Il Salisburgo scopre Haaland: tripletta alla prima in Champions League

Il centravanti norvegese ha trascinato i Tori all'esordio assoluto nella fase a gruppi. È il terzo più giovane di sempre a segnare tre gol in 90 minuti nella storia della coppa.

Champions League Salisburgo Haaland

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La Champions League appena cominciata si preannuncia un torneo con parecchi spunti di discussione. Il massimo torneo continentale, già solo nella prima giornata della fase a gruppi, ha messo in vetrina un paio di gioiellini niente male, dei quali probabilmente sentiremo parlare molto presto. Farsi conoscere è il primo passo per spiccare il volo: se a Dortmund il Barcellona si è affidato ancora una volta alla vena del 16enne Ansu Fati, qualche chilometro più a ovest - più precisamente a Salisburgo - potrebbe essere esplosa la prossima "next big thing" del calcio norvegese.

Si tratta di Erling Braut Haaland, centravanti classe 2000 che la Red Bull si è sapientemente assicurata battendo sul tempo la concorrenza di mezza Europa. I motivi per i quali il suo nome potrebbe non suonarvi nuovo sono principalmente due: il primo è che siate appassionatissimi di calcio giovanile e lo abbiate visto giocare allo scorso Mondiale under 20 con la maglia della selezione scandinava. Il secondo, invece, è che siate fanatici di Premier League: il padre di Erling, Alf-Inge, è stato un difensore centrale di discreto successo con un passato tra Nottingham Forrest, Leeds e Manchester City, famoso soprattutto per la grandissima rivalità con Roy Keane nata ai tempi in cui giocava nel Lancashire.

Ecco, Erling dal genitore non ha preso proprio nulla: se a papà piaceva murare gli avversari con mezzi più o meno consoni, il centravanti nato a Leeds è un vero e proprio cannibale d'area di rigore. Lo ha dimostrato all'esordio in Champions League, competizione alla quale il Salisburgo è riuscito ad approdare dopo 13 anni di tentativi andati a vuoto, segnando una tripletta decisiva al malcapitato Genk. La partita, finita 6-2 per gli austriaci, è stato un vero e proprio monologo nel quale il norvegese ha giocato un ruolo da protagonista a tal punto che, i due centrali ospiti, questo biondino capace di segnare in ogni modo se lo ricorderanno per un bel po'.

Champions League Salisburgo Haaland
Erling Braut Haaland è una delle novità stagionali in casa Salisburgo: il norvegese ha segnato tre gol all'esordio in Champions League, confermandosi come uno degli attaccanti più interessanti del panorama mondiale

Champions League, dai 9 gol in una partita alla prima tripletta in coppa: l'Europa scopre Haaland

Non è la prima volta che Haaland dà sfoggio delle sue capacità realizzative in mondovisione. In estate, durante la kermesse iridata per nazionali, si è preso il lusso di segnare 9 reti nella stessa partita, battezzando l'Honduras in maniera spietata per quello che poi sarà un 12-0 in grado di fare parecchio scalpore. Inutile ribadire che 9 gol in 90 minuti sono un record, peraltro difficilmente battibile. Non lo è invece la tripletta segnata al Genk, arrivata all'età di 19 anni e 58 giorni, il che non basta a battere i primati di Raul Gonzalez Blanco (campione del Real Madrid, che tre reti le ha segnate a 18 anni e 113 giorni nel 1995) e di Wayne Rooney, con l'inglese capace di griffare un hat-trick a 18 anni e 340 giorni nel 2004.

Poco male, perché contrariamente ai due succitati, Haaland ha bisogno di farsi ancora conoscere. Per questo, dopo essersi messo in mostra con le giovanili del Byrne e aver fallito un provino all'Hoffenheim, ha deciso di accettare l'offerta del Molde, club che lo ha strappato al Rosenborg mandando una squadra di dirigenti a trattare direttamente con il padre. La scelta sarà decisiva: dopo essersi unito al club biancoblu, il centravanti non ci mette molto a guadagnarsi la maglia da titolare nonostante la giovane età e la folta concorrenza. In un anno e mezzo mette a segno 14 gol in 39 partite e il suo nome comincia a girare.

A Salisburgo non si fanno sfuggire l'occasione, strappando un assegno da 5 milioni di euro e permettendogli di finire la stagione in patria dopo avergli fatto firmare un quinquennale. Il resto è storia recente, facilmente narrabile dalle immagini del match vinto contro il Genk, dove Haaland ha brutalizzato sia Deswaet che Lucumi riuscendo a non dare loro alcun punto di riferimento. Nei gol c'è tutto il meglio del suo repertorio, nel quale spicca una tecnica di base sviluppatissima nonostante il metro e 94 di altezza. Forte di testa, sa giocare di sponda e aprire spazi per gli inserimenti dei compagni, che vanno a nozze con i suoi movimenti a svariare su tutto il fronte offensivo.

La sua ascesa è stata decisamente rapida: Salisburgo rappresenta la piazza ideale per crescere senza pressioni. Il campionato locale è di livello mediocre e permette ai giovani, che nella rosa dei Tori sono veramente tanti, di giocare e anche sbagliare con continuità. Haaland è solo l'ultimo gioiello di casa Red Bull: il suo destino, sia per le caratteristiche che per questioni di opportunità, sembra segnato e probabilmente parlerà tedesco. A Lipsia, la casa madre, a breve dovranno cercare qualcuno in grado di sostituire adeguatamente Timo Werner. Erling lo sa, ma per il momento non ci pensa, perché la stagione è appena iniziata e i gol da fare sono ancora tanti.

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