Juventus, Sarri: "Non siamo favoriti, ma vogliamo vincere e divertire"

La sfida con l'Atletico, il debutto e la voglia di affermarsi: "Non partiamo come favoriti, ma vogliamo provare a vincere e divertire". Bonucci: "De Ligt? Diventerà il migliore"

Juventus, Sarri parla in conferenza

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La prova negativa di Firenze, la polemica a distanza con Conte, il ritorno in Champions dopo un anno di assenza. Sono ore intense, d'emozione per Maurizio Sarri che al Wanda Metropolitano, contro l'Atletico Madrid, farà il suo debutto come allenatore della Juventus nella massima competizione continentale per club. Un'emozione, ma anche pressione perché la Vecchia Signora si presenta ai nastri di partenza non come la favorita numero uno magari, ma nel lotto delle pretendenti più accreditati quello sì.

Dipenderà anche dalla mano del tecnico, dalla sua capacità di dare la propria impronta alla squadra, mano che per ora si è vista solo a sprazzi e non certo al Franchi dove la Juve è stata per larghi tratti in balia dell'avversario. 

Ovvio che la prova poco confortante abbia dato adito a polemiche. Ma chi lo conosce giura che Sarri abbia le spalle abbastanza larghe per sopportare anche le bizze di un ambiente ormai quasi assuefatto alla vittoria in campo nazionale; ma bramoso di affermarsi anche in Europa. Per questo Firenze, prima di Madrid, ha scatenato forse più rumore del dovuto. Nemmeno l'Atletico, dal canto suo, arriva alla sfida di debutto in Champions in condizioni ideali. Domenica, contro la Real Sociedad, è arrivato un tonfo inaspettato e fragoroso, che ha spezzato l'illusione dei Colchoneros di mantenere le distanze da Real e Barcellona ora di nuovo pericolosamente vicine. 

Juventus, Sarri in conferenza stampa
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Juventus, Sarri: "Non siamo favoriti, ma la Juve gioca per vincere"

Ma ovviamente, nonostante l'ultimo passo falso, una squadra come quella di Simeone non può essere sottovalutata. Anzi. Servirà massima attenzione, soprattutto in un ambiente come quello del Wanda Metropolitano che può diventare un fattore da tenere in considerazione. Sarri lo sa e avverte: 

Secondo me è una delle squadre che parte per vincere la Champions. L’Atletico Madrid ha perso un giocatore straordinario, ma ne ha preso un altro altrettanto importante come Joao Felix. Hanno calciatori che ormai sono in un'età adatta a fare la differenza. Faccio l’esempio di Saul che secondo me è uno dei più forti d’Europa. In questa manifestazione oltre alla forza tecnica e tattica occorre anche un pizzico di fortuna, andare fino in fondo è difficile per tutti.

Ma anche la Juventus ha le sue ambizioni, le sue voglie di affermarsi, di diventare una realtà da tenere in considerazione. Oggi, AS, noto quotidiano di Madrid, non l'ha inserita tra le favorite. Ma Sarri dice la sua: 

Siamo la Juventus e l’obiettivo è vincere. Non penso che in questo momento, però, il calcio italiano possa considerarsi favorito in certi tipi di manifestazioni, ci sono delle realtà che sono molto più importanti della nostra. Abbiamo perso il primato negli ultimi vent’anni per colpa nostra e parlo di tutti gli addetti ai lavori. Bisogna tornare a divertirsi in campo senza essere perseguitati dalla paura, dall'ossessione, che non è logica e quindi non deve interessarci.

Gli viene chiesto se il percorso vincente con il Chelsea, in Europa League, della passata stagione possa averlo aiutato nella gestione dell'impegno europeo, quali sono le differenze maggiori tra giocare in Serie A e in competizioni internazionali: 

Il calcio è uguale dappertutto, a tutte le latitudini. Sicuramente ci sono mentalità diverse dalle nostre. Da noi un gol preso è un dramma che si vive tutta la settimana, in altri campionati si riparte con l'idea di pareggiare subito. C'è una leggerezza che non c'è da noi, ma dal punto di vista tattico vedo che tutti si stanno uniformando. Il nostro continua a essere non il più qualitativo, ma forse il più complicato in Europa. Dopo l'esperienza all'estero penso che il livello dei nostri allenatori sia elevatissimo, anche se le cose si stanno livellando. 

