Ronaldo: "Non sono io a inseguire i record, i record inseguono me"

L'intervista rilasciata dal fuoriclasse portoghese a ITV.

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Chi è il miglior giocatore della storia del calcio? A questa domanda ha risposto Cristiano Ronaldo, che ha rilasciato una lunghissima intervista a ITV:

Per me sono il numero uno della storia, ma se per alcuni tifosi il numero uno è un altro e io sono il secondo non importa. So di essere nella storia del calcio come uno dei più grandi di sempre. Sono contento che il mio lavoro venga apprezzato dalla gente, quando sento dire che sono il migliore mi sento orgoglioso, vuol dire che riconoscono il mio talento. Penso di essere bravo, ma la mia grande dote è la forza mentale. I numeri non mentono, negli ultimi 15 anni mi sono quasi sempre mantenuto agli stessi livelli, questo grazie agli sforzi fatti, alla dedizione, al duro lavoro, il talento non basta, se non dai sempre il 100% in tutto non arrivi ai grandi obiettivi che vuoi raggiungere. Anche a casa, dopo aver giocato con i figli, devo stare almeno 30-40 minuti in palestra senza mai perdere un giorno, alla fine è questo che fa la differenza, per questo ho 34 anni ma è come se ne avessi 28

Su Lionel Messi:

Non siamo amici ma abbiamo condiviso questo palcoscenico per 15 anni. Ho un buon rapporto con lui perché so che mi ha spinto ad essere un giocatore migliore e io ho spinto lui ad essere un giocatore migliore

Sulla possibilità di vincere il sesto Pallone d'Oro:

Mi piacerebbe e penso che me lo merito. Messi è nella storia del calcio ma credo di avere altri sette-otto anni per essere al di sopra di lui

Sul suo rapporto con i record:

Non sono io a inseguire i record, sono i record che inseguono me. Vincere e avere successo è la mia ossessione, lavoro per questo e finora ho ottenuto quello che volevo. Vincere e avere successo è diventato un vizio per me, ma non credo sia una brutta cosa è quello che mi dà motivazioni e che mi porta a ottenere record in maniera naturale. Se non hai stimoli, invece, è meglio fermarti 

Spazio a un ricordo d'infanzia:

Avevo dodici anni ed ero senza soldi. Vivevo assieme ad altri calciatori della mia età e che venivano da ogni parte del Portogallo. Ed era difficile senza la mia famiglia accanto. Mi ricordo che c’era un McDonald’s lì vicino dove andavamo a chiedere gli hamburger che avanzavano. E c'era una signora che si chiamava Edna, che con due altre ragazze ce ne dava sempre qualcuno. Spero che raccontare questa storia mi aiuti a ritrovarle. Vorrei invitarle a cena a Torino o a Lisbona e ripagarle per quello che hanno fatto per me. Non lo dimenticherò mai

Sulla notorietà:

Essere me è noioso. Negli ultimi dieci anni ho perso la mia privacy. Non posso andare al parco con i miei figli perché la gente si alza. I miei figli diventano nervosi, Georgina è nervosa e io sono nervoso. Da un lato è fantastico essere famosi e finire in prima pagina ma quando sei in pubblico non puoi essere te stesso. Voglio essere di nuovo libero e avere un po' di privacy dopo 15 anni

Sulle macchine che ha in garage:

Ne ho 17, la Rolls Royce è la mia preferita. Ho anche due Bugatti, due Ferrari, due McLaren e un'altra Rolls Royce

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