Juventus, protesta del tifo organizzato per l'arresto dei capi ultras

Prossimi all'esordio in Champions League, che avverrà mercoledì a Madrid in casa dell'Atletico, gli uomini di Sarri non avranno il sostegno degli ultras che protestano dopo l'arresto dei loro leader.

Tifosi della Juventus

1 condivisione 0 commenti

di -

Share

Mentre Maurizio Sarri cerca di preparare al meglio i suoi uomini in vista dell'esordio in Champions League, che avverrà domani al Wanda Metropolitano in casa dell'Atletico Madrid di Diego Simeone, la società Juventus si trova a fare i conti con il tifo organizzato, che protesta per l'arresto dei capi ultras - provvedimenti arrivati in seguito alla denuncia dello stesso club - ed è pronto a scioperare in segno di protesta non sostenendo la squadra in Spagna.

Uno scenario che seguirà lo striscione apparso ieri nei pressi dello Stadium dal contenuto inequivocabile: "La Curva Sud è morta", la risposta da parte del tifo organizzato all'arresto dei leader di vari gruppi ultras, avvenuti all'interno dell'inchiesta Last Banner e arrivati con l'accusa di estorsione, violenza privata e associazione a delinquere. Era stata la Juventus stessa a denunciare chi minacciava di creare disordini e tensioni se non avesse visto soddisfatte le proprie richieste relative a biglietti e abbonamenti gratuiti che sarebbero poi stati rivenduti dalla curva.

Il settore del Wanda Metropolitano destinato ai tifosi ospiti dovrebbe dunque restare vuoto, dato che come segno di protesta nei confronti della società il mondo del tifo organizzato bianconero diserterà la prima in Champions League degli uomini di Sarri. Un segnale che potrebbe essere soltanto l'inizio di un braccio di ferro tra la Juventus e gli ultras, una situazione di tensione che potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla stagione del club, che dopo aver dimostrato grande coraggio non può e non deve però fare un passo indietro.

Andrea Agnelli
Il presidente della Juventus Andrea Agnelli, che ha deciso di denunciare le minacce ricevute da parte del tifo organizzato.

Juventus, gli ultras annunciano lo sciopero al Wanda Metropolitano

È bene ricordare infatti che i reati di cui sono imputati i 12 capi ultras arrestati nella mattinata di lunedì 16 settembre sono molto gravi. Nell'estate del 2018, in seguito alla comunicazione da parte del club al mondo del tifo organizzato che sarebbe stata interrotta la cessione gratuita di biglietti per lo Stadium, la risposta degli ultras era stata dura e minacciosa: la Juventus doveva piegarsi, ricordarsi che era quotata in borsa e che i suoi stessi tifosi avrebbero potuto farle passare più di un guaio.

Ha così inizio un lungo braccio di ferro, che registra episodi importanti mentre la Digos segue lo svolgersi degli eventi in attesa di colpire: compaiono striscioni contro la società, vengono uditi ripetutamente cori discriminatori contro i napoletani e nello specifico nei confronti di Kalidou Koulibaly, difensore senegalese dei partenopei, che costano alla Juventus soldi e la chiusura della curva. Le proteste riguardano ovviamente anche l'aumento del costo degli abbonamenti.

Finiscono per finire nel mezzo anche i calciatori: gli ultras disertano la presentazione di Cristiano Ronaldo, protestano quando il portoghese alla fine di una partita calcia il pallone in tribuna invece che in curva, contestano il ritorno dal Milan di Leonardo Bonucci. È una scusa, l'ennesima, che il mondo del tifo organizzato bianconero utilizza per mettere in difficoltà Andrea Agnelli, riaffermare il proprio potere e tornare a godere dei privilegi che il club non intende più concedere.

Una situazione insostenibile, a cui la Juventus deve piegarsi anche per ragioni di ordine pubblico e di sicurezza, pur con la consapevolezza che molti comportamenti sono assolutamente inammissibili: alcuni tifosi vengono allontanati dal posto per cui hanno pagato il biglietto con la forza, i cori discriminatori - con relative multe - continuano così come uno sciopero del tifo, sospeso per un breve periodo dopo i servizi di Report che raccontano l'inchiesta Alto Piemonte - parallela ma non collegata a Last Banner - e del bagarinaggio che da sempre si verifica, impunito, in curva.

Gli ultras si impongono, con la forza e con le minacce, su tutta la curva, sono capaci di condizionare l'andamento del club sul campo e soprattutto fuori, fino a quando l'operazione Last Banner scatta: raccolte sufficienti prove per inchiodarli la Digos arresta 12 capi ultras, nomi e volti storici del tifo bianconero che oggi vengono accusati di una serie di reati che vanno dall'estorsione al bagarinaggio, dalla violenza privata all'associazione a delinquere. 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.