercato di sostituirlo all'indomani dell'addio datato luglio 2018, sembra già aleggiare l'ombra di José Mourinho. Il suo ritorno è stato tutt'altro che esaltante, e la sensazione è che il Real Madrid non possa neanche immaginarsi un'altra annata interlocutoria dopo quella appena archiviata.

Pur godendo della stima di Florentino Perez e dell'ambiente madridista, maturata grazie alle tre vittorie consecutive in Champions League, Zidane vede la fiducia nei suoi confronti scemare ogni giorno di più: nonostante gli importanti investimenti effettuati dal club in estate, il Real Madrid non ha infatti mai convinto né in precampionato né nelle prime quattro giornate della Liga, che hanno registrato due faticose vittorie contro Celta Vigo e Levante e due deludenti pareggi contro Valladolid e Villarreal.

Il pensiero di tutti, però, correva alla Champions League, il trofeo che ha consacrato il francese come uno dei migliori allenatori in circolazione e, soprattutto, il terreno di caccia preferito dalle merengues: inserito in un facile girone comprendente Galatasaray, Club Brugge e PSG, il Real Madrid avrebbe esordito proprio contro i campioni di Francia privi delle stelle più importanti. La fiducia di vedere una svolta è svanita quasi subito, i parigini hanno dominato in lungo e in largo e vinto con merito grazie alla doppietta di Di Maria e al gol nel finale di Meunier.

Male in campo - anche nell'ultima vittoria contro il Levante, in casa, Benzema e compagni si sono fatti rimontare da 3-0 a 3-2 - e male anche fuori: il Real Madrid sta vivendo una crisi di infortuni mai vista prima, che lo ha privato di diversi giocatori e che nei fatti ha impedito a Zidane di lavorare con la rosa al completo. Cose che succedono in ogni club, si dirà, ma che nelle merengues ha portato agli stop in queste settimane di Hazard, Asensio, James, Marcelo, Isco, Modric e Valverde e messo sotto accusa il nuovo preparatore atletico, Gregory Dupont.

Il Real Madrid di Zidane, a oggi, è una squadra che non corre, non difende compatta, che manca di idee e di certezze e che non fa paura a nessuno, come testimoniato dalle squadre che hanno affrontato le merengues nella Liga e reso poi evidente dal PSG nella notte di Champions a Parigi. Le colpe non saranno completamente da addebitare all'allenatore, che però nel calcio è sempre il primo a pagare e a cui spetta il compito di trovare soluzioni in tempi di crisi. Cosa che secondo l'ex ds e bandiera del club Predrag Mijatovic, intervistato da "El Larguero", il francese non è portato a fare.

Il Real Madrid deve migliorare tanto, c'è ancora tempo ma non vedo qualcosa che possa far reagire la squadra. Dobbiamo essere tutti molto preoccupati, non vedo Zidane così qualificato per cercare soluzioni che migliorino la squadra, perché i miglioramenti devono arrivare assolutamente. Contro il PSG mi aspettavo un'altra partita, in una competizione in cui il Real ha scritto la storia è stato invece praticamente inesistente. È giusto preoccuparsi, perché questa stagione presenta molte similitudini con quella scorsa.

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