Da esubero a punto fermo: Calhanoglu ora è decisivo per il Milan

Il turco era dato per partente in estate, alla fine invece è rimasto e ha convinto Giampaolo. Che adesso sembra non voler più fare a meno di lui.

Milan, il riscatto di Calhanoglu Getty Images

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Dopo tre giornate di campionato, il Milan ha messo insieme sei punti in Serie A, perdendo 1-0 con l’Udinese e vincendo con lo stesso risultato contro Brescia e Verona. Entrambe le vittorie sono arrivate in un modo o nell’altro grazie a un giocatore in particolare, che questa estate era dato per partente e che invece è rimasto saldamente al suo posto.

Hakan Calhanoglu sembrava essere finito se non proprio ai margini della rosa rossonera, sicuramente sul mercato: l’arrivo di Paquetà a gennaio, gli innesti di Bennacer e Krunic in estate, il recupero di Bonaventura. Tanta, forse troppa concorrenza per lui, che comunque non si è scoraggiato e che alla fine è rimasto. 

Scelta decisamente azzeccata, per lui e per il Milan, almeno a giudicare dalle prime tre giornate di campionato. Calhanoglu ha inciso, si è fatto trovare pronto, ha trascinato la squadra nel momento in cui c’era bisogno di farlo. Senza esitazione, ma con convinzione e dedizione. E negli ultimi due match, è stato l'arma in più di Giampaolo.

Seconda giornata di Serie A: il Milan batte il Brescia con il gol di Calhanoglu

Milan, Calhanoglu è l’uomo in più 

Nella prima giornata di campionato, con Biglia infortunato e Bennacer non ancora inserito negli schemi, Giampaolo ha utilizzato Calhanoglu da regista. La partita non è andata bene, per nessuno dei rossoneri. E non stava andando bene neanche la seconda di campionato, finché l’ex Leverkusen non ha deciso di sbloccarla.

Uno stacco di testa perfetto, un inserimento da mezzala vera sull’assist di Suso. Il turco ha siglato quella vittoria, e contro l’Hellas, in un’altra partita complicata, si è guadagnato il rigore poi trasformato da Piatek. Non solo: il 10 ha anche propiziato la rete del 2-0, poi (giustamente) annullata. Gli squilli rossoneri, in sostanza, a Verona sono arrivati tutti dallo stesso giocatore

Calhanoglu ha risposto alle critiche sul campo 

Molto spesso bersaglio di critiche da parte dei tifosi, il turco non si è lasciato scoraggiare e ha continuato a dare il suo contributo alla causa. Veste rossonero da tre stagioni, ormai: da Montella a Giampaolo, passando per Gattuso, gli allenatori hanno sempre puntato su di lui. Un motivo, in fondo, ci sarà.

Duttile, umile e predisposto a un naturale adattamento: Calhanoglu è stato utilizzato in diversi ruoli, e in tutti ha dimostrato grande applicazione. In alcuni si trova meglio di altri, è vero, ma la dedizione non manca mai. Neanche quest’anno, in cui è partito forte e ha spinto sull’acceleratore, proprio quando il suo Milan aveva bisogno di una scossa. 

C'è una statistica che forse meglio di tutte descrive l'importanza di Calhanoglu per questa squadra: nell’anno solare 2019, il turco ha preso parte in tutte le 26 partite disputate dal Milan, giocando un po’ ovunque. Nonostante la concorrenza, quindi, l'ex Leverkusen continua ad occupare saldamente un posto in campo. Meritatamente, verrebbe da dire.

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