Su Pjanic, ancora in dubbio per domani, e le scelte fatte a centrocampo in queste prime uscite stagionali, Sarri risponde così:

Pjanic è a disposizione e  per domani e domani valuteremo se è il caso di farlo partire dal 1' o in corso d'opera. Oggi si è allenato, non ci sono problemi particolari. Khedira e Matuidi sono giocatori importanti, lo dice la loro storia, il loro modo di essere in campo. Abbiamo dietro centrocampisti che magari dal punto di vista del palleggio ci danno qualcosa in più, ma che vanno recuperati, perché negli ultimi mesi hanno giocato quasi niente. Abbiamo diverse scelte in mezzo.

La polemica con Conte, dopo le dichiarazioni del tecnico dell'Inter, non è mai partita. Almeno per Sarri. Non c'è nulla da rispondere a un'affermazione nata da un presupposto sbagliato: 

A Conte è stato riferito qualcosa di errato e quindi a riguardo non penso nulla. Io ho solo detto che le partite contro Napoli e Fiorentina erano per forza di cose diverse, vista anche la temperatura, mi riferivo alle partite della Juve e non ho tirato in ballo nessuno e se Antonio ha risposto qualcosa è perché gli è stato riferito un presupposto sbagliato.

Bonucci ha le idee chiare: "Percorso con Sarri è quello giusto. De Ligt? Diventerà il migliore al mondo"

Senza Chiellini a lui tocca il ruolo di leader difensivo della Juventus. La Vecchia Signora si affida a Bonucci, alla sua esperienza, al suo carisma, per affrontare un passaggio delicato come quello di Madrid:

Sarà importante, come tutte le partite di Champions. Domani sera inizia un grande percorso, ci arriviamo con entusiasmo ed energia perché giocare questa competizione è sempre un sogno. A Firenze non abbiamo fatto una grande gara, ma adesso fa parte del passato. Domani ci aspetta una battaglia, loro in casa offrono sempre qualcosa in più. Noi cercheremo di fare la nostra partita, comandando dal primo minuto e cercando di metterci sul loro stesso livello d'agonismo e cattiveria. 

Bonucci ha le idee chiare anche quando gli si chiede del suo compagno di reparto. De Ligt ha talento, va aspettato, poi un pensiero viene riservato anche a Chiellini che non tornerà prima di marzo:

Sta attraversando un percorso di adattamento, ma anche io sto facendo lo stesso perché le richieste del mister sono ben precise e vanno in una direzione opposta rispetto alle nostre abitudini. Miglioreremo, De Ligt è giovane, ha il tempo per adattarsi e soprattutto ha le qualità per diventare tra i migliori al mondo. Giorgio manca, è una perdita importante, ma io e i miei compagni cercheremo di non farlo rimpiangere.

No a un pareggio. Almeno in partenza. La Juventus, secondo Bonucci, ha tutta l'intenzione di dimostrare che il lavoro intrpareso con Sarri sia adatto all'identità di questa squadra. La rivoluzione ha bisogno di tempo: 

No, non è nel nostro Dna, noi domani vogliamo scendere in campo e dimostrare che il percorso intrapreso con questo allenatore è quello giusto. Se è più facile giocare in Europa? Non lo so, forse in Champions le squadre si chiudono meno e tendono a giocare. Quel che conta però sarà portare a casa punti per il prosieguo del girone. Mi dispiace non ci sia Alvaro (Morata ndr) e nemmeno Diego Costa, ma hanno comunque i giocatori per crearci problemi. 

La domanda, un po' provocatoria, non coglie impreparato il centrale viterbese. Non scambierebbe gli scudetti vinti con la Champions, ma la voglia di affermarsi anche in Europa è evidentemente tanta:

Gli scudetti vinti me li tengo stretti, non è facile fare quello che ha fatto questa squadra. Quest'anno abbiamo una grande rosa, penso sia un organico può competere per tutti gli obiettivi. Quando indossi questa maglia non puoi lasciare nulla, non puoi pensare di concentrarti solo su un traguardo, devi scendere in campo per i tre punti e l'obiettivo finale. Poi nel corso della stagione possono esserci alti e bassi, ma non cambierei nulla.

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