Inter, tensione Brozovic-Lukaku: Conte al lavoro per lanciare il belga

Al termine della deludente gara contro lo Slavia Praga i due nerazzurri si sono confrontati negli spogliatoi: il nuovo numero 9 chiede alla squadra maggiore coraggio, il tecnico studia un modo per metterlo nelle condizioni migliori.

Romelu Lukaku

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Certo lo immaginava diverso il suo debutto in Champions League con la maglia dell'Inter: contro lo Slavia Praga, davanti al pubblico di San Siro, Romelu Lukaku avrebbe voluto bagnare l'esordio in nerazzurro nell'Europa che conta con un gol, riprendendo il ruolino di marcia - 2 gol nelle prime 2 partite - che aveva esaltato tifosi e addetti ai lavori prima di interrompersi contro l'Udinese.

Una partita scialba e anonima quella del belga contro i friulani, una prestazione ripetuta anche contro lo Slavia e, come quella precedente, condizionata anche da un dolore alla schiena che certo non lo ha messo nelle condizioni di rendere al meglio. Al resto ci ha pensato l'atteggiamento della squadra, che né contro l'Udinese né contro i cechi si è mostrata particolarmente brillante in fase di impostazione e coraggiosa.

Nello spogliatoio dell'Inter, al termine della gara contro la Slavia Praga, Lukaku avrebbe chiesto ai compagni proprio maggiore coraggio, maggiore furia, maggiore immedesimazione nel Conte-pensiero: un appello in cui Marcelo Brozovic avrebbe intravisto critiche nei confronti dei compagni, reagendo da par suo e arrivando al confronto faccia a faccia con il belga. Soltanto l'intervento dei compagni, si dice, avrebbe chiuso sul nascere la questione.

Antonio Conte

Inter, Conte studia il modo migliore per esaltare Lukaku

L'accenno di scontro tra Lukaku e Brozovic è una spia importante in vista del derby contro il Milan, appuntamento che nessuna delle due squadre di Milano può permettersi di sbagliare: l'Inter ha dalla sua il primo posto in classifica in Serie A, vero, ma anche la delusione per un esordio in Champions che tutti si immaginavano diverso nel risultato e, soprattutto, nella prestazione, che ha creato tensioni all'interno dello spogliatoio. 

Per questo Antonio Conte è al lavoro, per migliorare un atteggiamento che fino a oggi, al di là dei risultati, è ben lontano dalla brillantezza, dal coraggio e dalla furia agonistica che vuole dai suoi uomini e che è convinto che questi possano mettere in campo. Il primo obiettivo? Mettere Lukaku nelle condizioni di rendere al meglio, assecondando le sue caratteristiche e cercando di non lasciarlo mai isolato.

Il belga è il simbolo della nuova Inter, il più costoso acquisto dell'era Zhang, il perno su cui Conte ha inteso costruire fin da subito la sua squadra: contro lo Slavia Praga, come sottolinea la Gazzetta dello Sport, ha toccato 27 palloni, 7 in meno del centravanti dei cechi Olayinka, effettuando un solo tiro in porta. Può sicuramente dare di più, ma deve essere messo nelle condizioni di farlo, lanciato in profondità e non solo usato come sponda per i lanci lunghi.

Certo andranno risolti anche i problemi fisici e certo, Conte ne è consapevole, non tutto dipende esclusivamente da Lukaku. Il tecnico nerazzurro è consapevole che la squadra è stata molto rinnovata, che gioca insieme da poco e che sta tentando di apprendere dettami tattici inediti, tuttavia non vuole concedere troppi alibi ai suoi: il derby è alle porte, e dopo una delusione come quella contro lo Slavia soltanto una vittoria potrebbe portarlo nuovamente a sorridere. Il Diavolo è avvisato, l'Inter vuole ripartire.

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