Catania, Lo Monaco contro Biagianti e Marchese: ecco cosa è successo

Prima la vittoria contro la Viterbese, poi il caos: Lo Monaco attacca Biagianti, Marches e Bucolo rei di mancanze di rispetto verso dirigenti, allenatore e compagni.

Catania, Biagianti in azione

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Il comunicato di spiegazione dei fatti promesso dal Catania non è ancora arrivato, ma cominciano a emergere i primi risvolti del caos esploso in casa etnea all'indomani della vittoria sulla Viterbese di domenica scorsa. Un fulmine a ciel sereno che ha portato all'esclusione di tre giocatori, due dei quali vere bandiere del club come Rosario Bucolo, ma soprattutto Giovanni Marchese e Marco Biagianti. 

Per renderci conto del valore dei due giocatori basti pensare che insieme totalizzano oltre 400 presenze con la maglia dell'elefantino. Tanto che molti tifosi, tramite social, si sono schierati dalla parte di Biagianti e Marchese, scagliandosi contro le scelte dell'amministratore delegato, Pietro Lo Monaco, che in città non gode di un consenso unanime. 

Ma cosa è successo? A cosa si deve questa spaccatura tra le due anime del Catania? È necessario allora fare un passo indietro e tornare a domenica sera. La squadra allenata da Camplone ha battuto la Viterbese per 1-0 con un gol su rigore di Lodi, ma il sereno dura poco perché il club emette uno stringato comunicato che gela la piazza: 

Le mancate convocazioni odierne dei calciatori Rosario Bucolo, Giovanni Marchese e Marco Biagianti, ancorché infortunato, sono dettate da gravi motivi disciplinari, prontamente evidenziati e sottoposti all’attenzione degli organi federali competenti.

Catania, Lo Monaco in sede
Catania, Lo Monaco spiega il caso

Caso Catania: la ricostruzione dei fatti

Il ricorso agli organi federali fa pensare subito a qualcosa di molto grave. Il Catania promette nuovi dettagli che però non arrivano nella mattinata di lunedì. Bisogna aspettare allora la sera, quando Pietro Lo Monaco interviene ai microfoni della trasmissione "Corner": 

Marchese, Bucolo e Biagianti saranno messi fuori rosa e fuori lista. L’azione presa è definitiva. I calciatori devono portare rispetto alla società, all’allenatore e allo spogliatoio. Posso comunicare che stiamo lavorando per ottenere la risoluzione contrattuale. Ci sono due casi separati: uno riguarda Marchese e l’altro coinvolge Bucolo e Biagianti. Noi ci siamo rivolti alle autorità federali per i deferimenti e abbiamo chiesto la risoluzione alla federazione. Ora non resta che attendere. 

A gettare uno spiraglio di luce sulle motivazioni alla base della rottura, arrivano le rivelazioni del giornalista di Repubblica Alessandro Vagliasindi. La prima crepa viene fatta risalire a martedì 10, quando il Catania si ritrova dopo il giorno di riposo successivo alla sconfitta contro il Potenza. Lo Monaco entra nello spogliatoio e striglia il gruppo, poi se ne va e Camplone chiede ai giocatori di esprimersi a riguardi, molti tacciono e allora il tecnico si rivolge a Lodi: "Comincia tu, capitano", parole che irritano Biagianti che del Catania è capitano, ma a Potenza assente per infortunio, il quale se ne va infuriato dallo spogliatoio

Il giorno dopo, nel frattempo, Rosario Bucolo ha il telefonino rotto e non riceve l'sms di convocazione per l'amichevole del giovedì. Quindi non si presenta al raduno e raggiunge la squadra successivamente per conto proprio. Si arriva a venerdì 13, quando informato dei fatti, Lo Monaco, prende da parte i due giocatori e li invita a lasciare squadra e spogliatoio. I toni si fanno roventi, le parole sono pesanti e c'è chi assicura si sia arrivato anche al contatto fisico.

Versione non confermata, ma nemmeno smentita dal club. Lo Monaco a quel punto va anche da Marchese, considerato vicino e solidale con Biagianti, ed esclude anche lui che però rifiuta categoricamente la prospettiva della rescissione. Ora non resta che aspettare le decisioni degli organi federali. Per il Catania sono ore caotiche. 

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